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Autore

Sara Scialdoni

in archivio dal 24 mar 2006

02 novembre 1978

segni particolari:
Non sono né un artista né un poeta. Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo ma non sono in sintonia con i miei giorni e le mie notti. Sono una nube, e nella nube è la mia solitudine, la mia fame e la mia sete. K.Gibran

mi descrivo così:
Non sono niente, non sarò mai niente, non posso volere d'essere niente, a parte questo ho in me tutti i sogni del mondo. F. Pessoa

16 maggio 2006

... Perché non ci faccia male

Dimenticarsi un giorno qualunque,
un momento qualunque,
sotto la luce ardita al primo annuncio
o in un angolo di notte solitaria,
che importa.
Non fu per disincanto che ti lasciai
assente di premure ed occhi
sorridendo parole alle tue mani
che mi camminavano vaghe.
No, non per questo ti lasciai,
ma per ognuna delle parole
che troppo seppi trattenere.
Duole l’amore a chi lo stesso
rifugge, randagio nell’anima
e nel mondo come un dio senza altare.
T’avessi sospirato nel cuore,
m’avessi indovinato un sole
dietro la curva del mio destino cieco…
Così, me ne andrò viaggiando
fin dove il mare versa la sua ultima
goccia d’acqua, e lì, lontana,
inciderò in terra un ti amo muto,
perché non ci faccia male.

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