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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

13 febbraio 2014 alle ore 21:53

La mia barca blu

Salendo su una barca,

la notte,

nulla voglio sapere da te,

t'ho fatta salire

e questo ora mi basta.

Ho fatto venire tanti pesci per saziarti,

ho ordinato al mare di mantenersi calmo per cullarti,

ho invitato una sirena per cantare.

Tu preoccupati che la luna sia abbastanza piena per sapermi vedere,

perchè la mia barca non è uguale ad un'altra

e non sale chiunque.

Nulla voglio sapere da te,

ma guardami bene mentre reggo il timone,

senti se il tuo navigare con me stanotte è sereno,

mangia,

ascolta cio' che nessun altro puo' dirti,

nulla voglio sapere,

questo ora mi basta.

Abbi cura di come sali sulla mia barca,

non sbatterci i piedi,

non scendere o salire come su una zattera

solo perchè mi riconosci,

perchè non mi conosci abbastanza

per sapere quanto io abbia fatto per crearti il mare, i pesci, le sirene e la luna,

chè se li consideri come qualcosa che già di me conosci,

o con un pennello li ricopri di nero mutandoli in macchie,

in un attimo io devo farli scomparire,

dipinti per accoglierti come dama del mio regno,

non posso vederli ridotti a inutili  incompresi.

Di questo quadro che dolcemente ti invita a salire

io ne sono l'autore, il timoniere e il capitano,

ho un cappello nuovo,

stupisciti mentre mangi e ascolti,

perchè non conosci ancora di me

quanto mare blu io ti sappia far navigare.

Per la prima volta sali.

Ti ho acceso la luna,  ora mi puoi guardare

ed anche io ora posso rivedere chi sei.

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