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in archivio dal 02 nov 2006

Sandra Cervone

01 novembre 1961, Gaeta
Segni particolari: Poetessa, Giornalista, Scrittrice.

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  • 02 novembre 2007
    Così, al cielo i rami

    Così, al cielo i rami,
    si gela del tuo cuore
    l'ora incredula.


    Troppa nebbia - la mia stregata strada! -
    rabbuia l'andare tenero
    del merlo.


    Senti? Lontano
    il rintocco debole
    del mio sorriso...


    Eppur, la fecondità
    del tempo - arcano come pianto! -
    ha circonciso
    muti cipressi
    e notti gravide...


    Amore stranco.


    Ritrova la strada...
    ritorna!


    O mio Dolore!

     
  • 13 dicembre 2006
    Ti voglio!

    Rosso, sublime, autentico pensare,
    di me dipinta a mano
    sulla rinuncia.
    Calzami come la neve
    sui vetri opachi dei ripensamenti,
    animata sete di sguardi e ritrovate mani...
    Sovrastami l'anima, coi baci e la luna,
    di languidezze figlio primogenito e di mirtillo...
    Aliterò sui velieri della gioia..
    Pochezza di candore, carezza d'alba
    e seminata pallida perla...
    La bocca e le sorgenti: il miele di castagno,
    la mia vita diventata cubetto gelido di stelle...
    Amami. Io ti voglio!
    Sciarpa stretta al mio destino fragile...
    Che non discenda più dal mio dirupo...
    E se ne compiaccia. Eterno.

     
  • 20 novembre 2006
    Io ti amo...

    Io ti amo,

    perché a spegnere i sogni

    non arrivano le aquile,

    perché delle iene

    ho lunghi capelli

    appesi a ragnatele

    di sonno...


    Ti amo perché mi sei padre e fratello,

    perché dei rimpianti fai legna

    da ardere al risveglio.


    Ti amo perché sei l'amante

    del tempo, del vento, del segno

    di stoiche sconfitte.


    Ti amo. E l'amore  - si sa -

    è capriola di fumo.


    Per questo poi

    non ti amo.


    Né tu ami me

    quando la luce attraversa

    le inferriate.

    E sono solo mia.


    Le tue labbra rimaste

    sui cuscini.

     
  • 08 novembre 2006
    Tristezza

    Non venire da me:

    l'orto scettico

    ha sepolto la radura...

    (troppa attesa

    in stridule viole

    rigenera sospiri)...


    Se arrivi io muoio;

    se taci, imbevuta

    di sogni rivivo...


    Al tramonto del non-detto

    avrai di parole mute

    una trapunta per la notte.


    E di me, incollata al giglio,

    la suprema certezza

    dell'amore. Cantato a due,

    spezzato, crocifisso al divenire.


    Non venire da me.


    Sono porta sbarrata,

    taverna di perdente atmosfera,

    non-più-donna di cera

    intagliata...

     
  • 07 novembre 2006
    Voglio fare l'amore

    Voglio fare l'amore
    col vento che insegue colline.

    Al mare i vestiti di pelle
    -involucri di spine e di strazi-

    Voglio assaporare del vivido
    fuoco la soglia,
    del manto notturno ogni canto,
    di luna gioiosa la rosa
    che -spoglia d'inedia-
    s'insinua
    e feconda si mescola...
    inonda...
    dell'onda
    la fiera promessa...
    la stessa
    fiducia
    che brucia...

    Ah! Voglio fare l'amore
    col tempo!
    Sovrano -ci resta-,
    sovrasta,
    s'assesta,
    si fonde col sogno,
    l'incanto...
    l'ncontro...
    poi scontro...
    poi brama,
    ruscello,
    foresta,
    stormire di fronde
    tremanti,
    raggianti,
    all'amplesso
    mio stesso...
    universo!

    E' l'amore
    che voglio,
    mio canto, poesia
    della vita

    così sia! 

     
  • 02 novembre 2006
    Dormiveglia

    Fragorosi


    -i flutti della notte-


    mi sorpresero


    priva di sogni.


     


    E t'amai


    -carponi-


    come s'ingoia


    la rugiada pei pendii...


     


    Avevo


    -del gelo!-


    una sembianza nuova,


    del lume del mio vento


    una ricciolo di


    storia.


     


    E t'amai


    -meraviglia!-


    come la nave accarezza


    la scogliera.

     
  • Dov'è la mia voce fra le voci?


    Anelito d'impasto e di sgomento...


    Poetare sì, ma del cuore


    passaggio obbligato, alla mente


    memoria e tormento...


    Ti amo, Poesia, d'azzurro silenzio


    t'invoco, dorata maestra e regina...


    Amo del ventre tuo il vortice e


    l'attesa, dell'occhio che incede


    la carezza vigile e il destino.


    Madre incestuosa d'un sogno!


    A me, donna, non più donna


    appari per carpire, vogliosa,


    la mia fede serena e straziata!


    Sempre sete, di te, Poesia,


    sempre alimento appetitoso


    ti fai, delle pieghe di mia solitudine


    avvezza sorella gemella e


    -della notte-


    dolorosa amara compagna!

     
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  • 14 febbraio 2007
    Visione

    Come comincia: Non aveva mai avuto paura di dirglielo. Quando l'Amore sboccia è sempre una grazia, un miracolo, un evento dell'anima...

     


    Non aveva mai smesso di dirglielo. Neppure quando, ad occhi chiusi, ripercorreva in silenzio la loro storia speciale.


    Era pronta a dirglielo di nuovo, se solo lui si fosse affacciato alla porta reale del Tempo invece che all'angolo più remoto dello specchio, là dove i tonfi del cuore in subbuglio si mescolano al sangue caldo del sogno e del desiderio ricorrente...


    Voleva dirglielo! Doveva! Urlare tre parole dopo il suo nome, cantarlo come ninna-nanna, sillabarlo sottovoce, negli amplessi...


    "Io ti amo". Ti amo perché mi sei complementare, perché sei tutto e di questo tutto io ho bisogno per respirare e per vivere...


    Ma i ricordi - si sa - hanno le orecchie otturate! Come statue di marmo freddo e inattaccabile, hanno la giusta e liscia tendenza a far scivolare via le Parole, una dopo l'altra, nel dimenticatoio e nel baratro del silenzio totale...


    "Io ti amo".


    Ma lui non sentiva, né annuiva, né captava, né ricordava, né assecondava...


    E la Strega giaceva nel magico cerchio dell'abbandono. Là dove il suo Vampiro non sarebbe mai tornato...


    Lo specchio ritraeva la goccia del sangue amaro: la stessa che ne aveva reso immortale il soffrire!


    E di lei - per lui - la sensazione carnosa del buio che si moltiplica... il vortice del silenzio denso e vellutato... là dove non arrivano altri stimoli se non i sussurri stridenti dei demoni pentiti...


    Dalla visione gelida e coinvolgente, Lei si svegliò confusa. E, raccolto il coraggio, prese ad urlare con tutto il fiato rimasto, con la mitica forza grattata e racimolata chissà dove, con l'ardire della pazienza che aiuta a non soccombere... "Io ti amo"...


    Ti amo.


    Mistero. Sofferto germoglio. Calore. Certezza che rende "donna".


    Candore.


    Poi rotolò sul letto sfatto. Come uragano che si ritira nella conchiglia infelice.


    Stremata.

     
  • 09 gennaio 2007
    Il viale del brivido

    Come comincia: Lo depose sulla riva del ruscello. Impacchettato come un dono di Natale. L'annusò, lo baciò, lo benedisse con le litanie del bosco. Scavò una piccola buca e lo seppellì, seria in volto, come dinanzi al passaggio d'una reliquia. Tre sole lacrime dagli occhi vitrei. Tanto dolore crocifisso alla ragione. "Amore mio, riposa in eterno!" E coprì con la terra quel che restava del suo tormento. Poi attese la notte e cantò le mille preghiere delle streghe prigioniere. Quando il sole si levò ad illuminare il monte, non restava già nulla dell'innocente oltraggio. Un mucchietto di terra rimossa e tanto sangue avvelenato. Il cuore strappato dal suo petto e una lunga scia di lacrime furtive.

     


    Finì così quell'amore incredibile. Calpestato dagli sconosciuti e ossequiato da talpe e lumache.


    Il suo dono. Rosso di sangue e nero di paura. Donato all'incuria del mondo e al passaggio delle stagioni.


    Di lei non si ebbe notizia.


    Né mai la cercò il cavaliere ingrato.

     
  • 04 dicembre 2006
    Dedicato a te

    Come comincia: Triste e introverso, il mio principe attraversa queste strade, la notte. Sono le vie dell'indicibile, quelle cui si accede agguantando il proprio io e misurandolo coi sogni in cui si è creduto. I suoi occhi azzurro intenso sfidano il buio dell'inatteso. E si fissano negli angoli abbandonati d'uno specchio rotto, appeso alla parete. Guardano oltre e mi trovano. Sconfinata e ardente. E desiderano di me l'essenza stessa del mio esistere. Mi esplorano, quasi mi annusano e mi contengono, mi strattonano addirittura,  per ridonarmi luce nuova.
    Ed è allora che mi lascio scorrere dal tuo sguardo amorevole, mi spoglio dinanzi la tua regale innocenza. E inizio ad amarti. Disperata e tenera. Sussurrandoti con ardore: sono tua.
    E rivelandoti il mio nome: Poesia.

     

     
  • 27 novembre 2006
    Attesi - Parole in Libertà

    Come comincia: Così arrivai a te su questa terra. Fra le foglie giallo oro di un lontanissimo autunno. Subito chiesi di te, vampiro dolce, e mi dissero che ti nascondevi nella notte. Attesi. Più decisa che mai a sfidare il tuo volo silenzioso. A riconoscere di te sospiri e gemiti che impreziosiscono paurosi pensieri. Calzai ali brune intrise di tramonti, maschere pallide baciate dalla luna... Attesi. Nei boschi ritagliati dei perdoni, nelle retrovie più impervie, negli anfratti misteriosi. Attesi. Il tuo bacio delicato che rende eterni. Il tuo abbraccio che confonde ogni pensiero. Attesi i tuoi occhi cielo e mare, lo sguardo glaciale di rugiada... E poi, d'improvviso, ti vidi: fratello maledetto e tanto amato! Avevi il sorriso lunare di chi sa amare anche nel dolore, la ragnatela degli sguardi tagliente e coinvolgente, la mano gelida di chi sa accarezzare il vento... E ti ho amato per prima. Offrendoti il mio collo e la mia serena angoscia... Ora, pur se ti perdo, saprei riconoscerti fra mille... assetato anche tu del mio chiarore metallico... Al volo, insieme, inseguiamo la notte. Ed approdiamo, sempre, nel cuore palpitante dell'esistere!

     


    Tvb sandra

     
  • 10 novembre 2006
    Solo una volta

    Come comincia: L'avvocato aveva interrotto la comunicazione con fare isterico, urlando nella cornetta il suo disprezzo. Ora respirava nervoso, lo sguardo fisso sulla scrivania.
    Ilaria provò a richiamare la sua attenzione, senza risultato. Con i fogli pronti per la dettatura quotidiana, attese disposizioni.
    Nel silenzio pesante della stanza, finalmente, s'udì il pugno dell'avvocato sul legno rossiccio della scrivania.
    "Merda- urlò- non la smetterà mai di rompere! Eccheccavolo...".
    Poi, confuso, alzò lo sguardo su di lei.
    "Dov'eravamo?". Ilaria tentò di spiegare ma l'avvocato coprì la sua voce: "Anzi no, lasci perdere... strappi tutto... ne riparleremo nel pomeriggio... Santiddio".
    Seguì, inattesa, una lunga confessione, fatta di riferimenti più o meno osceni ad una moglie che lo tradiva apertamente e che poi osava essere gelosa,  che gli rinfacciava addirittura semplici sorrisi o gentilezze o commenti positivi su amiche e colleghe. Disse di quando, in vacanza, lei si era lasciata andare ad un ballo sfrenato sui tavoli di un locale snob e di come lui avesse dovuto scusarla coi parenti bacchettoni. E ancora di quando l'aveva vista nuotare nuda in compagnia di un ragazzo di almeno vent'anni più giovane di lei...
    "Posso andare?" chiese la segretaria. "Sì...anzi no... resti... mi devo ancora sfogare... quella pazza di mia moglie... vuole divorziare... capisce? Divorziare... per gelosia! Assurdo vero? E' gelosa! Quasi che fosse colpa mia se..."
    E rimase a fissarla inebetito. Poi si alzò e s'avvicinò alla sua sedia. La guardò come mai, implorando qualcosa...
    "Sei bella, sai?"
    "Scusi?"
    Le accarezzò il volto, il collo, le spalle. La fece alzare e la tenne per mano mentre tornava alla sua poltrona.
    Ilaria restò zitta anche quando, sedutosi, la tirò a sé, sulle sue ginocchia.
    "Aiutami!" diceva piano, mordendole delicatamente un orecchio.
    "Non riesco più a..."
    Lei s'alzò di scatto, lui scivolò giù, sul pavimento e l'attirò a sé, su di sé, stringendola forte.
    "Lo faccia per me - diceva - non si preoccupi, sarà solo per questa volta..."
    Lei ansimava, arrossiva, si difendeva.
    Lui le alzò la gonna e, con scatto rapido, le fu addosso, voglioso.
    "Ti regalerò un orgasmo che ricorderai per sempre - diceva - vedrai... ti piacerà".
    Ilaria sentiva solo voglia di piangere e non aveva forza per lottare con lui.
    "La prego... ti prego..."
    Lo guardò in volto, disperata, poi iniziò a baciarlo con dolcezza. Lui gradì molto e s'abbandonò sul pavimento, ad occhi chiusi. Ilaria, timidamente, gli tirò giù la cerniera dei pantaloni e lo cercò, innocente e tenera. Poi si chinò a baciarlo e fece tutto quello che, da almeno un anno, sognava di fare con lui tutte le volte che lo pensava...
    Da tempo e in segreto, infatti, già lo amava. E ora lo possedeva. Lo sentì fremere, gioire, soffrire, gemere...
    "Sei brava... accidenti... sei fantastica".
    Prima che potesse tornare all'attacco gli fu sopra, con le mutandine scostate, e gli regalò la certezza d'essere uomo. Poi, sempre restando zitta e tremando ancora, s'alzò in piedi e, senza ricomporsi neppure, salì sul davanzale della finestra aperta. Sospirò una volta sola e si lasciò cadere nel vuoto. Col sapore inebriante di lui ancora sulle labbra.

