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Poesie di Vincent Cernia Vincenzo De Marco

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  • 10 gennaio alle ore 10:01
    Dove sei

    Che fine hai fatto signorina giustizia,
    dove sei?
    Perché ti sei nascosta amata libertà.
    Hai paura di questo mondo malato,
    siete stanche di noi.
    Signorina giustizia, dove sei?
    Dove sono le tue mani pulite amata libertà.
    Torna a noi, con tutta la tua bellezza, i tuoi colori.
    La tua, la nostra serena e tranquilla felicità.
    Dove sei, dove siete
    signorina giustizia
    amata libertà
    abbiamo bisogno di voi.
    Ora, sempre.
    Soffoco, soffochiamo.

  • 10 maggio 2018 alle ore 19:02
    Poetica utopia

    È viva e vegeta la mia sana utopia
    Mentre osservo un paese arrabbiato e arreso
    Mentre il vento soffia forte e cattivo sulle nostre teste.

    È viva la mia poetica utopia
    La mia pulita poesia
    E mai morirà.

    Guardo le foto sbiadite di un tempo andato
    E le curve dolci tra la campagna e il mare mi portano in un lido di città che non esiste più.
    Però è impresso nel bianco e nero di uno scatto importante.

    I miei occhi si gonfiano di lacrime amare, grosse
    Ma è viva e vegeta la mia sana utopia
    E combatte, urla, strattona questo presente stanco.

    È viva la mia poetica utopia
    E mai morirà. Mai.
    Per me, per gli altri

    E mai morirà la mia poetica utopia
    La mia sana poesia.

    È viva
    Mai morirà in me, mentre il vento soffia forte
    La poetica utopia

  • 10 maggio 2018 alle ore 19:01
    Mentre scrivo di noi

    Il cielo è azzurro oggi

    mentre accarezza dolce la città

    e i suoi bambini ridono felici

    e la sua gente passeggia serena ai lati dei due mari.

    In questo giorno d'anticipo d'estate

    e il sole protegge fiero un popolo ferito

    mentre provo a scrivere di noi.

    Il cielo è rosso ora

    mentre schiaffeggia severo la città

    e i suoi bambini piangono di dolore

    e la sua gente corre e grida impaurita

    sotto le ciminiere alte di un mostro troppo grande.

    In questo giorno d'anticipo d'estate

    e la luna protegge fiera un popolo ferito

    mentre provo a scrivere di noi.

    Sotto questo sole e questo cielo azzurro

    sotto questa luna e questo cielo rosso

    le case sono rosa veleno

    le croci nero carbone

    l'antico acquedotto romano crolla a pezzi

    e così la storia di una città

    e di lato un mostro troppo grande

    ride cattivo.

    mentre provo a scrivere di noi

  • 15 dicembre 2017 alle ore 19:22
    Insegnate ai bambini a sorridere

    Insegnate ai bambini a sorridere
    A colorare il mondo di un colore nuovo
    Ad accarezzare il cielo con le mani e l’erba verde con il cuore.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    A giocare felici con la vita
    A costruire un paese diverso
    Fatto di note lievi, musica e felicità.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    Ad abbracciare ogni loro istante
    A dormire sereni su cuscini di nuvole
    Avvolti da lenzuola fatte di fiori e farfalle.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    A sognare elfi e fate
    A danzare leggeri con gli alberi.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    Sorridendo loro
    Sorridendo alla vita

  • 15 dicembre 2017 alle ore 19:21

    Vorrei essere lì
    Tra la luna e quella stella bella
    Libero di guardare il mondo cullato dal blu del cielo.
     
    Vorrei non annusare un'altra notte d'acciaio
    Dove lo scintillio del ferro fuso illumina l'orizzonte
    Dove le nuvole assassine ridono di noi
    Dove i martelloni e il loro assordante rumore ci accompagnano verso la prossima alba.
     
    Vorrei essere lì
    Tra la luna e quella stella bella
    Mentre la notte diventa giorno e il sole appena nato saluta sereno la rugiada mattutina e i rami del pino si muovono piano
    E la nebbia si dirada svelta
    E i bambini sorridono
    E l'odore del caffè nell'aria.
     
    Un cane abbaia tranquillo al vento
    Mentre la luna e la stella bella rientrano.
     
    Vorrei essere lì

  • 01 dicembre 2017 alle ore 10:45
    La casa altrove

    La mia casa è altrove
    Lì dove il cielo è azzurro e il mare blu
    Dove il sole alto e le nuvole riscaldano il cuore
    Dove la terra e gli alberi profumano di affetto e amore
    Dove il sorriso di mia figlia è la gioia, dove mi sento al sicuro
    La mia casa, lì.
    La mia casa è altrove
    A sud di quelle fabbriche rosse, di quelle ciminiere nere
    Lontana.
    Distante da impianti cimitero di uomini vivi
    Morti
    Distante da posti dove respirare è vietato
    Pericoloso.
    Dove intorno hai zolfo, catrame, apirolio, amianto, veleno e morte come amici nemici
    Non è la mia casa.
    La mia casa è altrove.
    È lì dove i bambini giocano e ridono
    Dove le donne invecchiano
    Dove c’è profumo di storia
    Dove il vento non fa paura
    Dove le colline verdi all’orizzonte accarezzano la prima luna
    Le stelle nuove.
    Dove il mare e la sabbia cantano.
    La mia casa è lì.
    La mia casa altrove

  • 18 novembre 2017 alle ore 10:24
    Troppo o troppo poco

    Questo è un paese non paese in cui devi fare
    però quando lo fai, lo fai male. Lo dovevi fare meglio, dovevi fare di più.
    No. Così non lo dovevi fare, è sbagliato.
    E allora non lo fai
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi farlo sì. Dovevi. Non fai.
    Questo è il paese non paese in cui devi parlare
    però quando parli lo fai male. Dovevi parlare meglio, dovevi parlare di più.
    No. Così non dovevi parlare, è sbagliato.
    E allora non parli
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi parlare sì. Dovevi. Non parli.
    Questo è il paese non paese
    il paese del troppo o del troppo poco.
    Questo è il paese non paese in cui devi ascoltare
    però quando ascolti lo fai male. Dovevi ascoltare meglio, dovevi ascoltare di più.
    No. Così non dovevi ascoltare, è sbagliato.
    E allora non ascolti
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi ascoltare sì. Dovevi. Non ascolti.
    Questo è il paese non paese
    il paese del troppo o del troppo poco
    della contraddizione
    il paese del fare, del parlare, dell’ascoltare.
    Il paese del non fare, del non parlare, del non ascoltare.
    Questo è.
    Questo non è

  • 17 ottobre 2017 alle ore 18:50
    felice o triste

    Mi chiedo dove sei
    cosa fai, con chi sei.
    E me lo chiedo ogni giorno e ogni notte
    se ridi o se piangi
    se ti diverti o ti annoi
    e se ascolti le tue solite note
    e se canti le tue solite strofe.
    Mi chiedo dove sei
    cosa fai, con chi sei.
    Ci penso sempre
    e me lo chiedo ogni giorno e ogni notte
    se giochi e sei felice
    o se invece sei seduta, ferma, e sei triste.
    Se ti manco anche io, come mi manchi tu
    se la tua schiena è ancora piccola e liscia
    se le tue lacrime sono ancora acerbe e amare
    se le tue risate invece ancora felici.
    E mi chiedo dove sei
    cosa fai, con chi sei
    e me lo chiedo ogni giorno
    e me lo chiedo ogni notte

  • 28 settembre 2017 alle ore 19:12
    Di mura bianche

    C’è un vicolo stretto di mura bianche
    Lo guardo ogni giorno attento
    E un lampione antico a far da guardiano
    E balconi in fiore
    E piante grasse ad adornar finestre
    Con i piccioni in fila sulle terrazze
    A passeggiar sereni.
    E fili chiari e lenzuola al sole a sventolar leggieri al vento.
    C’è un vicolo stretto  di mura bianche
    Lo guardo ogni giorno attento
    E il cinguettio d’uccelli in primavera
    Dolce e fresca
    E un lampione antico a far da guardiano
    E balconi in fiore
    E piante grasse ad adornar finestre
    E poi tetti e camini
    E vasi, e bambini a giocar seduti
    E il cielo e l’azzurro
    E alberelli e i limoni e ancora balconi.
    E un vicolo stretto

