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Poesie di Alessio Zingaro

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  • 29 luglio 2008
    Abissi profondi

    Città infuocate,
    odio, odio.
    Come soldati addestrati fin dalla nascita,
    impicchiamo i nostri sergenti,
    fuciliamo i nostri colonnelli,
    odio!
    Disprezzateci, giudicateci,
    odiateci,
    ma non saremo mai come voi,
    ribellione, ribellione.
    Soldati marciano per una guerra sconosciuta,
    voi colonnelli dalla sporca autorità
    fermatevi, oltre le barriere c’è un mondo
    che non vi piacerà,
    il vero mondo!
    Falsi,
    camminate come i cavalli con i paraocchi,
    morite, morite,
    oh miei colonnelli, nell’inferno marcirete,
    e noi nel paradiso rideremo delle vostre nudità.
    Attendiamo lentamente
    la vostra morte,
    ribellione, ribellione!
    Morte ai falsi predicatori,
    morte alle autorità,
    morte ai miei genitori adottivi.
    Giurate, giurate,
    fedeltà alle vostre anime bugiarde,
    odio, ribellione e morte!

  • 09 maggio 2008
    L'isola

    In un isola mi trovo,
    la mia barca è affondata nelle acque gelide.
    Cammino per ore, non ho paura di Plutone,
    dinanzi a me vedo solo Venere.
    Nuoto in oceani freddi, finalmente ho trovato l’eterno benessere.
    Impossibile! Questa isola è solo frutto delle mie immaginazioni,
    questa isola esiste solo nel meraviglioso mondo di Plutone.

  •  


    L’inizio


    Questo cammino sta per iniziare,

    sedetevi comodamente e iniziate a pensare com’è noiosa la vita,

    entreremo in una foresta incantata,

    ci ubriacheremo e perderemo i nostri sensi,

    faremo amicizia con poeti, pittori e musicisti saremo il miele della Natura.

    Respirate profondamente, stiamo per entrare in un mondo quasi ignoto,

    un mondo libero.

    Fermatevi! Pensate il viaggio è pericoloso, ora possiamo iniziare il nostro cammino.


     


    Natura



    Nella foresta mi trovo, alberi d’ogni razza cantano,

    l’erba balla con il soffiar del vento, le nuvole coprono alcune zone, il sole illumina altre.

    Gli spiriti della notte fanno un falò per onorare la Luna,

    gli spiriti del giorno ballano intorno al falò per onorare il Sole,

    il vento urla con prepotenza e traghetta i fantasmi della foresta.

    Cammino, mi sento a casa, vedo fiori innamorati dei loro predatori,

    salgo sulla montagna e sento i vermi passarmi sotto il piede e

    immagino la liberta della foresta,

    guardo le stelle e immagino la liberta dell’uomo.


    Gli dei



    Seduto sul mantello della foresta guardo le stelle,

    cado in un abisso ed entro nel mio inconscio.

    Sogno la nascita degli dei, vedo Zeus tuonare i traditori,

    sento Apollo suonare, ammiro l’eterna bellezza di Afrodite; ed Eros che entra nel cuore innamorato.

    Corro con Pan e Dionisio nelle foresta, suono e bevo; all’improvviso mi sono svegliato,

    tremava l’erba, i raggi del sole penetravano lentamente ferendo le foglie,

    ho appoggiato la mia mano sul verde e ho sentito Terra accarezzarmi.


     

    I poeti




    Nel camminare vidi

    tra le foglie alte poeti che mangiavano e bevevano,

    mi avvicinai a loro e intravidi la Musa Calliope

    che cantava con la Divina Commedia,

    c’era anche Rimbaud e Verlaine che sorseggiavano una tenera, forte bevanda.

    Mi appoggiai a un albero e iniziai a scrivere,

    all’improvviso nei miei occhi vidi William Blake che mi offri le Porte della Percezione; sveni

    ed entrai in un mondo ancora sconosciuto,

    c’erano angeli e demoni che volavano in dimensioni ignote all’uomo,

    luci di tutti i colori e suoni di tamburi; anime di grandi poeti Latini, Romantici e Simbolisti mi

    presero per mano e verso l’ignoto viaggiamo; Apollo con un forte respiro mi sveglio,

    i miei sensi ancora ribelli non videro nessun uomo, mi alzai e continuai il mio cammino.


     

    I musicisti



    Dinanzi a me vidi Euterpe che ispirava suoni,

    intorno a lei c’era il dio Pan che suonava con la sua siringa e intorno al caprino corpo le ninfee ballavano. Stanco mi sedetti e guardai l’eterno spettacolo, rimasi affascinato da tanta bellezza,

    i musicisti suonavano nell’infinito tempo, le loro anime non erano mai stanche,

    le note che uscivano dagli strumenti erano come ballerine,

    le potenti e le dolci bocche si aprivano sprigionando un suono angelico.

    La natura nervosa al cantare dei musicisti si placò, ascoltava in silenzio

    il Gran Concerto Musicale,

    ad un tratto una musica silenziosa addormento Madre ed io mi sdraiai su i suoi immensi capelli.



     

    I pittori





    I miei passi mi portarono in una landa

    calda e desolata, la mia ombra mi seguiva stanca,

    nel deserto c’era il nulla, il caldo provocava immagini surreali.

    Qui in questa sabbiosa terra vidi pittori dipingere,

    disegnare la loro fantasia qui in questa sabbiosa terra.

    Colori e figure riempivano i vuoti,

    pittori con il loro pennello correvano felici e tristi,

    le dune divennero blu, la sabbia rossa e il cielo viola.

