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Autore

Rita Pacilio

in archivio dal 01 ott 2012

16 giugno 1963, Benevento - Italia

01 ottobre 2012 alle ore 7:52

Alle lumache di Aprile

di Rita Pacilio

editore: LietoColle

pagine: 72

prezzo: 11,05 €

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La poetica di Rita Pacilio è un’esaltazione di movimento, calore, corpo che con pudore e passione,“spalma il senso del vero e del niente”, mostrando tra gli endecasillabi e terzine “ il battito lento e struggente del suo cuore, e le pieghe a battere i colpi mortali della voglia”. Un cammino che abbraccia l’umana essenza, aprendo gli occhi ed ascoltando i sensi.

“Guardo la terra dei tuoi occhi
dove abitano le piante nude
che i passi certi hanno smarrito.”

divenendo metafora di natura “sei acqua e vento” e “ bisogno dei sassi suoi e del suo tormento..”

Gioco di parole che scruta nell’ animo e fruga tra assonanze e sillabe, tra quartine, terzine e liberi versi, donando potenza alla lirica di Rita, facendola diventare musica.

”Esserti una canzone da morta
cogliermi note lungo le coste
dichiararti la guerra o l’amore
pregare squali di non farmi male.”

Intime emozioni concesse; puntellando e cucendo, posando “rosari divini” e “disubbidendo al dolore e al seme amaro del mattino” che la quotidianità porta.
La Pacilio, diventa “ seno che guarda il mondo” e costruisce mattoni di speranza, oltre l’ ”imbroglio di nervi trasudati dove con i dadi gioca la sorte”.  Messaggio  che si apre e ritmo che incanta ed incalza.
Giri eroici di penna, che attraversano l’ interiorità, scavando nel passato ed affrontando la paura, fidandosi con un sorriso di un oggi che bussa:

”Se un semplice sorriso bastasse
a guarirmi dal fragore del vuoto
scomparirei dalla traccia di me
come roba stantia del cervello.”

Arazzo di emozioni, che parlano alla coscienza del lettore, entrando nelle vene divenendo connubio di spirito e corpo:

“Abito due case
quando chiudo gli occhi e non esisto.
Una è verso il porto e il vento
per scostare le costole del mare.
Una è poco distante da te”

Percorso denso di immagini, tra ossimori ed allegoriche descrizioni.

“Alito doglie di un altro parto
arriverà l’estate da quel giorno:
sono io la figlia piccola che avrai.

Arrivando così, alla seconda parte “ Nelle mie vende un falò”, dove si manifesta un equilibrio e determinata consapevolezza di ciò che fa parte del ciclo della vita.

Ritrovo il respiro dell’anima
nei baci assetati
e maledico nettare e pene.

Maturazione stilistica dove le terzine hanno preso posto alle quartine, liberandosi in prosa, descrivendo l’identità dell’essere Poeta. Saggezza che coraggiosa si apre, spiazzando i paradossi e tra promesse future, cresce come “ piantina di vetro”, mostrando luce e fuoco, “con labbra rosa” e respirando i “passi in corsa”.
Cronaca femminile, viaggio teatralizzato in punti, tra il misticismo ed il mistero, erotizzando anche il proprio “ io ”, Rita Pacilio, offre al lettore tematiche contemporanee da lasciare a bocca aperta e con il fiato sospeso.

recensione di Dulcinea Annamaria Pecoraro

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