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Autore

Vincenzo Morgioni

in archivio dal 24 ott 2006

12 luglio 1988, Taranto

segni particolari:
Alto, bello, maledetto dalla più antica delle maledizioni: l'Amore

mi descrivo così:
Foscolo dell'era moderna, malinconico, bello e dannato. Amo cantare dell'uomo e delle sue passioni che lo spingono ad essere se stesso fuggendo dalla grigia normalità

13 novembre 2006

Vacanze di vita

Intro: Una vacanza perfetta, ricordi perfetti e una donna perfetta. Come si può ritornare alla vita di ogni giorno voltando le spalle a tutto questo? Si può. La vita continua, pensa il protagonista mentre sale sul traghetto che lo riporterà verso casa. Il suo bagaglio si è riempito di ricordi che non lo lasceranno mai.

Il racconto

Lui rivedeva i momenti della sua vacanza.

 


Lui riviveva i momenti della sua vacanza.


Avanza con passo deciso, il passo di colui che sa cosa dovrà fare , cosa sarà costretto a fare. Ogni tanto la sua camminata decisa e imperturbabile veniva interrotta da fugaci movimenti della testa, degli occhi…


Lui la cerca


Lui non la trova


Eppure decide di non interrompere la sua camminata, no non ora.


Lui avanza sempre deciso per la sua strada.


E intanto mentre percorre a passo lento la strada per il porto,percorre a passo molto più rapido e spedito le strade dei suoi pensieri.


Ripensa al primo giorno quando è arrivato.


Da solo, una vacanza in compagnia solo di un libro , e ovviamente in compagnia di se stessi.


Ripensa alla prima volta che l’ha vista.


Troppo indaffarata ad accogliere gli altri ospiti , troppo impegnata a sfoggiare sorrisi a trentadue denti per mostrarsi sin da subito gentile e disponibile,


Troppo gentile, lui la fissa


Troppo disponibile, lei lo nota


I loro sguardi si incrociano,così,per la prima volta,come si possono incrociare gli sguardi di miliardi di persone


Troppo impegnate a cercare di recitare al meglio la propria parte nel cortometraggio della vita.


Lei avanza verso di lui.


Lui la guarda come in trance.


Non si sono mai visti prima eppure per una settimana diventeranno fratello e sorella, e la cosa bella sapete qual è?


Che né lui né lei in quel momento possono immaginarlo.


Lui continua la sua incessante fuga verso il porto. Fugge da una realtà troppo perfetta, quasi diretta nel migliore dei modi dal migliore dei registi.


Perché?


Già perché? Sapete a volte un perché, una semplice e quotidiana parola di sei lettere, pronunciata almeno una decina di volte da un comune uomo, può essere un sassolino nella scarpa anche per il più certo degli uomini.


Lui adesso è un uomo pieno di certezze. Un uomo nuovo. Ma fino a che punto queste certezze possono stare in piedi, fino a che punto possono essere chiamate certezze?


Guardando dritto davanti a se, scorge la spiaggia, e non può fare a meno di ripensare alle interminabili notti, passate con i camerieri dell’albergo, anche loro divenuti inconsciamente suoi fratelli e inseparabili compagni di bevute e di indimenticabili notti passate in una discoteca dal tipico sapore vacanziero, dove tra un bicchiere , quattro chiacchiere, e due mosse stupide per fare i fighi in pista ,si consumavano le serate.


Perché allora lasciare tutto questo?


Ricorda gli occhi color verde della ragazza seduta dietro il bancone della reception. Anche lei divenuta a far parte di questa famiglia.


Ricorda i pomeriggi passati in barca dove aveva imparato a conoscere fino in fondo le bellezze di quelle isole.


Lui ricorda il sole, il sapore del mare,il vento fra i capelli, quella strana sensazione che ti da il sale marino sulla pelle.


Lui ricorda lei stesa sulla prua di quella barca piena di tanti altri turisti che sembravano quasi dissolversi con le onde che si stagliavano sulla barca.


Per lui adesso esiste solo lei.


Lei si alza dalla prua e scuote il telo dove era sdraiata prima. Lui allora decide di alzarsi e andarle incontro.


Ora sono entrambi in piedi sulla prua pronti per tuffarsi in quel mare che pareva esser vetro trasparente, liscio , piano , cristallino. Ma la tentazione di romperlo è troppo forte.


Lui guarda lei.


Lei guarda lui.


Cercano nei loro occhi la fiducia, quasi il coraggio di compiere quel gesto.


Si buttano, riemergono, si guardano, sorridono.


Lui pensa e prosegue entrambe i cammini e mano a mano che procede verso il porto pensa, ricorda,rivive. Ma le sue certezze a mano a mano crollano come pezzi di scoglio colpiti da una forte mareggiata.


Lui vuole voltarsi.


Ma sa che così facendo tradirà se stesso.


Lui sa cosa vedrà quando si sarà voltato.


Tuttavia non vuole, non può.


Ormai la sua ora è giunta. Il suo traghetto sta per partire deve affrettarsi.


Tuttavia lui si blocca. Dialoga col suo compagno di viaggio, l’unico con cui è venuto e decide di chiedersi un’ ultima volta


Perché?


Lui decide di girarsi,sa cosa vedrà.


Si gira.


Ora davanti a lui vi è ciò che si aspettava. Il mare, la costa, e le barche dei pescatori che escono per portare da mangiare alle proprie case. Il sole che sorge. E di fronte alle sue incertezze e ai suoi perché di fronte a quel paesaggio idilliaco così perfetto decide che in mezzo a tante incertezze vi è una cosa certa…


La vita continua.


Sorride, si volta.


Ora è pronto per ripartire.

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