username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Sara Scialdoni

in archivio dal 24 mar 2006

02 novembre 1978

segni particolari:
Non sono né un artista né un poeta. Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo ma non sono in sintonia con i miei giorni e le mie notti. Sono una nube, e nella nube è la mia solitudine, la mia fame e la mia sete. K.Gibran

mi descrivo così:
Non sono niente, non sarò mai niente, non posso volere d'essere niente, a parte questo ho in me tutti i sogni del mondo. F. Pessoa

21 giugno 2006

Implora le mie labbra e taci

Implora le mie labbra e taci, straniero
in una notte di pioggia e stelle nascoste,
che sarà colpa del fuoco che mi divora dentro
se ardo di te, complice in gioco a incastro di sguardi,
perché difendermi non so…

Non so io, che mi faccio pelle a sedurre la tua,
artista del verbo che osa il proibito,
l’inconfessabile corrotto da profumo di donna
su un corpo ribelle, conducendoti dove nessuna,
come nessuna prima d’ora…

Taci, che pecco solo a guardarti e amo l’ignoto
dei tuoi silenzi, i sensi in preda a desiderio
scandito da tregue appena accennate,
per addolciti il fiato e lasciare perle di miele
tra ciglia distese.

Implora le mie labbra straniero, così uniche
nel toccarti l’anima, come ti fossero figlie,
come fossero tue, perché parlo la lingua dei pensieri
che taci e conosco quei tratti vogliosi,
rapiti nell’estasi di una notte di pioggia…

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento