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Autore

Sara Scialdoni

in archivio dal 24 mar 2006

02 novembre 1978

segni particolari:
Non sono né un artista né un poeta. Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo ma non sono in sintonia con i miei giorni e le mie notti. Sono una nube, e nella nube è la mia solitudine, la mia fame e la mia sete. K.Gibran

mi descrivo così:
Non sono niente, non sarò mai niente, non posso volere d'essere niente, a parte questo ho in me tutti i sogni del mondo. F. Pessoa

02 giugno 2006

Sono quella che sono e lasciate che io sia

Sono quella che sono, madre.

Forse non m’ameresti fossi diversa,
perché diversa sono quando me ne vado
a caccia di nuvole per riempirmi gli occhi
di quell’azzurro che non tocco mai, mai.

Sono quella che sono padre, e mi sai
col mio mare in testa a naufragare
tra ignoti volti spenti e mondi di carta
da colorare alla luce di stelle sorelle.

Che ne sarebbe di me, della voce che spendo,
di sguardi caduti fin dove orizzonti sfumano
se barattassi fantasia in cambio di sogni reali a metà?

Madre, padre, ho radici capovolte, legate al vento,
appena sopra la testa di coloro che camminano
non conoscendo che le orme di se stessi.

Insegnatemi da principio
ciò che in principio non compresi,

oppure

sono quella che sono e lasciate che io sia…

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