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Autore

Roberto Fusco

in archivio dal 27 gen 2012

28 marzo 1965, Maruggio (TA) - Italia

mi descrivo così:
Sono professore di filosofia,  ma la "prassi" educativa mi permette di vivere

15 febbraio 2012 alle ore 16:45

Su Dio con indiscrezione

Su Dio con indiscrezione

Ebbene cosa aggiungere a ciò che è stato spogliato e ridotto all'osso

quello che sulla bocca di tutti è l'inflazione delle negazioni, la deriva delle coscienze tremolanti

l'imprecazione dannatamente veritiera che apre uno squarcio nel cuore di tutte le origini.

Più di tutte le bibbie assatanate e anche di più degli avvinazzati di Spirito

si scruti il testamento dell'infinita morte che niente lascia ai vivi

Emerito Dio dacci il numero, anche approssimativo, di quelli di noi di tutti noi risucchiati nella mattanza

nelle pesti vecchie e nuove, nei bubboni passati a fil di ferro, nelle croci uncinate e sante, nei nati e non nati sotto

l'unica malasorte, nelle guerre clandestine, chirurgiche, invisibili come il cancro, di religione e di democrazia,

progressiste e antiabortiste, chimiche, fisiche e microfisiche, purificative e depurative,

e se tanto mi da tanto il conto mi torna indietro con addebito di commutazione

a cosa serve nel clamore delle storie delle colonne disgraziate saperti a banchettare con la tua ombra

mentre giù da noi si è infelici perdutamente

non ti cerco Dio, non domando e non ti chiamo per il timore di straziarmi del niente di significato

non ti perdono il fatto di non essere lì dove si attesta l'umanità calpestata

anche il più duro, incallito tra i carnefici mantiene sospeso l'istante che squarcia la tenebra

mentre preme il grilletto sull'innocente

io non scuso le tue omissioni di soccorso

e non perdono la tua unica incarnazione che maldestra ha solamente predicato nel deserto

imperdonabili capi d'accusa per quel padre che tutto ha tenuto stretto nello spirito

e ai figli ha solamente lasciato il nudo corpo sospeso sull'abisso (con un'anima infreddolita)

io non so se potevi fare di meglio nella distribuzione delle deleghe e nella suddivisione dei profitti

e non so nemmeno se volevi il meglio mentre facevi il peggio

ovvero se distratto dall'incompiuto hai preso gusto a seguirne gli arbitri

e caino urla a caino, come da dio a dio:

perchè siamo quel che siamo e ci diciamo liberi

malgrado il cielo non ci appartenga

noi incagliati nelle miserie di giorno, spazzatura indifferenziata di notte

purchè lo spettacolo continui e dio a seguire.

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