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Racconti di Stefano Coluccia

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  • 13 settembre 2012 alle ore 10:16
    Vivere

    Come comincia: Pensare ossessivamente al passato frena il cammino del presente verso il futuro, è complicato non farlo specie se il passato è migliore della nostra vita attuale ma il rischio è di stallare e cadere giù come un' aereo con i motori in avaria .
    Dovremmo indurire le vene per ammorbidire la nostra esistenza, dovremmo prendere a schiaffi la nostalgia e abbracciare un presente che non apprezziamo , che diventerà anch'esso , inevitabilmente passato.
    Vivere è stordimento, vivere è una vertigine di emozioni , non è semplice vivere.
    Non saremo mai subito pronti a fronteggiare le asperità che la vita ci scaglia contro, all'inizio siamo preda della forza che si espande dall’ evento rovinoso che essa produce ma poi ci rialziamo, usciamo dalle macerie feriti si, ma non a morte.
    Dunque, che fare ? Ammassiamo il dolore in un cassetto e tiriamolo fuori solo per non dimenticarlo, perchè anche periodi laceranti , se sono stati vissuti al cento per cento , possono diventare solo un ricordo, coglierne l'essenza è il segreto e cioè che vivere significa anche soffrire e quindi un passato che ci ha lasciato dentro frammenti di tristezza ma che ci ha insegnato a reagire e a vivere il presente ed il futuro con più determinazione.
    L'occultamento del dolore è cagionevole, è come non volersi specchiare perchè abbiamo timore di vedere dentro il nostro animo, è un'errore farlo, anzi dovremmo avere una stanza di specchi dove poter setacciare la nostra immagine in tutte le sue sfaccettature.
    E' tutto così difficile ma è questa la sfida che la vita ci lancia, essa è spietatamente bella come una donna sensuale ma crudele.
    Vivere è valere e valere è interagire con ogni singolo evento, vivere è sposarne la parola e rimanerne legati nella gioia e nel dolore.
    Vivere significa amare , dalle cose più semplici alle cose più scontate che poi non lo sono, come l’amore che ti viene consegnato dagli altri.
    Ma è la sofferenza che ci mette alla prova e riuscire a viverla in tutta la sua afflizione è un filtro per la nostra esistenza, perché vivere il dolore in tutte le sue taglienti angolature è consapevolezza , è raziocino , è già reazione.
    Quando stiamo male siamo come un foglio di carta spiegazzato dove le parole sopra scritte restano imprigionate, sgualcite e tremolanti ; si’ , è vero ci chiudiamo e non esprimiamo perché abbiamo paura.
    Paura di stare peggio di quanto già stiamo, ma non serve a niente, soffocare uccide, respirare il dolore fa rinascere.
    Nessuno è in grado forse di attuare questi esempi di connubio uomo/vita ma una cosa è certa e cioè che se noi dipingessimo la nostra vita somiglierebbe ad un quadro di Picasso ; scombinato, strano , incomprensibile ma pur sempre bellissimo.

  • 25 agosto 2012 alle ore 13:31
    Senza il tuo sorriso

    Come comincia: Dedicato a Floriana , la mia seconda mamma che se ne è andata..

