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Autore

Roberto Bani

in archivio dal 28 dic 2005

08 giugno 1960, Torino

segni particolari:
N.N.

mi descrivo così:
Potrei dire solo cose belle di me e alla fine scriverei che sono modesto!

28 dicembre 2005

Prestami i tuoi occhi

Prestami i tuoi occhi, dai!

Cosa vedono i tuoi occhi?

Mi hai lasciato qui,

nel buio e nei colori,

senza  contorni.

 

Prestami i tuoi occhi!

Cosa sono questi rumori?

Sono grida di piacere, gemiti di dolore,

ansimi affannosi di orgasmi,

rantoli di morte,

scricchiolii di ossa rotte.

Cercavo con te le risposte.

Hai perduto la mia mano.

 

Prestami i tuoi occhi! 

Che cos’è questo odore?

Sono finito in una latrina,

dove ha vomitato il mondo,

dove non riesco a respirare.

Perché mi hai portato qui?

 

Prestami i tuoi occhi!

 Che cosa ho bevuto?

E’ così amaro il veleno?

Nessun premio prima di morire? 

L’ultima sigaretta, l’ultima cena,

l’ultimo bacio, l’ultimo respiro,

l’ultimo sguardo,

l’ultimo amore.

 

Prestami i tuoi occhi, dai!

Che cosa toccano le mie mani?

Il denso e morbido calore del sangue,

i grezzi e lisci segni delle cicatrici,

le dolci curve del seno,

l’umida eccitazione della lingua.

 

Sei ancora qui?

 

Prestami i tuoi occhi.

Ho bisogno di piangere

Voglio piangere legato ad un albero, 

voglio piangere perché non sei più capace di farlo,

voglio piangere per non dare risposte,

voglio piangere per uccidere il dolore,

voglio piangere per non dover ridere del dolore,

voglio piangere dal ridere,

voglio piangere perché ho il posto dove posare il mio sguardo, voglio piangere perché sei qui con me.

 

Prestami i tuoi occhi,

 proverò a guardare il mare

La sua voce chiama.

E’ là che chiama,

  che vuole il mio corpo,

che cerca i miei pensieri.

 

E nuovi amori,

  nuove facce,

nuovi corpi,

nuove attese,

nuove paure,

nuovi addii,

nuove vecchie cose, 

nuove  cose già fatte,

nuove cose già viste,

nuove parole già dette.

 

 

Prestami i tuoi occhi.

Forse tu vedrai lei,

forse lei ti sorriderà,

forse lei ti parlerà di me.

 

Prestami la tua voce.

Le parlerò di un amore lontano,

le dirò di come sono morto.

 

Prestami la tua mano.

Accarezzerò il mio viso

come non fa’ più nessuno.

 

Prestami il tuo respiro.

Sentirò l’aria dentro me scuotere la vita. 

 

Prestami un giorno.

Ancora un giorno.

Lo guarderò con i tuoi occhi.

 

Portami dentro te.

Mi farò leggero come bacio.

Poi chiuderò gli occhi.

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