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in archivio dal 23 mar 2012

Sonia Consolo Giaccotto

Udine
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  • 06 aprile 2012 alle ore 10:36
    Nel silenzio della sera

    Nel silenzio puoi ricamare
    parole di infinita bellezza,
    favole amare
    che mai potrai respirare,
    se rimarranno nel limbo
    di ciò che non vive,
    oltre la mente.

    Nel silenzio
    aria intrisa
    di una tristezza mai lisa,
    tela sfilacciata
    di un urlo sgranato,
    fili del cuore
    strappati dalla forza del vento.

    Nel silenzio della sera
    la giornata si addormenta
    tra emozioni deluse
    e un alito stanco
    e si risveglia
    l’anima inquieta
    in un sogno mai domo.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    16.03.2012

    Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

     
  • 06 aprile 2012 alle ore 10:36
    Il tempo dell'inquietudine

    Malinconia
    annoda il mio ventre,
    ferma il respiro
    carezza la pelle,
    di ciò che ormai è stato.

    Il mio passato
    è un coltello che incide
    pensieri informi,
    desideri spauriti.

    Il mio futuro
    è nebbia che vela
    un sogno che vive,
    tra una lacrima triste
    e un sorriso raggiante.

    Anima inquieta
    è il mio presente,
    respiro di vita
    di gioia e amarezza,
    perche dietro la gioia
    vive il dolore
    e dopo il dolore
    risplende ancor il sole.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    05.04.2012

    Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

     
  • 06 aprile 2012 alle ore 10:35
    E viaggio

    E viaggio
    nel treno dei miei pensieri
    tra le sabbie mobili di un sogno
    in attesa di un giorno
    che urli nel vento
    il mio amore ...

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    05.04.2012

     
  • 06 aprile 2012 alle ore 10:35
    Il profumo delle viole

    Ognuno porta il suo fardello
    cupo di emozioni,
    pensieri rubati al vento
    e trattenuti nei sospiri,
    grevi
    sono i ricordi ormai passati.

    Ognuno porta il suo peso
    stanco,
    tra la pioggia e il sole
    tra lacrime che velano,
    ora tristi ora felici,
    lo sguardo austero
    che fissa l’orizzonte.

    Ognuno trascina il suo bagaglio
    tra sogni stesi al sole,
    dopo una notte insonne
    e desideri che profumano di viole

    Si… viole,
    i lor petali leggeri e delicati,
    boccioli morbidamente colorati
    a lungo, i miei pensieri di bimba
    il mento appoggiato ai respiri,
    sul davanzale accecato
    da un pomeriggio estivo,
    da loro sono stati stregati.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    05.04.2012

    Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

     
  • 06 aprile 2012 alle ore 10:34
    Amarezza

    Amaro è il silenzio
    su un passato
    che non c’è stato.

    Amaro è il sentiero
    del non aver amato.

    Amara è la strada
    del lontano fuggire.

    Muta la rabbia
    non e’ indifferenza,
    trasparente
    è la parola:
    nessuna emozione
    colora piu’ le lettere
    del suo sentire.

    Vivere con coraggio
    tra la selva di un mondo
    e le radici di una sera
    di un alba non vera
    non ti rende cosi forte
    come quel no
    che non volevi sentire.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    06.04.2012

    Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

     
  • 23 marzo 2012 alle ore 17:32
    Legati dal filo dell'amore

    Legati dal filo dell'amore,
    invisibile è la corda
    che unisce i nostri fiati,
    nel sogno di un amore
    impalpabile ai sensi,
    ma che unirà in eterno
    le nostre anime...

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    22.03.2012

     
  • 23 marzo 2012 alle ore 17:32
    Ti cerco nel mondo

    Ti cerco nel mondo
    nell'abisso dell'anima,
    oltre i confini della ragione,
    dove il cuore radica i sensi
    e ti trovo in quel fiato
    che profuma d'amore.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    22.03.2012

     
  • 23 marzo 2012 alle ore 17:31
    Il cuore di una donna

    Il cuore di una donna
    e' un goccia di rugiada
    dolce e amara,
    che malinconica
    scivola lenta verso la vita...

