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Racconti

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”
Emilio Salgari


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  • venerdì alle ore 12:55
    RIFLESSIONI

    Come comincia: Un sorriso cordiale abbellisce il viso di chi lo dona e per un attimo tace anche la sofferenza di chi lo gradisce.

    La libertà è un’insegnante virtuosa, mentre la coercizione paralizza la mente e genera violenza. La libertà è figlia dell’aria.

    Vivi da libero pensatore e da libero cittadino del mondo, ricordandoti sempre del fondamentale pensiero socratico: “Il vero sapere è sapere di non sapere”, nonché dell’esortazione “Conosci te stesso – Γνῶθι σεαυτόν –”, che può riassumere l’insegnamento di Socrate.

    Quando i politicanti litigano, il popolo è il capro espiatorio dei predetti scellerati.

    L’anarchia è la migliore forma di governo, ma gli uomini non sono ancora preparati a poter convivere in pace, condividendo in maniera sublime i tre sentimenti: la solidarietà, la libertà e la giustizia sociale.

    Un buon libro è come un fiore profumato: orna ed olezza la casa, ma, soprattutto, l’animo di chi vi abita.

    È facile senza riflettere impugnar la penna e scrivere o muovere le labbra e proferir parole a vanvera; far tutto questo, però, significa sparare senza mira e non colpire il segno.

    Le ombre, talvolta, non sono meno importanti della luce.

    Il mio pensiero, forse, non è gemello al tuo, ma della mia fatica cogli, se gradita, la sostanza.

    Essere poveri non dipende da noi, ma dipende da noi far rispettare la nostra povertà.

    Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.

    La persona bene educata si distingue dalla maleducata in salotto, in camera da pranzo ed al tavolo da giuoco.

    Vivere sulla terra è tanto pesante, che sembra paradiso l’inferno di Dante.

    Io sono vivo perché scrivo. Poesia animi medicina. Ποίησις ψυχής φάρμακον.

    Ho conosciuto la sofferenza, ma, invece di vendicarmi, ho aiutato i deboli.

    Un forte desiderio diviene sogno, che poi il tempo traduce in realtà.

    Non dire mai è troppo tardi, per questo è stata creata la morte.

    Prenome, nome e titoli qui valgono niente, se ai posteri non lasci il bene della mente. (Da scrivere sul muro, sopra il cancello dei cimiteri.)

    Gli elogi scritti sulle lapidi in ogni cimitero son per tre quarti falsi, forse un quarto è vero.

    Un libro sa parlare bene al suo lettore, se lo stesso lettore vi si riconosce alla fine della lettura.

    È meglio per l’uomo un nemico intelligente, che un amico stolto.

    Renditi utile ai tuoi simili e così prolungherai la tua vita.

    La storia potrebbe essere una grande maestra di vita, se noi non mettessimo più in pratica tutte le negatività dei nostri predecessori, ma non è così. Quindi, io credo che, se nelle scuole di ogni ordine e grado non si insegnasse più la storia (non magistra vitae, sed magistra bellorum sanctorum et non sanctorum, vinte da nessuno, nonché magistra di tante altre porcate politiche ed ecclesiali) e si requisissero anche films giornali e quant’altro di nocivo, eroganti rispettivamente scene e notizie violente e pornografiche, in un tempo non lontano, forse, le future generazioni ne trarrebbero
    grande beneficio educativo. Se poi al predetto marciume si opponessero costruttive rappresentazioni ed azioni stimolanti, i semi positivi che sono già dentro di noi, come la fratellanza, la libertà, l’uguaglianza et cetera, germoglierebbero e noi, dimenticando
    e non tramandando più il nostro orrendo passato, forse potremmo davvero costruire una nuova società su solide fondamenta di pace, dove vivere e non a forza sopravvivere, come ancoraoggi avviene. Avremmo reso così un ottimo servigio alle future generazioni.

    La povertà causa la fame, ma, talvolta, anche la fama.

    L’ideale politico dell’uomo non dovrebbe stare né a destra, né a sinistra. L’ideale politico è unico, è solo quello di amare e rispettare la collettività. Il contrario di quanto sopra scritto è dell’uomo ignorante ovvero del delinquente, che da parassita vive a discapito
    degli uomini onesti. L’uomo, che ha un ideale politico, è colui che si adopera con diligenza, come fa il buon padre di famiglia, ad attuare i programmi più idonei e confacenti alla piccola collettività, cioè alla sua famiglia, con mezzi buoni e dignitosi per
    raggiungere ottimi fini. Chi stimola la predetta virtù, poiché già la possiede, è veramente un uomo politico.

    Chi sono i cosiddetti politicanti moderati? Mi viene in mente il “Brindisi di Girella” di Giuseppe Giusti. Sono esseri ambigui e parassiti, che fanno finta di stare nel mezzo, in modo di poter dare all’occasione, da veri girella, per interessi personali una mano a
    destra e l’altra a sinistra e ricevere favori dall’uno capo e dall’altro. Ho sempre ammirato chi, invece, nel bene o nel male, negativamente o positivamente agisce senza “falsa moderazione e con schiettezza”, concludendo poi a costo di qualsiasi sacrificio personale grandi azioni virtuose per la collettività (Gesù, Gandhi, Francesco d’Assisi, Martin Luther King etc.) ovvero commettendo atti dissoluti, depravati e delinquenziali nei confronti della società civile (la mafia etc.).

    L’individuo deve essere assorbito dalla collettività, ma la collettività deve amarlo e rispettarlo.

    La poesia è l’arte di dire più cose in meno spazio, la poesia scatena la fantasia, la poesia è pathos (πάθος), ma è anche anelito.

    Il poeta deve proporsi l’utile per scopo, deve rappresentare le passioni attraverso un processo psicologico, ricavandone un insegnamento morale. Il poeta deve proporsi il vero per soggetto, deve, quindi, rappresentare l’uomo nel suo interiore più vero, scrutare l’intimo delle coscienze. Il poeta, infine, deve prefiggersi l’interessante per mezzo per rendere più facili e più estesi gli effetti della poesia, di guisa che interessino tutte le classi sociali, esercitando così una larga efficacia sulla coscienza collettiva. L’arte deve avere, infatti, una funzione educativa; se così non è, avrà fallito il suo nobile scopo e quindi arte non è.

    Gli asili nido a volte sono tristi luoghi di penitenza infantile ed anche i ricoveri per gli anziani, talvolta, sono le anticamere dei cimiteri. Nei suddetti luoghi, come negli ospedali, con strutture idonee, dovrebbero operare veri e seri professionisti di spiccata umanità.

    Sulla mia strada ho trovato spesso alunni svogliati ed io ho dovuto essere un modestissimo maestro. Avrei desiderato tanto incontrare grandi maestri per essere io un alunno. Sono stato comunque un piccolo allievo delle Muse e ne sono soddisfatto.

    Le dita della mano sono tutte diverse; ma, quando agiscono, l’uno aiuta l’altro ed insieme portano a termine qualsiasi lavoro.

    La grande felicità nella vita di un uomo consiste nel perdonare gli ingrati e donare un sorriso al viso dei suoi simili.

    Le buone azioni purificano i cuori, la cattiveria li sporca.

    Le ricchezze terrene non ci preservano dalla morte, né si possono portare all’altro mondo; perciò in terra possiamo accumulare altri tesori e poi depositarli nei cuori dei nostri simili.

    Il racconto del sacrificio di Cristo sulla croce ci dà un precetto sublime, gli amministratori della sua chiesa, invece, per le loro falsità sono dei farisei; tali individui per me valgono quanto un fiammifero già acceso e consumato, ma, purtroppo, sono la zavorra, il danno più grande dell’intera umanità.

    L’uomo porta la croce dalla nascita al morire ed il suo sembiante lo dimostra quando distende le braccia in posizione orizzontale.

    La croce dell’uomo è l’uomo stesso, per sé e per gli altri.

    Non chiedere al bambino cosa vorrà fare da grande, perché se sarà un politico, un prete, un magistrato, uno spazzino o altro poco importa, se non avrà imparato prima di tutto a vivere ed a far vivere; quindi, a comportarsi da uomo solidale, libero e giusto. A questo dovrebbe tendere l’educazione dei genitori, questo dovrebbe prefiggersi la scuola attraverso l’insegnamento delle varie discipline, a questo dovrebbe mirare la società civile, agendo bene con i fatti e con le parole.

    Ammiro Gesù Cristo, ma detesto il Dio, se esiste, che lo fece crocifiggere. Dio, ripeto, se esiste, protegge i delinquenti e tutti coloro che operano nel male. Gli amministratori della chiesa e i politicanti, infatti, ne sono un esempio eclatante. Fa soffrire, invece, coloro che amano il prossimo e vogliono lavorare e vivere onestamente da uomini semplici una semplice vita.

    Molta gente quando parla non comunica, fa solo rumore; questa gente dovrebbe, prima di parlare, imparare ad ascoltare e poi, dopo aver pensato, esprimere a bassa voce la sua opinione.

    I figli sono figli del tempo, non nostri. Noi possiamo amare i figli del tempo, che la natura per rinnovarsi mette gli stessi al mondo attraverso di noi, ma noi non possiamo mai possederli. Noi abbiamo il dovere di allevarli, di educarli e di istruirli, ma il loro tempo sarà il loro maestro; infatti, il nostro tempo non è il loro tempo. Se così non fosse, non ci sarebbe mai stata in terra l’evoluzione della vita in meglio o in peggio a seconda del tempo, dello spazio e degli accidenti.

    Le istituzioni e gli uomini che le rappresentano sono caduti così in basso, ma tanto in basso, quanto sono alte dalla terra le stelle nell’universo.

    L’orologio segna l’ora sbagliata, se il pendolo non funziona; così, il corpo umano perde il suo equilibrio, se il suo pendolo perde il giusto ritmo, che è, infatti, indice di buona salute.

    I buoni libri sono concepiti da pensatori e si evolvono pian piano nella mente dello scrittore, che poi li partorisce e restano vivi nel tempo, dando degli insegnamenti. I cattivi libri sono sfornati da cattivi fornai, non da pensatori, in breve tempo e del loro pane si nutrono gli stupidi, che sono tanti; infatti, pagano per buono un alimento avariato, intossicando così la loro mente. Tali libri entrano facilmente da porta a porta nelle case e i loro scribacchini fanno soldi, perché questo è il loro unico scopo, ma la loro fine è quella dei giornali. I giornali, infatti, rifiuto di notizie impresse nella carta, dopo una sommaria lettura si buttano nell’immondizia, perché sono irritanti anche per pulirsi il culo. Ahimè! Quanta carta, che potrebbe essere igienica, si perde inutilmente. Che spreco! Io non ho letto giornali quotidianamente, ma quelle poche volte che l’ho fatto, mi è servito solo per potere criticare gli stessi per dire ed affermare oggi quello che già ho sopra scritto. I miei giornali quotidiani sono stati i cittadini di varie estrazioni sociali, con i quali sono venuto a contatto; così ho conosciuto attraverso le loro parole, qual era la loro vita, le difficoltà delle loro famiglie, perché sotto la lingua è nascosto l’uomo e prima o poi, dialogando, si apre a chi sa ascoltarlo. Sono stato un attento ascoltatore dei bisogni altrui e, svolgendo il mio quotidiano lavoro, mi sono adoperato, in silenzio, per quanto ho potuto, ad alleviarli.

    La salute del corpo è direttamente proporzionale al silenzio dei suoi organi, come l’educazione civica e l’educazione politica sono direttamente proporzionali al silenzio delle istituzioni e del popolo.

    La scala che sale sul Parnaso contiene moltissimi gradini ed io ho sollevato a stento il piede destro, che poggia appena sul suo primo gradino.

    Chi sa leggere i libri, lasciatici dai buoni scrittori, impara tutto ciò che occorre per saper vivere bene e in buona armonia col prossimo. Si dice che i morti aprano gli occhi ai vivi; è vero, infatti, l’esperienza di quelli che ci hanno preceduto dovrebbe essere guida
    al vivere civile e solidale.

    Come può un maestro chiamarsi tale, se attraverso l’insegnamento delle varie discipline le sue parole e i suoi atti non generano anche lezioni di vita. Maestro è colui che sollecita la mente dei discenti alla conoscenza senza che questi se ne rendano conto così, come fa il vento quando muove degli alberi le foglie.

    L’uomo, degno di tale appellativo, non è altezzoso con gli inferiori e non striscia mai ai piedi dei superiori. Questo è stato il mio comportamento durante tutte le mie attività lavorative.

    Gli uomini politici dicono sempre di avere ereditato tante cose guaste da chi ha prima governato, ma, poi, venuti al potere, non si adoperano di emendarle; credo, infatti, che siano altrettanto o più colpevoli dei loro predecessori, che le hanno provocato. Che
    delinquenti! Siamo governati da delinquenti professionisti! “Otempora, o mores!”gridava, esasperato, Cicerone nella sua prima Catilinaria.

    La natura è madre e matrigna: ossigena e ossida nello stesso tempo.

    L’istruzione innaffia i semi che sono in te, l’educazione li fa crescere bene.

    Il fallimento, talvolta, stimola la maturità.

    La parità tra gli uomini, forse, è impossibile da raggiungere; le differenze tra gli stessi esistono e credo che esisteranno sempre, ma vanno rispettate. Procedendo in questo modo, credo che si può vivere lo stesso in armonia.

    Ho respinto ogni atto che ho ritenuto ignobile per me e per i miei simili. Sono stato, pertanto, isolato e biasimato dalla massa. Credo, comunque, che era necessario non infangarsi e, così agendo, penso di aver dato anch’ io un onesto contributo alla società.

    La più grande sventura che possa subire l’uomo è l’inesistenza di Dio, in cui ha fede in tutti i sensi. Pertanto, oltre che una grande sciagura di per sé, è un tradimento, perpetrato ai danni delle popolazioni ignoranti e deboli, nonché una truffa commessa dagli amministratori della chiesa cattolica, ma anche dalle chiese delle altre religioni, che hanno da secoli inculcato questo assurdo convincimento non basato su prove o dimostrazioni, traendone credito, potere e benessere economico a discapito delle predette popolazioni. Ma siccome nessuno dall’aldilà ci ha mai rivelato la verità, i predetti amministratori non sono condannabili per i reati, cui ho sopra fatto cenno. Come il sacrificio dell’uomo sulla croce potrebbe essere un racconto vero o non vero, ma di messaggio forte ed umano si tratta, degno di essere veramente applicato
    dall’uomo per vivere in pace sulla terra; così, la fede in Dio, a prescindere dalla sua esistenza o inesistenza, sulla terra porta un filo di speranza, un’illusione, all’uomo disperato, rendendolo, talvolta, più docile e tollerante verso di sé e verso gli altri. Quindi credere in un essere superiore a noi non fa male; fanno male all’uomo, invece, come ho scritto in altre parti, gli esempi deleteri, che gli amministratori della chiesa diedero, hanno dato e danno quotidianamente.

