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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 1 ora fa e 13 minuti fa
    STELLAPOLARE

    Credo...anzi no...non credo...
    Il diminutivo del mio nome....Fede...
    Ma fede un corno...io non ne ho più un briciolo in corpo
    Non credo più a niente...nemmeno a me..
    A nessun accidente...
    Ma credo...di non ricordarla più per niente...
    La sua voce...
    La voce di chi non si è dato mai per vinto...
    Mai l ho visto perdente,..,
    Mio padre....
    E non ricordo che poche cose, forse sbiadite anche quelle
    Ho sulla testa una trapunta di stelle
    Plastica biadesiva che con la luce
    Regala una finta opaca luce riflessa
    Io nemmeno più incontro me stessa
    Nello specchio, un foruncolo difetto
    Della natura umana il dispetto
    Lo inforco tra le unghie con disprezzo 
    E la cicatrice ne è il prezzo
    Etichetta sulla mia buccia spessa
    Di ananaspescamela 
    Raccolgo i capelli a vela 
    Butto giù uno schizzo sulla tela...
    E intanto credo di non ricordarmela 
    Affatto....la sua voce...
    Che per me...era come ragnatela...
    E ci finivo dritta nella trama
    Come una moscaFalena
    E mi venderei questi quattro stracci
    Spicci 
    Per riaverla indietro...
    Sentirla scavare nelle mie orecchie...
    Sentirmi chiamare ancora...
    STELLAPOLARE
    E ancora sentirmi scavare...
    STELLAPOLARE
    E ancora sentirmi brillare....
    STELLAPOLARE
    E Ancora sentirmi amare...
    STELLAPOLARE
    E ancora sentirmi...
    Chiamare...
     

  • 3 ore fa e 18 minuti fa
    Ay l'Angelo innocente

    E adesso tutti ad accarezzare
    con i fiati dell'ipocrisia emotiva

    quelle tenere carni
    d'Angelo innocente

    martoriate dai sordidi
    fondamentalismi di maniera

    e accendere le luci della ribalta

    tenute volutamente spente
    nel tempo del dimenticatoio

    Ore

    giorni

    anni ormai
    di silenzi e disinteresse

    e ora pronti a spalancare
    le porte della solidarietà 

    tenute chiuse a doppia mandata
    dalla cattiveria di uomini

    capaci solo di costruire
    strade tortuose ed equivoche

    percorse di corsa dalla miseria

    fino a tuffarsi e annegare
    nel mare del tutto si muove
    per muovere il nulla

    e che ritorna al mondo
    reliquie che c'interpellano

    uccise da forze maligne
    intrise d'odio

    Bimbi martirizzati da supplizi

    che portano su di sé
    le responsabilità dell'umanità

    nell'estremo tentativo
    di scrivere la loro storia

    sulle onde impetuose
    del mare della speranza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 9 ore fa e 45 minuti fa
    The Migrant Child – A Poem

    Sleeping beauty

    Lies on the shore

    Little cutie

    Feels pain no more



    Over the hills and over the mountains

    Into the skies

    With seagulls

    And eagles

    He flies



    Sleeping beauty

    Lies on the shore

    Little cutie

    Feels pain no more.


    Rina Brundu, September 2015

  • 9 ore fa e 47 minuti fa
    Di moderne odissee

    Di migranti

    Dei loro sorrisi stanchi

    Di occhi brillanti

    Grezzi diamanti

    Luce di stelle finite

    Speranze sopite

    Morti viventi



    Di migranti

    In balìa degli eventi

    Vicini sconosciuti

    Spiriti sopravvissuti



    Di migranti

    Seduti

    Sbattuti

    Detenuti



    Di migranti

    Benvenuti!

    Rina Brundu, Settembre 2015

  • mercoledì alle ore 23:21
    L'inutilità dell'uomo

    Sentire dentro ancora la voglia di vivere il mondo con tutte le sue contorsioni veli misteriosi che occultano i sentieri sensoriali fluttuanti nella mente e tracciati dalla razionalita' Sogni divenuti vane chimere nella realta' di ritrovarsi pedine di un giuoco egoistico che diverte solo uomini affamati di libidine disarmonie sproporzionate a giustificare la casualita' e la mutevolezza dei tempi Giorni di sole opaco colmi di impertinenti risate a echeggiare nell'oblio del passato svuotato degli affetti e sdegnato della dignita' con l'unico pregio di rendere veloci i pensieri e raccogliere i pezzi di cuori sparsi sulle strade della infelicita'e della perdizione. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • mercoledì alle ore 10:32
    Venere Della Notte

     
     
     
    Una affascinante luna
    Colora tempo e spazio
    Di una notte tranquilla
    E sotto le stelle tremule
    Pare che gli attimi
    Si siano addormentati.
    Mentre quaggiù
    Quasi per dispetto
    Lucciole ingannevoli
    Vogliono diffondere
    Con le loro lucerne
    Una musica sinfonica
    Simile a sciami di farfalle.
    Ignara del loro incanno
    Oh! Venere della notte
    Sirena dei prati
    Vestita di luna
    Tessi speranze
    A ritmi e suoni
    Di armonie dorate.
     
