username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Silvia Becherini

in archivio dal 14 dic 2009

18 giugno 1985, Piombino (LI)

07 novembre 2011 alle ore 0:42

Solo un attimo...

Il racconto

Impietrita davanti ad una luce fredda, anonima, di uno schermo, mi fermo a pensare...pensare a cosa possa significare vivere realmente ogni singolo attimo della propria vita. Ogni secondo, ogni momento a nostra disposizione, senza permettere a nessun soffio di vento di spazzare via i nostri desideri celati, le opportunità offuscate dalla sempre più banale quotidianità.
Un singolo attimo della nostra vita... può essere colmo di gioia, di sorrisi e abbracci. Una carezza sfiorata, un bacio rubato, un sorriso accennato, una dolce parola sussurrata timidamente. Allora ogni singolo attimo della nostra vita diventa prezioso, importante, significativo. Permette di continuare a sognare all’infinito, ogni volta di più, fino al gradino più alto.
In ogni singolo attimo le nostre emozioni possono essere vissute intensamente, talvolta al punto tale da poter mettere in discussione la nostra stabilità interiore e polverizzare tutte le certezze.
Le emozioni possono diventare manifeste, possono entrare prepotentemente nella realtà di un pubblico sconosciuto, il quale ci osserva immobile, lasciandosi trasportare. E per quello stesso pubblico non siamo altro che piccoli, microscopici granelli di sabbia immersi in un oceano di momenti, singoli attimi. Essere creature sconosciute non significa però non poter trasmettere emozioni. Spesso, proprio colui che non si conosce, diviene un volto conosciuto che tramite un sorriso, una buffa espressione, un gesto da campione o una parola carismatica, colma di emozioni i nostri stessi attimi, facendo crescere sensazioni e speranze.
Ma talvolta, quando meno te lo aspetti lo stesso attimo di gioia può trasformarsi in un mostro, una creatura orribile, che facendosi spazio prepotentemente nelle nostre vite indifese, rimbombando amaramente, sottrae a noi la felicità in modo meschino e crudele. Come un tuono che riecheggia rumorosamente in una brillante serata estiva, la creatura fa divenire quell’attimo come quello che mai nessuno avrebbe voluto vivere durante il proprio percorso esistenziale.
E quella domenica…quella maledetta domenica, tra la gioia dei tifosi, il sorriso di una giovane spensierata ragazza, l’orgoglio di un amico che talvolta rompe tanto quasi da sembrare un padre, e gli occhi colmi di soddisfazione di una meravigliosa donna ed una piccola principessa che lo aspettano trionfante tra le proprie braccia, arriva una attimo che cambia il destino di un guerriero coraggioso dai riccioli dorati. Lui che desiderava il gradino più alto, il sogno di una vita piena di sacrifici, si infrange tristemente dopo pochi minuti. In un attimo, un singolo attimo in cui il nostro 58 invece di conseguire la solita banale traiettoria delle abituali cadute domenicali, è tradito da un destino crudele. Un destino crudele, beffardo, che chissà per quale assurda ragione abbia scelto proprio lui.
E così, quel viso conosciuto per una sorprendente grinta da giovane guerriero, diviene conosciuto soprattutto per colpa di quel beffardo attimo, unendo in un secondo il dolore di parenti, amici e semplici spettatori. Che come al cinema, seduti di fronte ad uno schermo, assistono inermi ad uno spettacolo tragico, uniti in un unico dolore talmente grande da apparire irreale: il crollo di un guerriero, la scomparsa di un piccolo campione, che munito di ali d’angelo ha fatto volare la sua Honda nel gradino più alto del cielo diventando così un mito per tutti gli impotenti spettatori.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento