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in archivio dal 17 feb 2012

Alessio Carlini

Ferrara - Italia

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  • 24 febbraio 2013 alle ore 8:40
    Il suono delle ali eterne

    Non ci sono più opposti quando la dimensione è unica,
    mentre lo spazio si fa infinito inconoscibile;

    lo dice anche il canto antico del cosmo,
    attraverso vibrazioni autentiche,
    provenienti dai luoghi dell'eterno.

    Spiegate le vostre ali,
    poichè è giunto l'attimo di apprendere il volo,
    lo stesso volo che interiormente ognuno sente ed ha.

     
  • 23 febbraio 2013 alle ore 8:17
    Pensieri di carta e di te

    Passano croccanti sotto le dita,
    pensieri di carta e di te.

    Mente mia!

    Dipingi ascoltando il suono di queste parole colate dall'inchiostro,
    dipingi gli spazi e gli oceani attraversati;

    mente mia dipingi questi fogli pregni d'emozione,
    dipingi ogni sentiero scelto o sperimentato,
    poiché stasera ho voglia di viaggiare remoto.

    Passano croccanti sotto le dita,
    pensieri di carta e di te;

    che sei custode di questa mia eredità sparsa ovunque,
    un retaggio dove ognuno può senza limite attingere,
    ove generare riflussi, o la eco delle mie orme.

    Passano croccanti sotto le dita,
    pensieri di carta e di te.

     
  • 23 gennaio 2013 alle ore 21:44
    Piccolo dialogo con la luna

    Si sentono i passi della luna provenire dallo sguardo appena oltre ai rami,
    non voglio guardare altrove questa sera,
    l'idea che mi regala l'attimo è già perfetta così,
    sintonia e sinfonia del silenzio,
    un'armonia che da sempre il cosmo ci racconta.

    Il ventisette di gennaio è vicino,
    clair de lune e caramelle in bocca

    Presto le chiome degli alberi si rivestiranno,
    e non potrò più guardarti da qui,
    le foglie diverranno piccole bende sino al prossimo inverno.

    Si sentono i passi della luna provenire dallo sguardo appena oltre ai rami,
    preparo una tela
    e poco a poco dipingo l'eterno.
     

     
  • 13 gennaio 2013 alle ore 22:50
    L'inferno, il clown e il destino

    Io so benissimo com'è fatto l'inferno,
    a tratti, mi cammina dentro ogni giorno,
    è l'essenza delle mie luci,
    m'ha costretto e ancora mi costringe ai viaggi più scomodi.

    Ora, posso continuare a camminare e a fumare,
    posso fermarmi al primo bar colmo d'occhi sconosciuti,
    bere ed imbrogliare ...tutto d'un fiato il veleno,
    e posso piangere,
    e posso ridere ogni volta che mi ritrovo seduto sopra le montagne del mio passato,
    io che so benissimo com'è fatto l'inferno,
    posso adesso, scegliere da solo il mio destino.

    Ho fatto tutto alla mia maniera,
    sta scritto anche in questo brano che da ore ed ore ascolto,
    e Frank Sinatra continua a dirmi:
    “per che cosa è un uomo? Cos'ha ottenuto se non se stesso?
    Allora non ha nulla per dire le cose che davvero sente, e non le parole di uno che si inginocchia; la storia mostra che le ho prese e l'ho fatto alla mia maniera”.

    E adesso basta con questa blasfemia,
    io vedo per ora solo una città fatta di clown,
    una strada piena di pagliacci dal trucco triste,
    un trucco inevitabilmente finto,
    lo stesso trucco che sciolgo questa sera lavandomi sotto la pioggia.

    Io so benissimo com'è fatto l'inferno, e adesso posso scegliere da solo il mio destino.

     
  • 09 dicembre 2012 alle ore 21:22
    Voglia di fragole

    Voglia di fragole
    e di fiocchi bianchi in faccia.

    E che bello è il mio silenzio,

    il mio cammino croccante sulla neve,
    l'orma a svanire da li a poco;

    il bianco, il suono.

    Voglia di fragole nei pensieri
    e proteggo i miei occhi sotto, dietro l'ombrello;

    proteggo la mia anima quando tutto questo dipingo...
     

     
  • 09 ottobre 2012 alle ore 20:55
    E' COSI' CHE VOGLIO AMARTI

    La valle era stesa sotto le braccia del sole,
    mentre l'airone segnava volando piano,
    la via della natura e del ritorno.

    La sera aveva l'oro dappertutto,
    l'occhio era attento,
    il profumo della terra, il vapore, il cielo.

    E' così che voglio amarti,
    senza enigmi e senza gabbie;
    così, come si guarda con verità la vita attorno,
    lasciando il cuore andare tra le origini della serenità.
     

     
  • 04 ottobre 2012 alle ore 21:26
    La goccia di San Francesco

    La memoria dell'acqua e di un grembo costante;

    fresco è il suono della vita e dei pianti che innalzano la gioia,
    nascita e voce eterna,
    Re o Regina,
    padre e madre della stessa nota che si espande ovunque.

    Dolce onda sei tu...
    quando torni con la musica del cielo a suonarmi nella mente e nel cuore
    che mai smette di segnarci e d'indicarci una via;

    scia luminosa che comprende ogni più piccola stella,
    sete e purezza che il mare ci insegna,
    l'essenza genetica di una minuscola goccia.

    La goccia del canto ormai eterno...
    la goccia di San Francesco.

     
  • 28 settembre 2012 alle ore 10:02
    Visioni

    Visioni, parallele a questa dimensione statica, la causa si libera ogni volta dal suono, la mente ha per frutto flotte fruscianti di farfalle, e m'appendo con le dita al grido dell'aquila. E' così che si raggiungono le comete e a quest'ora sono più chiare, sono l'acqua trasparente nell'oceano; visioni... frullano come il disordine, nell'ordine di un bambino. Tagga la fotoAggiungi posizioneModifica Mi piace · · Non seguire più il post · Condividi · Modifica A Cinzia Mammoliti, Elena Maioli e Marcellino Aversano piace questo elemento..

     
  • 13 settembre 2012 alle ore 18:27
    Fantasia

    Qual'è il nome dell'uomo che posò quest'orma?
    Il vento si china a coglierne il racconto,
    soffia,
    s'agita e biascica con la sabbia,
    l'onda è un'oasi e torna la pace...

    Quale chioma lo trascinò al limite di un mare immaginario?
    Follia dai colori della stella marina,
    o serpe beata, velenosa tra gli scogli,
    canto che sostiene il volo di un gabbiano.

    Non ha memoria quest'orma,
    è il frutto bizzarro,
    l'estro;

    la fantasia!

     
  • 12 settembre 2012 alle ore 17:20
    Com'era rossa la mia estate

    Ti parlerò senza contare i minuti,
    nella stessa sfera di un giugno passato a sorridere alle fragole,
    adesso che la salute fa come l'autunno
    e vuol dormire tremando di febbre...

    Com'era rossa la mia estate;

    la stessa estate che adesso mi guarda da lontano,
    in questa stessa via con quelle stesse facce agli incroci e nei bar...

    Gli sguardi rubano l'oro delle foglie,
    ed ho voglia di tornare a casa,
    sedermi alle sponde del fiume d'inchiostro
    e rimanere a guardare... in questo silenzio rimanere a guardare.

    Ti parlerò senza contare i minuti,
    mentre il tempo scioglierà le mani dalle distanze,
    nella testa, forte all'anima,
    guardarti e immaginarti dalla benda di Eros e scorgere ogni meraviglia di un frutto a me eterno.

    E com'era rossa la mia estate,
    file di bandiere appese ai venti venuti dalla terra, arrivati dal mare...
    nella testa,
    nell'anima,
    com'era rossa la mia estate.
     

     
  • 29 agosto 2012 alle ore 19:02
    Voglio amarti Fratello "Onore al Cosmo"

    Cosa videro i nostri occhi nei giorni dell'ignoto,
    mentre si dormiva sui semi della guarigione,
    mentre tutto taceva alle verità e alla pace.

    Il potere sputa l'avidità negli occhi per distruggerci,
    per lasciare l'anima cieca e sola,
    per dividerci dal cosmo al quale all'unisono apparteniamo;

    per carità e per volere nostro,
    puliamoci lo sguardo in questi deserti,
    poichè l'intelligenza non ha mai smesso in noi di respirare.

    E in questa esplosione voglio amarti Fratello,
    poichè l'unica guarigione è di quesi semi il germoglio,
    è l'infinita essenza che risveglia ogni cosa attorno...

    è l'infinita essenza;
    che risveglia ogni cosa attorno... 