     

     

  • martedì alle ore 21:06
    Domani

    Domani sarà come oggi.
    Dopodomani sbraiterò
    contro il passato per l’imbroglio
    di stagioni che non mutano mai.
    Nel reclinare il capo da una parte
    il sonno mi condurrà in un tempo
    da cui imparerò a vedere la mia
    pellicola a ritroso. La forbice taglierà
    il non ricordo delle cose morte.
    Un ago ricucirà l’unico fotogramma
    vivo nel prenatale limbo
    di un cordone che ci lega
    all’origine celata.

  • martedì alle ore 20:04
    Nastro e alabastro

    Crash...
    e fu di vetri rotti
    lasciati
    dalla bottiglia di champagne
    schiantata sulla prua
    a inaugurare
    lo sciogliere di ormeggi
    verso mari di rivolta.
    Furono applausi muti
    tutto intorno
    mentre tagliavo il nastro
    ad iniziar le mosse
    per arrivare a dama.

  • martedì alle ore 16:55
    Nel buco azzurro

    Nuoto nell'azzurro
    nel buco di quei giorni 
    in cui vorrei 
    essenza marina 
    vagare 
    fra sconosciuto immenso 
    e materni fondali
    sparire
    Dai suoni trasportare
    e dell'onde cullare
    E: non fare, non dire, non decidere, 
    non pensare, non chiedere, non dare
    Dalle acque lasciarmi rapire
    straniare cullare confondere 
    nei suoi azzurri morire
    E non essere.

  • martedì alle ore 9:44
    L'Amore Vero- L'Emarginato

    L'Amore Vero
     
     
     
    L'Amore vero
    Cavalca
    Un bianco cavallo
    Lungo
    Una scia d'argento
    Dipinta
    Nell'Aurora fiammante
    Da una Lumaca messaggera
    Prima di celarsi nel guscio
    Come il cuore di una donna
    Dai sentimenti ardenti.
     
     
    L'Emarginato
     
     
     
    Scavare
    Dentro
    E capire
    Di un sogno
    Realizzabile
    Come esigenza
    Dell'anima.
    Questo
    E' possibile
    A quel solitario
    Di periferia
    Quando
    Lo si aiuta.

     

  • lunedì alle ore 21:44
    Calligramma

    Luna immobile-
    Fra i meandri della sera
    Cuore solitario

  • lunedì alle ore 20:15
    Ad un albero

    Mi pare di “sentirti”

    A volte

    Frusciare

    Stormire

    Smaniare

    E il brusio di voci

    Portate dal vento


    Poi taci

    Silente

    Muto

    Arcano

    Di un tempo

    Perduto?


    Forse triste

    Forse assettato

    Forse inibito

    Forse spaesato

    Mai… dimenticato.


    Rina Brundu, Agosto 2015

  • lunedì alle ore 18:52
    Quando gli angeli

    Quando gli angeli
    vennero a cercarla
    la trovarono accucciata
    sul letto di noce
    con le labbra bianche
    un po' sporche di tosse.
    S'era rimpicciolita 
    pian piano
    come una bambina
    composta;
    aveva raccolto
    nel fazzoletto di stoffa
    un batuffolo di voce.

  • lunedì alle ore 18:23
    Certe Notti

     
     
    Certe notti
    Sono particolari
    Ti negano al sonno
    E ti regalano
    Una serena pace.
    La gioia
    Che tutti dormono
    Ti spinge a giocare
    Al gioco
    Delle combinazioni:
    Può andare bene
    Può andare male.
    Io sono qui!
     
     

     

  • lunedì alle ore 17:04
    un passo avanti

    siamo un po' tutti uguali
    nel gioco della vita usiamo le carte che abbiamo tra le mani

    tutti uguali 
    cerchiamo di raggiungere traguardi
    e guardiamo sempre avanti

     troppo spesso dimentichiamo che
    per imparare bisogna voltarsi indietro 
    riflettere ascoltare  provare ancora 
    e poi
     fare un passo avanti

    e di nuovo 
    guardare indietro
    riflettere ascoltare fare
     e 
    portare un passo avanti

    tutto qua
    in fondo non è difficile
    imparare
     fino a che 
    il nostro fragile e precario sempre
     sarà

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/08/imparare.html

  • lunedì alle ore 13:11
    Fiocchi

    La neve
    imbianca
    le montagne
    La neve
    cade dal cielo
    ora più lieve
    ora più fitta
    La neve
    addobba
    delle case le tegole
    e i neri comignoli
    Gioia dei bambini
    e degli studenti
    per le battaglie a palle di neve.
    Rallegriamoci
    per questo lieto evento
    sperando che si possa ripetere
    l’anno prossimo.
     

  • lunedì alle ore 0:34
    Varco

    Il filo d’acqua dalla grondaia
    parla tanto piano che tutta l’attenzione
    basta a spezzarlo
    dalla matita nascono nuvole al contrario 
    la noia del foglio va nel vapore

    a momenti un altro scroscio, pallido
    colmerà i calchi del 'nulla è stato'
    dove s’imprimeva il perno 
    consapevole 
    dei buchi di memoria

  • domenica alle ore 14:38
    La mia luce

    Ai primi
    chiarori dell'alba
    mi porto sul terrazzo
    di casa.
    Volgo gli occhi 
    verso le fredde vallate,
    a oriente.
    Scorgo così
    d'incanto
    il tuo sorriso caldo
    e giunge 
    a me assai cara
    la melodia
    delle tue fresche parole.
    Radioso, intanto
    s'alza il sole
    all'orizzonte

  • domenica alle ore 11:44
    La parola nella mano scivola

    Una parola, una parola
    che apra la strada
    che entri nel varco
    e racconti l’anima
    e libera la spinga
    fuori dal labbro
    e faccia fluire il discorso
    di questa mente muta
    troppo pregna di idee
    grandi, troppo grandi
    per diventare parole
    La parola nella mano scivola
    Nella mente i colori si fondono
    e nella larghezza delle idee
    silenziosi planano.
    (Tratta da Sulla scia ed. 2010 copyright by Am Vezio )

  • domenica alle ore 9:38
    Il Seme Del Cuore

     
     
     
    Dentro
    Nel mio petto
    In un angolo del cuore
    Fra le nuvole agitate
    Come onde del mare
    Dorme
    L'embrione fanciullo
    Della mia fantasia.
    Lo coltivo come un fiore
    Dipinto di purezza
    Nell'attesa
    Di essere preso per mano
    Come un candido puledro
    Scalpitante per i sentieri
    Gioiosi dell'amore.
     

  • sabato alle ore 19:44
    Amniosi

    Ritorneremo nell’amniosi
    amnesia del prima, del dopo
    ci toccherà bere qualcosa
    di nuovo, che sia buono
    - stavolta -
     

  • sabato alle ore 19:10
    Tutto uguale

    Tutto uguale, la banda del paese
    ripete i suoni di ogni anno,
    rulli di tamburi e bambini festosi
    tagliano zigzagando il corteo.
    Agli angoli delle stradine una
    folla di curiosi  osserva, fedele,
    la consunzione del rito.
    La processione segue il percorso
    prestabilito, c’è chi applaude,
    chi sorride, chi piange il proprio Dio,
    nessuna preghiera per il vicino
    di casa che muore ogni giorno.
    Questa piccola umanità raggiunge
    la piazza principale, polpi fritti
    alimentano l’allegra compagnia
    che si scioglie come neve al sole
    in attesa di una nuova primavera
    sempre uguale.
     

  • sabato alle ore 14:04
    Avrei bisogno

    Avrei bisogno
    di silenzi immensi
    quando ti stringo fortemente
    a me
    ma inutili parole
    si addensano su noi
    come punteruoli d'agavi
    su candide tovaglie.

    Le occasioni d'abbandono,
    rarefatte e semplici,
    ci accostano all'amore,
    lontani anni luce
    da quel verbo
    che è consono soltanto
    agli oratori.

    Vivremmo di un mutismo
    apocalittico,
    sognando
    di un futuro colorato
    negli angoli dispersi
    del piacere,
    sui letti smantellati
    dell'ardore.

  • sabato alle ore 13:21
    Compleanni

    Feste importanti i compleanni
    coi giorni in fila allungata
    dal primo vagito all'oggi
    che poco o tanto lo distanzia.

    Nei giovani anni si è figli
    d'uscire impazienti da casa
    poi responsabili adulti
    nel tempo compiuto di crescita.

    Trascorrono le stagioni
    nel ciclo perenne in natura
    finché diventiamo maturi.

    Infine ci è compagna vecchiaia
    e ci presenta i suoi conti
    che ci auguriamo da amica.

  • sabato alle ore 10:25
    Io E Te

     
     
    Dopo tante lune
    Il nostro cammino
    Si è intrecciato;
     
    E nel nostro spazio
    Tra i nostri transiti
    Vediamo solo ombre;
     
    Nella natura amica
    Il tempo scivola via
    E le stagioni fuggono;
     
    Continuiamo a vivere
    Arricchendoci dentro
    Come una sola anima;
     
    Loro si sono incontrate
    E non per coincidenza
    Ma per essere felici…