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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • Redimersi
    riabilitarsi
    e finalmente rivivere

    in quest'Umanità piagata
    da folli deliri d'onnipotenza

    E svegliarsi dal letargo

    dopo aver volutamente smarrito
    la memoria delle crudeltà del mondo

    divenendo noi stessi
    testimoni di vera vita vissuta

    e imortalare il tutto nell'Intimo

    senza pensare al veder
    sgretolare le speranze

    in questa società marcia

    dedita a infamie e cattiverie

    a far la spola tra le sponde
    di cuori ormai senz'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • Ieri alle 20:28
    Furore

    Sotto un arco
    le tue orme stendi
    poco dopo scompari
    peccato non averti più scorto.
     
     

  • Ieri alle 9:10
    Ciliege

    Lisce, tonde,
    turgide palline
    di rosso fiamma
    ad arte rivestite.
     
    Alberi chiomati
    illuminate
    con mille lampi
    d’oro e di rubino.
     
    Le mamme grate
    guardano felici...
     
    A due a due
    o a mazzi
    le bimbe fan campane
    di orecchini
     
    mentre di noccioli e grida
    fan battaglie
    eserciti di monelli
    divertiti.
     

  • martedì alle ore 22:36
    Stelle

    Stelle
    stelle che riesco a vedere
    che dal buio intravedo 
    dalle palpebre chiuse
    stelle che sono parole 
    buttate su per il cielo
    stelle che cadono 
    senza rumore 
    in iridescenti sorrisi
    stelle che accendono sogni 
    e stelle che li accompagnano
    stelle che accarezzano l'anima 
    e dall'anima 
    suggono bellezza
    Stelle.

  • martedì alle ore 22:10
    Cieli

    La mano dal cielo
    ferrosa discende
    in morsa s'atteggia
    Senza indugio afferra
    stupite anime
    d'amor confuse.

    Da Rugiada sulla quercia ed. 2014

  • martedì alle ore 19:44

    Avrei immaginato giorni diversi e sensazioni diverse. Avrei desiderato sorrisi e alchimia. Avrei dovuto ricordarmi che dire "Ci credo" porta solo ed esclusivamente merda, ma malgrado alti e bassi, rabbia e incazzature, paure e lacrime in fondo ancora ci credi. E la cosa peggiore è che non credi nel "Lieto fine" di questa lunga storia, ma credi il COLUI che dall'altra parte, ovunque sia ha condiviso con te quel "Ce la Faremo"!

  • martedì alle ore 13:42
    Piacevoli armonie

    Piacermi e accettarmi
    così come sono

    con i miei limiti e i miei difetti

    nella viva speranza
    d'essere attratto sempre dalla vita

    anche senza saperne ancora il perché

    Vivere trastullandomi
    tra il cuore e l'anima

    rendendoli impermeabili ai conflitti

    a quei viaggi turbolenti
    fatti nella convinzione
    di sapere il tutto

    ma purtroppo solo quello

    Paradossali viatici

    pagine disadorne
    ad arrancare tra i sensi

    e animarsi tra le voglie

    nella volontà di resistenza
    a momenti d'impotenza

    E offrire a tutti tanto
    senza chiedere nulla in cambio

    se non poter morire per i miei sogni
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • martedì alle ore 9:58
    Ombre Danzanti

     
     
     
    Le stagioni del cuore
    Affidate ai pianeti
     
    E nel genere umano
    L’arcobaleno dei sogni
     
    Il meglio del trascorso
    Nei palpiti della notte
     
    Con sprazzi di bene
    E schegge d’amore
     
    È arrivato il tempo
    Del mai più buio
     
    Sulle foglie morte
    Delle ombre danzanti
     
    La nostalgia di albe nuove
    Sulla riva dell’isola.
     

     

  • martedì alle ore 8:16
    "BOTTO'", PAPA'!

    La finestra è la stessa
    e un cielo d’ovatta si sbriciola lento
    oggi come allora.
    “Bottò! Papà”
    erano bottoni bianchi senza peso
    e il vento giocava con loro
    e le braccia di mio padre
    la mia sedia
    col naso sul vetro.
    Lo stesso silenzio candido,
    lo stesso stupore…
    “Bottò! Papà”
    bottoni bianchi, impazziti e lenti
    che danzano a milioni su un oceano di ricordi…
    Bianchi, grandi, piccoli e tutti quanti
    bottoni candidi, nuovi, mai visti…
    e la bocca spalancata, come l’infisso,
    all’improvviso…

     la mano aperta di mio padre
    a coglierne uno…
    bianco…
    d’acqua in men che non si dica.
    “Bottò! Papà”
    e che cadano ancora inverni candidi
    a seppellire l’asfalto logoro
    e tutti i piccoli pensieri scuri…
    ogni anno più adulti.
    “Bottò! Papà”
    un sorriso tenero e un bacio bianco
    come la neve.

    28/02/2005

    Stefano Diotallevi
     

  • martedì alle ore 8:13
    SORRISI

    Avessi la forza di rendervi l’emozione dei sorrisi,
    avrei imparato a catturare le nuvole, il sole tra esse, il verde, le onde del mare e quel fuoco ocra, giallo e rosso che incendia i miei boschi alla fine di ottobre.
    Il sorriso di una donna in amore
    è come l’acqua di torrente nel deserto,
    come la pioggia all’inferno.
    Di tutto quanto posseggo farei falò così da avere solo la pallida sensazione del calore emanato dalle labbra delle donne, quando sorridono.
    Perché sorridono con gli zigomi, alti, grevi, rotondi, arrossati. Perché attorno hanno i capelli a cadere sparsi, o cortissimi a donare luce agli occhi verdi come i fiumi, azzurri di mare o neri come il limbo in cui precipitiamo quando non ci fissano.
    Così amo e maledico le donne e, in special modo, i sorrisi delle donne perché con loro esse si porgono lievi e infallibili, e ci annunciano il tempo dell’amore, della pelle, degli odori. Quegli odori che, indelebili, ci portiamo a spasso per il mondo a far finta di non aver mai annusato.
    I sorrisi delle donne sono bellissime lacrime che lavano le rughe, autentici lampi che illuminano un vivere fatto di misere penombre.
    Quando le nebbie si addenseranno io vi chiamerò
    e avrò ancora un cielo blu da porre a sfondo delle tue labbra,
    morbide e truci… come l’amore.

    10/11/2001 Stefano Diotallevi
     

  • martedì alle ore 8:12
    SEI BELLA

    Sei bella,
    quando il sole inonda la stanza e ti avvolge la schiena,
    sul seno, rivolta, con l’inchiostro dei capelli sul cuscino.
    Bella,
    con le calze nere, solo quelle,
    china sulla stufa, rotonda e snella.
    Sei bella, da morirne,
    quando spengo il fuoco negli occhi di fiume
    e distendi le gambe
    e cingi le mie,
    quando infilzo la spada
    e placo i deliri sul cuore…
    Sei bella… ma non è amore.

    16/03/2003
     
      Stefano Diotallevi
     

  • martedì alle ore 1:36

    L'ultima volta che ho visto il "Buio" pensavo di non farcela e quando ne sono uscita mi sono resa conto che il peggio invece ancora doveva venire. Lo avevo di fronte proprio in quel momento... Dovevo accettarmi! Non è stato facile accettare i cambiamenti che quel dolore aveva portato dentro me. Io, dolce, affettuosa e buona ero diventata dura, spietata e senza mezzi termini. Io fiduciosa verso il prossimo ero adesso diffidente e schiva verso chiunque si avvicinasse a me. Ecco... Oggi che mi trovo di nuovo a soffrire dello stesso dolore, mentre ci navigo dentro, cercando di non affogare per trovare la strada giusta e risalire la riva penso a quel giorno. A quel giorno in cui di nuovo in piedi mi guarderò dentro e allo specchio e vedrò la nuova ME! Già so che non mi piacerà e non so perché, ma questa volta so che cambierò in peggio. Non ho scelta posso solo dirmi "Addio" e andare incontro ad una nuova Donna sicuramente ancora più dura e schiva . Una Donna ancor più chiusa e mai più "Malleabile" perché adesso sa che LEI è decisamente "TROPPO" per chiunque viva con i concetti di questi tempi bastardi che non mi appartengono! 

