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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • Solo, su una piccola barca in mezzo al mare,
    osservi la riva poco distante
    e ti metti a pensare.
    Pensi che la vita con i suoi colpi di scena
    dispensi ora raggi dorati,
    ora ombre cupe
    da cui non ti separi se non a gran fatica.
    Ma tu confidi nel fatto che
    altri uomini vivono il tuo destino
    e che in loro troverai sempre un sostegno,
    che il mare sia in tempesta
    o che sia fermo.
    Ricorda, però: la solidarietà
    non è un dato scontato
    ma un valore aggiunto.
    Un comune sentire, un comune soffrire,
    e solo in pochi lo ricevono in dono.
    È il sentimento che fa del cuore
    cera stillante
    alla schiusa delle uova di una Caretta
    sulla spiaggia di Lampedusa,
    e che ti gela il respiro quando lo stesso lido
    da culla si tramuta in bara
    per l'ultimo viaggio
    di chi, a bordo di una carretta,
    sognava l'approdo su terra
    e si è involato
    in cielo.
    Sul veliero chiamato solidarietà
    sono in pochi a salire.
    Eppure il posto c'è, quello non manca.
    Come non manca il vento.
    La bocca di Eolo soffia una forza
    che trascinerebbe il mezzo all'altro capo del globo.
    È la volontà la grande assente,
    soffocata da implacabili moti di egoismo.
    Basterebbe poco per veleggiare
    di mare in mare
    e portar conforto a quanti
    come te,
    ma ad altre latitudini,
    sostando su una barca
    poco distante dalla riva
    si mettono a pensare
    ai "fratelli"e a quello che li unisce,
    non che li separa:
    il comune destino di navigatore.
    In cerca di un faro,
    in cerca di una mano.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 1 ora fa e 19 minuti fa
    Ricordando Edgar Lee Masters

     
    Qui in un vecchio cimitero di campagna
    abbandonato dove par  assente la pietas
    che ai morti porta un amorevol  sguardo
    qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe
    quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo
    con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate
    niente si legge  fuor che ad un occhio attento
    su una questa consunta giallo scolorita scritta
     il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !
    Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto
    di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere
    oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì
    poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta
    tua anche se il vento che l’erbe muove sembra
    con dolce sospirare dire: non turbar forestiero
    il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,
    perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo
    e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio
    rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo
    fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia
    poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.
     
     
     
     

  • 1 ora fa e 29 minuti fa
    Asmodeo

    Sono il padre dell'ira,
    generatore del fuoco e del dolore.
    Sono colui che porte la rabbia,
    che muove la mano prima che
    la mente possa placare il
    cieco furore incondizionato.
    Sono il rosso ardore che portò
    l'umana progenie a tramutare
    falci in spade, aratri in asce,
    da alzare contro il fratello.
    Sono il marchio dell'istinto,
    il laccio della nera bestia,
    vivo nell'occhio dell'assassino,
    nel campo di battaglia saturo.
    Sono l'antico fuoco di distruzione,
    non mi rinnegare perchè anche grazie 
    a me l'intelletto brilla e sopravvive,
    eppure anche grazie a me tu sei ancora vivo!

  • 1 ora fa e 33 minuti fa
    Alle 3:33

    Notte fonda, ed io
    attendo, fermo nel mio
    giaciglio, il buio mi avvolge
    ma gli occhi non cedono
    al peso delle arti di Morfeo.
    Il corpo è pur si macroscopicamente
    fermo, ma io lo sento che trema
    percorso e percosso da violente fitte
    di rabbia e di rancore, che salgono
    dal basso su, rapide come fiamme
    e implacabili come mastini, fino al cervello.
    Per quanto ti ami, mio dolce amico,
    questo corpo non sarà tua lieta
    dimora fintanto che non sarò calmo.
    Di già fuori la notte inizia
    a cedere il passoal giorno,
    s’è fatta ora di alzarsi,
    s’è fatta ora di aprire gli occhi.

  • 2 ore fa
    Il buio

    S'impossessa del male
    come una tigre inferocita
    addentrandosi
    nella foresta soffocante
    di carnefici rubini
    avvolti in un tetro abbaglio
    che distoglie prede
    buttandole nel sacco
    chiudendolo stretto
    con un passo deciso
    senza far respirar
    il vuoto svuotato
    che lentamente nell'abisso
    sprofonda

  • 5 ore fa e 25 minuti fa
    Ciao fratello!

    Assorto
    nei miei pensieri
    attraverso
    lento nei passi 
    la piazza indorata dal sole
    Inatteso
    il saluto di un uomo,
    la voce straniera.
    Volgo lo sguardo al suo viso,
    il sorriso di attesa...
    Ciao fratello!

     

     

  • 5 ore fa e 50 minuti fa
    Che dire delle vibrazioni

    Che dire delle vibrazioni
    che mi ritmano
    il cuore
    con simmetrica armonia
    quando solo
    io ti guardo?
    Vorrei,
    sì vorrei,
    accarezzare,
    allora
    i tuoi pensieri
    rivolti a me
    che rendono
    l’animo mio
    sublime e speranzoso.

