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Poesie di Roberto Bani

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  • 30 dicembre 2005
    Assenza

    Tu non lo saprai,

    quando il sole avrà lasciato

    sulla pelle il suo colore,

    resi glauchi i miei occhi

    tanto da non ritrovare

    i miei passi dentro il tempo.

     

    In un vecchio cassetto

    tra  fiori appassiti  e vecchie parole d’amore

    ho lasciato i rimorsi

    li ho lasciati per te

    per viaggiare leggero.

    E tu non lo saprai.

  • 29 dicembre 2005
    Dopo tutte le guerre

    Se coscienza lasciasse il mio corpo,
    se chiudesse il suo vigile occhio
    e continue lusinghe tacesse
    che  ascoltare  fatica mi costa ,
    se dal  petto levasse il suo peso
    finchè  libera l'aria fluisca,
    ecco allora  che accoglier potrei,
    come unica scelta di vita,
    una quieta e tranquilla rinuncia,
    far di lei  la mia  amante preziosa,
    armi e scudi lontani scagliare,
    al pensiero voltare le spalle,
    e sprezzante mentire al domani,
    rinnegare ideali incarniti,
    e comprare alla mia libertà
    le più belle catene che trovo.
    La candela consuma la cera
    annegando la fiamma e la luce
    perchè il buio non chiede risposte.

  • 28 dicembre 2005
    Se non è Amore

    Legàti a questa terra,
    a miserie umane,
    a sguardi compiaciuti
    e mani sudate.
    Il suono della propria eco
    come unica voce
    del tuo oscuro amore.
    Voglio un odio luminoso,
    assassino della virtù,
    che non smarrisca il suo nome ,
    che abbia luce come una supernova,
    degno del mio  rosso tormento,
    del tuo inutile inquisire.
    La tua scelta è il mio oblio,
    non amare il mio silenzio,
    non baciare le mie parole.
    Sei perfetta.
    Odiami.

  • 28 dicembre 2005
    Gli Sconosciuti

    Non avete colpa se non siete luce.

    Mi nutro di emozioni,

    tagliate dal bordo della vita,

    ma  non sfiorate la mia carne.

    Ricamate strade barocche,

    ridondanti di gioie comprate

     e non sarete mai vicini a me.

    Il vostro cavallo non entrerà

     con l'inganno nei miei pensieri

     e quando ancora una volta oserete amare,

    quando ancora vi volterete

     tornando ad essere statue di sale,

    quando ancora il vostro occhio non mi vedrà,

    morderò la lingua dell'oracolo

    perchè non pronunci più il mio nome.

    E voi sarete tutti con me,

    in un giorno di vento.

  • 28 dicembre 2005
    L'inchiostro nero

    La carta intestata,

    l'inchiostro nero,

    le parole che non so dire,

    che non riesco a leggere.

    Sono segni,

    li vorrei scrivere

    sul tuo corpo,

    con l'inchiostro nero

    che scorre nei miei pensieri.

  • 28 dicembre 2005
    Voglio il tuo regno

    Il troppo

    complicato

    universo delle parole travolgerà la mia

    sconvolta mente.


    DATEMI UNA SPADA,

    DATEMI UN ARCO,

    LASCIATEMI MORIRE.


    Lascio indietro ogni velleità

    lungo un percorso che

    non riesco a distinguere.


    Non ho la giusta moneta per pagare questa

    vita 

    puttana


    VOGLIO IL TUO REGNO,

    LO METTERO' A FERRO E FUOCO,

    VOGLIO LA TUA TESTA SULLA MIA LANCIA!


    Il silenzio sarà la tua fine,

    il silenzio sarà la mia pace.

    E le mani son lorde di vita rossa.

  • 28 dicembre 2005
    Prestami i tuoi occhi

    Prestami i tuoi occhi, dai!

    Cosa vedono i tuoi occhi?

    Mi hai lasciato qui,

    nel buio e nei colori,

    senza  contorni.

     

    Prestami i tuoi occhi!

    Cosa sono questi rumori?

    Sono grida di piacere, gemiti di dolore,

    ansimi affannosi di orgasmi,

    rantoli di morte,

    scricchiolii di ossa rotte.

    Cercavo con te le risposte.

    Hai perduto la mia mano.

     

    Prestami i tuoi occhi! 

    Che cos’è questo odore?

    Sono finito in una latrina,

    dove ha vomitato il mondo,

    dove non riesco a respirare.

    Perché mi hai portato qui?

     

    Prestami i tuoi occhi!