  • martedì alle ore 0:45

    Sono così incazzata con il mondo e con la vita che se avessi un fucile in mano la prima a cui sparerei è proprio me stessa. SI! Per essere stata così stupida, per aver giurato a me stessa che non lo avrei permesso mai più. "Ora so cosa sia morire" ... Mi dicevo... beh non ho imparato un cazzo!!! Ho solo imparato che l'amore ha un prezzo troppo alto per me. Adesso che mi manca anche la forza per respirare voglio solo cercare anche a tastoni, anche strisciando quella cazzo di porta che mi porta di nuovo fuori da l'incubo. Voglio riattraversare quel dolore, quel corridoio pieno di lacrime e se pur rischiando di affogarci dentro ne uscirò vincente anche questa volta. Io rinascerò ancora... Diversa , ancora una volta diversa, ma rinascerò. Lo farò per me stessa, per le persone che contano e che meritano e per quel qualcuno che ancora aspetta ME... Me che solo sento il bisogno di abbracci sinceri e di amore vero e io lo troverò. E quando sarà sorriderò pensando che chi mi ha persa mi ha solo dato la possibilità di stringere tra le braccia quella felicità che in quel momento avrò dentro.

  • martedì alle ore 0:44

    Mi domando dove alcune persone tengono i sentimenti che dichiarano di avere... Io li porto nel cuore e in base ad essi mi muovo e mi comporto. Non ho bisogno di giurare cambiamenti essi nascono spontanei e restano costanti. Non ho bisogno di dire "Fidati di me", dimostro di meritarmela quella maledetta fiducia. Se si cambia perché si ama, non si torna a "Giocare" con il mondo. O ami o non ami... Beato chi ha questo concetto superficiale della parola "Amore"... Perché io ogni volta che dico che amo, mentre loro tornano a vivere e divertirsi io puntualmente muoio da sola come un cane nell'indifferenza di chi mi ha inflitto quel dolore.

  • lunedì alle ore 23:04

    Ho sempre pensato che riporre il cuore nelle mani di qualcuno fosse un atto di enorme stima e devozione verso quella persona. Ed ho sempre creduto che se mentre sta tra le sue mani lo apri e lasci uscire la parte più bella e più intima di te è un atto di estrema fiducia. Ho sempre pensato che a poche persone puoi concedere questo privilegio e solo una persona stupida può non capire l'importanza del gesto. Purtroppo ho anche capito che a molti non importa, spesso non pensano, ti trascinano nella loro vita e poi come se nulla fosse mai stato detto, concesso e condiviso si dimenticano. E' li che l'amore per me stessa rinasce con una forza spaventosa, una forza così grande da distruggere qualsiasi altro tipo d'amore... Di un amore concesso, provato, donato e ancora appeso ad una lacrima ... Una lacrima ormai di troppo! - S.Nelli @

  • lunedì alle ore 22:45
    essere umano

    giorno dopo giorno muoviamo un passo alla volta sotto questo cielo
    perchè, essere umano, una piccola porzione di universo siamo e sappiamo
    un granello di polvere 
    un battito d'ali
    un sospiro nel vento

    essere
    umano
    poco sappiamo
    tutto possiamo

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/essere-umano.html

  • lunedì alle ore 22:01
    Tu sei parte di noi

    Quando muore un amico
    muore una parte di te
    Senti gli artigli affilati
    di una mano invisibile
    che lacera la carne
    la stritola, la smembra
    Si perde il respiro
    vorresti non fosse vero.
    Allora riascolti le parole
    scherzose, di affetto
    gli stiletti pungenti
    verso i saccenti boriosi
    Riemergono i dialoghi
    le battute, le strette di mano
    Caro amico
    non puoi andare via
    Tu sei parte di noi

     

  • lunedì alle ore 21:04
    Caos

    Fatti spazio,
    in questa dimensione, 
    in altra dimensione,
    in altra direzione. 

    Nel frenetico caos 
    da omini di Space Invaders
    siamo mattoni sconnessi
    in attesa del frenetico,
    fatale defrag
    che unisca poli
    e pori d'ansia.

    Il caos nelle stanze
    è figlio di quello che hai dentro.
    Fatti spazio,
    fatti largo,
    gira al largo,
    prendi il largo.

  • domenica alle ore 22:58
    L'oggi

    L'oggi mi  regala 
    onde di orologi 
    dalle lancette tronche
    senza motivo di esistere 
    ché il signor Tempo dedica 
    la sua attenzione alle emozioni 
    non alla tacche 
    sul quadrante scolpite
    Regala al Cosmo 
    un respiro d' esistenza 
    senza confini con l'umano 
    scorrer delle ore. 

  • domenica alle ore 21:34
    Dal bosco di pini

    Sia che vinca,
    sia che perda,
    di certo
    saró presente,
    in questa piazza,
    con il mio respiro e la carne,
    con la sete e con la fame.

