username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Stefano Di Lorito

in archivio dal 23 giu 2008

31 dicembre 1963, Genova

13 maggio 2009

Il paese dei malocchi

Intro: Una “massa oscura”, la definisce il nostro autore: quegli elementi e quelle forze imperscrutabili che, in misura più o meno accentuati, recepiamo o siamo noi stessi in grado di suscitare. Forse, solo il prodotto ostile di una indifferenza e di una diffidenza che incombe.

Il racconto

Vi arrivai per caso, o meglio, mi ci ritrovai all’improvviso.
Un attimo prima, camminavo per strada normalmente, come ogni giorno.
Un attimo dopo, ero immerso in una città, una nazione, un mondo, dove ognuno spande a piene mani le sue malie, le sue magie, le sue maledizioni.
Era chiaro che si trattava di una condizione di improvvisa paranoia, un attacco di panico, atipico, perché non dava sintomi fisici, ma solo intellettuali.
In altri tempi, avrei potuto prenderlo per un’illuminazione improvvisa, una presa di coscienza. Ma non allora, non in quella fase della mia vita, non in questo tempo di confusioni endemiche.
Mi abbandonai comunque all’intuizione.
In ogni volto che incrociavo, vedevo la protervia dell’esistenza individuale. Drammatica, feroce, insulsa. Eppure inevitabile.
Negli occhi dei passanti, scorgevo una misteriosa e terribile energia che, chi più chi meno, riversava sugli altri.
Una rete capillare e intricata di reciproci incantesimi, per lo più malevoli, per lo più dei
malocchi appunto.
Mi domandai se non fosse vero tutto questo.
Se oltre agli atti, alla presenza fisica, che ognuno di noi impone agli altri, non ci fosse, per sovramisura, anche questa influenza invisibile, tra tutti noi.
È antica come l’uomo, la credenza nel malocchio. Ma la si ritiene comunemente la capacità rara e malefica, di pochi individui dannati dalla sorte o dal demonio, o da se stessi.
Invece forse, appartiene a tutti. Nel bene e nel male. Ci si porta fortuna e sfortuna, uno all’altro, senza nemmeno scambiarsi parole, senza nemmeno conoscersi.
Quasi una “massa oscura”, invisibile appunto, che costituisce il principale componente dei rapporti, ma rimane occulta. Come nella moderna cosmologia.
E la cosa terribile, è che nessuno è cosciente di cosa proietta realmente, intimamente, nella vita degli altri. Non sono le intenzioni coscienti, non sono gli stati d’animo soggettivi, a generare il bene o il male. È solo alchimia.
Una persona che ti ama, può essere invece fonte di sfortuna e disgrazia, e una che ti odia, al contrario, inconsapevolmente e suo malgrado, portarti fortuna.
Una simile visione toglierebbe ogni senso all’umana coscienza, alle umane intenzioni. E anche alla divina giustizia.
Mi riscossi da questo rapimento paranoico, guardai negli occhi blu di quella bella ragazza che passava. E preferii credere in quello che vedevo.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento