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Poesie di Vincent Cernia Vincenzo De Marco

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  • 06 gennaio 2014 alle ore 0:13
    -VINTI-

    Abbiamo fatto vincere l'invidia
    la mala gente, la malvagità,
    abbiamo fatto vincere i cattivi sui buoni
    i malpensanti 
    i mentecatti
    i ricchi sui poveri
    i prepotenti.
    Abbiamo fatto vincere il malcostume
    la cattiva politica
    l'Italia piccola su quella enorme,
    abbiamo fatto vincere l'inettitudine sul merito
    il male sul bene
    i rancorosi sui buoni amici
    i pensieri cattivi su quelli positivi.
    Abbiamo lasciato il campo alla merda
    abbiamo calpestato i fiori e il profumo d'erba,
    abbiamo chiuso gli occhi sui delitti evidenti
    gli abbiamo riaperti quando ormai i fari erano spenti.
    Abbiamo fatto vincere la noia sulla voglia di fare
    un bicchiere mezzo vuoto su uno mezzo pieno,
    il vomito 
    il delirio sulla ragione,
    abbiamo pianto al posto di sorridere per ore
    abbiamo fatto vincere il lamento sul fare
    la malattia
    l'aria inquinata
    la tastiera sulla carta d'inchiostro bagnata.
    Abbiamo fatto arricchire chi già lo era
    impoverito chi le lacrime neanche aveva
    la sudditanza sulla propria coscienza.
    Abbiamo, abbiamo fatto
    e lo rifaremo
    poi non lamentiamoci del cattivo pensiero,
    abbiamo, abbiamo fatto
    e lo rifaremo
    poi non piangiamo sul nostro stesso veleno.

  • 10 dicembre 2013 alle ore 11:07
    GIGANTI

    Giganti piccoli piccoli,
    nei vostri micromondi,
    profeti di verità assolute,
    assolutamente patetici.

  • 04 dicembre 2013 alle ore 19:24
    PADRE

    Imbiancando,
    di rughe, di solchi
    e di occhi stanchi.
    E i figli grati
    E ingrati i figli,
    ma padre
    ora son io padre
    e capisco il sacrificio
    i problemi, i malumori
    i silenzi.
    Solo grazie
    Padre.

  • 02 dicembre 2013 alle ore 19:36
    DONNE DANZANTI

    Vorrei che come le nostre menti, i nostri corpi.
    Che danzino giocando come i nostri pensieri.
    Che si tocchino 
    Come fanno i nostri cervelli i nostri
    Femminili desideri.
    Senza restrizioni moderne e vecchie
    Ma solo di gioco
    E di un gusto nuovo e buono.
    I nostri pensieri 
    I nostri corpi. 

  • 27 novembre 2013 alle ore 19:18
    Pazzi

    La casa dei pazzi era a due passi
    e io sotto un albero, in ascolto,
    e il vento portava a me gli echi loro.
    Ascoltavo risate isteriche
    e immagini di passeggiate solitarie
    e discorsi muti e amici immaginari.
    La casa dei pazzi era a due passi
    e io sotto il fresco estivo
    di terra rossa e viva
    seduto scrutavo, ascoltavo
    vivevo.
    Il cancello socchiuso, e dentro genti sedute,
    sole,
    e movimenti dei corpi assenti,
    e realtà in testa loro,
    felici.
    La casa dei pazzi era a due passi
    e gli echi loro
    dal vento a me venivano forti.
    Fieri, e sorrisi strani e occhi assenti,
    spenti.
    E riflettevo.
    Normalità sei strana,
    e la casa dei pazzi
    e risate isteriche
    e solitari discorsi.
    A volte vi guardo
    a volte vi invidio.

  • 27 novembre 2013 alle ore 19:17
    Amici angeli

    Per molti
    posso esser diavolo,
    i miei amici angeli li ho sulle spalle,
    tutto il giorno,
    tutti i giorni.
    Posso sentirli camminare al mio fianco
    ogni momento, in ogni istante.
    Posso intuirne le mosse e i sentimenti,
    posso ascoltarne le dolci parole
    gli abbracci fraterni,
    il rincuorarmi silenziosi.
    Posso ringraziarvi ogni notte,
    posso parlarci
    scusarmi e sfogarmi.
    Sento carezze nel loro cuore.
    Per molti
    posso esser diavolo,
    i miei amici angeli li ho sulle spalle,
    tutto il giorno,
    tutti i giorni.

  • 20 novembre 2013 alle ore 0:18
    COLLUSIONI

    Acciaio
    Politica
    Mafia,sangue.
    Acciaio,siderurgia
    Taranto, Chiesa.
    Tubi, lamiere
    Chiesa, stato
    Tangenti, bugie
    Tumori.
    Morti bianche, morti rosse
    Fabbrica
    Gas, minerali, polveri
    Tumori.
    Rotoli, lamiere
    Collusioni, amicizie,
    Ipocrisia, veleni, acciaio
    Rotoli, tubi
    Chiesa, stato.
    Collusione, collusi,
    Contusi
    Acciaio.

  • 17 novembre 2013 alle ore 19:41
    PERCHÉ

    Perché sei grande e caldo
    O sole
    E non mi riscaldi più,
    Perché sei alta in cielo
    O luna
    E non mi illumini più,
    Perché il vento non m'accarezza
    Perché l'erba bagnata
    Non mi rinfresca.
    Sarò triste per una tristezza immatura
    Sarò cupo
    Per qualcosa che non dovrebbe incupirmi,
    Sarà un perché indecifrabile
    Un indecifrabile
    Falso, già capito, già passato.
    E sorrido
    E mi riscaldi sole
    E m'illumini luna
    E m'accarezza il vento
    E mi rinfresca l'erba.

  • 17 novembre 2013 alle ore 19:39
    NOTTI E GIORNI OPERAI

    All'orizzonte ciminiere,il buio e la luna di fianco,
    e mille stelle buie da tristi e velenosi fumi
    coperte come da nuvole 
    assassine e mute.
    All'orizzonte di tubi gialli e polveri rosse
    ciminiere alte e cattive
    e di fianco il sole 
    malato, triste,
    e di fianco un sole morto e insetti strani.
    All'orizzonte di morti bianche
    e di pianti copiosi di colleghi andati,
    di giornate sudate
    di notti fredde
    di urla di dolore
    di denti sporchi e bocche impastate d'odio.
    Notti e giorni operai
    come notti e giorni infiniti
    infinite.
    All'orizzonte ciminiere, il buio e la luna di fianco,
    e mille stelle buie da tristi e velenosi fumi
    coperte come da nuvole
    assassine e mute.
    All'orizzonte di tubi gialli e polveri rosse
    ciminiere alte e cattive
    e di fianco il sole
    malato, triste.
    e di fianco un sole morto e insetti strani.
    Noi operai dentro
    e voi fuori a immaginare
    e noi dentro a morire.

  • 13 novembre 2013 alle ore 11:12
    DI RABBIA E D'AMORE

    Di rabbia e d'amore il mondo
    E intorno
    Di rabbia e d'amore il foglio
    E intorno
    E scrivo di rabbia e d'amore
    D'amore e di rabbia
    Di sentimenti alterni
    E come la luce e il buio
    Come il sole e la luna
    Come l'acqua e il vino.
    Di rabbia e d'amore il mondo
    E intorno
    Il pensiero e il cuore
    Di rabbia e d'amore il foglio
    E intorno
    La penna e il sogno.

  • 10 novembre 2013 alle ore 19:34
    -Madre Quercia-

    O tu madre mia,che pelle liscia
    e che buon odore avevi,
    le tue carezze erano sorrisi e 
    le tue parole erano felicità negli occhi,
    e sicurezza fanciulla.
    Il tuo cuore era grande d'amore
    e le tue mani impastavano farina grezza
    per trasformarla in profumi da tavola in festa.
    O tu madre mia,
    ora la tua pelle è segnata da rughe
    che sono righe di memorie,
    il passato si sente sulla tua pelle.
    Tu come una quercia,più bella.
    Le ruvide mani accarezzano uguali d'amore
    invecchiando migliori.
    Le tue mani e le tue carezze
    riportano al bambino che fui,
    le tue lacrime e i tuoi occhi,d'amore per noi
    ancora raccontano.
    O tu madre mia,
    quercia non hai bisogno di parlare
    lo fanno loro,
    al solo incrocio di sguardi.
    Sempre sarai per me
    di pelle liscia e odore d'amore
    fanciullo.

  • 10 novembre 2013 alle ore 19:29
    AMICI PASSI

    Di amicizie sono anche i passi indietro, 
    di sofferenze per farlo capire,
    Di rinunce per sentirsi vicini
    E non assillare
    Di amicizie sono anche i passi indietro.

  • 07 novembre 2013 alle ore 19:39
    Il cane che inseguiva la farfalla

    Correva veloce e la lingua di lato, 
    E il sorriso dell'erba bagnata
    Che si strusciava felice
    Sul fiorito
    Terreno.
    Planava leggera
    E il vento di ali spiegate
    E mille sbatter di leggiadre
    E Sottili come due mani
    Protese alla gioia.
    Un rincorrersi gioioso
    Un inseguirsi di festa
    Farfalla a mezz'aria
    E il cane di code felici.
    Vento di alberi mossi
    Sole di novembrine giornate
    Plana la farfalla il muretto
    Salta il cane 
    Ad inseguirla in fretta
    E Boschetti di metropolitane
    Realtà
    E rumori intorno
    Di quotidiani affannati.
    E a rincorrersi
    La farfalla
    Il cane
    Tranquilli
    Di giochi e feste
    Di libertà
    Concesse.
    - Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 19:07
    LEGGO E RESPIRO

    Lavoro, son l’operaio di me stesso
    scrivo,
    sono il poeta di storie sbagliate.
    Respiro,
    respiro aria mista a ingordigia,
    mista a merda e respiro,
    ma respirando spero.
    Leggo,
    leggo di voi, leggo di noi
    operai
    e silenziosamente scrivo.

    -Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 19:06
    POCO O NIENTE

    Un'altra vita
    È poco o niente,
    È ferro caldo,
    È acciaio fuso.
    Un'altra vita
    È poco o niente,
    È fatturato,
    È soldi sporchi, color di sangue.
    Cassaintegrato
    O chiuso in cassa,
    Colore rosso, tu sei un ingrato.
    È la paura
    È poco o niente
    O si lavora o si lavora.
    La nostra vita
    È acciaio fuso,
    È poco o niente,
    È fatturato,
    È poco o niente
    È un'altra vita.
    Era operaio
    E se ne andato.
    -Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 19:04
    D'ACCIAIO

    La casa è d'acciaio,
    La casa è buia e fumosa,
    La casa è cosa assai rischiosa.
    La casa è d'acciaio
    E dentro si muore.
    La casa è d'acciaio
    E fuori si muore.
    - Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 19:03
    IL MOSTRO

    Per voi aldilà della strada
    Lui è muto, silenzioso.
    Parla con fumi, polveri e odori
    Luci e bagliori.
    È maestoso, è spaventoso
    In egual misura, minaccia
    È onnipotente, costante,
    È presente.
    Per noi al di qua delle mura
    Lui è assordante, chiassoso
    Gassoso e arrogante.
    Lui parla, erutta
    Con tutto di se, minaccia.
    È odioso, veleno
    Sudore, sacrificio, è lavoro.
    È lavoro al mattino,
    Veleno al vicino
    Veleno nel pane, veleno nel vino
    Orrore moderno
    Orrore continuo.
    - Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 19:01
    DIREZIONE LAVORO

    Nell'autobus buio
    E una canzone di cui il titolo ignoro,
    Tutto è amplificato
    E i pensieri scorron veloci
    Come le strisce bianche
    Sull'asfalto scuro,
    E poi luci e bagliori d'acciaio
    All'orizzonte vedo
    E li
    Saranno otto folli ore.
    - Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 19:00
    L'OPERAIO MARRONE

    L'operaio è prima di tutto un figlio, 
    È un fratello, un padre.
    L'operaio è prima di tutto un amico,
    Un compagno, un marito.
    È colui che ride al mondo e che piange solo,
    Chiuso a Riccio, marrone.
    L'operaio è colui che respira veleno
    E che sputa amore.
    È quello che ha le mani ruvide
    Ma il cuore liscio.
    Quello che ama e quello odia,
    Quello che vive e quello che muore.
    L'operaio è un numero, una matricola,
    Una pedina.
    È colui che soffre vedendo soffrire,
    È colui che lavorando cammina,
    È colui che si ostina.
    L'operaio sente gli odori,
    Ama i suoi figli e piange nel cuore.
    L'operaio è felice, è triste,
    È un essere umano,
    Sbaglia, fa bene,
    Grida, sussurra,
    Vive.
    È felice.
    L'operaio si guarda morire
    E lacrime rosse
    Color minerale, sgorgan sole.
    L'operaio sogna un futuro migliore,
    È altruista,Bastardo, è cafone.
    È buono
    È cattivo
    Spera in un mondo migliore.
    È quello che respira veleno
    E che sputa
    Amore.
    - Vincent cernia-