     Che cosa ho bevuto?

    E’ così amaro il veleno?

    Nessun premio prima di morire? 

    L’ultima sigaretta, l’ultima cena,

    l’ultimo bacio, l’ultimo respiro,

    l’ultimo sguardo,

    l’ultimo amore.

     

    Prestami i tuoi occhi, dai!

    Che cosa toccano le mie mani?

    Il denso e morbido calore del sangue,

    i grezzi e lisci segni delle cicatrici,

    le dolci curve del seno,

    l’umida eccitazione della lingua.

     

    Sei ancora qui?

     

    Prestami i tuoi occhi.

    Ho bisogno di piangere

    Voglio piangere legato ad un albero, 

    voglio piangere perché non sei più capace di farlo,

    voglio piangere per non dare risposte,

    voglio piangere per uccidere il dolore,

    voglio piangere per non dover ridere del dolore,

    voglio piangere dal ridere,

    voglio piangere perché ho il posto dove posare il mio sguardo, voglio piangere perché sei qui con me.

     

    Prestami i tuoi occhi,

     proverò a guardare il mare

    La sua voce chiama.

    E’ là che chiama,

      che vuole il mio corpo,

    che cerca i miei pensieri.

     

    E nuovi amori,

      nuove facce,

    nuovi corpi,

    nuove attese,

    nuove paure,

    nuovi addii,

    nuove vecchie cose, 

    nuove  cose già fatte,

    nuove cose già viste,

    nuove parole già dette.

     

     

    Prestami i tuoi occhi.

    Forse tu vedrai lei,

    forse lei ti sorriderà,

    forse lei ti parlerà di me.

     

    Prestami la tua voce.

    Le parlerò di un amore lontano,

    le dirò di come sono morto.

     

    Prestami la tua mano.

    Accarezzerò il mio viso

    come non fa’ più nessuno.

     

    Prestami il tuo respiro.

    Sentirò l’aria dentro me scuotere la vita. 

     

    Prestami un giorno.

    Ancora un giorno.

    Lo guarderò con i tuoi occhi.

     

    Portami dentro te.

    Mi farò leggero come bacio.

    Poi chiuderò gli occhi.

  • 28 dicembre 2005
    Lentamente

    Lentamente,

    impercettibilmente,

    le emozioni si consumano,

    come pietre nel mare,

    levigando il passato dagli angoli taglienti.

    Senza lacrime il domani.

     

  • 28 dicembre 2005
    La giostra

    Ho comprato il biglietto per la giostra colorata

    Sei salita con me sul cavallo più bello

    Con la musica e te il mio mondo girava

    Ho inventato per te una nuova parola

    Hai sorriso cantando e hai buttato via il mondo

    E la giostra girava ma tu già eri scesa

     

    Quanti giri ho mai fatto e tu ferma a guardare

    Quante volte hai sorriso prima di scomparire

    E la giostra si ferma  ora che sono il gioco.

  • 28 dicembre 2005
    Un posto per te

    Più vicino

     Di poco più vicino

    Risentire una voce

    Penombre di corpi

    Strade del piacere

    Fuori di qui il futuro

    Non ora il dolore

    Morbido caldo piacere

    Mai

    Ora

    Sempre

    Splendida luminosa agonia

    Adesso! Adesso! Adesso!

    Le porte che si aprono

    Che chiudono i tuoi occhi

    Rimane il fuoco

    Mai nulla cambia

    Ho un posto per te.

    Non è mai così

    Quando sogni non è mai così.

  • 28 dicembre 2005
    Armonie e cassetti

    Sterili confezioni

    Oligarchie sonore

    Dominio di esegeti

    Preziose assonanze

    Esili, tintinnanti dita

    Pizzicano con sagacia

    Ventri di donne gravide

    Quegli occhi, quegli occhi

    Cercano lettere nei cassetti,

    E quei nomi che non sono più nulla

    Quei momenti che non ricordano luoghi

    Suonare ancora  il violino con graziosi coltelli

    Non è questa l’armonia più grande, più leggera, più eccitante?

  • 28 dicembre 2005
    Bandiere Rosse

    La notte tradisce i miei desideri

    Con macchie di sangue sul muro di casa

    Profumo di sesso e ruggiti di ieri

    Frantuma le attese di  porte socchiuse

    Perdendo per sempre speranze già morte

    Ritorna il passato che mi corre accanto

    Frenetiche mani che scavano fosse

    Tramonta un sorriso con l'ultimo inganno

    Acciaio piegato e bandiere rosse.