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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 16:56
    La Muda

    Fermi i tuoi passi di viaggio e scoperta
    dove l’occhio s’inebria di verde e di rose
    circolo di cuori e puri sorrisi
    suoni di cinbali.
     
    Il profumo sereno di incenso e rosmarino
    il saluto fiero del girasole giovane
    lasciar correre l’infante curioso
    tra il Buddha che dorme e la quercia che veglia
     
    Poi a piedi nudi  sul legno e nel silenzio
    Dove sorride e saluta l’amato maestro
    mentre saggia e materna,  la voce di donna
    che ferma e tenace guida e indaga
    culla d’infinito calmo amore.
     
    Danza sicuro il tamburo e il suo padrone
    l’esperienza diventa fuoco e capanna
    sudore sconosciuto e Kundalini
    lento il respiro e la meditazione.
     
    Forse scoperta o forse ricerca
    ma certa la consapevolezza
    che non solo d’acqua e sole si nutrono
    le rose di Talasi  
     
    ma d’ogni dolce battito dei cuori
    scossi e tenuti stretti
    tra mani giunte e lacrime nobili
    tra contorni di sorrisi rinati.

    Prem Kranti Vartan (Raffaele di Ianni)

  • Ieri alle 16:37
    Plesso profondo

    Proviamo a far vivere
    scritti interiori altrimenti fuggiti.
    a lenire dolenze
    del tempo che s'acciglia.
    Un plesso nella vita
    ci spetta. Lieve,
    silenzioso e forte
    strato dentro gli strati.
    Dove l'ombra sia senso
    di una più vasta scienza
    e una lava d'intarsi
    alveo per le pietruzze
    che siamo.

  • Ieri alle 15:44
    La convivenza? Ma cos'è ?

    Mai amante son stato
    Dell'odio insistente
    Così continuato
    Contro il differente

    Contro rifugiati
    Contro emigranti
    Indietro mandati
    Chè di nuova vita amanti

    Dell'odio ostinato
    Del presidente americano
    Contro l'emigrato
    In primis musulmano

    Per capir niente scienza
    Quanto stupidi siamo
    Che la convivenza 
    Noi mai comprendiamo

    Sfortunati emigranti
    Soprattutto africani
    Colpa dei governanti
    Che si lavano le mani

    Se ben vi accoglieremo
    E se poveri e neri siete
    Mai ci accorgeremo
    Allora sì v'inserirete

    Questa è convivenza
    Nè divisi e differenti
    O sarebbe una terra senza
    Uomini civili ed intelligenti

  • Ieri alle 11:25
    Sguardi

    Ho letto i tuoi occhi, così infiniti e veri.
    Pagine così ricche di emozioni, dentro le quali ero sicura di non perdermi.
    Sguardi che dicevano mille parole d'amore, così appassionate da travolgere il cuore.
    E i tuoi occhi hanno parole così chiare
    che ogni dubbio viene subito fugato,
    per lasciare spazio a sicurezze senza tempo.

  • Nelle pieghe sottili
    che le ombre lasciano
    tra casolari e viali
    c’è un cuore che batte,
    che ogni notte batte
    per te che non lo senti.
     
    Bianco di luna
    impresso di sospiri
    dei giorni sempre uguali
    sento voce
    di un cuore senza volto
    che batte per me.
     
    Voce che narra storie
    di fuoco e di lame
    per stupire gli occhi,
    gli occhi miei grandi
    di fanciulla
    che dialoga di notte
    con la luna pensando
    a te.

  • domenica alle ore 22:30
    Notturno

    Semi di luna
    gettati tra le onde,
    sbocciano sogni.

  • domenica alle ore 13:50
    Un'altraEstate

    Si dipinge
    in profili lunghi d'ombra
    la dolcezza gioconda.Splende il sole
    giocando tra i tigli
    a fare rimpiattino
    mentre gracidano
    le rane in coro
    con i grilli.

    Un'altra estate
    fa capolino
    nell'ondeggiar dorato
    delle spighe.

    S'aprono i petali
    al profumar dei fiori
    avvinti insieme
    al loro cuor giallo.

  • domenica alle ore 13:35
    DISEGNAMI 4mani con GIUSEPPE IANNOZZI

    Con uno sguardo solamente
    disegnami dentro agl'occhi le parole,
    le parole che sempre in segreto ripeti
    e che dici e non dici.La mia anima di peccati nuda
    adesso che son qui al tuo cospetto
    come un bambola strapazzala,
    e bagnala di mai confessati pensieri
    dolci d'arrossire,
    ti trascinerò allora in un tango
    che mai hai osato immaginare.