  • 02 novembre 2013 alle ore 18:58
    IL MONTE

    Che la tua libertà di occhi socchiusi
    Ti accompagni per il sentiero,
    E che sempre dritto arrivi al Monte.
    E lassù si allarghi lo sguardo
    E l'orizzonte.
    Vedendo il mondo come vuoi
    Guardando il movimento
    Osservando anche l'andamento.
    E sul monte il vento
    E sul monte il fresco
    E sul monte tu.
    Io.
    Ragionando con l'esistenza
    E i litigi inutili
    Nella testa.
    Ragionando con l'esistenza
    Sul monte
    Ti accompagni un sogno
    E ti accarezzi il mondo
    E sul monte
    Le tua dita uniscono i punti
    All'orizzonte
    E il disegno è chiaro
    E chiaro il volto.
    Felice e sereno 
    Il giorno.
    - Vincent cernia-

  • 24 ottobre 2013 alle ore 21:03
    -SCONCLUSIONATE STORIE-

    E la penna prese l'iniziativa,
    con la musica che sembrava miscelata alla birra ghiacciata ,
    e nell'aria profumi d'incensi variegati di fragranze lontane, odori di paesi stranieri.
    E la carta prendeva sotto di me,
     colore e forma ,
     come un film scorreva sulle pagine bianche.
    E la mente era seduta su scogli a guardare gabbiani volare 
    era in piedi su rive a raccogliere il vento e accarezzare il mare.
    Poi lei, che dettava emozioni,
     è lei, l'anima chiamata passione, 
    come una fata di fiabe mi accompagnava e suggeriva i pensieri.
    Vola sulle teste di noi,
     poveri automi,
    l'immaginazione,
    prendiamola e facciamone realtà felici ,
    e favole radiose.
    E la penna prese l'iniziativa, 
    con la musica con ogni odore,
     e oltre ai lamenti, 
    alle ansie ai moderni inutili timori,
     e oltre ,e oltre,
     tranquillità di libri e storie.
    VINCENT CERNIA

  • 23 ottobre 2013 alle ore 15:25
    -MALVAGITA' CELATE-

    Malvagio è colui che si cela dietro un sorriso,
    chi parla d'amicizia e t'accoltella, infimo e cattivo infinito.
    Malvagio è colui che s'accosta,
    e sotto il tuo sguardo,
    striscia.
    Malvagità celate, di amicizie strane,
    malvagità celate .
    Malvagio è anche chi ci crede,
    ma di malvagità ingenua,
    di creder a chi si insinua,
    a chi ti trasporta d'animo e in corpo porta il verme,
    verme pericoloso,
    velenoso,verme che ti mangia piano
    e ti consuma,
    e ti tiene in mano.
    Malvagio è colui che si cela dietro la parola amico,
    che ti guarda da sotto è muto è,
    è il tuo assassino.
    Assassino della gioia e del sorriso,
    dell'amicizia altrui,
    e del giorno,
    e della notte, del cammino zoppo di zoccoli color inferno,
    di code accaldate, di corna appuntite.
    Malvagità celate, di amicizie strane,
    malvagità celate, insignificanti gesti,
    e malvagità celate.
    -Vincent Cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:58
    -MARE E PENSIERI-

    E d'innanzi a me il mare
    la sabbia, e io seduto.
    E d'innanzi a me il mare,
    è bagnata, dura, è fredda
    è compatta,
    come quando piove e poi rasserena.
    E d'innanzi a me il mare
    mosso, arrabbiato,
    e lo guardo fisso
    e sembra minacciarmi.
    Il cielo è cupo e chiuso,
    fra il grigio e il nero
    e d'innanzi a me il mare.
    E i miei pensieri come di lui il colore,
    e il vento li trascina di qua e di la 
    come gli uccelli, che sbandano
    al cielo felici.
    E il faro, e la luce gira , e, impulsi di luce
    ed io lo guardo fisso, a impulsi i pensieri,
    e arriva lontano
    e d'innanzi a me il mare.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:57
    PUGLIA

    Le salentine melodie serali
    le magiche meraviglie d'intere apuliche terre.
    Dalle curve nel cielo e nel mare
    di garganiche viste,
    alle distese d'ulivi brindisine,
    alle spiagge di mar d'amare
    tarantine
    e le salentine melodie serali.
    Tamburellanti e lunghe passeggiate baresi
    e cielo, e terra e mare.
    E' puglia che salta di gioia
    è puglia che pulsa di vita
    è puglia di terra e cielo
    è puglia di sabbia e mare.
    Mia puglia natia
    mia puglia d'amor.
    -Vincent Cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:56
    IL TRENO

    Triste è sempre il ritorno
    Del treno che in avanti va
    Del ricordo che come i binari ti rimangon dietro.
    Triste è la corsa 
    Triste è l'arrivo.
    - Vincent cernia-