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Poesie di Vincent Cernia Vincenzo De Marco

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  • 07 dicembre 2016 alle ore 10:32
    Il pianto di un ulivo

    Ho visto piangere un ulivo
    E diceva -no no, non mi uccidete no-
    L'ho visto fiero implorare di restare lì al suo posto
    A metà tra la terra e il cielo
    L'ho sentito piangere, gridare il suo dolore
    -no no, non sono malato, è una malattia inventata, no no, non mi uccidete, sono sano, ho più di cent'anni io, molti di più-
    -non mi tradite, non v'ho mai tradito-
    Ho sentito piangere un ulivo
    E diceva - no no, ho visto crescere il papà di tuo nonno in queste terre, e poi lui, e poi tuo padre giocare con il mandorlo giovane, no no, non mi uccidete, ti ho visto diventare grande al fresco delle mie foglie, non ricordi, no?-
    L'ho visto fiero implorare di restare lì al suo posto
    A metà tra la terra e il sole
    L'ho sentito piangere, gridare il suo dolore
    E diceva -no no, non sono malato, è una malattia inventata, no no, non mi uccidete, sono sano, ho più di cent'anni io, molti di più-
    Ho visto un ulivo morire piano
    Sotto il rumore di una sega
    E intorno il canto triste d'addio di grilli e cicale
    E il mandorlo salutava triste
    E un cane zoppo abbaia alle pietre
    E l'ho sentito gridare, piangere e gridare
    Fiero su di una terra fiera e rossa
    -no no, non lo fate-
    E ho pianto anch'io
    E poi il silenzio di campagne vuote.

  • 07 dicembre 2016 alle ore 10:30
    E magari ridere

    È bello farlo lo sai?
    La sensazione di averti addosso anche quando non ci sei, lo sai?
    È bello amarti lo sai?
    Averti in testa sempre
    E camminare mano nella mano
    E ascoltare musica anche quando non ascoltiamo musica.
    Sì è bello lo sai?
    Sapere che domani ci sei pure che non ci sei
    E poi guardare il sole e magari ridere
    E chissà, seduti sull'erba guardare il mare
    E fumare e bere
    È bello farlo lo sai?
    È bello amarti
    E fare l'amore anche quando non facciamo l'amore
    E sentire il tuo profumo anche quando non ci sei
    E magari ridere
    E sorridere.
    Lo sai?
    È bello farlo, è bello amarti, poterlo fare.

  • 06 dicembre 2016 alle ore 14:16
    I tramonti del Sud

    Come sono unici i tramonti del sud
    Sembrano dipinti su di una tavolozza nel cielo
    In un orizzonte tutto loro
    I tramonti del sud
    Sono freschi, e resti fermo a guardarli e te li gusti
    Ogni volta, ogni volta diversi.
    Sono rassicuranti i tramonti del sud
    Sono lì come una donna che accudisce uno stanco e anziano giorno
    Prendendosi cura e accogliendo una giovane e piccola notte.
    Sono lì come una coppia di innamorati che giocano a colorare il mondo, felici.
    Sono lì i tramonti pugliesi
    Unici, sembrano dipinti su di una tavolozza nel cielo
    In un orizzonte tutto loro.
    Sono avvolgenti i tramonti del sud
    E ti restano addosso, attaccati
    E non pesano, anzi
    Ti fanno sentire leggero.
    E resti fermo a guardarli, e te li gusti
    Ogni volta, ogni volta diversi
    Belli, come sono unici i tramonti del sud.

  • 06 dicembre 2016 alle ore 14:08
    Certe Poesie

    Nascono così certe poesie al sud
    Te le ritrovi in un calice di vino
    In un tramonto estivo, su di un tavolo bagnato,
    In un bar qualunque mentre guardi il mare.
    Nascono così certe poesie al sud
    Le raccogli dal chiacchierare allegro della gente,
    Dal vento fresco sulla pelle scura
    Dai sorrisi illuminati dal sole, dai baci sotto una luna gigante.
    Nascono Così certe poesie al sud
    Fra gli ulivi o dentro grappoli di uva
    Appoggiate delicate sulla sabbia bagnata
    Naturalmente, senza cercarle
    Nascono così e arrivano su onde leggere, calme
    Tra i vicoli di città antiche.
    Nascosto così certe poesie al sud.
    Spontaneamente.

  • 18 maggio 2014 alle ore 13:09
    Lacerati dentro

     
    Questa è vita
    non il vostro continuo lacerarvi dentro.
    Questa è vita
    non il vostro sputare addosso.
    Il sorriso è lealtà
    non l'agire scorretto.
    Questa è vita
    non il vostro
    lacerarvi dentro.
    Agite e non odiate
    vivete
    non giocate, adulti d'età
    infanti infantili
    grammaticalmente inetti.

  • 23 aprile 2014 alle ore 16:39
    MAMMA ALDA

    Di vera poesia
    e immenso amore,
    di sana follia
    e lucide idee,
    Alda.
    Di collane e vesti larghe
    di foto ingiallite
    di ricordi passati,
    e amore per le tue figlie
    con gli occhi radiosi,
    Alda.
    Di sigarette e fumo intorno,
    letteratura, follia, manicomio
    e poesia di contorno,
    Alda.
    Di numeri scritti sulle pareti
    con rossetti vecchi, già usati,
    nelle camere buie
    e d'innanzi il naviglio
    come un tuo nascondiglio,
    Alda.
    Tra Milano e Taranto
    senza mai un lamento
    proseguivi la vita, il tuo amore, il tuo tormento.
    Mai hai odiato
    Alda
    magari chi avresti dovuto,
    ma di poesia in poesia lo lasciasti muto.
    Di tenere parole e voce lieve
    sul tuo letto sdraiata
    sorrisi invecchiati, di follia e vera fede,
    fede per l'arte in ogni sua forma
    di sigaretta e fumo intorno.
    Di poesia e letteratura,
    del tuo amore
    Alda
    hai riempito un mondo.

  • 06 aprile 2014 alle ore 21:47
    Le antenne

    Antenne
    e poi all'orizzonte
    antenne e terrazzi
    terrazzi e antenne
    e ancora orizzonte
    terrazzini primaverili
    piante e azzurro,
    sole e nuvole bianche che si rincorrono,
    rondini felici
    e antenne moderne
    a rovinare panorami italiani
    di caldo sud,
    a rovinare 
    poesia e natura
    il cielo, l'erba.
    E le antenne
    come alberi del futuro.

  • 25 marzo 2014 alle ore 20:59
    Lungo e intenso

    Desidero dormire
    per poterti sognare,
    desidero un sonno lungo
    e intenso, eterno.
    Desidero dormire
    per poterti sognare,
    e non lasciarci più
    e mai più separazioni
    e mai più pianti.
    Desidero un letto soffice
    dove poter sprofondare
    dove i sogni possano essere dolci
    come i gelati alla frutta in estate.
    Desidero dormire
    per poterti sognare,
    desidero un sonno lungo
    e intenso, eterno.
    Un sonno fatto
    di sogni e risate
    di sogni e parole non dette
    di sogni e carezze.
    di mai più inutili screzi
    e litigi abbozzati
    e mai più saluti negati.
    Desidero dormire
    per poterti sognare,
    desidero un sonno lungo
    e intenso, eterno.
    E che al risveglio
    mi possa riaddormentare
    e nuovamente sognarti
    e nuovamente giocare, ridere
    sclerare.
    Desidero dormire
    per poterti sognare,
    desidero un sogno lungo
    e intenso, eterno.

  • 24 marzo 2014 alle ore 14:59
    Amore nero

    Certo è 
    che di amore si può morire,
    certo lo sappiamo
    che magari è brutto da dire,
    ma purtroppo è vero 
    quando è amore
    amore nero.

  • 23 marzo 2014 alle ore 19:04
    In un bar

    E poi sei seduto,
    in un bar 
    cosi, solo.
    E cosi ti ritrovi a bere un amaro
    cosi, solo
    in un bar 
    e la voglia di scrivere sale.
    Scrivo...