     
  • 10 novembre 2006
    Intermezzo

    Come comincia: Ogni volta che mi guarda intensamente, mi spoglia letteralmente coi suoi occhi.
    Avverto quasi il sibilo del suo pensiero che, se parte in sordina, corre poi veloce e fiero fino al coinvolgimento totale. Dei sensi e delle intenzioni.
    Ed è una piacevole tortura resistere al suo sguardo, tener testa al suo lento, fascinoso, possedermi.
    Eccolo qui. Anche oggi mi guarda. Seduto alla sua scrivania mi scruta e mi desidera. Alzo piano lo sguardo e mi cattura. Mi porta fino al sogno e mi abbandona.
    Allora son io che guardo e imploro e lui mi tiene a sé deciso e coinvolgente, complice magnifico di questo morboso gioco...
    Accenno un bacio, risponde col sorriso. Ed io mi sento sua, ancora e ancora...
    Poi, dall'alto del suo imprigionarmi, concede finanche tenerezza e dedizione.
    E allora rido anch'io della mia sorte strana! Essere posseduta dalla sua foto. Qui, sul mobile, cartacea e innocua!

     
  • 06 novembre 2006
    Amore del mio amore...

    Come comincia:

    Mi vestirò di gelo, trasparente, per ricevere l'amore dalle strade. Nei miei capelli non metterò più nulla, perchè il vento possa scherzare con la luna.


    Ai piedi due stelle, sai?, quelle che vivono di riflessi, perchè tu possa indovinare sempre la scia che porta al mio bene.


    E ti aspetterò, oggi come ieri, come domani, per celebrare con te l'amplesso del perdono.


    Sarò quel guanto che accarezza il tuo cuore, il ruscello che ti fa gemere d'incanto...


    Amore mio dolcissimo!


    Nel corpo di tutti questi anni già compiuti, ritroverai la sorgente della gioia!


    E' la mia anima, eternamente bambina, che avvolgerà di tenere carezze la tua romantica figura...


    Ti amo, cuore delle mie verità, eterno Amore!


    Nudi, come sempre, sfioreremo il cielo che ci venne negato!


    Allora tanto gelo si scioglierà e saremo di carne,ancora,come quando per la prima volta sentimmo scorrere questo sangue nelle mille vene!


    Ogni anfratto sarà per te la strada buona, ogni battito d'ali una promessa.


    Amore mio! Non dimenticare di esserci quando riacquisteremo i sensi per l'amore!


    Ti morderò, ti bacerò, berrò del miele tuo tutto il creato!


    E tu di me a spicchi e baci avrai la mia essenza maliziosa e vera!


    Unità feconda saremo.


    Amplesso eterno.


    Piacere carnale che s'irradia...


    Devi solo aspettare che sia notte e poi vedrai la luce del mio pianto...


    Gioielli splendenti le gocce di dolore vissuto...


    E t'immergerai, attento e voglioso, nel rosso mare della meraviglia!


    Amplesso di catene sciolte, il nostro, aurora di quel peccato che rende eterni!


    Ti amo.


    Amore del mio amore fatto carne.