  • 28 settembre 2017 alle ore 19:10
    Come un suo bacio

    È Come l’abbraccio di un bambino
    Come un suo bacio
    Senza nessuna pretesa di qualcosa in cambio, se non amore.
    Quando donare è
    Come una rondine felice in un cielo azzurro
    Quando è bellezza,
    quando come un cordone ombelicale unisce i destini e salda al cuore la vita,
    questo è donare, senza nessuna pretesa di qualcosa in cambio, se non amore.
    Perché il dono è già un ricevere.
    Quando donare è nascita, quando donare è famiglia
    Come due mani che accarezzano un viso nuovo,
    sconosciuto, un viso a forma di cuore, un volto d’amore.
    Quando donare è
    Come una rondine felice in un cielo azzurro
    Quando è bellezza, come l’abbraccio di un bambino
    Come un suo bacio
    Senza nessuna pretesa di qualcosa in cambio
    Se non amore

  • 25 settembre 2017 alle ore 17:23
    Orizzonti operai

    E sei fuori e ti fermi
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Orizzonti gialli di ferro e acciaio
    E tubi verdi
    E il rumore di fluidi arrabbiati
    Il graffio è forte
    E impianti troppo grandi per non farti paura.
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Operai
    Orizzonti azzurro cielo e bianco nuvole
    E poi il desiderio forte e folle di scavalcare il muro
    E scappare, lontano, salvarti in città.
    Ma la città è troppo vicina
    Forse non è salva neanche lei.
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Orizzonti blu mare e color di sabbia
    E pensi di scappare lì, sdraiarti, tuffarti in mare respirando il sale.
    Libertà.
    E sei fuori e ti fermi
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Orizzonti di libri e sogni
    E ti rifugi in loro.
    E leggi

  • 25 settembre 2017 alle ore 17:19
    La Libertà

    Sei tu
    Volando felice nel cielo
    Ad ali spiegate, libera.
    Sei tu
    Sdraiata serena sorridendo al sole
    Nuda, libera

  • 24 settembre 2017 alle ore 19:13
    Dove sei

    Che fine hai fatto signorina giustizia,
    dove sei?
    Perché ti sei nascosta amata libertà.
    Hai paura di questo mondo malato,
    siete stanche di noi.
    Signorina giustizia, dove sei?
    Dove sono le tue mani pulite amata libertà.
    Torna a noi, con tutta la tua bellezza, i tuoi colori.
    La tua, la nostra serena e tranquilla felicità.
    Dove sei, dove siete
    signorina giustizia
    amata libertà
    abbiamo bisogno di voi.
    Ora, sempre.
    Soffoco, soffochiamo 

  • 22 settembre 2017 alle ore 8:00
    Il tavolo dell'infelicità

    Ma come fate ogni giorno, ogni sera,
    ogni notte
    a bere dal calice della noiosa noia
    al bicchiere della vostra inutile inutilità
    Alla bottiglia della vostra monotona monotonia.
    Ogni giorno, sempre
    ogni giorno fermi lì al palo sempre da sempre.
    Ma come fate ogni giorno, ogni sera
    ogni notte
    a deridere qualsiasi cosa,
    chiunque non beva dal vostro calice,
    dal vostro bicchiere
    dalla vostra bottiglia.
    Ogni giorno, sempre
    per non deridere voi stessi, voi
    pur di non deridere il vostro immobile immobilismo.
    Per non ridere del vostro cieco sguardo
    orbo sul mondo
    sui vostri dieci metri quadri di libertà
    la vostra falsa, taroccata felicità
    seduti al tavolo dell'infelicità.
    Ma come fate ogni giorno, ogni sera
    ogni notte
    ad essere così

  • 20 settembre 2017 alle ore 18:22
    Rivolto a sud

    È rivolto a sud tutto il mio amore
    ogni mio sguardo, ogni mio sorriso
    mentre guardo la mia terra, il mio cielo e il mio mare.
    La mia tristezza e la mia allegria
    tutte le mie lacrime e ogni mia gioia sono rivolte a sud.
    Tutte.
    A ogni sud, di ogni colore.
    Siamo tutti a sud di altri mille nord,
    è rivolto a loro tutto il mio amore
    il mio sudore
    il mio impegno e il mio cuore.
    È rivolto a sud il mio amore.
    A ogni sud, di ogni colore
    è rivolto il mio sguardo
    il mio sorriso e il mio amore

  • 15 settembre 2017 alle ore 18:05
    Il paese a sera

    È bello ogni tanto restar seduti
    Non far nulla
    Se non guardare i vicoli calmi alla sera
    Così antichi
    E la musica in casa è bassa
    E noi alla finestra.
    È bello ogni tanto restar seduti
    Non far nulla
    Rapiti dalla muta bellezza di vie deserte
    Accarezzati da un fresco vento d’agosto
    Mentre tutto intorno il mondo corre affannato.
    È bello ogni tanto restar seduti
    Non far nulla
    Spettatori attenti
    Un bicchiere di vino
    Le stelle
    La calce bianca sui muri
    I lampioni
    E noi alla finestra
    A non far nulla seduti
     

