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Autore

Ugo Mastrogiovanni

in archivio dal 26 ago 2006

12 marzo 1936, Orria (SA)

mi descrivo così:
Mi diletto a scrivere poesie da quando ero al liceo. Dopo la laurea, la mia vena poetica è stata bloccata dal lavoro. Ora che sono a riposo... spero nei lunghi periodi di riflessione e nipoti permettendo per recuperare i giorni perduti.

11 settembre 2006

A mia Zia Giulia

È il vèspero,
il giorno e il sol van declinando
ed il pensiero s’inginocchia al sacro,

mi setaccia l’anima, mi rattrista il viso,

enumera i ricordi.

Quand’ecco, all’improvviso,

sugli arcani tratteggi del riverbero

lontani accordi d”Amapola”

la tua canzone.

Laddove, sola, ti riempia la stanza

e con movenze di danza tu cantavi

sul fruscio del disco che raschiava

e col cantar pregavi.

Quanti ricordi Zia, quanta emozione

quella canzone dei miei dieci anni!

<Ugo dai corda>

ed io correvo a rotolar la manovella.

La soffio a te questa canzone!

Anche se ad altri suon porgi l’orecchio,

nuovi canti gorgheggi,

di sublimi concerti, per alte sinfonie oggi gioisci,

e lisci selciati d’oro e di diamanti il passo sfiora,

Essenze eterne ascendi

vietate a noi immortali.

Solo per pochi istanti

vorrei poter mirar le tue Visioni

nella Forgia dei Santi.

Vorrei spiarti,

starti vicino;

favilla del Cielo tu,

io, impasto di terra.


Settembre 2005

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