    Disegnami sempre incessantemente.
    Non stancarti d'incidere
    il cuor trafitto da freccia sulla corteccia
    del nostro albero in cima alla collina.
    Disegnami tenera e bella,
    disegnami uguale a un sogno
    pura e nuda come le stelle
    che in cielo alte luccicano immensamente.
    Non stancarti mai di disegnare
    il mio volto e il mio sorriso, la preghiera
    che forte ti fa battere il cuore.

    Disegnami sempre incessantemente.
    Disegnami infinitamente,
    fammi capire
    che senza di me non sai vivere;
    e lasciami essere la stella
    che il tuo cielo accarezza
    regalandoti fiori e sorrisi.

    Adorami più che puoi e di più ancora.

    Disegnami perfetta,
    sarò così come tu mi hai immaginata
    senza trucco e senza inganno
    una bambina che sul tuo petto riposa.

  • domenica alle ore 13:31
    Quest'attimo

    Respiro immobile quel silenzio 
    che nell’aria silenziosa,
    riempie i polmoni e 
    li costringe ad annusare.
     
    L‘odore del tiglio
    circola puntigliosamente
    fa in modo che tutt’intorno
    si riveli tremendamente fiabesco.
     
    Le rosse fragole si sposano 
    con le ciliegie dentro quel cesto.
    Il cocomero capeggia sul tavolo
    un pasto delizioso che soddisfa i sensi.
     
    In giardino le ortensie 
    s’intersecano tra loro 
    sino a creare uno strano labirinto,
    i gerani dormono beati.
     
    Laggiù l’altalena si muove
    avanti, indietro, avanti, indietro

    chiudo gli occhi mentre sdraiata
    prendo il sole.
     
    Non penso a nulla
    vivo 
    semplicemente 
    quest’attimo.

  • sabato alle ore 19:48
    Benedizione

    Che ogni bene ti accompagni,
    creatura mia,
    a ogni passo che fai.
    Anche se non mi vedi
    che il mio bene ti accompagni
    ti protegga ti guidi
    dove desideri andare.
    Che il tuo sorriso
    e i tuoi occhietti brillino sempre
    come ogni volta che ti guardo
    e mi riempi di gioia
    fino all'orlo.
    Sei vita, vita pura
    bella anche quando fa male,
    che la vita ti renda libera
    e ti porti ogni dono che può regalare
    a chi la vive senza paura.
    Che la tua bellezza possa illuminare
    per mille anni
    questo mondo scuro
    troppo brutto
    per non aver bisogno di te.

  • sabato alle ore 18:37
    Con me tu però non c'eri

    Cielo plumbeo stamattina 
    Con me tu però non c'eri
    Era fastidiosa quella pioggerella
    Eran per te i miei pensieri

    Questo tempo bizzarro
    Mi fa sempre di più pensare
    Che son troppo innamorato
    Che tu non mi puoi mancare

    Quelle nuvole osservavo 
    Che il cielo annerivano 
    Anche tanto m'intristivo
    Che il mio cuore anche scurivano

    Tu non eri però vicino 
    Per stringerti forte a me
    Per pensare a quei momenti...veri
    Che passavo sempre con te

    Non a quelli però vuoti
    Quando l'amor portava pene
    Non era bello ma fu importante 
    S' ancor oggi ti voglio bene

  •  Levata or ora dal sonno,
    perduta
    dentro ai miei pensieri
    che confini non hanno
    le labbra tue
    nervose di caffè
    con la mia bocca
    sfiorisco.
     
    Infiammate di sole le rose
    campeggiano dal balcone,
    mentr’io in quiete
    dal profumo
    nell’aria disperso
    spirito in me assorbo
    sciogliendo infine
    tra i tuoi baci le incertezze
    perché siano carezze,
    miele da suggere
    dai miei giovani seni.  
     
    Furtiva la tua intimità
    occhieggio;
    dallo sguardo tuo dolce
    illuminato in un furbo sorriso
    ai confini del sole infine
    nella tua interezza m’appari.
     
    Il nostro tempo
    com’è scritto scorrerà,
    spargendo semi d’amore
    e petali d’infinita dolcezza
    sovrastando
    dei mattini la trasparenza.
    Allora sì, la coppa degli Dèi
    d’ambrosia colma
    noi insieme la vuoteremo
    immersi in caldi bagni
    di lacrime giù dal Cielo.

  • sabato alle ore 13:56
    Quando ti penso

    È di notte che ti penso
    quando il gufo gorgheggia
    quando il buio è oscuro;
    E' di giorno che ti penso
    quando la luce è radiosa
    e gli uccellini cantano.
    Mi fai avvertire
    con la carezza delle tue parole
    con il tuo brio
    che il giorno che riuscirò
    a darti un bacio
    lo farò da monellaccia
    ti saprò travolgere e
    sconvolgere.