  • 14 settembre 2017 alle ore 17:13
    Mentre scrivo di noi

     
    Il cielo è azzurro oggi
    mentre accarezza dolce la città
    e i suoi bambini ridono felici
    e la sua gente passeggia serena ai lati dei due mari.
    In questo giorno d'anticipo d'estate
    e il sole protegge fiero un popolo ferito
    mentre provo a scrivere di noi.
    Il cielo è rosso ora
    mentre schiaffeggia severo la città
    e i suoi bambini piangono di dolore
    e la sua gente corre e grida impaurita
    sotto le ciminiere alte di un mostro troppo grande.
    In questo giorno d'anticipo d'estate
    e la luna protegge fiera un popolo ferito
    mentre provo a scrivere di noi.
    Sotto questo sole e questo cielo azzurro
    sotto questa luna e questo cielo rosso
    le case sono rosa veleno
    le croci nero carbone
    l'antico acquedotto romano crolla a pezzi
    e così la storia di una città
    e di lato un mostro troppo grande
    ride cattivo.
    mentre provo a scrivere di noi.

  • 14 settembre 2017 alle ore 17:10
    Certe Poesie

    Nascono così certe poesie al sud
    Te le ritrovi in un calice di vino
    In un tramonto estivo, su di un tavolo bagnato,
    In un bar qualunque mentre guardi il mare.
    Nascono così certe poesie al sud
    Le raccogli dal chiacchierare allegro della gente,
    Dal vento fresco sulla pelle scura
    Dai sorrisi illuminati dal sole, dai baci sotto una luna gigante.
    Nascono Così certe poesie al sud
    Fra gli ulivi o dentro grappoli di uva
    Appoggiate delicate sulla sabbia bagnata
    Naturalmente, senza cercarle
    Nascono così e arrivano su onde leggere, calme
    Tra i vicoli di città antiche.
    Nascosto così certe poesie al sud.
    Spontaneamente.

  • 12 settembre 2017 alle ore 8:11
    La mia terra

    Mi cibo di lei
    di quella terra rossa sotto i piedi
    che profuma di storia,
    di muretti a secco a divider poderi e casette in pietra e trattori lenti
    e di un sole caldo in un cielo azzurro
    le rondini e gli ulivi
    e poi le spighe di grano felici mosse a danzar dal vento.
    Fresco e fiero l’orgoglio di Puglia
    fatto di storia antica e vigneti verde acceso  e nero intenso color vino
    e donne anziane chinate a raccoglier vita
    e i bambini intanto  giocano innamorati nell'erba alta
    e le coccinelle e le farfalle a volteggiar serene
    in lembi di un tacco bagnati dal mare intorno.
    Quella terra rossa sotto i piedi
    che profuma di storia
    e il sole caldo in un cielo azzurro
    e le rondini
    e gli ulivi
    e tutto il resto.
    Mi cibo di lei,
    la mia terra.

  • 12 settembre 2017 alle ore 8:07
    In te

    È nel tuo sorriso
    Che batte forte il mio cuore
    È nei tuoi occhi belli
    Che si riflette il mio amore
    È nel viverti sempre
    Ogni momento, ogni attimo
    Ogni giorno e ogni ora
    Il posto dove soggiorna la mia
    Serena felicità.
    È nel tuo abbraccio
    Che il mio dormire diventa dolce

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:00
    Di Te

    Ho bisogno di te adesso,
    Ora, in questo momento
    Ho bisogno di te in questa notte buia,
    In questa pioggia
    Ho bisogno di te in questa mia personale tempesta.
    Ho bisogno di te, piccola stella
    Che con la tua luce trasformi il buio in giorno
    E diventa festa.
    Ho bisogno di te
    Arcobaleno, che dopo la pioggia diventi sereno,
    E nel mio cuore l'inverno sarà primavera
    Poi estate.
    Ho bisogno di te.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:17
    I muri spinati

