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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 14:51
    Sebbene il silenzio

    Sebbene il silenzio
    possa guarire
    ci son tormenti
    che non danno tregua
    logorandoti all'infinito
    su fili sottili, stesi
    e mai guariti nelle anime
    rapprese dei cervelli
    pensanti di tutte le ore
    sbiadite
    Sebbene ci si provi
    il rimedio non c'è
    e passi dal buio del giorno
    e della notte, ad immaginare
    di salvare, l'universo crollato

     

  • Ieri alle 12:27
    Con te...

    Datemi due versi
    e inciderò
    per le vie dell' universo
    il codice di un amore perfetto...
    Con te la mia anima
    sorride in libertà.

     

  • Ieri alle 9:46
    non aspettarti niente

    non aspettarti niente 

    non aspettarti niente
    perchè nella stanza buia
    la luce la vedrai soltanto
     quando imparerai ad accenderla tu da solo

    non aspettarti niente
    e non consegnare una buona notte a qualcuno se non gli hai portato prima almeno una carezza

    non pensare nemmeno ad una buona notte,
    che non si augura un'assenza a chi è già solo

    non aspettarti niente
    non aspettare
    che il bene se arriva, 
    arriva così per caso in una mattina d'inverno
    lo troverai ripiegato nella tasca interna di una vecchia giacca 
    che non mettevi più da tempo

    lo troverai il bene, lo troverai un buon segno 
    ma non aspettarti niente
    non aspettare
    volgi lo sguardo al cammino 
    e vai
    vai

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/non-aspettarti-niente.html

  • Ieri alle 9:44
    Chiocciola

    Chiocciola
    Occhi spenti, udito all’erta
    un velo di cotone ti ha spento un senso.
    Sei proiettato dentro di te,
    un nuovo equilibrio,
    nuovi confini,
    tutto più labile.
    Le distanze che prima misuravi fuori,
    ora sono misurabili dentro.
    Elabori di più,
    più suoni, più tatto.
    Porti un nuovo fardello sul groppo,
    il tuo io, la tua casa, che ora è solo con te.
    Ti muovi con velocità nuova,
    meno arrogante, più calma.
    Le tue mani sono ora i tuoi occhi,
    protese in vanti,
    alla ricerca dello spazio.
    Così sottili, così curiose,
    così fragili.
    I tuoi piedi sono nuovi occhi,
    esplorano in basso,
    più corti, più cauti.
    Così incerti e così sicuri,
    incollati a terra.
    Lasci una scia dietro di te,
    il passato
    che piano asciuga.
    Così esplori il tuo futuro,
    con la calma e la tranquillità della chiocciola.
    (26/11/2014)

  • giovedì alle ore 3:24
    Amore di madre

    Ero in pianto, e
    la mia mamma
    ha asciugato
    le mie lacrime.

    Lei m'ha stretto,
    forte forte, e
    poi m'ha chiesto
    perché piangevo.

    Gliel'ho detto, e
    lei m'ha coperto
    di baci...ed ha
    pianto con me.

    Nota dell'autore: dedicata a tutte le mamme che amano i loro figli per come sono, e, pertanto, in particolare alla mia per l'amore incondizionato e incommensurabile che lei ha per me e non solo, ma anche per il ragazzo che amo e che ho scelto per la vita.

  • mercoledì alle ore 21:16

    Hai affrontato le tempeste e ne sei uscito vivo. Hai voltato le spalle a chi definivi "Indispensabile". Hai ricostruito battiti, cuore e mente per ridare una forma dignitosa alla tua anima. Hai affrontato la morte "Interiore" con una classe e una dignità che in pochi hanno. Sei rimasto in piedi e a testa alta anche di fronte a chi ti stava colpendo a morte. Cosa può oggi, farti così tanta paura da non vivere il presente?! Forse solo la consapevolezza di cosa sia il dolore, il dolore vero. Quel dolore che ti spacca in mille pezzi, quei pezzi che hai cercato invano di raccogliere e rimettere assieme. Ma grazie a te, alla tua forza oggi quei pezzi sono di nuovo tutti al loro posto. Tu stai bene, sei in piedi, sei forte e soprattutto sei una persona viva. Per tanto a cosa sarebbe servito "Amarti tanto e ritrovarti" se poi decidi di tenere tutto questo per te per paura che si sgretoli di nuovo? 