     
  • 24 agosto 2012 alle ore 18:58
    Nella fantasia respira l'anima della realtà

    E che sia un regalo per tutti,
    per gli amici amorevoli,
    per i nemici diabolici
    e per te mio grande amore che sei
    e che porti il nome Fantasia!

    E' così limpida l'acqua in questi luoghi,
    in questo centro dell'anima,
    in questo gigante buono che canta lieto,
    l'umiltà che ognuno è.
     

     
  • 23 agosto 2012 alle ore 21:36
    IN QUESTO NOSTRO MARE... BLU

    Basteranno due sorsi di vita al giorno,
    bevuti con la schiuma nei piedi del nostro mare... si,
    questo nostro mare blu,

    questo nostro mare che è figlio di una rosa,
    figlio di una spina,
    di una goccia caduta dal cielo a testa in giù.

    Basteranno due colpi di bastone sulla terra,
    gli stessi colpi di quel vecchio saggio che ogni sera attende il manto del tramonto,
    e si copre... ogni sera,
    sotto il giallo, l'arancione,
    sotto il viola, nell'azzurro e nel fratello blu....si ancora blu!

    Lo stesso blu dell'immensità... degli oceani... lo stesso blu dei sogni senza confini.

    E basteranno due note in testa,
    le stesse note che mi hanno appena portato qui,
    in questo luogo dove nessuno può raggiungermi,
    in questo luogo dove al massimo puoi solo sorridermi,
    immaginarmi,
    riconoscerti o rivederti con la schiuma nei piedi,
    in questo nostro mare... blu.

     
  • 04 agosto 2012 alle ore 1:27
    Percorsi lunari

    Puoi farne a meno se vuoi,
    inevitabil-mente...

    Crateri questa signora non ha,
    fuori dai segni ride, piange, ti ascolta;

    ovunque nell'universo sei.

    Baciami la pelle bianca,
    nel pallido delle ombre,
    ove il sole non tocca l'intimo, il blasfemo;

    baciami sempre poichè non sono scettico!

    Percorsi lunari ovunque,
    e ovunque cammino alla luce dei tuoi fianchi
    che nel sole ti sogno piano, nell'ambra e nelle mani dentro la notte,
    divina nella mente...l-una.

    Fammi posto sull'erba delle perle,
    fammi posto sulle creste dei mari e nelle onde,
    ridi con la mia schiuma d'argento e... colorami di Bacco nel buio lunare che sai.

    Ti guardo mentre hai gli occhi sul mondo,
    mentre il mondo ovunque vede te...

    l'amante mia perfetta ama ogni occhio che la vede;

    ride, piange e ti ascolta.... ovunque,
    nell'universo sei!

     
  • 24 luglio 2012 alle ore 19:20
    Piano

    Puoi aprire gli occhi se vuoi,
    piano,
    più piano del sole all'alba mentre dipinge,
    mentre accarezza le creste delle onde ed il petto.

    Puoi sorridermi piano se vuoi,
    piano,
    accelerando i battiti in cuore,
    scivolando tra le arie dei ricordi buoni,
    o nel bacio autentico che luoghi o tempi non ha.

    Puoi ascoltare anche tu se vuoi,
    piano,
    la musica che scioglie ogni orizzonte,
    ed il suono che il bene,
    e l'amore fa.
     

     
  • 19 luglio 2012 alle ore 17:59
    Opinioni diverse

    Opinioni diverse,
    nella moltitudine delle genti,
    in un lasso di tempo millimetrico,
    incessanti,
    come onde presenti all'unisono,
    alzano il loro canto.

    Opinioni diverse
    che il navigante lascia immediatamente,
    sotto il suono della sua chiglia,
    dietro di sè e nell'attimo a seguire,
    lungo scie della memoria a perdersi,
    tra le voci degli oceani.

    Opinioni diverse,
    oltre all'oltre delle linee,
    degli orizzonti alle notti,
    oltre all'oltre dei soli,
    oltre all'oltre;

    a perdersi tra le stelle.

     
  • 08 luglio 2012 alle ore 19:00
    Di pace e di poesia

    Con la testa piena,
    di pace
    e di poesia;

    cadranno muri e barriere del suono,
    sarà lo spazio a governare,
    unita-mente ai gesti, alla natura,
    tra i fiori e frutti del meraviglioso uomo,
    della meravigliosa donna...