  • 6 ore fa e 56 minuti fa

    La Preghiera
     
     
     
    Solitario
    Lungo un sentiero
    Che porta nel nulla
    Con passi stanchi
    Respiro suoni e pensieri
    Che urtano fra di loro…
    Come nuvole nel cielo.
    Stanco e sudato arranco
    Sotto un sole tropicale
    Attraverso piane e valli
    E ruscelli di campagna
    In piacevole compagnia
    Della mia sola ombra.
    Passo dopo passo m'inchino
    Ai piedi di un tramonto
    Per pregare il Buon Dio
    Che mi dona pace e serenità.
    Il buio oscura la mia ombra
    Accende in me una nuova luce
    E nel nuovo giorno che nasce
    Rinasce anche la speranza
    Che alimenta il nuovo futuro
    Della vita che mi circonda.
     

  • 7 ore fa e 22 minuti fa

    Il Fiume
     
     
     
    Il fiume scorre lento
    Scivolando sul suo letto
    Disegna un lungo serpente.
    Cammina diritto
    Gira a destra, a sinistra
    Corre verso il mare.
    Si diverte a giocare
    Si diverte a burlare
    Saluta il pescatore
    Rallegra il contadino
    Mentre io seduto
    Registro la sua musica.
    Gli regalo i miei pensieri
    Gli regalo i miei amori
    E con gioia crudele
    Se li trascina per affogarli
    Nel profondo del mare. 
     

  • 17 ore fa e 13 minuti fa
    Pugni nello stomaco

    Con i giorni dell'avventura ormai trascorsi

    continuo a vivere in una determinazione
    che m'inquieta

    e col cervello divenuto troppo piccolo
    per cogliere ancora i retroscena della vita

    E cerco in tutti i modi disperatamente
    di non essere appariscente

    godendo solo di circostanze
    che mi promuovono sul campo 

    a sfociare in ironie da contagio

    per il benessere del mio Ego

    diventato vecchio e trasandato

    e l'umana voglia
    di focalizzarmi su cose diverse

    sopportando le alterazioni della coscienza

    nel consequente scollamento
    tra la realtà che mi circonda
    e le mie fantasie immaginarie
    .
    cesaremoceo(c)

  • Ieri alle 19:37
    L'ultima vela

    L’ultima vela
    Scompare all’orizzonte 
    Tra il canto dei gabbiani
    E il mormorio delle onde
    E pare che si confonda
    Con il cielo e con il mare.

    Seduto sulla riva
    Osservo il mio passato andar via
    E piango il mio futuro
    Il cielo ormai è grigio
    Il sole ha abbandonato il mio cuore
    E va in cerca di sé stesso

  • Ieri alle 17:25

    La Morte Non È Una Finzione
     
     
     
    Ieri ho scritto
    La vita è una finzione
    Oggi scrivo
    La morte è una realtà
     
    All’infuori della morte
    Gli eventi sono una finzione
     
    Il futuro
    Le speranze
    I sogni
    I ricordi
    I propositi
     
    Il presente è realtà
    Ma dura solo un attimo
    L’attimo prima è futuro
    L’attimo dopo è passato
     
    La morte invece
    È una  realtà.
     

  • Ieri alle 17:24

    La Morte
     
     
     
    Una bella Signora
    Che viaggia in abito da sera
     
    Veste di neve se desiderata
    Veste di nero se ripudiata
     
    Arriva per tutti
    Senza preavviso
     
    Si fa desiderare
    Non si fa rifiutare
     
    Rapisce i giovani
    Piglia per mano i vecchi
     
    Ferma i cuori di tutti
     
    Ricchi
    Poveri
     
    Buoni
    Cattivi
     
    Arriva all’improvviso
     
    In punta di piedi
    Con tanto rumore
     
    Ferisce
    Guarisce
     
    Quasi sempre un regalo
     
    È crudele
    È santa
     
    Nessuno può salvarsi.
     

  • lunedì alle ore 14:06

    Nella vita puoi vantarti di milioni di cose, puoi sfruttare mille situazioni e persone. Puoi scegliere di stare dove ti conviene o dave semplicemente ti va di stare. Questo conta poco... ma se mentre lo fai scegli di sputare o deridere ciò che avevi ieri, di dimenticare chi c'è stato, di ridere di persone che hanno avuto un ruolo importantissimo nella tua vita... Allora hai poco da vantarti. L'unica cosa che puoi vantare è di essere una persona opportunista, che in modo squallido usa quando le fa comodo e dimentica e lascia da parte quando non serve. vanti di non avere sensibilità e tatto nell'affrontare determinate situazioni, di non saper gestire rapporti importanti come l'amicizia e di non meritare alcun rispetto . Soprattutto vanti il diritto di essere una persona che merita di essere mandata a "Fanculo" nel momento in cui ha bisogno e si ricorda che esisto ... E io vanto del dovere di ricordarti che le persone non si usano ne si deridono. L'opportunismo è un'arma a doppio taglio... Oggi mi usi e poi mi getti.... Oggi capisco domani non esisti più!

  • lunedì alle ore 11:35
    La risposta

    Non amarti
    mi chiedo se sia possibile
    L'anima non fa harakiri!