  • In questi giorni d’estate
    esplode nell’aria
    dei tigli il profumo.
    Sui tacchi alti ancheggio
    e gonna stretta ai fianchi,
    vacillano però
    un po’ le mie gambe
    da un desiderio di complicità
    infiammate
    per carezze di velluto
    fra santità e peccato.

    Il sole ha già
    stregato il mio volto,
    in fiamme
    denudata
    dalla fronte in giù.

    Cadranno i fiori poi
    uno a uno
    vorticando
    nel silenzio dei prati,
    mille petali
    di luce bagnati
    accompagnati
    dalla danza delle lucciole
    nel folto del verde
    nascoste
    per il nostro amore sì silente.

  • sabato alle ore 0:05
    Con il coraggio degli astronomi

    Qualche fascinazione 
    muove sottovoce
    dietro l'ostacolo dell'oscurità
    la sabbia si fa argento
    in un cerchio d'acqua
    fugge dalle orme della gravità
    essenza corporea dell’esubero
    e noi odoriamo di asfodeli
    struggenti 
    siamo calma e vento,
    eco di notti, 
    chimera di terra e lacrima
    attesa
    con il coraggio degli astronomi
    incantati 
    su finestre bianche

  • Hai visto svelata la tela 
     
    sotto l’artiglio, hai riso in gola
    al doloroso bagliore della candela.
    Il tuo volto è la ruga che coltivi in soffitta
    oppressa da rigurgiti di luna
    dai ragni più abietti, affamati
    di sangue e polveri d’oro.
    Ecco tuo padre sfaccettato
    in lustri di seme da donare
    e tu: equilibrio inventato a far beffa della natura
    nutrito delle sue debolezze immaginarie
    così liscio e provato
    osso di polpa ricostruita, rorida e tenera
    sanguigna e marcescente.
    Predicato imperfettibile dell’essere
    a un passo e inarrivabile
    col cuore a due strati, rosso nel nero
    schiacciato da una pietra siderale.
    Pronto a risbocciare, mentre
    in realtà stai morendo
    definitivo.
     

  • venerdì alle ore 12:16
    Ri-Pensando

    Il posto è diverso
    Il panorama è lo stesso
     
    Lo sguardo all’iride
    A ruminare pensieri
    Nel buio che avanza
     
    Io ladro:
     
    Rubo le stelle
    Rubo la luna
     
    Mi rimangono
    Le Luci e Tu
     
    Il verde
    La fontana
     
    Il bosco
    E l’estasi
    Che mi assale
     
    Mi invade la gioia
    Di nutrire l’amore
    Per la Madonna.

  • venerdì alle ore 10:55
    Sussurri dal mare

    Ancora c'è luce e il mare stanco
    dona i suoi colori al dì morente,
    madrepora ed argento e latte bianco
    e un grosso solco d'oro appariscente.

    Or l'acqua finalmente riposa
    carezzando la sabbia timorosa;
    la notte, ormai veniente concilia
    l'onda e la riva, sempre un po' ritrosa.

    Dice la sabbia: dammi un po' di pace,
    tu la concedi solo qualche sera;
    per tutto ciò che di me al fondo giace
    deh! Fammi una promessa più sincera.

    Vorrei, le disse il mare, ma non posso
    ché il mondo più s'invecchia, e più va male:
    per quello, tu mi vedi sempre mosso,
    per quello, la mia linfa sa di sale.

  • Non diciamolo,
    non ad alta voce,
    oppure sì: fatto sta
    che in una pozza di vacuità
    - di assenze su assenze -
    si annega il domani 
    che verrà come verrà;
    e il nostro tempo,
    giorno dopo giorno,
    ce lo mangiamo,
    lasciandoci alle spalle
    il bello e il brutto
    simulando felicità,
    sorrisi che non sentiamo.

    Diciamolo,
    diciamolo pure, a bruciapelo:
    questa vita non la capiamo,
    appieno non la capiamo
    mai veramente,
    nonostante lo sforzo
    di darci uno scopo
    che nel domani 
    rimanga ben impresso
    a favore di chi 
    dopo di noi verrà.

    Si sgrana presto il momento,
    quello che - per chissà  
    quale distrazione del Fato o di Dio -
    ieri, subito, lo dicemmo buono;
    in mano poi, 
    a noi, poco o nulla ci resta,
    forse solo una manciata di sale
    che non abbiamo saputo 
    amministrare né somministrare
    a quanti nel nostro cuore o no.

    Eccoli i giorni,
    sempre uguali,
    sempre persi 
    in indecifrabili rotte.
    Eccoli i giorni:
    e tutti ci paiono estranei,
    disposti lontano.

    Così noi si sta
    fra un sonno e un altro,
    fra un amore e uno 
    che non ricordiamo più,
    fra una notte e un'alba;
    ed è un po' come morire.

  • giovedì alle ore 18:20
    NON DICIAMOLO, NON AD ALTA VOCE

    NON DICIAMOLO, NON AD ALTA VOCE
    (poesia scritta insieme a Viola Corallo)

    Non diciamolo,
    non ad alta voce,
    oppure sì: fatto sta
    che in una pozza di vacuità
    - di assenze su assenze -
    si annega il domani
    che verrà come verrà;
    e il nostro tempo,
    giorno dopo giorno,
    ce lo mangiamo,
    lasciandoci alle spalle
    il bello e il brutto
    simulando felicità,
    sorrisi che non sentiamo.

    Diciamolo,
    diciamolo pure, a bruciapelo:
    questa vita non la capiamo,
    appieno non la capiamo
    mai veramente,
    nonostante lo sforzo
    di darci uno scopo
    che nel domani
    rimanga ben impresso
    a favore di chi
    dopo di noi verrà.

    Si sgrana presto il momento,
    quello che - per chissà
    quale distrazione del Fato o di Dio -
    ieri, subito, lo dicemmo buono;
    in mano poi,
    a noi, poco o nulla ci resta,
    forse solo una manciata di sale
    che non abbiamo saputo
    amministrare né somministrare
    a quanti nel nostro cuore o no.

    Eccoli i giorni,
    sempre uguali,
    sempre persi
    in indecifrabili rotte.
    Eccoli i giorni:
    e tutti ci paiono estranei,
    disposti lontano.

    Così noi si sta
    fra un sonno e un altro,
    fra un amore e uno
    che non ricordiamo più,
    fra una notte e un'alba;
    ed è un po' come morire.

  • giovedì alle ore 17:31
    Dire fare e baciare

    Lui ha un cuore generoso
    come quel Dio che regala il primo verso.
    La scatola di latta é tonda e ruota una parte sull'altra.
    Si può odorarla vuota e leccarla sa di caramella.
    Pesche, Albicocche,susine
    da dove saltano fuori i sogni, i fiori
    i girasoli,e gli uccelli colorati,un accordo di colori.
    Sulla torre del castello inespugnabile e sicura brilla il sole,
    ha i colori del fuoco e della neve
    Dire fare e baciare è ciò che mi piace e rifarlo é
    ancor più bello.

  • giovedì alle ore 15:33
    L'ultima parola

    L'ultima parola
    un verso di permanenza
    prima di andare
    ché non è facile voltarsi
    e velare la bocca, sospirandola.
    Riaversi da sospensioni, quando? 
    Quando, fissità di terra spoglia
    incastrata alla mente
    prosciugherà l'umido silenzio?
    Cammino, mi cammini
    -fianco al deserto lunare
    -costola, l'ennesima a piegarsi
    in fuochi diafani
    e simili incongruenze.
    Rispondimi.

  • giovedì alle ore 12:51
    Immersioni

    Con la felicità a urlare incomprensibili tristezze dalle quali fuggire per vie senza ritorno lesioni mentali tengono a bada la fretta nei gesti delle generosità pleonasmi reticenti a sopportare svariati sentimenti ultime fragili sovrane barriere contro grazie d'impertinenza che tolgono verità alla vita ipallage iperbata ridondante di falso romanticismo strofe gnomica d'incubi quotidiani vissuti ad occhi aperti dentro epiteti di contagiose voluttà trasformate in piacevoli attimi di tenerezza e allegre monotonie lasciate a germogliare nei solchi scavati dalle impronte rimaste indelebili nell'anima e nel corpo E inseguo sofferte rincorse attorno alle sorgenti delle mie passioni alla ricerca d'occasioni che sciolgano le catene che mi legano ancora al medio evo della mia vita Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 12:48
    Io non mi nasondo

    Fischio nel buio sei ormai o Felicità a sibilar ancora nelle orecchie e ricordarmi la tua dimora senza più abitarla Brucio al mondo le arcaiche arche delle mie pochezze e la mia anima e il suo difetto d'abitudine ai silenzi e alle ossessioni frustrazioni del cuore obbligato a vivere autonomo in quest'orizzonte coperto di nuvole e di niente e perdere il sonno per quel che non potrà più ricevere E per Voi per come m'avete accolto al di là del mio mare maroso metto in scena tutto me stesso e le mie piaghe Io che sento scorrere nelle mie vene i grandi oceani e le loro agitate acque Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 11:20
    Milano

    Non morite ancora. Non morite, ora che il mio amore, ha riportato il paradiso in terra, e ha riempito l'aria di cannella, ha fermato il tempo nel buio di una stanza con le sue labbra di seta nera, e tra le sue braccia ha rotto il terrore dei senza terra. Ora il terrore è vinto, e la mia patria è tornata e vive, dove io sono. Al suo fianco.