  • mercoledì alle ore 21:13
    Santi

    Stringimi a te,
    al tuo seno….
    Lasciami carpire
    Il tuo profumo
    Di mandorle e incenso,
    il tuo tocco leggero
    come piuma di corvo.
    Lascia correre i tuoi capelli
    Lungo il viso, come fiume,
    lascia che sfiorino le mie carni,
    corrotte e afflitte dalla mente,
    e che mi liberino dalla morsa del dolore.
    Lasciami baciare la tua pelle,
    terra benedetta dal color della neve,
    e baciando la tua tenera carne saprò di esser salvo,
    poiché tanta santa beltà implica la mia salvezza.
    Lascia che la mia bocca si porti sul tuo collo
    E che un morso mi dia ciò che un bacio non sa dare.
    Sii per una notte mia complice,
    perché l’amore è un entità divina,
    amandoti ricevo un sacramento,
    il piacere rende santi.

  • mercoledì alle ore 21:12
    Stato emotivo I

    Mi guardo intorno e tutto
    è cenere, quello che ero,
    quello che volevo, quello che
    avevo costruito con impegno.
    Ora tutto sfuma e vola via,
    lontano, portato in aria dal
    vento della delusione, sulle
    dolci e grandi ali dell’illusione. 

  • mercoledì alle ore 15:47
    Glissa

    Pioviggine fitta - freddo
    La nostra gente glissa
    Con il vicino estraneo.

  • mercoledì alle ore 13:27
    Creatura

    Trasparente e morbida.
    Alba tra le felci ondose
    è ciò che vedo oltre i tuoi occhi;
    la porta di un bosco antico,
    dove tu,
    una creatura, dormi.
    Nel profondo di quel verde smeraldo
    abiti un nido,
    e levigata congiungi la testa ai piedi,
    cercando ogni tuo pezzo ,
    per ricostruirti più nuova,
    più bella,
    una cerva con cosce potenti
    ed occhi di specchio,
    forgiati da mani esperte.
    Le tue.
     

  • mercoledì alle ore 9:22
    L’abatjour

    Quando si fa grigio il cielo ed è giorno
    un velo di nebbia risale in silenzio le mura.
    Gli occhi non sanno ascoltare il crepuscolo.
    È già lontano il rumore, vicino, non ti tocco.

    Un verso muto
    sulla pagina d’un libro ha le tue labbra.
    L’abatjour parlava a voce bassa
    per non svegliare la notte.

    Penso alle nuvole
    che si addensavano grevi sui cortili dei giochi
    finivano fitte lame sulle foglie.
    Non c’era stagione.

    Poi venne l’amore, sotto la pioggia
    un bicchiere per due, Le caramelle nel vassoio a fiori.
    I pomeriggi a rue de la Brocante.
    Camminare a piedi scalzi nascondendosi nel buio.

    Ha cancellato il vero Il tempo.
    Sul calendario il treno non ha più stazioni.
    La veste dell’aurora conta i toni degli azzurri.

    Ora la nebbia è nella stanza
    il libro sotto il punto della luce ha già parlato
    Io mi guardo in volto; poi ti bacio

    senza dire una parola.

    Nunzio Buono

  • mercoledì alle ore 8:29
    Lanterne

    Svellono sonno alla notte. Ingarbugliate, impigliate alla vita chiassose, disturbano infide stelle dottrine di speranza. Misurano il profondo drappo alla ricerca di uniformi destini amari e benedetti nel crepitio di muti sguardi. Già sanno di perdersi in quel disperato volo eppure vanno sorridendo.

  • martedì alle ore 23:10
    Infine l'amore

    Infine l'amore
    non ha controllo
    sul destino inconsciamente inebriante
    dei petali,
    che dolcemente cadendo
    carezzano l'aria
    e le nude foglie,
    al cospetto del mondo
    riveste di spine il suo tempo,
    mitigando l'inverno
    nei celesti riflessi
    di lacrime d'angelo.

