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Autore

Roberto Bani

in archivio dal 28 dic 2005

08 giugno 1960, Torino

segni particolari:
N.N.

mi descrivo così:
Potrei dire solo cose belle di me e alla fine scriverei che sono modesto!

30 dicembre 2005

Incontri notturni

Intro: Due vite segnate da esperienze diverse, estranee sulla stessa strada. Due vite che si incontrano un momento per poi scontrarsi sull´asfalto. Sottofondo di questa tragedia solo i colori ed i suoni di un incidente di notte, in cittá.

Il racconto

Un uomo.

 La musica accompagna la strada lucida, i semafori vanno a tempo. La pioggia conta le battute e salta sul vetro. Di notte la città perde il nome, diventa un labirinto di viali e strade. Tutte uguali, in ogni città. Un giro di manopola, il volume si alza e copre i pensieri. Il piede diventa pesante lungo viali svuotati , gli alberi scappano di lato. C'è solo un urlo nella testa. Il dolore è un urlo. Gli addii urlano e si corre per scappare lontano e non sentirli. Forse le lacrime e la pioggia confondono i colori e i semafori diventano tutti uguali di notte.

Una donna.

 La notte sarà solo un intermezzo per il domani dove trovare ancore le parole appena lasciate nell'aria. I desideri realizzati dopo giorni. Le sue carezze sono ancora sotto la maglia che frugano nel cuore. La pioggia e la notte fanno sorridere mentre al semaforo bagnano il cellulare con l'ultimo messaggio della notte: "Stanotte non dormirò: sei il mio sogno ad occhi aperti." Forse la pioggia e la felicità confondono i colori e i semafori diventano tutti uguali di notte.

Un uomo e una donna.

 Il tempo di guardarsi, un solo istante. I visi senza espressione chiudono solo gli occhi e immaginano un'altra storia. Il parabrezza è un'esplosione di colori. Il clacson piange, la musica continua, il cellulare lampeggia. La gioia attraversa la strada del dolore. Il dolore travolge ogni cosa, senza una parola. Solo il fischio di una frenata, lo schianto della fine.

Solo un titolo per i giornali di domani.

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