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    22.03.2012

     
  • 23 marzo 2012 alle ore 17:31
    Vivo

    Vivo da quando sono folle
    e
    sono folle da quando vivo.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    18.11.2011

     
  • 23 marzo 2012 alle ore 17:31
    Il silenzio

    Il silenzio si incolla
    in un aria tersa
    di emozioni.

    La voce del cuore – di Sonia Consolo Giaccotto
    Tutti i diritti riservati
    17.11.2011

     
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  • 26 marzo 2012 alle ore 10:34
    Tutto ha inizio

    Come comincia: E vita fu.
    Ancora una volta, il miracolo della vita, l’ennesimo, si era consumato in quel luogo indecentemente stracolmo di rumori metallici, che neanche il vocio umano riusciva a superare .
    Appena nato, un gruppo di rumorose donne aveva provveduto a ricoprirlo con una buffa stoffa, raffigurante grossi riquadri dai colori sgargianti: ciò affinché non sentisse freddo, questo, almeno, era il pensiero del protagonista della nostra storia, del tutto ignaro del crudele
    destino che lo attendeva. Chiassose e squillanti voci accompagnarono la sua accurata vestizione: meticolosamente, tali donne si accertarono che quella buffa veste non presentasse alcuna piega e aderisse perfettamente al suo ossuto corpo. Tali gesti, molto accurati, nei suoi confronti lo fecero sentire davvero amato e importante. La sua gioia raggiunse il culmine, quando le donne, che si erano occupate fino adesso di lui, alla fine esclamarono: “È proprio bello, lo
    chiameremo Marcello!”. Successivamente, una di queste lo sollevò, con
    garbo, tra le sue mani e lo rivestì di una plastica trasparente, in modo tale che il suo coloratissimo vestito non si potesse rovinare. Era una donna giovane, dai modi alquanto gentili e cortesi. Marcello, sollevando lo sguardo, incrociò il suo ed ebbe la sensazione di tuffarsi in un immenso mondo sommerso, ma ne colse anche una vena di stanchezza e, forse, anche di tristezza. Le mani con cui la donna lo ricopriva di detta platina, allorquando avevano sfiorato qualche raro lembo del suo ossuto scheletro, rimasto scoperto, si erano rivelate dure e screpolate: dimostravano essere molto provate dal lavoro. Capì che, dietro quel volto gentile, si celava una vita ricca di sacrifici, un marito, forse anche dei piccoli figli da accudire. Il lieve sorriso, che fiorì sul suo bellissimo viso, scivolò piano in fondo al suo, ancor giovane, cuore. La donna diede un’ultima occhiata, per controllare l’accuratezza del suo lavoro e lo portò in fondo a un lungo corridoio. Poggiato, infine, in un enorme cartone, insieme a un numero straordinario di suoi simili, si chiedeva che ne sarebbe stato di lui. E, con lui, continuavano a chiederselo tutti i suoi compagni, se fossero di avventura o sventura ancora era troppo presto per poterlo dire.
    Immaginiamo, infatti, un gruppo di persone che, per un motivo qualsiasi, che qui non stiamo a definire perché irrilevante, si trovano ad essere ignare del proprio destino e a condividere, tutte insieme, questa incertezza. Con molta probabilità, accadrà che ciascuna di queste persone tenterà una previsione personale, più o meno ottimistica, in base o alla propria propensione caratteriale o alle proprie esperienze di vita. Ci sarà, dunque, in questo gruppo, ignaro della futura sorte, chi, essendo stato fino adesso molto sfigato oppure, per carattere, davvero molto pessimista, fino a poter essere definito “catastrofico”, si troverà ad immaginare una lugubre previsione: il peggio del peggio, fino addirittura all’estremo auspicio negativo, la fine della stessa vita, la morte, o, ancora peggio, una morte crudele e dolorosa. E chi, Gastone nella vita, o solo molto ottimista, avrebbe invece previsto soluzioni alquanto più piacevoli.