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Autore

Sandro Spallino

in archivio dal 19 mag 2008

13 ottobre 1971, Ribera

mi descrivo così:
Poeta immaginifico

19 maggio 2008

Alte Speranze

Ai marginali confini
pallidi e oppressi come papaveri
spezzati al peso degli anfibi soldati grevi
procedono, qualcuno al vento
parla, immemore di sé ride, vaneggia,
gelidi occhi suoi azzurri ove si dissocia la vita
specchia un cielo ammazzato,
tra le armi ammutite e pensieri gettati
che agguantano perdute famiglie.
Nel sole, nella pietra nulla più è scritto,
vuota la gloria e buia l'anima resiste.
La nebbia che li inghiotte li ha sentiti.

 

Oltre la brace dei ponti,
quando la luce trapassa in ombra
e proietta il suo velo, appena si percepisce
un soffio di mutamento nell'aria, nelle cose...
Non ritorneranno come prima,
se la Pietà come l'acqua che tempra e purifica
sorge nei cuori loro e li fa migliori di prima,
se per chi è scampato alle rovine la Divina Speranza
non ritesse l'Avvenire.
Così mentre Fiocca la neve un pettirosso
Si posa su un ramo di buganvillea,
proprio vicino a te, uomo che rifiuta l'Eroe,
l'Ideale, mite semplicità di esistere che saltella
ti guarda, e induce ad amare a guarire.

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