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Autore

Viviana Noce

in archivio dal 11 giu 2011

29 febbraio 1972, Nuoro

mi descrivo così:
La poesia è il sentiero per scoprirmi.

11 giugno 2011 alle ore 19:05

Taccio

Taccio.
Perché nelle orme che i piedi hanno lasciato sulla sabbia.
Ho letto la mia vita.
E le distanze non sono che attimi che fermano attimi.
Taccio.
Perché nella mia pazzia c’è un cuore che ricerca se stesso.
Un’anima che lavora per tradire le parole con i sogni.
Un abbraccio di alberi che infrangono la natura per divenire
[cielo.
Taccio.
Perché nei tuoi occhi c’è il silenzio
che non sa di parole,
ma di cieli infiniti e sgombri.
Di maree che urlano il profumo delle madri.
Di fiori che nascono dalla terra incolta.
Di cani che annusano l’aria e cercano una scia famigliare.
Di bambini che urlano al sole la loro libertà di ridere delle
[loro facce buffe e sconnesse.
Taccio.
Perché nell’attesa
c’è l’amore che il tuo cuore non conosce
ma riempie gli spazi di anelli di fumo.
Tra le mie dita si insinuano,
per guardarti mentre li aspiri
e la tua voce roca, mi sorride.

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