    L’amore è il motivo dominante che più di ogni altro muove e commuove la vita dell’uomo. Chi non ama, seppur vivo, è morto. Per percepire la bellezza del mondo naturale e viverla pienamente bisogna amare con tutte le proprie forze. L’amore, infatti, è il tema precipuo dei miei scritti.

    Tutti gli esseri animati producono letame, ma l’uomo spicca tra tutti i predetti esseri perché, oltre che dai consueti canali escretori, lo produce spesso in abbondanza anche dalla bocca.

    L’uomo si conosce dalle azioni compiute, come l’albero dai frutti che produce.

    Il denaro dovrebbe essere il servo dell’uomo, ma spesso da servo diventa il suo padrone. Lo stesso di può dire del popolo italiano, che, eleggendo i feticci di qualsiasi partito, da sovrano, secondo la Costituzione, diviene servo.

    La Morte incalza l’uomo appena nasce, ma se non riesce ad afferrarlo con la sua falce, la Vita alla germana rende un gran servigio, dando sofferenza all’inseguito, finché, stanco e disperato, poi si ferma, anelando ad essere al più presto avvolto nel nero manto della smunta donna.

    Dal mio libro "LACRIME E SORRISI" - Pellegrini Editore - Cosenza 2014

  • Come comincia: Ancora quell'odore sgradevole e quell'affanno, si sentiva opprimere sempre più sovente negli ultimi tempi e la cosa la preoccupava, il matrimonio di sua figlia era imminente e lei voleva organizzare una festa speciale; amava la sua bambina adottata in tenera età.
    "Tesoro, ti sembro strana ultimamente?" Suo marito era calmo e razionale, la conosceva; quella domanda non presagiva nulla di buono.
    "Sei splendida come sempre, anzi, con l'avvicinarsi del matrimonio sei più raggiante del solito" Lei non la bevve ma rispose sorridendo.
    "Non sai raccontare le bugie, anche quel giorno sul pullman mi chiedesti che ora fosse per attaccare bottone quando avevi al polso un mega orologio, mi colpirono però i tuoi modi gentili e mi innamorai di te a prima vista" Lei era così, non le scappava nulla e amava ricordare spesso i momenti belli della sua vita.
    "In realtà amore anche io avevo puntato quella bella morettina che tutte le volte mi sorrideva fino a farmi sciogliere il cuore e dopo tanti ripensamenti quella mattina riuscii a rompere il ghiaccio"
    "Meno male, altrimenti saremmo ancora qui a scambiarci sguardi e sorrisi" Lei si avvicinò all'uomo che amava, l'uomo che l'aveva conquistata da giovane e che dopo il matrimonio continuò a corteggiarla e ad amarla come il primo giorno. Colui che quel giorno in clinica non battè ciglio e la aiutò a riprendersi curandola ed accudendola con amore e dedizione. Sapeva di essere fortunata, uomini così sono rari in questo mondo.
    "Credo tu sia un po' tesa, ma è normale, la nostra bimba ci lascia per farsi la propria famiglia; non preoccuparti tesoro, io ti sarò sempre vicino"
    Aveva percepito a malapena le ultime parole, adesso il puzzo saliva dalle sue narici forte ed insistente, eppure la stanza, pur se in disordine, era pulita. Lei si era fatta la doccia e suo marito si lavava regolarmente. Forse quel terribile lezzo arrivava da fuori, si affacciò alla finestra ma stranamente c'era pochissima luce e non riuscì a vedere nulla. Si girò allora verso il marito che la stava osservando con la sua solita calma.
    "Qualcosa non va?" Domandò lui con delicatezza.
    "Tu mi ami come allora?" Adesso fu lui a sorridere, era calmo e paziente ma aveva anche un buon senso dell'umorismo.
    "In effetti no! Non ti amo più come quei giorni, ti amo di più, molto più di allora" Lei lo sapeva, ma godeva un sacco è non perdeva occasione per farselo dire. Adesso l'odore si era affievolito, o forse il suo olfatto si era assuefatto a quella puzza. Con il pensiero tornò a quel giorno in ospedale.
    "Signora, mi addolora confermarle che tutti i controlli e gli esami hanno dato lo stesso esito: lei è completamente sterile, non potrà mai avere figli suoi" La dottoressa aveva parlato in modo informale ma dal tono della sua voce trapelava quel senso di impotenza che a volte si prende gioco di noi. Lei aveva accettato quella notizia facendosene una ragione, in fondo era felicemente sposata con un uomo fantastico; la vita le avrebbe dato altre possibilità.
    "A cosa stai pensando?" Lui capiva i suoi momenti no, vedeva quando si estraniava dal mondo e sapeva sempre dove era in quei momenti.
    "Stavo pensando" Rispose lei distrattamente.
    "All'imminente matrimonio?" Chiese lui sapendo già che lei avrebbe mentito. Già, perché di solito mentiva, non voleva far pesare a lui la sua colpa, lei che non era stata in grado di dare un figlio all'uomo che amava. Ma stavolta, proprio in virtù di quell'amore, non mentì.
    "Stavo pensando a quel giorno all'ospedale, come sempre" Le lacrime le inumidirono il viso fino a congiungersi sul collo lungo e snello. Lui le si avvicinò e la abbracciò teneramente, senza dire una parola, era il suo modo per farle capire quanto la amava.
    "Io non ti ho reso padre, non ho portato a termine ciò per cui sono al mondo, ma tu mi hai tenuto con te, mi hai sempre voluto bene" Lui la fissò con i suoi occhi scuri e profondi che tanto le piacevano "Io ti amo e la vita ci ha donato una figlia da crescere amorevolmente e tu in questo ti sei rivelata una madre eccezionale. Lei ci vuole bene, adesso è il suo momento e ha bisogno di tutto il nostro affetto, dobbiamo aiutarla, siamo i suoi genitori" I due si baciarono teneramente e poi si separarono, lei doveva procedere con i preparativi.
    Eppure sentiva ancora puzza, un odore nauseabondo e allora chiese al marito che stava uscendo dalla stanza "Caro, non senti questa puzza terribile?" Lui si fermò sulla porta e fece il gesto di annusare l'aria, poi disse divertito "Puzza? Io sento profumo, il tuo profumo, il profumo dell'amore e della vita" E mentre usciva sorridendo, lei fu colpita da un bagliore accecante e poi cadde nel buio. Sapeva di essere sveglia, non era svenuta, eppure non riusciva ad aprire gli occhi. Adesso sentiva un peso su tutto il corpo e l'odore nauseabondo si era leggermente attenuato, come se quel peso che gravava su di lei l'avesse ricacciato nelle profondità del buio. Doveva riprendersi e darsi una mossa, aveva poco tempo e non voleva che qualcosa andasse storto, sua figlia avrebbe vissuto un matrimonio memorabile.
    Innanzi tutto doveva sistemare quella stanza, <il decanter> come l'aveva ribattezzata il marito. Era il locale d'emergenza dove lei lasciava a decantare tutto quello che non aveva tempo o voglia di sistemare immediatamente. Con il tempo l'aveva organizzata in maniera tale da avere una sua logica, ma adesso si rendeva conto che era maledettamente disordinata, che ci fosse qualcosa nascosto che produceva quella puzza? Adesso avrebbe cominciato a sistemare e pulire, sua figlia sarebbe tornata per sera e voleva farle trovare la stanza in ordine. Completamente indaffarata nelle sue faccende non si rese conto del passare del tempo e trasalì quando alla porta si affacciò la figlia.
    "Mamma?! Sono tornata" Cinguettò la ragazza.
    "Ciao tesoro, non entrare, non ho ancora finito" Rispose lei perentoriamente.
    "Se vuoi ti posso dare una mano" Propose la figlia.
    "No! E' compito mio. Tu devi rilassarti e stare tranquilla" La ragazza conosceva sua madre, meglio assecondarla "D'accordo mamma, grazie" E senza aggiungere altro si congedò dalla donna richiudendo la porta alle sue spalle.
    "Ottimo" Pensò la donna "Ho quasi finito, lei non deve strapazzarsi" Mentre era assorta in quei pensieri nella sua testa si fece largo una mostruosità; aveva appena parlato con sua figlia ma non era riuscita a vederla in faccia, non aveva riconosciuto il suo volto e il puzzo nella stanza aveva ripreso a perforarle le narici. Si stropicciò gli occhi per alleviare un leggero mal di testa che l'aveva colta all'improvviso e quando li aprì fu di nuovo abbagliata da una luce intensa e fugace per poi ricadere nell'oblio.Stavolta però, oltre alla solita puzza e al senso di soffocamento, cominciò a sentire caldo, un caldo intenso e crescente. Doveva bere e aveva bisogno d'aria, si sentiva soffocare e fu presa dal panico. Pur sofferente riuscì a trovare la porta della stanza e cercò di aprirla, ma sembrava un tutt'uno con la parete e non si apriva. La parte razionale del suo cervello la obbligò a ragionare riuscendo nel contempo a calmare il suo corpo ancora scosso dall'adrenalina causata dalla paura claustrofobica che l'aveva sorpresa. Adesso sentiva il proprio respiro, ma era ancora immersa nel buio, forse si era bruciata la lampadina e sua figlia nel richiudere la porta aveva distrattamente chiuso a chiave; si, doveva essere andata così. Ora il suo udito, reso più sensibile dall'oscurità, percepiva le voci della figlia e del marito che dovevano trovarsi in cucina a preparare la cena, che bravi. Avevano lasciato che lei si dedicasse alle sue faccende senza disturbarla, non capiva le loro parole ma il suono di quelle voci la rilassava dandole un senso di appagamento, ma doveva comunque uscire di lì. Il buio e la puzza cominciavano a darle davvero fastidio, sudava come una fontana e ogni secondo in quella situazione le pesava come un macigno sullo stomaco e senza rendersene conto cominciò a piangere, un pianto silenzioso, ma più piangeva e più si sentiva venir meno e adesso sentiva anche i morsi della fame. Era in una situazione ridicola, chiusa in una stanza di casa sua, al buio e con l'orrenda impressione di soffocare. Ok, si disse, basta piangere, sarebbe bastato chiamare il marito e la figlia e tutto si sarebbe risolto in pochi attimi. Fece dunque per chiamare ma si rese conto che non le saliva la voce, apriva la bocca nel disperato tentativo di chiamare, di urlare la sua sofferenza, ma non riusciva ad emettere alcun suono; nel frattempo si rendeva conto che le voci dalla cucina si facevano sempre più tenue e leggere, come se stessero allontanandosi da lei. La cosa la terrorizzò, si sentiva mancare: buio, puzza, caldo. Stava per morire, dovevano venire ad aprire quella porta, a tutti i costi.Il suo corpo confluì tutte le energie residue in quell'urlo, un unico urlo disperato che squarciò il silenzio e la fece cadere stremata ma ancora vigile. Dopo alcuni attimi, che a lei parvero secoli, sentì delle voci avvicinarsi alla stanza e poi venne investita da una luce accecante e l'aria si fece più respirabile, era salva; adesso poteva riposare.
    L'uomo non credeva ai suoi occhi, quella creatura era nuda, con ancora attaccato il cordone ombelicale. Sua moglie lo aiutò a recuperare il corpicino spostando i vari sacchi della spazzatura, la puzza fece venir loro i conati del vomito, ma non si fermarono e riuscirono ad estrarre la bambina dal cassonetto metallico. Corsero subito all'ospedale più vicino, dove la piccola fu immediatamente affidata alle cure degli addetti e nel frattempo i carabinieri erano arrivati in ospedale per raccogliere le deposizioni dei due soccorritori. I militari furono gentili e comprensivi con la coppia che era ancora in evidente stato di choc e dopo aver espletato le proprie incombenze si congedarono dai presenti.
    L'uomo e la donna si tenevano per mano, lei piangeva e lui cercava di consolarla con delicatezza, la amava molto. Una dottoressa uscì da una porta del corridoio e si avvicinò a loro.
    "Siete stati voi a recuperare quella creatura?" Chiese scura in volto.
    "Sì. Abbiamo sentito un urlo fortissimo provenire dal cassonetto e l'abbiamo trovata lì" Rispose l'uomo "Tutto ok?" Chiese speranzoso.
    "Tutto ok" Adesso la dottoressa si era lasciata andare ad un sorriso "Siete arrivati al momento giusto, la bambina è nata da poche ore e le ha passate in un cassonetto della spazzatura. Il vostro intervento l'ha salvata da morte sicura, ancora pochi minuti e non sappiamo se sarebbe sopravvissuta. Comunque adesso sta bene e se volete potete vederla, venite, vi accompagno" I due seguirono la dottoressa che li fece accomodare in una stanza da dove si poteva vedere la bambina all'interno di una incubatrice e una volta restati soli si abbracciarono emozionati "La figlia che non sono riuscita a darti" Disse lei singhiozzando "Stai tranquilla tesoro, oggi l'abbiamo salvata ed è un po' come se l'avessimo messa al mondo noi. Chissà che brutti momenti avrà passato, l'ha sfiorata la morte" In quel momento la piccola girò leggermente la testa verso di loro e le labbra si incresparono in quello che poteva essere un sorriso "No amore" Rispose la donna "Non ha visto la morte, ha visto la vita e ha lottato per sopravvivere, guarda come è serena adesso" Nel cervello della piccola neonata rimbombarono chiaramente due parole: mamma, papà.
    I due coniugi fecero richiesta ed ottennero l'affidamento della piccola mentre avevano già inoltrato la pratica d'adozione. Il giorno che la portarono a casa si sistemarono sul divano in sala con la piccola e scoppiarono in un pianto di gioia irrefrenabile. Dopo essersi calmati e sistemati cominciarono ad adorare quella piccola creatura e l'uomo disse "Cara, non le abbiamo ancora dato un nome definitivo, come la chiamiamo?"
    "Gioia! La chiameremo Gioia, gioia di vivere!" Concluse la donna.

  • 14 novembre alle ore 8:43
    Km 35

    Come comincia: Un itinerario in composizione lenta senza frantumazioni alle stazioni, libero come può soltanto lo spirito che si appresta a sviscerare le proprie verità trascurate Tutto per colpa di una ragione attenta che controlla l'emotività e rende certe persino le contraddizioni.