    Ho guardato a lungo questi maestri e

    la mia mente si addormento in un lungo sogno;

    uomini e donne dipingevano l’infinito tempo e animali

    correvano su tele vuote e mangiavano su quadri pieni.


     


    Gli eroi





    Uomini dalle grandi gesta si avvicinarono

    al mio fuoco e mi chiesero di ascoltare le loro imprese.

    Il primo a parlare fu Achille,

    fiero come un leone, limava ancora la sua spada

    bagnata del sangue d’Ettore, mi sorrise con superbia ed io girai il volto più volte

    e lui se ne andò maledicendo il suo destino.

    Aspettai non molto che si avvicinò l’eroe di Itaca, Ulisse,

    astuto come una volpe, si sedette accanto a me e iniziò a parlare,

    piangeva, piangeva come un neonato perché rimpiangeva l’eterna giovinezza,

    rimpiangeva l’amore di Circe.

    Io al sentir quelle lamentele abbandonai la mia strada ed entrai in una grotta,

    qui incontrai Enea, bello, forte e astuto, riscaldava le sue mani sull’eterno fuoco.

    Vidi solo dalla sua bocca bestemmie per la regina Didone: volevo vedere Roma puttana,

    strega all’inferno con Satana dovrai finire.

    Mi allontanai anche dall’eroe di Virgilio e mi incamminai verso il bosco,

    c’erano tante croci, uomini che si lamentavano, sangue che nutriva i vermi della terra,

    mentre guardavo quello obbrobrio vidi accanto a me un uomo,

    era il Cristo, piangeva sangue, urlava come un pazzo,

    gli domandai il perché di tanta tristezza e lui mi rispose che l’uomo ancora non trova la strada per l’infinito.

    Gli uomini



    Nati dal mistero Divino, portati sulla terra da altri uomini,

    pieni di sangue piangevamo e urlavamo mentre gli altri ridevano e poi ci diedero la liberta;

    hanno tagliato il cordone che ci teneva stretti alla donna che ci ospita, ora siamo una sola indipendente e unica persona.

    Cresciamo con gli ideali delle persone che ci circondano,

    veniamo addestrati come cani, non possiamo fuggire da questa prigione, dobbiamo combattere questa prigione; combattiamo per dimenticare o per vendetta, dinanzi ai loro occhi siamo

    dei folli, pensano che noi vorremo cambiare il mondo, falsi che non vedono oltre le montagne.

    Agli uomini che non sanno più sognare,

    il vostro bambino vi potrà portare nel mondo dei sogni,

    seguite il vostro bambino, seguite il vostro bambino ora!

    No, voi non lo farete mai perché non sapete cosa vuol dire sognare,

    avete dimenticato il sognare, lascerete il bambino solo nel suo mondo,

    nel suo mondo voi non lo vedrete mai.

    L’uomo: dove andrò, sono stanco mangerò e poi andrò a dormire, domani c’è una nuova giornata di lavoro.

    Il bambino: dove sono, finalmente sogno vaste foreste, alte montagne e deserti illimitati,

    nuoto nell’acqua infinità, che bello ci sono squali che mi rincorrono.

    Dove il sognatore?

    Dove il sognatore?

    Ti sei perso nel tuo ufficio?


     

    La paura



    La libertà attende, abbiamo paura di oltrepassare le montagne,

    siamo angeli che non sanno volare,

    siamo ubriachi delle nostre paure,

    siamo strafatti dalla paura di essere veramente liberi.

    Forza, svegliamoci e incominciamo il cammino,

    la dea Liberta ci attende, lei cammina a braccetto con la Paura,

    corteggiamo il pericolo, baciamo l’eterna liberta e ammettiamo le nostre difficoltà.

    Che bella la paura, lei si nasconde, è sorella della morte.

    Che bella la paura quando sai di essere veramente libero.

    Il coraggio




    Nella macchina, cantiamo e danziamo,

    qui in questa deserta landa desolata siamo tutti strafatti dei nostri ricordi,

    nell’auto ascoltiamo musica e rimaniamo in silenzio, in attesa del pericolo.

    Ci guardiamo intorno, stanchi delle solite imprese,

    stanchi di leggere sempre lo stesso pentagramma,

    vogliamo una dose di pericolo, vogliamo volare nei cieli incantati e scoprire cosa c’è oltre.

    Il coraggio non ci manca, il coraggio l’abbiamo trovato finalmente ma non riusciamo ancora a trovare il pericolo.

    Il nostro viaggio avrà una fine,

    noi riusciremo a trovare il pericolo di arrivare alla liberta!


     

    L’amore



    Siamo arrivati quasi alla fine del viaggio,

    qui si incontra Afrodite baciare il suo figlio Eros che scaglia

    frecce per furia o per il fato.

    Circondati dalla magia dell’amore carnale e spirituale

    tentiamo di corteggiare la nostra eterna musa,

    ma lei fugge e tu la devi rincorrere come Pan con le sue ninfee.

    Si finalmente l’hai trovata,

    la parte più bella del viaggio inizierà e finirà con lei.



    La fine



    Finalmente siamo arrivati alla fine del viaggio,

    ora possiamo riposare e pensare alle nostre avventure,

    stanchi ci fermiamo per sempre e nel grande sonno possiamo sentire l’urlo della nostra

    musa amata.

    È arrivata la fine, la fine di tutto; addormentiamoci per sempre nel letto fantasma e sogniamo

    la nostra corteggiata che con le forme sue sinuose si muove intorno a noi eroticamente.

    La fine di tutto, andremo in un mondo ignoto con la nostra musa tanto amata,

    staremo con lei nell’infinito tempo, potremmo fare sesso senza pudore e bere vino a volontà.