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Autore

Rita Stanzione

in archivio dal 08 gen 2010

02 febbraio 1962, Pagani (SA) - Italia

22 marzo 2017 alle ore 3:44

Né qui né altrove

Petali sepali e spine conservo
ogni minuzia che ti disegna
riso, cipiglio, fruscio invisibile
mani bambine nell'adagio di uno spartito
Giù la chiave, nel solito antro
dove una corale canta a più toni
un silenzio straniero
Contemplo il tuo giardino, di sera
eccoli i boschi smisurati
che si frappongono agli occhi
nell'ora in cui si le finestre s'accendono
Le vie desolate, avidi passi
ho percorso guardandomi indietro...
che pena quel quadro anonimo
appuntato a un chiodo di vento!
T'ho vista scendere dagli ultimi istanti
e la foschia m'ha preso la mano
un pezzo di vita s'è addormentato
sul caldovuoto del tuo cuscino
Mi dileguo insieme alla notte
ma un fragore prende a confondermi,
c'è una chiusa che bussa alla porta
 

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