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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

14 febbraio 2014 alle ore 5:25

Bianca e Airis

Intro: Una donna italiana ed una rom ( zingara), chiuse nello stessa cella. Bianca e Airis. Si scontrano, si incontrano. Due madri. 

Il racconto

Bianca:- "La femmina va in calore, il maschio deve montare,e cerca, punta, si gonfia, cambia colore e canta , attira l’attenzione lottando con altri maschi del branco per farsi scegliere dalla femmina che non lo accetta subito, prima si difende , poi si accovaccia..perchè è la femmina a scegliere.. nel caso di alcune specie, rimarranno insieme per sempre, , nella specie umana capita che il maschio finge che la sua criniera punterà per sempre quella femmina, per poi lasciarla come una bestia putrida in una angolo. Gli animali non conoscono l’inganno. Gli uomini usano l’inganno tra le peggiori armi di cui vanno fieri.
Airis …che amore aveva! Un ragazzo italiano,  da questo amore è nata  Betmej.  Airis è una rom, ed era un’infermiera;  l’animale dalla folta criniera era in vacanza. Una vacanza durata ben tre mesi, giusto il tempo di conoscere l’Est: e “se le femmine balcaniche per le strade italiane sono alte e belle, e costano 50  euro per un pompino, quelle in madrepatria, -il cavallo pensava-,  me lo faranno gratis o al massimo per 10 euro!” Bianche, scure o bionde che siano. L’animale realizza il suo sogno. E via!  A cercare la femmina!  Ma una zingara mai! Perché gli zingari sono meno di noi, gli zingari puzzano, rubano, vivono per strada. Airis si lava, Airis profuma di vento, Airis è una farfalla che vive un giorno ,  Airis non ha il tempo di spiegare all’animale che è una rom.
Airis non lo dice all’animale per paura di essere gettata via, Airis ama quell’animale. Il tempo di far fare all’animale i suoi bisogni, , di fare l’amore con lei, di farsela aggrappata a un albero, il tempo di poter dire ai suoi amici del branco che s’è scopato la bellezza dei balcani, il tempo di scoprire che Airis gli sta per dare una figlia, il tempo di scoprire che Airis è una zingara,  di tornare in Italia e promettere permessi di soggiorno per farla venire con la loro piccola, il tempo di scappare dalla zingara e sparire per sempre. Una donna incinta e sola in una campo Rom, è una donna disonorata: Airis, ti ho chiamata puttana. Scusa, mi sono sbagliata. La puttana sono io. Tu non hai venduto nulla,  ti hanno rubato tutto. Il capo-villaggio infatti, pensa bene di porle una condizione per salvare l’onore della famiglia  macchiata dalla vergogna di avere in casa una donna incinta e sola: “ Va in Italia- le dice- tre mesi di tempo, trova un lavoro, cerca di avere un permesso di soggiorno e potrai portarti via tua figlia, altrimenti non la rivedrai piu’, ora Betmej è  ostaggio del villaggio.” Ed è cosi che inizia la corsa di Airis verso le nostre città, Airis in Italia, Airis in una paese “civile”, Airis e la corsa verso l’occidente evoluto e alla ricerca di un lavoro: una corsa non libera, ma profuga e già prigioniera, in mezzo a bestie mascherate da esseri umani con la criniera che odora di inganno
 
Airis :-"Scappai, non ho mai saputo il vero nome di Bianca .Rividi mia figlia, Betmej. Ho potuto crescerla e le ho insegnato tante parole che Bianca mi aveva insegnato, soprattutto insulti e parolaccie per difendersi….tipo….”No mi tuccà ca sci no ticcido!”( - non toccarmi senno’ ti ammazzo) Ma quella che mi piace di piu’ è "Ardoro", l’odore. “Betmej -le ho detto- sii fiera del tuo odore,e se hai bisogno di aiuto,  danne un po’ a chi non ne ha'."

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