  • lunedì alle ore 10:25

    Il Vento
     
     
     
    Alito del mio cuore
    Forte respiro
    Soffia
    Spazza via i grigi
    Disegni del cielo
    Placa la tua ira
    Fai ritornare il sereno
    Fai spuntare il sole
    Per riscaldare i cuori gelidi
    Disegna nel cielo il tuo arco
    Celati nel misterioso tramonto
    Respira la luna
    La marea di lucciole
    Per farla brillare con essa
    Apri il magico mantello stellato
    Oscura i mille pensieri dell'uomo
    E regalagli la dovuta
    E sospirata serenità.
     

  • lunedì alle ore 10:23

  • domenica alle ore 23:33
    pensieri in corsa

    per non perdere di vista e cogliere quel frammento di verità che noi siamo
     non occorre rallentare o andar lontano
    basta guardare appena oltre il cemento, 
    sotto le zolle di terra
    perchè è lì che affonda le sue radici
    un frammento di verità

    un frammento di verità,
    noi siamo salvi e siamo vivi e del tutto compresi in poche semplici cose,
    una lacrima e un sorriso
    e aspettar la sera con chi amiamo 

    non abbiamo nulla da temere
    perchè questa consapevolezza ci prenderà per mano,
     mentre noi corriamo e corriamo,
    e ci salverà
    ancora e per sempre
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/pensieri-in-corsa.html

  • domenica alle ore 21:52

    Se un amore lascia il segno dentro al cuore, difficile pensare che quel segno possa scomparire. Certo... Esso si allevia, si cicatrizza e sarà il marchio indelebile di un'esperienza in più. però c'è chi dice anche che a volte nella vita si può incontrare quel qualcuno capace di cancellare definitivamente, ferite, vuoti e lacrime.

  • domenica alle ore 21:48
    Domenica di sole

    E' domenica
    e c'è il sole
    che mi riscalda
    e mi fa coccole

    Il blu del cielo
    mi rende gioia
    tutto è bello
    niente è noia

     

  • domenica alle ore 21:08

    Prima di parlare degli altri serve un attento esame di coscienza. Prima di dire che siamo innocenti tra tanti peccatori serve esserne certi. E credetemi... Mai nessuno è santo o completamente innocente. Quindi prima di parlare, giudicare e puntare il dito contro qualcuno...GUARDATEVI DENTRO!

  • sabato alle ore 20:43

    Sono caparbia e tosta, a volte anche stronza ed ho pure imparato a non guardare in faccia a nessuno. Quando amo lo faccio in modo smisurato, quando tengo a qualcuno sono pronta a difenderlo con le unghie e con i denti e quando sono certa di qualcosa punto dritto fino alla meta. La bugia e la menzogna non fanno parte di me, ma se devo usarla per fare in modo che la verità venga a galla, bene! Ho imparato a fare anche quello. Troppe volte ho visto e riscontrato che quando si trattava di me pietà non c'è stata e oggi ho capito che per chi merita pietà non deve esserci! Non si deve rispondere al male con il male, vero... Ma vivere lasciando che gli altri ci pestino i piedi non è comunque un buon insegnamento ne un buon metodo di sopravvivenza, ma solo un modo per suicidarsi. Non si fa del male volutamente, non si pesta ne si calpesta la vita di nessuno, ma pesta e calpesta la mia o quella di chi amo e non mi farò scrupoli a dare fuoco al tuo bel giardino fatto di menzogne.

  • sabato alle ore 17:18
    luce, calore

    luce, calore 
    tra gli oggetti 
    persone

    oltre l'asfalto 
    fiori 

    luce calore in spazi di transito

    il più grave peccato 
    non riconoscerli

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/luce-calore.html
     

  • sabato alle ore 17:04
    A te che sei lontana

    Ogni giorno
    all'alba
    mi porto sul terrazzo
    che guarda a oriente
    Mi giunge così
    la melodia delle tue parole
    nel mentre all'orizzonte
    s'alza il sole

  • sabato alle ore 15:27

    Dopo aver trovato un pallido
    tentativo, infranto, di
    riscattarmi l' anima
    mi dondolai sulla
    giostra apassita della vita.

    I campi erano freddi e
    incolti, e tu ne rinnovavi
    gli alberi, i frutti ed i
    fiori con il tuo sguardo
    ammaliato e frustato
    dalle nebbie dei tempi.

    Ero confuso, il vederti
    mi ripercuoteva troppe
    volte, e poche ancora
    io ti nascondevo impaurito
    nel mio campo
    insensibile alla mattanza
    delle stagioni inerti.

    Eppure tu tacevi nuda,
    e ricoperta solo di un
    velo mitico di triste e
    solitaria riservatezza,
    inutile e strana.

    Giaci in terra, ricolma
    di doni che Madre Terra
    ti diede in passato;

    i tuoi seni sfiorano
    delicatamente le
    punte gelide del
    terreno, che piange.

    E ti guardo sempre,
    con occhio felino
    e schivo.

    All'alba, ti trovai morta,
    incolta e rattrapita,
    ed io solo so che vissi