    Con la testa piena di pace
    e di poesia,
    s'accende il fuoco che richiama l'interiore,
    s'apre il silenzio,
    infinito e sconosciuto;

    scintille e mari,
    i sogni, le perle...

    Danzano ora i canti,
    tra le verità profonde al cuore.

     
  • 05 luglio 2012 alle ore 18:19
    L'onda della pace

    Dunque è la vita a camminarci dentro,
    a trascinarci nel simile, nell'opposto;
    nell'identità misteriosa d'ogni goccia che bagna,
    o nell'arsura di attese emozioni.

    Il caldo non finge la sua identità e spinge,
    forte alla testa e al petto,
    spinge e scalda il respiro,
    muore e rinasce,
    al tocco delle mani lungo la via.

    Dunque è la pace a risollevarci dentro,
    a trasportare le catene alla deriva,
    a condurre il flusso e la corrente,
    a determinare l'onda eterna che ci trasporta.

     
  • 29 giugno 2012 alle ore 0:58
    Di-vino amore "notturno time"

    Di-vino amore,
    versato,
    finito, bevuto,
    ebbro e... iniziato.

    Io nel mio verso,
    ad aggiungersi,
    nell'aggiungermi alla frequenza del grillo,
    mentre vicina mastica la notte una cicala,
    il mio cane,
    la sua compagna.

    Leccami il viso fraterno,
    leccami le mani,
    i polsi e la fronte...
    leccami il solletico che la luna fa!

    Pozze nel pozzo dell'acqua,
    infinita fonte al tasto dei piedi,
    all'inverso della memoria che più non ho e nemmeno voglio;

    al sorriso che....ogni volta ti faccio,

    mio,

    amato,

    foglio.
     

     
  • 27 giugno 2012 alle ore 7:59
    Invito alla vita

    Accorcia le distanze,
    quando l'ombra è troppo lunga
    e bevi dai sorrisi l'inno della vita
    che ti rende ebbro,
    fiero e felice.

    Resta in ogni luogo,
    senza andartene,
    rimani, colora
    e colorati ovunque.

     
  • 21 giugno 2012 alle ore 23:17
    Con le stelle in faccia

    E cosa ci diranno questa sera,
    le stelle,
    o il cane del vicino che abbaia alla luna;
    e cosa sarà mai tutto questo mistero in mente,
    tutto questo brusio delle cose,
    tra i rovi e le rose del cammino,
    in questo silenzio dolce,
    consueto,
    indifferente.

    E hai mai parlato a Dio, o con Dio?

    Io non lo so;
    ma spesso ti parlo,
    o mi parlo da solo,
    o è che da solo parlo quando nessuno è in ascolto,
    per davvero, e da solo,
    sorrido e applaudo alle stelle
    e forse,
    pure io abbaio e parlo come un cane.

    Evvai! Questa sera si, io ti rido in faccia
    e rido che persino le rughe si stendono lunghe e sincere,
    rido e ascolto,
    parlo da solo si,
    ma con i balzi dei silenzi senza misura mi perdo
    e sereno ti scrivo.

     
  • 21 giugno 2012 alle ore 1:09
    Il talento e le idee

    E' la notte che viene a portarci l'estro ed il talento delle idee
    che nulla voglio e vogliono tacere e...

    Mentre sei e sono,
    disteso all'ombra delle lune,
    parlami, disegnami e discutimi,
    accarezzami e accarezzati con il bene che provi,
    con il bene che sei,
    con le luci che conosci illuminami poichè;

    è la notte che viene a portarci l'estro,
    ed il talento delle idee.

     
  • 14 giugno 2012 alle ore 22:10
    Ritorna uomo!

    Torna in te uomo,
    torna ove le tue origini hanno il sale della pace,
    torna il navigante dei mari che sei,
    torna uomo...ritorna.

    Senti ora come pulsa forte,
    la tua voce mai persa,
    la chiamata ed il grido chiaro della vita,
    il brano che mai si perse
    che mai ti perse uomo.

    Torna sul ramo appeso all'eterno,
    torna poichè è adesso che ho bisogno di te,
    tra le forme del bene e della vera fama torna uomo...
    ritorna.

     

     
  • 12 giugno 2012 alle ore 20:02
    Senza chiedersi il perchè

    E sentirai i mie polsi caldi,
    le mie vene pulsare
    e gioire di te,
    quando t'amo nell'amore e taccio,
    ascoltando le tue vite,
    ed il suono dei tuoi tasti tutti.