  • 22 marzo 2014 alle ore 17:39
    D’animo buono e severità d’artista

    D’incontri d’arte
    è fatta la vita,
    d’animo buono e severità d’artista.
    L’uno seduto di bar in bar
    con la penna svuotava il cuore
    e con il bicchiere scolava la vita.
    Duro fuori, quasi roccia
    Quasi ghiaccio,
    poi in realtà tufo,
    morbido, buono,
    ghiaccio al sole.
    Pigro scriveva e sognando beveva.
    D’incontri d’arte
    è fatta la vita,
    d’animo buono e severità d’artista.
    L’altro di volo in volo
    e di treno in treno
    di teatri scuri
    e platee attente
    di amore per l’arte, di amore vero.
    Schietto, sincero
    duro e severo,
    ma di severità buona come quella di un padre,
    severità di cuore, di un cuore grande
    che guarda vicino vedendo oltre,
    avanti, lontano.
    D’incontri d’arte
    è fatta la vita
    d’animo buono e severità d’artista.
    E ti prende a cuore un rigo
    e spronando, 
    e un calcio in culo,
    e di durezza in durezza
    risvegliò il pigro.
    E di critica, 
    di elogi poi scovò i suoi pregi.
    E poi
    di sudore e notti insonni
    pur di realizzare ambiziosi i sogni.
    E di animo buono e di mano ferma,
    e con ferme parole
    riempii due calici
    di prosecco e amore.
    D’incontri d’arte
    è fatta la vita
    d’animo buono e severità d’artista.

  • 21 marzo 2014 alle ore 4:24
    Il cammino

    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho scavalcato muri altissimi 
    come ostacoli sul mio percorso,
    gli ho scavalcati a mani nude
    con le mani incise che trasudavano sangue
    che doloranti reggevano tutto il mio peso.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso come a non temerli
    come a sfidarli,
    ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso
    come non temo gli amici
    come agli amici sorrido.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho aumentato il ritmo dei miei passi
    e ai miei lati angeli combattenti,
    angeli incazzati ai miei fianchi,
    con tanto di elmetto e tute sporche,
    angeli combattenti ai miei fianchi.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    E poi gli angeli combattenti
    ed io cammino
    e loro attaccano i corvi e gli uccelli neri,
    spezzate le ali
    e ammutoliti i becchi
    silenziosi i versi,
    e i canti strani e cupi diventarono 
    fogli di carta e penne
    e inchiostro.
    Ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso.
    E non mi sono fermato.

  • 27 febbraio 2014 alle ore 14:45
    Esisteva

    Esisteva un tempo in cui anche Taranto e la sua provincia profumavano di ulivi e mare.
    Esisteva un tempo in cui anche qui il cielo era sempre azzurro, 
    e le nuvole giocavano a rincorrersi felici.
    Esisteva un tempo in cui anche a Taranto le greggi 
    erano libere di pascolare banchettando serene 
    e l'erba era verde 
    e non rossa.
    Esisteva un tempo in cui i bambini non avevano paura di giocare all'aperto, 
    e dal cielo cadevano gocce d'acqua pulita 
    e non pulviscolo nero, 
    carbone.
    Esisteva un tempo in cui Taranto era libera 
    e i delfini felici intrecciavano 
    amore e sereno.
    Esisteva un tempo in cui a Taranto tutto questo era realtà 
    e non tetra 
    utopia.

  • 09 febbraio 2014 alle ore 16:39
    PENNA E CARTA

    Vorrei solo una penna
    un foglio di carta,
    vorrei su di esso trasportare emozioni.
    Vorrei solo un bicchiere
    una bottiglia di rosso,
    vorrei assaporarne il gusto per trasformarlo in verso.
    Vorrei leggere nel tuo sorriso
    vorrei ascoltare i tuoi occhi,
    vorrei accarezzarti di rigo in rigo il viso
    trasudando inchiostro.
    Vorrei volare di sogno in sogno
    fino ad arrivare non dove voglio
    ma dove posso,
    dispensar consigli d'amicizia vera
    farti sentire viva
    farti sentire vera.
    Vorrei che ti alzassi da quel torpore che di sentimenti cattivi
    s'è appropriato il cuore,
    farti ascoltare il battito, farti udir gli amici.
    Vorrei che tu non sia succube di falsi profeti
    ma che possa vivere di ideologie 
    senza idealizzar fantocci e bugie.
    Vorrei che aprissi gli occhi sul bello e il nuovo
    e non tenerli aperti per fissare il vuoto.
    Vorrei solo una penna
    un foglio di carta
    per danzarci sopra,
    assieme,
    e sentir che canta,
    l'amicizia
    e al suo fianco 
    di musica e parole
    che ti si riempia il cuore.