    Ho viaggiato tutta la notte. Gli occhi spaventati aperti sul nulla. Un treno lanciato come un'asta per aria tra vaticini e aruspici inconsapevole del deragliamento. Avevo cominciato bene, forse, ruggendo alla vita con il dinamismo che appartiene all'attore, al funambolo, al mangiatore di coltelli Sì, ogni cosa era mia a vent'anni. Anche il gioco più difficile del mondo ha una logica ed il ragionamento esatto può nascondere un errore.

     Esiste errore tra le costellazioni?

    Ho abbattuto totem con furore, poi con rassegnazione ho accettato tabù invischiati in autocompiacimenti mentali l'ambivalenza che distrugge lentamente crea ohnmachten camaleontici, in stretta simbiosi. In realtà è solo distanza incolmabile

    Ecco è lì l'elan vitale, ancora fermo al km 35.

    Ma oggi dico "chi se ne frega!"

  • 13 novembre alle ore 18:57
    Stella di papà.

    Come comincia: Mi capita, talvolta, di trovarmi impelagato in pensieri strampalati.
    Io e la mia consorte non siamo diventati genitori per nostra scelta, soprattutto io non volevo fare il nonno, anzichè il papà, di un discendente ad oltre cinquant'anni di età.
    Con la 'deliziosa' (ventisei anni di differenza) abbiamo preso insieme tale decisione ma, alla soglia degli ottanta anni (i miei) ci siamo ritrovati a fantasticare di una nostra figlia.
    (Abbiamo scelto che fosse femmina) per contrastare un nugolo di figli maschi dei parenti più prossimi.
    Anche al nome abbiamo provveduto, Stella, come quelle che ammiriamo in cielo, una stellina che avrebbe illuminato la nostra bellissima magione.
    Stella avrebbe preso da papà solo i piedi, che lui ha perfetti, al contrario della mancata mamma che li ha proprio bruttini. Con prepotenza la baby aveva deciso che avrebbe ereditato tutto il resto da lei: in primis l'ordine perchè il caos era ed è una peculiarità del maschietto della famiglia di Roberto Minazzo (scusatemi se non mi sono presentato prima), mia moglie Annamaria Maffadari che, oltre ai piedi, pure il cognome ha bruttino-.
    "Ci mancherebbe altro che fosse disordinata come te, me la sarei messa sotto i piedi." Drastica affermazione della mancata mamma.
    "Povera bambina, sarebbe nata sotto cattiva stella, malgrado il nome,si sarebbe rifugiata fra le gambe di papino. La genitrice, sconfitta, sarebbe stata presa a sonore pernacchie da parte del genitore maschio e della deliziosa bimba, pernacchie che avrebbero causato uno sguardo infuocato della gemetrice in erba che non faceva prevedere nulla di buono."
    "Stiamo liticando per una bambina frutto solo della fantasia, ricordati che il disordine è proprio dei geni!"
    "Senti Leonardo da Vinci, mia figlia sarebbe stata solo mia, io me la sarei fabbricata in nove mesi, la tua partecipazione si sarebbe limitata ad una 'sbrodatina' da parte del tuo poco nobile uccello che ha frequentato tanti altri fiorellini le cui padrone erano tutte prese dal tuo naturale fascino, aumentato da una figura slanciata, da un comportamento aiutante e distinto e dalla divisa di maresciallo delle Fiamme Gialle con in più un cappello alla 'tedesca' da uomo duro.'Nun ce fa ride' te lo dico col tuo dialetto romanesco. Il tuo cognome viene proprio dai Teutoni, vuol dire uomo che uccide, forse le mosche!!! Di Stella ne avresti voluto fare una guerriera in lotta con l'altro sesso invece di una tenera e dolce femminuccia deliziosamente sempre sorridente."
    "Mia figlia la descrivo come voglio io,l'avrei messa in guardia contro gli stronzi maschilisti."
    "Tu ne sai qualcosa per esperienza personale gran furbacchione, io facevo il pesce in barile quando andavamo a ballare e le mogli dei tuoi colleghi, a te avvinghiate, ti sorridevano spudoratamente sbattendotela in faccia. Per tua fortuna non sono gelosa, il rientro in famiglia, dopo una scappatella, è nel DNA tipico del segno della Vergine cui appartieni, Dopo aver intuinto il 'biscotto' nell'accogliente 'gatta' della fortunata di turno c'era il rientro all'ovile con la ridicola espressione soddisfatta di 'tombeur des femmes', povero illuso, non ti accorgi che vieni usato al posto dei mariti sessualmente poco performanti. A proposito dell'argomento gelosia, avrei voluto vedere cosa avresti combinato quando la piccola Stella, non più piccola, sarebbe diventata una procace adolescente con un codazzo di ragazzotti sospinti da ormoni in subbuglio!"
    Roberto non  aveva alcuna voglia di controbattere alle argomentazioni della battagliera consorte ma gli era entrata una pulce nell'orecchio, quello che affermava Anna poteva far sorgere degli interrogativi da parte sua, C'era un fondo di verità, come si sarebbe comportato col quel tal giovanotto pieno di acne che sarebbe stato il fortunato della prima volta, che consigli dare alla stellina per un argomento così delicato?"
    "Stai pensando a voce alta, ti si sente lontano un miglio, non avresti voluto mai che fosse giunto quel momento così importante per nostra figlia, come avrai notato ho detto nostra e non mia, anche se il punto di vista di una mamma, in quanto donna, sarebbe stato ben diverso nell'approccio tuo sull'argomento. Guardandoti bene in viso ni accorgo che ti stai domandando: chi è stato il fortunato della prima volta di mia moglie? Ti ho preso in castagna, ti faccio solo una rivelazione: è stato un maschietto che tu conosci ma ti lascerò nel dubbio amletico che ti accompagnerà per tutta la vita, forse in punto di morte...tua naturalmente. D'ora in poi guarderai in faccia tutti i nostri amici maschi sperando...sperando cosa, in una sua confessione 'mi sono fatto per primo quella che ora è tua moglie', magari con un sorrisetto di scherno. Ti è piaciuto il sasso che ho buttato nel tuo stagno?"
    Quella 'sun of the bitch' questa volta era stata malignamente perfida, proprio cattiva, conoscendo a fondo Roberto gli aveva propinato uno scherzo da prete. 
    Un gelo era sceso fra i due coniugi, nemmeno il bacino della buona notte, per non parlare dello scopare, meglio non usare con Anna quel termine scurrile, insomma avere rapporti sessuali. Passata una settimana il desiderio andava aumentando in senso geometrico, che c...o c'entrava la geometria, uffa!
    A rompere per  prima la barriera dei musi lunghi era stata Anna.
    "Vieni qua cucciolone mio, sulla fronte ti leggo che attualmente il tuo problema non è la nostra immaginaria stellina ma...dimmelo tu."
    "Sei una strega, averlo saputo prima..."
    "Mo avresti sposato lo stesso, sei un uomo per me e non solo per me, un uomo stupendo, è troppo? Diciamo piacevole e che in questo momento vorrebbe precipitarsi...vacci piano, entra dolcemente."
    La lavatrice a portata di mano era stata la testimone di quella scopata o trombata che dir si voglia, saranno termini volgari ma danno un senso pittoresco alla cosa.
    Com'è finita la storiellina di Stella, nel dimenticatoio, la bimba mai nata era ritornata da donde era venuta, nel meraviglioso mondo della fantasia. 

             
     

  • 08 novembre alle ore 21:23
    Amore perduto.

    Come comincia: Chissà cosa ne hai fatto di tutti i miei sorrisi ! Cosa ne hai fatto delle mie parole d'amore, dei miei baci e delle mie carezze ! Mi ricorderai o mi avrai dimenticata ? Sarai sempre in me.

  • 07 novembre alle ore 17:44
    Colpo di fulmine.

    Come comincia: Incontri centinaia di persone nella vita, le guardi e via. Poi uno, solo uno, ti guarda e quegli occhi, quelle labbra, quella voce non la dimenticherai mai più, l'attrazione fisica è fulminea, ti violenta l'anima, ti sconvolge dentro, e da quel momento non ne puoi fare a meno. Lui si è lui, che ti farà impazzire d'amore.

  • 07 novembre alle ore 11:07
    Il giorno che nacqui.

    Come comincia: Nacqui in un giorno d'estate, tutto era silenzio, poi il vociare, respirai per la prima volta ero felice, sentivo l'amore di mia madre che mi accarezzò per la prima volta. Mi vestirono di candido abito bianco. Ero felice, sentivo lo stesso amore che era dentro di me. Mangiavo al seno, crescevo e imparavo. Quello che vedevo e sentivo, non sempre era come avrei voluto e le prime lacrime scesero dai miei occhi, calde lacrime di un freddo sentir dell'anima mia. Cambiar non volli e rimasi come il cuor mi dettava di esser. 

  • 07 novembre alle ore 10:55
    Mamma insegnami.

    Come comincia: Mamma dimmi a cosa porta l'odio, la cattiveria, l'egoismo, l'arroganza, l'invidia; perchè non lo so. Voglio capire tutto. Voglio crescere in un mondo sereno pieno d'amore. Insegnami i valori, 
    insegnami il bene. Grazie mamma e papà.

  • 05 novembre alle ore 23:17
    Gli onesti.

    Come comincia: Sarà sempre così, le persone sincere e oneste saranno sulla bocca di molti, ma nel cuore di pochi, sopratutto chi ha il coraggio di affrontare gli impostori, i falsi e i bastardi. Questo tipo di persone rarissime, sono ammirate per il loro coraggio, ma schivate per paura, non sono quasi mai aiutate ne difese, sempre per paura. Spesso sono solitarie, ma lo preferiscono, vista la falsità odierna.

  • 05 novembre alle ore 11:55
    La gente è strana.

    Come comincia: Cosa vuole la gente oggi ? Non vuole pensare, non vuole riflettere, non vuole amare, non vuole andare dentro se stessi, non vuole preoccupazioni, non vuole altro che apparire in un involucro vuoto.

  • 04 novembre alle ore 11:01
    Voglio sapere.

    Come comincia: Voglio sapere come si fa a fare del male gratuitamente. Voglio sapere come si fa ad uccidere bambini, animali e persone. Voglio sapere come si fa a distruggere la natura. Voglio sapere come si fa ostinarsi quando scoprono che sei un impostore... a non chiedere scusa, smettendola invece di continuare. Voglio sapere dov'è finita l'autocritica, la coscienza della gente. Voglio sapere come si fa ad essere invidiosi quando un amico va in vacanza, ma non pensi che è sudata quella vacanza ? Voglio sapere perchè esiste tanta falsità. Voglio sapere perchè la gente non si saluta più. Voglio sapere perchè i soldi hanno preso il sopravvento rispetto ai sentimenti.

  • 04 novembre alle ore 8:01
    Non ritrarre la mano

    Come comincia: Ti sentivi perduta, avvolta dalle nubi del silenzio, dalla morsa della solitudine, dalla paura dell’ignoto, mentre osservavi fissamente la tua immagine riflessa nello specchio, non riconoscendo quel volto così abbrutito, solcato dal tempo, dalle lacrime, dall’inconsistenza dell’essere...
     
    “Dimmi che devo fare? Mi sento invischiata in una rete senza maglie… Dove andare se la gente non riesce a cogliere il motivo segreto della mia disperazione? Ogni strada mi sembra un labirinto in cui il pensiero s’annulla ed al cuore viene sottratto il sussulto dell’emozioni. Non so perché mi sono fermata al bivio del sentiero, proprio qui accanto a te che hai ancora negli occhi il lampo dei sogni...”.
     
    “Vorrei che t’avvicinassi a me... Sono a pochi passi dalla tua anima. Mi piacerebbe che dimenticassi il passato, ricordando soltanto per non sbagliare ancora, per cancellare le angosce delle notti insonni, gli spintoni ricevuti nella città impietosa, la passione derisa, gli amori falliti...
    Vieni... Guardami. Sono quello specchio che non t’aveva riflesso ancora. Non ritrarre la mano.”.

  • 03 novembre alle ore 17:35
    Preghiera Laica per i Defunti

    Come comincia: Mi è stato chiesto di dedicare un pensiero '' laico '' ai defunti. Ho elaborato così la mia '' preghiera '' :
    ''Ti ho voluto bene quando eri provvisto di corpo e te ne voglio ora che ne sei privo. Ti auguro di essere sereno nella tua nuova dimensione, di seguire la tua strada senza sguardi nel passato e di essere totalmente consapevole della tua nuova essenza. Svingolati dai richiami della materia e dalle frustrazioni della morte e proteggimi con le potenzialità del tuo nuovo stato. Se per te c'è un percorso che prevede nuova vita, ti auguro di ricordare i tuoi talenti e di far tesoro dei tuoi errori; se per te c'è un percorso che prevede il ritorno all'energia madre, ti prego di illuminare il mio cammino terreno. Ti ho voluto bene quando eri provvisto del tuo corpo e te ne voglio ora che ne sei privo. Tra me, te e tutto il mondo nelle sue varie dimensioni che esista solo Amore e Pace. ''

  • 03 novembre alle ore 0:31
    Tormento dell'anima.

    Come comincia: L'anima ci parla,credo che noi di un certo spessore dell'anima e del cuore, sappiamo farci un reale esame di coscienza, quando sbagli chiedi scusa e sai che è la cosa giusta da fare. Mi chiedo come vivono dentro se stessi, coloro che pur avendo sbagliato, non solo non sanno riconoscerlo, ma tanto meno sanno chiedere scusa.

  • 02 novembre alle ore 20:23
    Il male e il bene.

    Come comincia: Nessun essere umano porta in se solo il male o solo il bene, c'è un mix, ma una percentuale più alta di una delle due forze. La rabbia è un energia negativa se ristagna... viene stimolata si presenta come un fulmine, ma si può dissolvere... Il senso di giustizia e di rispetto verso le creature che popolano la terra è o non è in noi, dipende dalle energie che sono dentro di noi.

  • 01 novembre alle ore 21:03
    La schiavitù

    Come comincia: Scusami, siediti accanto a me e ascoltami, devo dirti una cosa: tanto tempo fa, quando non esisteva il denaro, l'uomo viveva bene grazie al baratto,e ogni cosa aveva un suo valore di scambio naturale. C'erano i valori della vita sana moralmente, il rispetto per gli animali, la natura, vivevano tutti in armonia. Poi un giorno un uomo mal pensante inventò il denaro, gli diede un valore e una forma, e da quel giorno divenne la sua condanna. Ci fu una separazione netta tra ricchi e poveri, i ricchi erano felici e sperperavano, i poveri erano sempre più poveri e divennero gli schiavi dei ricchi. Ora siamo al punto critico. Rifletti.