    Qui,
    con la mia mano alla tua nuca,
    ai tuoi riccioli,
    stai
    e colami nel cuore l'oro del passato,
    del tuo essere
    e dei tuoi umori.

    Guarda come fa la pioggia,
    quando cade e si manifesta tra le sue forme.

    Arriva,
    scende e si risolleva ai vapori che respiro
    dissetando ogni cosa attorno,
    senza chiedersi il perchè.

    Senza chiedersi,
    il perchè....

     
  • 07 giugno 2012 alle ore 22:02
    E mi ridi dentro amore

    Ho compreso le tue mani,
    in una notte simile alle mie notti,
    dentro la danza;

    e attorno la luce è lunare...

    Ho compreso la tua pelle,
    il fascino delle calle e forse,
    per un attimo ho compreso te
    che sei di certo il canto e l'amore...

    E mi affaccio sulle tue labbra,
    perchè la sera non è più sera;

    perchè il tempo adesso sento inesistente
    e sei tu addosso,
    sei tu il manto a coprirmi di stelle,
    nel ricordo dell'attimo più bello che dormire più non voglio...

    che dormire l'ardore insieme più non voglio.

     
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  • Come comincia: Era la tempesta più potente e mai vista da Aléxios; un temerario navigante dei mari e delle terre più sconosciute.
    I popoli che lo conobbero, lo ricordano come l'osservatore e il protettore delle verità della vita.

    Il mare urlava con l'ira del drago e le onde possenti, si mescolavano al fuoco del cielo.
    In quell'uragano, il giovane Aléxios, non riusciva a controllare le sue direzioni e si lasciò andare in balia della furia degli Dei.
    Le sue, quel giorno, furono ore di lotta per rimanere saldo alla sua piccola imbarcazione; ma il vento, le onde e i turbini tutti, spaccarono ogni speranza.

    Tutto ciò fu improvviso e non preannunciato, nemmeno dalle voci delle correnti o dalle sue amiche nuvole che sovente, gli indicavano i tragitti, o i luoghi ove mettersi al riparo in caso di tempeste; e a quanto pare, tutto quel caos era semplicemente una porta nuova, lanciata e plasmata dagli Dei tutti, impossibile per molti da attraversare e che conduceva alle visioni veritiere dell'amore eterno.
    Alèxios gridava come fosse all'inferno e non capiva cosa stava succedendo, e quale sarebbe stata da lì in poi, la sua sorte.

    Dopo due giorni, fu il padre della terra, la stella del giorno, il grande re Divino del nostro cielo; si, fu il sole a svegliarlo e a trovarlo steso sull'isola dei flussi della mente; un'isola sconosciuta agli umani e che ha il potere di condurre l'anima nell'infinito dei mari inconoscibili.
    Della tempesta non v'era più alcuna traccia; tut'intorno vigeva un'armonia penetrante e sonora del mare calmo; più calmo del fiume che attraversa lento la pianura.

    Aléxios si guardò le mani e toccò il suo corpo completamente nudo e bianco di salsedine.
    Non seppe mai come finì su quell'isola; e nei suoi pensieri, balenava l'idea che quello era il paradiso dopo la morte, poichè in lui era ancora forte il ricordo e lo spavento, di quella tempesta abominevole in alto mare...

    La calma, era l'unica atmosfera che si respirava.
    Il cielo era dell'azzurro più azzurro e terso; e una leggera brezza, rinfrescava la temperatura estiva.
    Sulla superficie dell'acqua non appariva nessuna cresta d'onda, e alla riva dell'isola dei flussi della mente, non si formava alcuna spuma...

    Aléxios, capì che tutto ciò era il segno di qualcosa.
    Capì di essere approdato in una nuova e diversa dimensione; e dentro di se si domandava:
    Come mai sono qui?
    In questo luogo da mesconosciuto?
    Io!
    Che sono il navigante dei mari e delle terre?
    Eppure, non ero distante dalla città dove sono cresciuto... mi trovavo ad una clessidra di tempo per arrivare alla mia casa, alla dimora dove sono stato allevato; e questi mari, li conosco come i miei stessi palmi!

    E poi?
    Come fa il mio corpo ora ad esser così sano ed in forma?
    Asciutto e nudo?
    Dopo una tale tempesta, solo con il volere degli Dei sarei sopravvissuto!
    Sarei? Credo che da qui in poi dovrò dire Sono!
    Io sono sopravvissuto alla tempesta delle tempeste; all'uragano che le raccoglie tutte e che le scaglia violente, sopra ogni cosa, sopra ogni essere vivente!
    E qui?
    Qui, dovrebbe essere tutto in disordine!
    Ed invece, rimbalza ovunque la eco meravigliosa della quiete, ed un respiro profondo della natura.
    Ma cosa era successo realmente ad Aléxios?

    La grande tempesta che lo spaventò, in realtà era un vero e proprio regalo Divino.
    Proprio così!
    Gli Dei tutti, e tutti in accordo, decisero all'unisono di aprire la porta dell'amore creativo, della verità e dell'inconoscibile al giovane navigante; poichè da tempo e senza accorgersi; grazie al suo stile di vita e durante i suoi viaggi, si era avvicinato alla porta del fuoco interiore.
    Ad Aléxios tutto quanto appariva come una visione, come un risveglio primordiale da respirare a fondo.
    Una visione che da lì in poi, gli avrebbe giovato delle verità della vita; quelle verità che portano la calma nella mente, e che assicurano il sentire del battere del cuore.
    Il giovane Navigante, era ancora distante dal motivo che l'aveva fatto arrivare in quel luogo; su quell'isola in movimento, lunga appena dieci passi per lato, dispersa nella quiete più armoniosa del mare.

    Poco a poco, cominciò a placare le sue innumerevoli domande.
    Decise di sedersi semplicemente a contemplare, riempiendosi gli occhi, la mente e l'anima, di ciò che attorno aveva a disposizione.
    Nella sua meditazione, iniziò a sentire una presenza; e la sua sensazione si faceva sempre più forte... aveva l'impressione che qualcosa stava per accadere:
    finalmente arrivò il primo evento, la prima risposta a questa sua nuova dimensione, stava per arrivare attraverso Dònoma; un'Entità messaggera degli Dei tutti, per metà esatta uomo e per metà esatta donna.

    Il suo corpo, come i suoi due sessi, erano ed apparivano in forma liquida e in costante movimento.
    Le parti del suo corpo, cambiavano di sessualità continuamente, e pure la sua voce; che da lontano pronunciava il nome di Aléxios, si alternava continuamente tra i toni dolci e femminili, e tra quelli decisi di un uomo possente.
    Dònoma, era allo stesso tempo la bellezza più bramata e desiderata dall'uomo e dalla donna.
    L'entità, venne a lui attraverso il trasporto di un'amica nuvola, una delle nuvole amiche del giovane navigante...
    Aléxios si chinò in segno di rispetto e di gratitudine, poichè riconobbe l'entità della quale aveva già sentito parlare.
    Dònoma, giunse così al cospetto di Aléxios, invitandolo a concentrarsi su ciò che gli stava per dire:
    Siamo giunti a te Aléxios!
    Per aprirti la porta della verità interiore; e qui, ti trovi nel più ampio mare aperto; dove chi vi giunge, giova della calma e della protezione, di un periodo meraviglioso e significativo.
    Questo è il luogo dove Alcione e Ceice, miti dell'antica Grecia, ogni anno tornano a nidificare, lasciandosi trasportare lenti, sullo specchio del mare.
    Solo gli uomini più creativi e attenti vi possono giungere... o meglio!
    Si possono accorgere e ancor più, possono per davvero vedere!

    Aléxios, appena Dònoma citò i due nomi "Alcione e Ceice", comprese dove si trovava.
    La loro storia, si tramanda fin dai tempi antichi e ancora oggi, nell'era mitologica del 2000, eccola riaffiorire nella sua visione:
    Alcione fu creata dal vento e dalla spiaggia, ed era dei mari la più bella ed incantevole fanciulla; capace di amare nella totale purezza.
    Mentre Ceice era un giovane pescatore; paziente e dolce come i primi loro baci che li fecero innamorare, sino a divenire sposi.
    Un giorno, durante una tempesta in mare, il giovane pescatore Ceice, finì con la sua imbarcazione avvolto dalle onde.
    La potenza e la furia dell'acqua, gli impedivano di riuscire a mettersi in salvo; e da lì a poco naufragò.
    Il tentativo di nuotare per raggiungere una riva era distante; distante come la vita che per lui, stava per finire.
    Alcione, sentì le sue grida e si tuffò nel mare, per trarlo in salvo.
    Ma il suo tentativo, fu disperatamente invano.
    Gli Dei tutti, in questo luogo dov'è ora Aléxios; ebbero un'enorme compassione per i due sposi eternamente e veramente innamorati; e decisero all'istante, di trasformarli in due bellissimi uccelli marini...
    e sempre in questo luogo, in questo mare calmo, per il volere degli Dei tutti; ogni anno, Alcione e Ceice, vengono teneramente a nidificare.
    La concentrazione e l'attenzione di Aléxios in quella visione, era talmente forte che ogni più piccola parola, ogni frase che Dònoma pronunciava, rifletteva in lui in modo energetico e vibrante; e al congedo di questo incontro...... Riecco la calma più assoluta del mare e del cielo sereno; riecco ancora quella brezza che rinfresca piacevolmente dalle temperature estive... Rieccoli!