  • 03 febbraio 2014 alle ore 18:08
    LE STORIE

    Quante storie puoi ascoltare in un vagone,
    quante vite puoi odorare in un aeroporto,
    quante persone puoi osservare seduto in un bus,
    quanti vanno, chissà dove,
    e quanti tornano da mille posti diversi.
    E tu seduto immagini,
    crei le loro storie,
    giri il loro film di vita,
    così, solo osservando, anche la manica di una giacca,
    una ruga sul viso, una scarpa consumata,
    o una semplice telefonata.
    E poi parti,
    non li rivedrai più,
    e loro continueranno le loro vite, le loro storie,
    i loro film,
    chissà se poi continueranno il tuo immaginato.
    E tu partendo prendi nota, 
    e appunti e riponi il tuo Book e viaggi,
    dei tuoi e dei loro.
    E poi ti fermi,
    e poi riparti.... 
    Buon viaggio a tutti.

  • 01 febbraio 2014 alle ore 12:10
    L'AMICA SVEGLIA

    Si sveglia
    l'amica sveglia
    ogni mattino,
    ti chiama ansiosa
    mentre ancora dormi.
    E tu non sveglio
    ti affanni lento
    e alzarti
    ti risulta tanto.
    Si sveglia
    e ti sveglia l'amica sveglia
    nervosa lei, e tu lo stesso.
    Ti incammini
    in buie mattine
    di freddo addosso
    di bus assonnati
    e lenti.
    E arrivi
    e la confusione è silenziosa,
    t'avvolgi intorno
    di formiche operaie,
    mute.
    Di tornelli impazziti
    e tesserini gelati al freddo mattino.
    Si sveglia l'amica sveglia
    di mattine operaie
    e caffè amari,
    tutte uguali
    di occhi chiusi
    e cervelli spenti.
    Ogni mattina
    di sveglie e operai
    ogni mattina
    insieme.

  • 30 gennaio 2014 alle ore 16:02
    GROTTAGLIESI SERATE ESTIVE

    Musica,
    poesia e liete serate alcoliche,
    chianche, vedute storiche
    e mura strette.
    Fresche, alcoliche
    serate estive.

  • 30 gennaio 2014 alle ore 15:08
    Pioggia di Maggio

    La pioggia di Maggio,
    inattesa e forte, copiosa.
    La pioggia di Maggio e le strade bagnate
    e il cuore pure.
    Anche dentro piove,
    a tratti,
    e le nostre aride vite
    e bagnandosi prendono nuove forme,
    nuovi colori.
    La pioggia di Maggio è un abbraccio di solitari pensieri
    e il caldo cede alla grandine
    e lei si arrende al sereno che arriva.
    La pioggia di Maggio,
    inattesa e forte, copiosa.

  • 27 gennaio 2014 alle ore 14:51
    IL RICCIO

    Come il riccio
    mi chiusi
    nascondendo il capriccio.
    Tra quattro mura
    e una piccolissima porta,
    come le spine sul dorso
    mi fingevo orso.
    Ma un riccio,
    impaurito e solo
    e si sentiva nell'aria
    di terra il desiderio,
    e ora è rischiuso
    il riccio.

  • 27 gennaio 2014 alle ore 14:38
    LA LUNA

    Esisteva una luna
    con tanto di occhi
    e il naso
    e la bocca.
    Esisteva una luna
    ingorda
    avida e affamata di nuvole,
    di mestolata
    in mestolata
    si saziò di loro
    e tutto intorno
    rischiarò
    il cielo.
    E fummo circondati
    di stelle e sereno,
    il buio e la luce.
    Ingorda e buona
    la luna.

  • 25 gennaio 2014 alle ore 14:40
    IRRIMEDIABILMENTE

    come rimediare ad un qualcosa,
    irrimediabilmente m'assilla il petto
    come farti capire che
    m'assilla il cuore
    il pensiero che di te 
    che m'odi 
    o d'indifferenza di me
    che d'affetto si muore,
    che mi piange il cuore.

  • 18 gennaio 2014 alle ore 19:41
    L'ADDIO DEL SACCO

    attaccato a un soffitto
    Pende li,
    Pende in bilico, solo
    Il sacco,
    Pende triste 
    Pende e si dondola stanco 
    Malconcio il sacco 
    Di pugni e calci
    Esausto e vecchio
    Marcio e lercio 
    Solo il sacco.
    Attaccato al soffitto 
    E il buio
    E il sacco stanco affannato
    Di cazzotti in faccia
    Di calci ai fianchi
    Di legnate dietro
    Fra collo e spalle.
    Pende il sacco 
    E piange
    Solo
    Il sacco 
    Urla di silenzi assordanti
    Di solitudini alte
    Come di montagne enormi
    Invalicabile.
    Attaccato dondola il sacco stanco
    Marcio e lercio
    Di pugni e calci
    Esausto e vecchio
    Fermo.
    Immobile l'addio del sacco
    Muto e vuoto 
    Di buio e nero
    Cupo.
    Attaccato al soffitto 
    Fermo 
    E non è sudore
    Quello che scende 
    Copioso 
    È pianto.
    L'addio del sacco.

  • 14 gennaio 2014 alle ore 21:10
    Fiore d'oltralpe

    Ecco a te un fiore
    raccoglilo sotto una torre di ferro,
    Ecco a te prati stranieri
    e parole nuove
    e nuove emozioni.
    Ecco a te un fiore
    un mazzo d'amore,
    un aereo è dentro il mio cuore,
    e la distanza diventa
    niente.
    Ecco
    la tua voce è felice
    il tuo sorriso si vede d'oltralpe.
    Ecco a te un fiore
    raccoglilo sotto una torre di ferro,
    ecco a te
    il mio amore
    fiore d'oltralpe.

  • 13 gennaio 2014 alle ore 14:56
    L'AMANTE DEI BAMBINI

    Lui sorride 
    Di occhi e sguardi strani
    Dispensa amore
    Con una croce al collo,
    Predicatore
    E poi
    E poi predatore
    Di lievi e soffici carezze
    Di rudi
    Grette 
    Tetre e spaventose molestie.
    lui infimo 
    Vigliacco
    Minaccioso l'amante,
    Amorevole e amato
    Il predicante. 
    Si trascina in false premure
    Che di sermoni in sermoni
    Riempiva i cuori,
    Poi alle spalle di bambini amanti
    Si svuota del seme dell'amore,avvilente, 
    e crea traumi
    e strappa la vita
    Con un sorriso
    e voce socchiusa,
    Con la croce al collo
    Che brucia sul petto, 
    lui vuole 
    Pretende, esige
    Rispetto.
    Arringa la folla parlando d'amore
    Avvicina i cuori
    Riscalda le menti 
    Assuefatte dai suoi paroloni, 
    E poi serpe in seno
    Diavolo, boia, stupratore,
    Amante di fanciulli, uomo vile.
    il silenzio deve finire
    Il chiudere gli occhi e tappare il cuore
    Il coprire con innumerevoli scuse, seppellire i delitti per non crear scalpore,
    E crea cicatrici 
    E spezza le reni
    Violenta i pensieri e devia i destini.
    Siete assassini 
    Con una croce al collo
    Bambini amanti
    e voi servi e padroni 
    Di poveri porci con i pantaloni di inferni malvagi
    Di belle parole 
    Di carezze lievi
    E violenti amori.
    L'amante dei bambini
    Lo si vede per strada
    Nei cortili, lo si abbraccia
    Di abbracci ostili.
    Distrugge sorridente
    Di vite e violenze
    È l'amante dei bambini. 
    Orribile 
    Morte
    L'amore e il terrore.

    -Vincent cernia-

  • 06 gennaio 2014 alle ore 0:51
    -LO SCRITTORE PAZZO-

    Questa è la strana storia
    di uno scrittore pazzo 
    che voleva raccontar la sua folle vita.
    Di corvi neri sulla sua testa a volteggiar felici
    di carrozze al galoppo
    di funebri episodi, 
    di mari agitati e
    di cuori rotti
    di cuori in cocci,
    frantumati,
    ma il folle non aveva fretta.
    Lui scriveva
    e intorno a lui
    fumo di sigaretta.
    Questa è la strana storia 
    di un uomo affranto
    rideva di gusto ma assaporava il pianto,
    voleva mille e più distese di felicità infinite
    voleva sognare
    di oceani 
    di deserti
    di amicizie mai finite.
    Questa è la strana storia
    di lui e della sua penna
    di una amata figlia
    e di una amica musa,
    di bevute amare e salivazioni mute
    di occhi rossi e occhiaie nere
    di notti insonni e di molte candele,
    di fogli strappati
    di libri scritti
    di libri finiti e
    e poi bruciati e pianti odiati.
    Questa è la strana storia
    di un visionario d'amor
    che per resister allo stress
    narrava storie,
    che per riempire i vuoti
    cantava di luppolo e
    e
    scriveva di cuor.