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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

01 agosto 2014 alle ore 1:00

Un feto di troppo

Se mi avessero detto scegli
Sarei rimasto li
Un posto privilegiato
per ascoltare senza guardare
Avevo cibo e acqua,
ed un cordone cui aggrapparmi
era una pancia, ma comunque la mia casa
 
Bastava un urlo e l’avrei sentito
Bastava un clacson e avrei imprecato
Bastava un respiro e ti avrei immaginato
 
Ma a calci in culo m’han messo alla luce
Non volevo vedere nulla
Mi bastava ascoltare la tua voce
Ma tagliato quel cordone
L’ho messo attorno al tuo collo
Ed invece del tuo sorriso
Ho ascoltato il tuo urlo.
 
Bastava un urlo e l’avrei sentito
Bastava un clacson e avrei imprecato
Bastava un respiro e ti avrei immaginato
 
 
Per questo preferivo rimanere in quel ventre
Non avrei fatto male a nessuno
Ma la mia vita è significata la tua morte
E quel calcio in culo per venir fuori
Ora lo rivorrei per rientrarci
 
Bastava un urlo e l’avrei sentito
Bastava un clacson e avrei imprecato
Bastava un respiro e ti avrei immaginato
 

 

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