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Autore

Vincenzo Morgioni

in archivio dal 24 ott 2006

12 luglio 1988, Taranto

segni particolari:
Alto, bello, maledetto dalla più antica delle maledizioni: l'Amore

mi descrivo così:
Foscolo dell'era moderna, malinconico, bello e dannato. Amo cantare dell'uomo e delle sue passioni che lo spingono ad essere se stesso fuggendo dalla grigia normalità

30 novembre 2006

Anima notturna

E tu intanto lassù

Pallida troneggi sul far del mondo

Aspetto e soffro mentre tu

Diletti il mio verso giocondo


Lontana sei ancor più da me

Dove dove?

Dove sei? io ti cerco e aspetto

Aspetto un treno che capolinea non ha


Forse un giorno deciderai di prendermi con te

Prendermi per mano

Farmi nuvola

E portarmi lontano


E io dall’alto guarderò la città

Che s’anima in un formicolio

Di luci e suoni

Da la scruterò la campagna


E le rive silenziose

Da la guarderò i prati

E l’allegri girasoli

Da la poi mi vestirò di sogno


E danzeremo al rischiarar del cielo

Festeggeremo tutta la notte

Ubriachi di infinito

Sazi di follia


Ma poi quando il sole

Di nuovo salirà l’ultimo scalino

Dell’orizzonte lontano

Ci guarderemo, e sorrideremo


Infine ci abbracceremo

E moriremo insieme

Spirando un ultima volta

Ormai esausti


E quello stesso respiro

Sveglierà uomini e donne

E li spingerà a cercare il loro momento

A guardare fuori a camminare dritti


Non so dove tu sia

E ne mi importa

Continuerò a cercarti

A volerti ed amarti


Ma quando ormai

Il mio corpo sarà decadente

E la mia anima volerà

Portala per mano tra il sogno oltre la realtà.

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