    Il ricordo… per fortuna esiste il ricordo. E’ una pellicola registrata nella nostra mente che possiamo rivedere quando vogliamo , quando piu’ ne sentiamo il bisogno, basta pensare e il film parte ed inizia.. e poi finisce… e i film della vita hanno tutti lo stesso finale…
    Ma cio’ che e’ importante sono le scene di questo meraviglioso film e le persone che ne hanno fatto parte , persone che, in questo ricordo hanno avuto al centro un irripetibile esempio di bonta’ e amore per gli altri , alla quale la vita ha dato tanto , un marito, dei figli, dei nipoti e degli amici ,ma anche un nemico oscuro e maledetto che l’ha perseguitata ininterrottamente per troppi anni.
    Io non credo che abbia vinto , mamma Floriana l’ha combattuto ostinatamente trovando nutrimento nell’amore per Luciano e la sua famiglia e alla fine e’ lei che ha deciso che lui vincesse… Si, e’ cosi’, mamma Floriana era troppo forte e come una guerriera non ha permesso che nel suo castello dorato entrasse il male, lei ha protetto tutti da questo schifoso essere .
    Era sempre sorridente ma dentro urlava , combatteva il dolore, l’inquietudine e la paura di non farcela, quante volte avrebbe voluto mollare ! Ma non l’ha fatto..
    I ricordi… quanti ricordi … tutti colmi di amore e gioia insieme alla mia seconda mamma.
    Con lei ho respirato aria salubre, ha disegnato, nel mio allora piccolo cuore, baci e abbracci indelebili e sorrisi , sorrisi fatti di amore materno, di comprensione .. mi manca il tuo sorriso Floriana, mi manca da morire.
    Noi cuccioli ci sentivamo in una reggia nella nostra casetta in campagna, avevamo tutto cio’ che potevamo desiderare, alberi di ciliege, rovi di more, campi di grano, uno stagno affollato di ranocchi, ma soprattutto avevamo intorno a noi calore, considerazione e noi lo sentivamo.
    Erano anni che chiunque ci invidierebbe nel sentirne parlare, troppo belli, troppo perfetti.
    E poi… eccoci qui, un fiore di primavera che diventa una foglia d’autunno, un vento impetuoso l’ha staccata dal suo ramo e l’ha fatta volare per anni da un’ospedale ad un altro, da una preoccupazione ad un’altra, senza sosta , senza alcuna pieta’ !
    Le ha tolto tutto questo malvagio mostro, ma non la dignita’…
    Il finale doveva essere questo per te e tu l’hai sempre saputo ma nessuno ha mai pensato che un giorno tu lasciassi che lui vincesse.
    Io non voglio piu’ pensare a questi giorni come giorni di sola sofferenza, io devo pensare che tu adesso sei finalmente serena e che nessuno di noi in questi giorni sta soffrendo quanto quello che hai sofferto tu in questi ultimi anni.
    Devo essere felice che tu adesso hai finito di sentire dolore, sono certo che adesso la serenita’ sara’ la tua casa , noi siamo qui a piangerti perche’ tu hai lasciato tracce di amore e altruismo rare da trovare in questo mondo da schifo, io ti sento ancora anche se non ci sei piu’ .
    Senza te tutto e’ piu’ complicato, una spada ha perforato i nostri cuori e cosi’ deve essere, guai a dimenticarti, tu non ci hai lasciati.
    Senza il tuo sorriso il sole che sorge ha meno luce ma vedrai che io, che tutti noi, riusciremo a vincere la tua assenza sapendo che tu ci guardi e che ci guardi con quegli occhi pieni di vita che tu avevi e con quel sorriso che mi manchera’ per sempre.

    Con amore
    Stefano

  • 30 marzo 2012 alle ore 13:11
    Lasciarsi andare

    Come comincia: Nessun punto di riferimento, nessuna meta, cammino lungo un sentiero e poi d'improvviso un fiume, mi getto nudo, raggiungo la cascata e dietro di essa il sole.
    C'e' un bel tramonto, la sabbia ha lo stesso colore del paradiso, mi alzo e i miei piedi scavano la rena bagnata, intorno a me la melodia del silenzio.
    Aspergo i miei capelli, le gocce di sale scendono sulle mie labbra e gusto il sapore del mare, salgo su una duna e al di la' di essa la notte, una notte illuminata dalle candele accese intorno ad un casa con un tetto di paglia.
    C'e' una tavola imbandita di cibo e vino, si alza un vento fresco e rigenerante che asciuga il mio corpo spoglio, mi adagio sulla sabbia con un calice colmo di bacco e sorrido , il cielo e' una coperta di stelle.
    I miei occhi sono ancora chiusi, ho respirato libero perche' mi sono lasciato andare come un'aquilone che sfugge dalle mani di un bambino e dolce e' annegare nel mare della fantasia.