    Ecco i due uccelli marini a lui apparire:
    Aléxios!! Ti stavamo aspattando da tempo!
    Tu stesso hai voluto arrivare qui, grazie alla tua osservazione creativa; grazie allo spazio immenso della tua mente, del tuo cuore e dell'anima...
    Gli Dei Tutti, ti hanno semplicemente aperto l'accesso, per giungere nei luoghi più profondi dell'umanità.
    L'accesso alla porta che arricchisce l'uomo dell'etica e del rispetto, verso ogni forma di natura e di libertà!

    Alcione, staccò la piuma d'oro che stava da sempre nascosta sotto l'ala sinistra del suo amato Ceice, per consegnarla definitivamente ad Aléxios:
    Tieni!
    Questa è la piuma che solletica costantemente la verità!
    Ora è tua, poichè sei in grado di divulgarne con equilibrio il segreto!
    Ceice, fece lo stesso gesto alla sua amata Alcione; e dall'ala sinistra dell'eterna sposa, tramutata in uccello marino, staccò la seconda piuma d'oro e la consegnò ad Aléxios:
    Eccoti anche la seconda piuma d'oro!
    Questa, ti solleticherà costantemente l'inconoscibile!
    Sarà la piuma d'oro che terrà la mente libera, spaziosa e lontana da ogni conflitto interiore!
    I due bellissimi uccelli marini, poco a poco sparirono in mare aperto, galleggiando dolcemente sull'acqua; stretti e brillanti d'amore dentro al loro nido.
    L'isola dei flussi della mente, viaggiò altri due giorni e due notti; durante i quali Aléxios, il giovane navigante, ebbe modo di avere numerose e piacevoli riflessioni, su ciò che aveva appena vissuto.
    Si sentiva felice; felice della vera felicità che rende il viso sereno e gioioso, come quello di un bambino preso con natura e senza pensieri, nel suo gioco...
    L'isola vagante lo trasportò sino alla sua terra nativa.
    Ad aspettarlo, vi erano le cinque vergini bendate, figlie della riva.
    Lo vestirono e lo pulirono con il bene di altrettante cinque madri, prima che riprendesse il suo ritorno a casa...

     
  • Come comincia: Un'automobile procedeva sulla statale e la prima cosa che notai, erano i fari.... le sue luci in movimento e il suo andare moderato.
    Nell'aria e fino a dove gli occhi arrivavano, fluttuava un velo di foschia e il campanile del paese più vicino, era delle strutture, la prima cosa che si notava.
    Appena dietro l'orizzonte dei tetti delle case ad est, vi era uno squarcio di cielo sereno che poco a poco si tingeva d'aurora arancione intenso, mano a mano che il sole, come un padre, svegliava il volo degli uccelli.
    Il primo a passare davanti alla grande finestra e ad esser visibile ai miei occhi, fu un bellissimo airone cenerino; lento e possente era il suo batter d'ali nell'attraversare con armonia quello spazio in volo.
    Appena scomparve dalla mia vista, fu nuovamente la stella del giorno ad accecarmi e a riempirmi il cuore... era fuoco intenso per l'animo di ogni risveglio...
    Le nuvole giocavano a colorarsi e si frastagliavano come onde divenendo crespe e molteplici.
    Tutte in fila per irradiarsi e per continuare attraverso il loro cammino, a dipingersi e a dipingere di vita questa natura vera e pura di un mattino felice dell'indimenticabile, infinita e inconoscibile verità.