    Sia che vinca,
    sia che perda, 
    sará presente,
    il mio, 
    quello di sempre,
    che non vedo ma esiste,
    che si forma in me, perverso
    mentre seguo l'immagine
    di un altro me,
    da amare senza fatica,
    bello, che indossi con garbo
    l'oro del futuro in cui attendo
    la mia felicità,
    che é dietro una vetrina
    nella casa,
    in collina.

  • domenica alle ore 13:09

    Grappoli immensi
    di stelle
    i tuoi occhi
     
    sono i bagliori
    di miele
    della luna
     
    fluita dal mare
     
    svelata
    tra l’azzurro
    e l’alba
     
    scatenata
    in un’onda
     
    Non placa
    la luna
    la tua dolcezza
     
    di cielo bambino
    e cielo amante
     
    su labbra
    rosse e dolci
     
    vagata
    dove vaga
    il sogno

  • domenica alle ore 12:45
    Cuore di Velcro

    Velcro disionico irrora cavigliosi funicoli irredenti...clik-clak ipnotizza Topoceronti surrealisti dissidenti....sgranella mezzogiorno d'infuso grano bianco....riecheggia la Cometa del Mio cuore franco.....

  • domenica alle ore 0:44
    Ti penso, a volte (Donna 2011)

    Ti penso, a volte
    e cado nel tappeto
    che fu il nostro talamo
    Mi prendesti,
    mi prendesti seduta sul divano
    sciogliendo l’azzurro dei tuoi occhi
    nel liquido mio azzurro
    Le mani sul mio viso,
    le tue mani forti e grandi sul mio viso
    come ali di mamma chioccia
    sul corpo implume del pulcino
    Grandi mani, le sentivo grandi
    su di me, come ali
    Come ali mi avvolgevi in te
    Scendevano le tue mani
    sulla curva del collo
    disegnavano il mio collo
    lo carezzavano
    seguendo la linea delle spalle
    e poi del seno
    con tenerezza, guardandomi negli occhi
    con gli occhi ardenti
    Guardandomi negli occhi,
    prendevi il mio corpo per rubarmi l’anima
    e la rubavi
    Ed io persa,
    con l’anima nei tuoi occhi
    che dai tuoi occhi colava nel tuo ventre
    e lì restava,
    languida mi dissolvevo e scivolavo sul tappeto,
    mi dissolvevo
    Avevi lo champagne
    e due flute nelle tasche
    bevemmo lo champagne
    dai flute
    e poi il tuo lo versasti
    sulla linea del mio collo
    a da lì lo bevesti
    ma non eri ancora sazio
    e lo volesti bere dal mio ventre
    e poi più giù
    dal delta del mio corpo
    dalla cava del desiderio
    Piano, piano,
    piano mi prendevi
    mi rapivi, mi prendevi
    Mi prendevi fra le braccia
    braccia forti, possenti
    Mi avvolgevi come cielo di notte
    come il cielo avvolge di notte
    mari e promontori
    Mi portavi all’estasi
    e all’estasi andavi
    Il mio corpo era tutto una carezza,
    le tue mani erano la carezza
    Ti penso, a volte ti penso
    e cado nel tappeto
    che fu il nostro talamo
    Mai più, mai più
    ci fu tappeto in casa mia.

  • sabato alle ore 9:40
    A magia

     
     
    Questo tramonto
    Dipinto per noi
     
    È uno scenario
    Di colori e profumi
     
    È un preludio
    Di una notte
     
    Troppo quieta
    E priva di sogni.
     
    La luna c'è
    E non parla
     
    Il mare c'è
    E sapete cosa dice?
     
    Zittisce pure lui!

  • sabato alle ore 0:06
    L'inganno della vita

    Appesantito dagli anni e dalla vita

    continuo nelle mie scelte

    sempre racchiuse
    dentro i confini casti delle favole
     
    Esigenze di vivacità 

    acuiscono intrinseche voci d'entusiasmo

    eccitate voglie di futuro
    colmo d'empatie e serenità costruttive

    Battiti d'ali di farfalle al primo volo

    a nutrire energie interiori
    e riempire i vuoti dell'anima

    Stati di grazia da donare

    e incastonare in attimi di memoria
    da riesumare a piacimento

    tasselli di un'eco soave
    a sfociare in meraviglie

    delle quali assaporarne tutta l'Essenza
    nella lotta contro la malinconia

    E sopravvivere alla perdita dei sensi

    nel grigiore di questa mia storia 
    che fa a botte con i capricci

    confusi momenti d'angoscia

    che nessun Paradiso
    potrà mai compensare
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati