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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

13 febbraio 2014 alle ore 22:01

l'Universo

Sono scemo

sono pazzo

sono qui e non li

sono in mezzo

sono fuori

sono a bere

sono in cammino

sono in un letto

nella doccia

mangio un caco

ascolto quello

parlo con loro

vivo vestito

faccio pipì e pupu'

rido

rido

rido sempre

sono giullare

sono animale

sono l'immagine di te

faccio giochi

giochi scemi

solo un modo per vederti

nessuno lo sa

nessuno

nessuno lo sa

che l'unica cosa

quello che sono

quello vero

quello che faccio

stando fermo

tutto dico

stando zitto

tutto vivo

tutto sento

è quello che è in te,

mi calo dal tetto

e vengo giu'

tutte le notti

non c'è luce

non c'è voce

solo noi

noi due insieme

a riempire l 'universo

dell'unica cosa che vogliamo.

E l'universo è contento,

quanto ride,

come un scemo pure lui,

tutto blu che sembra grande

invece solo questo mi ha detto:

"non voglio molto, prendi lei e portamela,

una stella mi basta, tutte le altre sono inutili,

riscaldala e falla tua perchè ogni notte io vi aspetto,

le stelle che vedi cadere sono le mie lacrime,

universo di attesa

che ogni notte aspetto che mi porti solo lei"

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