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Autore

Valeria Sartino

in archivio dal 15 set 2006

11 aprile 1988, Napoli

mi descrivo così:
"Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero". O.Wilde

20 ottobre 2006

Ci si può innamorare in 5 minuti?

Intro: Si può vivere senza amore? Sì, certo. Non si muore, ma si vive veramente? Ecco come l’autrice ci racconta l’amore come fonte di vita, come “motore che ci fa respirare…”.

Il racconto

Un giorno come tanti, persone come molte,vite che si intrecciano, sguardi che si incrociano. Sono solo momenti. Solo storie. O forse attimi che durano eternità, storie che come linee rette si prolungano all’infinito. Tutti sono alla ricerca della felicità, di quell’istante per il quale potresti scalare un monte o guidare ininterrottamente per cinque ore, solo perché c’è lui a portarti per mano. A renderti capace di gesti folli e inaspettati, a complicarti la vita maledettamente, a distruggere i castelli di carta fino ad allora costruiti:c’è lui. L’amore è dietro l’angolo, nascosto in un vicolo, che all’improvviso, balza fuori e ti trascina nel suo vortice,fino a toccare il fondo. Ma non ti importa, tanto…c’è lui!

 


Distanze ci dividono, materiali e non, ma siamo disposti a tutto pur di non perdere quello per cui viviamo, il motore che ci fa respirare e sperare. Eravamo innamorati, ricordi? Una cosa sola tu ed io; la stessa vita, uguali dolori e gioie, segnati da un unico destino. Segretamente persi l’uno nell’altra, parole gridate al silenzio delle stelle: confidenti mute, avevano una risposta a tutto. Ora no, il cielo è cambiato:non più blu scintillante,ma nero opaco,freddo,mortale.


Sabbia e maschere su di noi, circondati da un mare inquinato, dove non esiste più alcun sentimento puro. C’è del marcio qui fuori e neanche una goccia di pioggia a lavarlo via. Ho sete, la gola secca, la testa che mi scoppia, ma nonostante tutto i pensieri continuano a portarmi lontano, sempre nello stesso luogo, dove ti ho incontrato. Seduta su di un tavolo a parlare di tutto e niente.


-Ho un figlio- mi dicesti.


-Anch’io. Una figlia-.


Mi rimbombano nella testa e nel cuore le tue parole, inutili forse, ma pur sempre tue. Ti ascolto, mi ascolti, ti ascolti, mi ascolto. Nego tutto, è solo un momento,non è reale, tu non sei reale. Forse mi odi, forse no, l’unica cosa che conta è che sei qui con me a discutere, ridere, giocare. Abbiamo giocato a lungo io e te, sentendoci padroni del mondo e delle nostre emozioni; capaci di poter dire basta come e quando avremmo voluto, ed ora cosa siamo? Ora chi sono? Un’ombra del tuo formidabile passato, una macchia del mio faticoso presente. Bisogna abituarsi ai calci della vita e cercare non di pararne i violenti colpi, ma di accoglierli in se,assaporarne la forza,assimilarla e poi rispondere con la stessa energia.


Vivere è l’unico modo per poter giungere in cima.”

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