  • 31 ottobre alle ore 18:31
    Terra mia.

    Come comincia: Sono italiana, amo la mia terra, amo la gente, con le sue imperfezioni, me le sento dentro. Ho girato il mondo, ma nessun posto mi da emozioni intense come quelle che ho qua.

  • 30 ottobre alle ore 13:17
    Corto # 12 - Favola breve

    Come comincia: Lui era un lampione, lei una strada buia. Unendosi fecero la notte, la più poetica e malinconica di tutte.

  • 30 ottobre alle ore 7:47
    Amore incompreso.

    Come comincia: Ho amato un uomo più della mia vita, a lui ho dato tutto di me per anni; per me era l'universo, era l'immenso dentro di me. I continui dispiaceri che mi ha dato hanno spendo l'amore. Ovvio da parte mia, da parte sua è rimasta una dipendenza. 

  • 29 ottobre alle ore 23:46
    La donna.

    Come comincia: La donna ti darà l'illusione che tu sia il capo, ti dirà si, ma sarà un no, ti farà credere che senza te non potrà vivere. Ma sappi che lei sa vivere senza di te, sa organizzare la sua vita, decide sempre lei cosa vuole fare. La donna comanda il mondo nella realtà quotidiana. Ricordalo. Il mondo è delle donne, non degli uomini e lo dimostrano tutti i giorni nel loro piccolo. 

  • 29 ottobre alle ore 23:31
    Conquistare il cuore di una donna.

    Come comincia: Gli uomini pensano che con un mazzo di rose, con una vacanza, con un anello, con una cena conquistano il cuore di una donna... non è affatto così. Una donna la conquisti giorno dopo giorno, con le attenzioni, conoscendola profondamente nella sua profondità, dedicandole tempo, attenzioni, dimostrandole il tuo totale interesse, dimostrandole la tua fedeltà, il tuo costante desiderio del suo corpo e molto altro. Solo allora conquisterai il suo cuore e il per sempre dipende dalla tua costanza.

  • 29 ottobre alle ore 23:22
    La fine di un amore.

    Come comincia: Quando ami pensi voglio lui. Quando non ami pensi voglio star sola. L'uomo si sente forte, indispensabile, non si rende conto quando ferisce una donna, e non si rende conto che lei quando si stancherà ,chiuderà per sempre quella porta, dove lui entrava ed usciva. Quando sarà fuori dalla porta, chiederà in ginocchio di rientrare, ma sarà troppo tardi. 

  • 29 ottobre alle ore 9:11
    Vorrei essere.

    Come comincia: Per te che amo, voglio essere: la luce della luna che illumina le tue notti tristi, il sole di agosto che scalda le tue giornate solitarie, la stella cometa che guida il tuo cammino quando perdi la strada e lo specchio dove ti guarderai per vedere il tuo amore splendere.

  • 28 ottobre alle ore 16:28
    Vorrei un pianeta così.

    Come comincia: Ho un sogno da tanti anni dentro, che vorrei realizzare. Vorrei un pianeta  dove non esistano i soldi, dove ognuno possa costruirsi una casa a misura sua, dove le malattie non esistono, dove ognuno ha il cibo a sufficienza, dove si lavora scambiandoci i favori per 4 ore al giorno, dove l'istruzione è rinnovata insegnando l'uso dell'energie, visto che tutto è energia e la scuola sia un piacere che inizia da 5 anni ai 25, e che sia accessibile fino agli 80 anni, dove non esistano leggi perchè ognuno sa esattamente ciò che è bene e ciò che è male, dove le persone si amino, si aiutino, si sostengano, dove non esistano governi. Ecco questo vorrei.

  • 28 ottobre alle ore 16:15
    Le avventure di Tato il re dei libertini.