  • martedì alle ore 21:01
    Offese ingiustificate

    Conquistare autorevolezze
     
    mettendo in luce personalità
    colme di meschinità e egoismi
     
    a marciare su percorsi umilianti

    e partecipando a gare
    d'interiorità clandestine

    tra presenze invisibili
     
    per affrontare la complessità della vita 
    con esperienze che accecano l'anima

    fatte di ritmi tribali
    e danze di sentimenti sfrenati

    oppressi da abitudini non appaganti

    ossesionate dal giudizio degli altri
    e intrise di sangue
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • martedì alle ore 20:10
    Isola di Rodi

    Antico greco
    antico mare Egeo
    Rodi Colosso
    turista piccolo

  • martedì alle ore 15:02
    Donne alla finestra

    Dove tutto scorre velocemente
    senza un attimo di tregua
    donne in attesa alla finestra,
    chiuse, rinchiuse, escluse,
    api laboriose con fervide menti
    anime sopra verità sanguinanti.
    Donne in attesa alla finestra,
    dietro sbarre di pregiudizi
    dietro barriere di omertà
    pungenti e sottili come aghi
    infamie come i denari di Giuda
    cuori sciolti come neve al sole.
    Donne in attesa alla finestra,
    dentro sogni di bambina
    dentro pianti senza lacrime
    di un amore che si spegne
    tra orgoglio senza perdono
    come una sirena nella notte.

  • lunedì alle ore 23:05
    Troppi Fiori

    In ufficio c’è un Van Gogh coi girasole.
    Nel corridoio una ragazza chiede ai petali una risposta.
    Il capotreno ha una corona di rose in testa,
    il vagabondo ha una viola nel taschino,
    e nei tuoi occhi è un tulipano nero.
    Ma troppi fiori non va bene.
    Troppi fiori non è la verità.

    Tratto dalla raccolta: "troppi fiori"

  • lunedì alle ore 21:36
    Dimenticare il tempo

    Dimenticare il tempo
    che passa e non sentirlo
    mai, nella pesantezza
    dei giorni, mesi, anni
    quelli sentiti forti nel petto
    a cominciar dal tramonto
    malinconico
    come un devastante
    tuono, misericordioso
    accolto gioiosamente
    per la sua benevolenza
    con l'amor che guarisce
    i segni dolorosi, dimenticati

  • lunedì alle ore 20:34
    Bruma

    Passi nella bruma
    colgono l'infinito.
    Spaziano lungo
    la docile linea
    degli orizzonti.
    Ho salde radici
    in questo cielo
    che non mi appartiene
    e mi accarezza.
     

  • lunedì alle ore 16:10
    ... e dentro.

    Dovrei prendere esempio!
    Dovrei essere come questo fluido magma
    che mi gorgoglia in cima allo stomaco, e come lui
    cambiare forma, senza piangere ne amici
    ne amori.

  • lunedì alle ore 15:26
    Inquieto

    L' inquietudine
    Non sapevo cosa fosse
    Ora mi è compagna
    Non andare via!
     

  • lunedì alle ore 15:03
    La ragione dell'anima

    S'accanisce
    nel fiume dei ricordi
    adagiandosi su fulmini
    di una corrente che ricorda
    destini furiosi, colmi
    di vendette intrappolate
    da segni che intercedono
    il tempo minato, coltivandolo
    ancor, come un bambin
    viziato, da svezzare ancor

  • lunedì alle ore 14:44
    regali di oggi

    parlare con gli amici venuti da lontano di stagioni e di campagna 
    sulla piazza del mio paese davanti alla chiesa 

    un aeroplano di carta che fa mille giravolte

    un bicchiere di vino sorseggiato tra i ricordi

    un frammento di me che solo gli amici sanno raccontare

    e poi pulir la strada dalle foglie secche prima di partire

    un bacio e una carezza per il cuore
    i regali di oggi 
    presso questi sentieri di periferia
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/regali-di-oggi.html

  • lunedì alle ore 12:36
    In Nomine Patris

    A Dio Onnipotente
    la dedica dei nostri fardelli

    Il sangue e le grida

    e le croci del mondo

    Sono il paesaggio
    della mia anima

    Sono il vento 
    e la tempesta 
    del mare 

    A Dio Indifferente

    La dedica del canto

    Alle ali di stigmate

    Alla libertà

    Dell'essere altro
    Al di là
    di me

    In nomine Patris
    cammino nel fuoco

    In nomine Patris
    Post
    Fata
    Resurgo

  • lunedì alle ore 9:57
    Fuga Dal Silenzio

     
     
     
    Fuga Dal Silenzio
     
     
     
    Nella mia solitudine
    Imprigionato dal buio
    Graffio il silenzio
     
    In questa notte insonne
    Nell’illusione del tempo
    Ho udito qualcosa:
     
    Il profumo dei ricordi
    L’amore nel cuore
    Gocce d’infinito
     
    Mai più buio senza stelle
    Anzi sulle onde dei respiri
    Sull’arcobaleno dei sogni
     
    Nei pensieri della notte
    Il corpo dell’anima
    Si nutre di sola luce.