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Poesie di Stefano Colli

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  • 04 gennaio 2010
    Sera di settembre

    Scrutare il mare verso sera
    è sfogliare le pagine dell’ignoto
    un penetrare durante la veglia
    nel mistero del sogno
    è impadronirsi delle nostre memorie
    terapia che squarcia
    la patina opaca dell’oggi
    è violare il labirinto dell’anima
    bussare a porte chiuse da tempo
    svelare luoghi e doni inaspettati.

    Per questo una poesia
    si scrive ammirando il mare
    ospiti discreti di un miracolo
    che si compie all’insaputa di noi stessi.
    E’ varcare i confini del già visto
    è un delirio sacro in cui si rischia
    la dannazione o una carezza divina.

    La poesia è l’arcobaleno della vita
    e il suo canto il lamento di Dio
    mentre prega per la stoltezza degli uomini.
    Poesia è creazione di senso
    e potersi specchiare nell’immenso
    che il mare al tramonto squaderna
    svelando orizzonti poco usati
    come le rotte di antichi velieri.

    Scrivere versi una sera di settembre
    è assistere ad una messa profana
    innanzi al mare che si ritrae in silenzio
    è ascoltare il respiro del cosmo
    mentre ride delle nostre miserie.