    Come comincia: Dover fare un riepilogo degli avvenimenti della propria vita all'età di ottanta anni è triste e patetico, guardare indietro con rimpianti su vicende che avrebbero potuto avere altre soluzioni è del tutto inutile, è preferibile guardarsi intorno sull'attuale per non avere inutili nostalgie e per valorizzare quello che si ha, questa è la ricetta vincente.
    Inventario:
    la casa di proprietà al quinto piano di un edificio con distensiva veduta sul porto di Messina e sulla costa calabra, soprattutto di notte, abitazione di sei stanze più servizi arredata con gusto,
    la adorata e deliziosa consorte Susanna di circa ...sei anni più giovane ed anche giovanile perchè, dimostrando la baby meno anni della sua età, invecchiava inesorabilmente il povero Tato Colonna, romano di nascita, suo marito fortunato, fortunato si ma sino ad un certo punto: una cosa impaurisce il consorte, tutti i sabato mattina gli occhi della beneamata da marrone cambiano colore in verde, semaforo di via libera a spese più o meno elevate.
    Ritorno a casa della deliziosa con sorriso smaliante.
    Domanda solita di Tato: "Hai usato la carta di credito o i contanti?" Domanda non oziosa in quanto il contanti era sintomo di spesa minima , la carta di credito? Immaginate voi.
    Le fusa erano maggiori con la carta di credito. Abbracci prolungati, più prolungati se... "Lo sai che sei il mio grande amore, sei la mia unica fiamma perenne."
    "La fiamma perenne mi porta a pensare al loculo di un cimitero...va bene mangiamoci sopra, il cibo attenuerà la mia ansietà, è come assumere un'aspirina a stomaco pieno."
    Dopo pranzo Tato dallo studio: "Cazzo!"
    Dalla cucina Susanna: "Adesso ti dai al turpiloquio?"
    "Ce n'è ben donde, mille e duecento euro!"
    "Giovanna mi ha fatto lo sconto."
    "E senza sconto...lasciamo perdere."
    "Gli acquisti con la carta di credito vengono addebitati il mese successivo, lo sai?"
    "So tutto, in ogni caso ti faccio presente che sul conto corrente ci sono solo cento euro."
    "Ci guadagni sempre tu, stasera penso a qualcosa di piacevole."
    "Quanto mi costa stà scopata!"
    "Non accetto volgarità, non mi fare arrabbiare, potrei ritirare la proposta!"
    "Mmmmmmmm..."
    Per Tato e Susanna quel dialogo era routine e tutto finiva in...gloria.
    Quel che preoccupa Tato era ben altro: gli ottanta anni che avevano portato con sè gli acciacchi propri della senilità soprattutto in campo ortopedico, ben quattro interventi ed un futuro incerto per altre patologie per non parlare dei ' fiori della vecchiaiia' quelle antiestetiche macchie brune che comparivano in pò su tutto il corpo!
    "Pensi troppo alle malattie, te ne fai una malattia, t'è piaciuto il sillogismo? Vieni qua, un massaggio alla francese cambierà tutto."
    Susanna cambiava sempre l'aggettivo del massaggio, talvolta alla brasiliana, alla turca, alla spagnola, in pratica Tato ci guadagnava, quando ci si metteva Susanna era deltziosa e soprattutto brava.
    "Consolati con i tuoi colleghi che stanno peggio di te, domattina vai in caserma, ti svagherai."
    Tato era stato un maresciallo della Guardia di Finanza, in caserma c'era una stanza a disposizione degli ex che si riunivano per giocare a carte, progettare visite a siti archeologici (che Tato non amava) e cose del genere. C'era anche la possibilità di sedersi sul divano della barbieria col titolare che scodellava le ultime novità.
    "Lo sa maresciallo che un suo collega, si quello...è ai domiciliari, quell'altro suo collega, quello con i capelli rossi ha trovato sua moglie a letto con un suo parigrado..,. e poi...sa quello..."
    "Pietro sono tutt'orecchi anche perchè da pensionato non ho un c..o da fare e devo passare il tempo, vai avanti."
    Il barbiere in caserma era come i portieri degli edifici: sapeva tutto di tutti come poi faceva era un mistero.
    Tornando a casa Tato riferiva alla moglie le avventure e le disavventure degli ex colleghi che Susanna conosceva.
    "Chi l'avrebbe detto, Francesca che fa le corna al marito, tu non le avrai mai!"
    "Ci mancherebbe che l'Andronico di turno appendesse un paio di corna di cervo sulla mia porta di casa!"
    "Non ho capito, di che si tratta?"
    Tato spiegava che Andronico, imperatore di Bisanzio, soleva appendere delle corna di cervo sul portone di casa dove alloggiavano la sua amante di turno ed il relativo marito.
    "Ma quanto sei istruito, e non solo istruito, quando tu ho conosciuto eri un fusto, facevi sballare le femminucce, io per prima."
    "Adesso,lo sballato sono io o meglio il mio conto corrente."
    "È volgare parlare di soldi!"
    Sarà pure volgare ma Tato era lui che faceva i conti che non quadravano mai, in compenso Susanna, oltre che a letto, ci sapeva fare pure in cucina e guidava con perizia sia la sua Fiat 500 che la Jaguar che suo marito aveva acquistato con un lascito della defunta zia Giovanna con commenti pieni di acredine da parte dei colleghi di ufficio di Susanna.
    La baby aveva ragione, Tato da giovane era aitante e distinto, sempre vestito impeccabilmente sia casual che elegante, un metro e ottanta di statura, sempre sorridente ad amabile soprattutto con le femminucce.
    La prima sua esperienza sessuale era stata perlomeno inusitata, la madre di un suo compagno di classe.
    Tato spesso studiava a casa di un suo collega, Settimio Furnari che aveva una madre, Francesca, quarant'anni, giovanile e che, separata dal marito, non disdegnava qualche compagnia maschile.
    Tato a sedici anni andava avanti a 'zaganelle' come i suoi coetanei, allora c'erano ancora le case chiuse, i casini a cui si poteva accedere solo a diciotto anni compiuti e quindi case a lui precluse.
    Accadde che Settimio andasse a vivere temporaneamente a casa di un suo zio, fratello della madre, senza figli ma Tato non aveva perso l'abitudine, di tanto in tanto, di frequentare l'abitazione della signora Furnari.
    "In mancanza di Settimio tu sei come un  secondo figlio." Così celiava la dama ma dagli atteggiamenti molto affettuosi verso di lui dimostrava qualcosa di diverso.
    Una volta: "Vieni in camera da letto, parliamo e nel frattempo faccio un pò di pulizia."
    Ad un certo punto la signora Francesca nel rifare il, letto scivolò e scoprì metà del suo corpo nudo senza riuscire ad alzarsi.
    "Ti prego aiutami."
    Tato era rimasto paralizzato dalla visione delle nudità, si mose goffamente e cadde anche lui sul letto.
    "Non mi sei molto d'aiuto." Nel frattempo Francesca si era girata rimanendo praticamente nuda, sotto la vestaglia niente!
    La  dama si ricompose alzandosi dal letto.
    "Vedo che qualcosa è aumentata di volume."
    In verità 'Ciccio', abituato alle seghe, aveva provato una sensazione nuova.
    "Vieni in bagno, schiocchino, è una cosa naturale, ti lavo il cosino anzi, da quello che vedo, un cosone!"
    Tato non  ricordò quello che successe in seguito, dapprima Francesca glielo prese in bocca e poco dopo 'ciccio' ci sputazzò dentro ma la signora non si contentò e se lo mise in fica da sola.
    Questa volta 'ciccio' durò molto più a lungo con gran piacere anche della madama.
    "Complimenti funzioni proprio bene e ce l'hai molto grosso per la tua età, quando vuoi puoi venire a trovarmi."
    Tato prese l'invito sul serio ed ogni giorno si recava a..
    La cosa non passò inosservata a papà Alfredo il quale, senza alcuna spiegazione comunicò laconicamente a Tato:
    "Domani andrai a Roma da tua zia Armida, ti iscriverà lei a scuola, ti accompagnerà tua madre."
    A Tato il seguito sembrò irreale, prendere il treno, arrivare alla stazione Termini, prendere il tram e giungere in via Conegliano n.8, in un breve lasso di tempo la sua vita era cambiata.
    La casa della zia Armida e della nonna Maria era di quattro stanze, lui avrebbe dormito nel salone con televisione, almeno...
    Sicuramente la zia e la nonna erano state messe al corrente della avventura di Tato, nessun commento da parte delle due signore anzi il fanciullo era il cocco della zia Armida perchè portava il nome ed assomigliava moltissimo al suo defunto marito.
    Il giorno seguente sua madre riprese il treno e ritornò a casa sua.
    "Comportati bene." le ultime sue parole.
    Dire che Tato era in confusione era dire poco. La nuova scuola in via deli Annibaldi, vicino al Colosseo, i nuovi compagni di scuola, tutti maschi. Avvicinare le femminucce era un problema, avevano un'altra entrata.
    Tato aveva provato la 'suprema' e gli mancava, 'le zaganelle' non gli bastavano più, come risolvere il problema?
    Il giovane si guardò intorno. Portiere dello stabile era un paesano inurbato a Roma, era di una frazione di Genzano ma, non amando fare il contadino, era riuscito con la raccomandazione di un politico suo paesano a farsi assegnare la portineria dello stabile dove abitava Tato il quale, occhio lungo, si accorse della differenza di età tra Filottrano (che cazzo di nome) e la consorte Menicuccia (diminutivo di Domenica) molto più giovane, bella e decisamente sfrenata.
    Come attirare nella rete la decisamente bella?
    La zia Armida era insegnante in una scuola di un paese vicino Roma, partiva alle sei e mezza del mattino per ritornare a casa alle diciotto. La nonna Maria usciva di casa solo per andare in chiesa per conquistarsi il Paradiso alle diciassette per rientrare alle diciotto, orario giusto diciassette - diciotto.
    Menicuccia veniva a casa Sciarra per fare le pulizie, Alessio la convinse a cambiare orario in quello a lui più favorevole e la sciagurata obbedì (citazione del Manzoni riguardante la monaca di Monza).
    Mammelle dure, cosina stretta, cosce di marmo, una goduria massima, l'unico accorgimento stare attento a non metterla incinta col conseguente acquisto di tanti preservativi nella vicina farmacia, Francesca era un lontano ricordo.
    Tato si era ben integrato, al ritorno dalla scuola, pranzo, studio veloce e poi vai...
    Aveva preso a fumare, i soldi? Saltare il cinema la domenica (duecento lire) e comprare le 'Sport' dieci lire a sigaretta.
    Come finisce la storia, siete curiosi? Potete acquistare il romanzo scritto da Alberto Mazzoni 'Tato il libertino e il sapore di Venere' che dal titolo potete già immaginare una goduria infinita, prenotatelo in libreria che potrà richiederlo direttamente alla casa editrice Albtros, buona lettura e ...fatemi sapere!