    Recinti e muri, e filo spinato
    In terre di libertà per uomini liberi.
    Il cielo e la terra e quattro baracche
    E i muri spinati, tanti,
    e dentro chi cercava solo una terra giusta
    e dentro troppi uomini, troppe donne, troppi bambini.
    E non si capisce il perché,
    non si impara mai dal passato, mai.
    E intanto i cordoni umani
    E il sole e la luna, troppa polvere e poco amore
    E i confini chiusi, e i muri spinati.
    E chi dice avanti e chi chiude, ma poi
    Recinti e muri, e filo spinato in terre di libertà, per uomini liberi
    Per chi cercava solo una terra giusta
    Un quanto basta di libertà
    E il cielo e la terra e il sole e la luna
    Quattro baracche, troppa polvere e poco amore.
    Non si impara mai dal passato, mai
    E i muri spinati.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:15
    I bambini dello stesso mare

    Ero di lato e osservavo
    E ho visto due bambini dello stesso mare su due sponde diverse
    Ed entrambi guardavano due barchette in mare
    Una era di carta, l’altra no
    Uno era felice, l’altro anche,
    prima, ora no.
    E  osservavo ancora
    E ho visto il bambino felice guardare la barchetta tranquillo, e lei serena lì in mezzo al mare
    Invece l’altro bambino guardava l’altra barchetta
    E piangeva
    E lei affondava, pian piano, piano lì in mezzo al mare.
    Ero di lato e osservavo
    E ho visto due bambini dello stesso mare
    Sulla stessa sponda ora,
    il bambino felice era in piedi
    l’altro bambino no. Era steso.
    E osservavo, e nel mare le barchette non erano più due.
    La barchetta di carta era lì, serena
    L’altra no. Non c’era.
    Siamo tutti i bambini dello stesso mare.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:07
    Barconi avorio speranza

    Come a guardare il sole, come a sfidare la luna
    inermi e sospinti dall'onde del mare i barconi avorio speranza,
    blu i volti d'avorio di trecento speranze,
    e il barcone era spinto dal vento, freddo, come freddi tutti gli inverni di mare
    ma come ogni stagione
    come speranze funebri, avanti senza un destino.
    E la notte è lunghissima
    e il barcone si trascina sull'onde nervose del blu della notte
    nel gelido mare d'inverni incazzati, come incazzate tutte le stagioni.
    E il giorno è infinito
    e i barconi avorio speranza
    il sole riflesso sui volti d'avorio, sorrisi di ghiaccio e occhi sbarrati
    e i pianti, la paura, e le preghiere
    e i bambini terrorizzati.
    E galleggiano i corpi, e le notti e i giorni
    e galleggiano i corpi trascinati dal mare
    come le buste al vento
    gonfi, come a guardare il sole, come a sfidare la luna
    inermi, sospinti dall'onde del mare
    blu i volti d'avorio a galleggiare muti,
    e i barconi avorio speranza.
    Mute speranze, muti i sogni, muto il futuro.
    Come a guardare il sole, come a sfidare la luna.
    Partirono speranze su quel barcone avorio speranza
    partì la speranza e con lei trecento persone
    come a guardare il sole, come a sfidare la luna.
    Ma solo il mare,
    il blu della notte, e barconi avorio speranza.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 20:51
    Piedi nudi in cammino

    A una Damasco in ginocchio, annientata ma viva
    Come la speranza, e la speranza non morirà mai a Damasco.
    Neanche sotto le bombe di una guerra incivile
    Di una guerra pazza, come pazze sono tutte le guerre.
     
    A una Palmira antica, alla sua antica storia
    Distrutta, violentata, calpestata.
    A una Palmira fiera, che non imbruttirà neanche in macerie
    Perché è storia, e la storia resta. Anche sotto le ruspe di una folle guerra,
    come folli tutte le guerre.
     
    A Mohammed il pediatra d’Aleppo, era il papà, l’ultimo
    Di tutti i bambini, lui dava la vita. E l’ha data.
    Con lui è morto il futuro, i bambini non nasceranno più
    E invece no, il futuro non si potrà mai uccidere,
    i bambini nasceranno grazie a lui, sempre ad Aleppo.
     
    A una mamma Siria che guarda questo e piange
    A una sorella Siria che però cammina e spera.
     
    E la poesia diventa piedi nudi in cammino, in Siria.
    E la poesia diventa gente, e gambe, e bambini sulle spalle,
    e abiti da sposa, e la poesia diventa pianto
    però anche sorriso.
    E diventano poesia quei piedi, quelle gambe coraggiose
    Mentre vanno fiere incontro alla loro libertà
    E la libertà è vita.
     
    A una terra che piange, a una terra che sogna
    A una terra Siria
    Che sorride, che cammina.