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Poesie di Anna Maria Di Simone

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  • 24 settembre 2011 alle ore 16:11
    Preghiera alla Signora del cielo

    Donna vestita di cielo
    fa’ che noi tutti possiamo conoscere
    la tua purezza.
    Candida fanciulla, madre nostra,
    illumina le menti
    di chi ti è lontano
    e fa’ che possiamo vedere tutti
    con i tuoi occhi.
    Signora vestita di vento,
    fa’ che possa soffiare su di noi
    lo spirito col quale
    a Dio ti sei donata.
    Qui tutto è sofferenza, dolce madre,
    guerre, odio e cattiveria:
    edifica un regno d’amore
    sulle innumerevoli rovine
    della nostra terra.
    Donna splendente di luce
    desta i nostri cuori
    e ritorna a farci credere
    così come tu
    hai sempre creduto
    nei figli tuoi.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:10
    Lasciami

    Lascia che ascolti
    le tue ferite
    voce di dolore
    mai lontano.
    Lasciami essere
    balsamo,
    medicamento,
    magica guarigione
    per le offese
    del tuo giovane cuore.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:09
    Misericordia

    Ti vorrei accanto
    mio Dio
    adesso
    che ti sento lontano
    e mi manca
    sulla spalla la tua mano
    eterna e paterna.
    Sono stanca.
    È tempo di mietere
    ed io
    non ho nulla da prendere
    e mi pare
    che tutto sia niente
    nel campo silente.
    Misericordia
    di me.
    Non ho niente da offrirti:
    nude le mani
    invano protese a Te.
    Sterile quest’anima
    povera di pensiero e vuota di parola.
    Ma concedimi
    infine una cosa sola,
    una cosa soltanto
    quando un’ultima volta
    mi sosterai accanto.
    Ch’io sulla terra
    possa ancora servire a qualcuno
    se per me alcuno
    riserverà
    un posto nel Tuo Aldilà.
    Fa’ che io, non più vita,
    sia concime per altra vita,
    quando quel giorno
    sarà l’ultimo mio giorno.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:08
    Per sempre

    Coglimi:
    da soli
    non abbiamo
    senso.
    Coltivami:
    lontani
    è morire
    dentro.
    Ricordami:
    legati alle emozioni
    è vivere
    per sempre.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:07
    Bambini

    Bambini
    nella polvere
    smarriti
    nelle volute di fumo
    che si innalzano
    da una città devastata
    dall’odio dei grandi.
    Bambini,
    mille volti
    rigati di lacrime,
    occhi persi
    in un tramonto infinito.
    Mani
    in cerca d’amore,
    di una carezza.
    Mani
    piccolissime
    conoscono giochi
    di morte.
    Bambini
    speranza di un mondo
    che non li ha mai voluti.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:06
    Profumi d'infanzia

    In quella casa
    soltanto bugie
    e dolore.
    Fra quelle mura
    tante promesse
    mai mantenute.
    In quelle stanze
    cumuli di polvere
    su un affetto
    invecchiato.
    Lungo il corridoio buio,
    pervaso
    da profumi d’infanzia,
    riecheggiano
    le risate di due bimbe
    mai cresciute.
    Le bambole riposano
    in quel baule
    accatastate,
    complici di giochi
    mai terminati.
    Sul terrazzo,
    quattro piante rinsecchite,
    una palla abbandonata,
    una bici arrugginita,
    il cigolio
    di una solitaria
    altalena.
    In quella città
    qualcuno
    giace dimenticato
    sotto umide zolle.
    Dimenticato
    in una fossa
    scavata
    da se stesso.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:04
    Rifiuto

    Attendo ancora.
    Un cenno
    uno sguardo.
    Da te
    solo indifferenza
    indicibile
    sofferenza.
    Schiacciata
    dal rifiuto.
    Terribile
    insostenibile
    macigno.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:03
    Mio padre

    Tutti quanti
    sono
    mio padre.
    Di chi è
    la mano
    che non tiene
    la mia?
    Quale bocca
    mi è conforto
    nel pianto?
    Quale cuore
    vibra all’unisono
    col mio?
    Ognuno
    è stato
    mio padre.
    Chi di loro
    non ha asciugato
    le mie lacrime?
    Quali braccia
    non hanno accolto
    le mie
    protese nel vuoto?
    Quali occhi
    non mi hanno veduta
    sbocciare
    da sola?
    Mio padre
    è tutti
    e nessuno.
    È immagine lontana
    di carezze
    che bruciano.
    È la candida barba
    di chi
    non vedrò mai invecchiare.
    La controfigura
    dei miei fallimenti.
    Desiderio mai pago
    dei padri di tutti.
    Io
    mendica di amore,
    prostituta del cuore,
    in attesa di un treno
    senza destinazione.

  • 24 settembre 2011 alle ore 16:02
    Sapore di male

    Cullami sul tuo cuore
    come leggera
    danza sull’onde
    una barchetta di carta.
    Stringimi a te
    sicura
    nell’eco del tuo amore
    ignara,
    nell’amniotico abbraccio,
    del sapore del male.

  • 24 settembre 2011 alle ore 15:57
    Anime nude

    Spogliami.
    Strappa ogni cosa.
    Gettala lontano.
    Guardami dentro,
    se riesci.
    Amami
    senza mai toccarmi.
    Ascoltami
    senza che un fiato
    esca mai
    dalla mia bocca.
    Accoglimi
    senza varcare mai
    la barriera carnale.
    Stringi, se puoi,
    quest’anima nuda.
    Attirala a te.
    Scaldala nel gelo.
    Rivestila di fuoco.
    Inebriala
    del solo tuo essere.

  • 24 settembre 2011 alle ore 15:55
    Alla fine

    Alla fine di tutto
    c’è sempre qualcosa
    qualcosa che aspetta.
    Alla fine del dolore
    il vagito
    della vita che nasce.
    Alla fine del tunnel
    sempre la luce
    di una ritrovata speranza.
    Alla fine del mondo
    le promesse
    dell’infinito che attende.
    Alla fine delle parole,
    il silenzio
    carico di rosse emozioni.
    Siamo figli del sole
    come l’ombra lo è
    della meridiana.
    Legati alle cose
    come lancette sbiadite
    ad un vecchio orologio.
    Assisi
    ancora in ascolto
    di un sospiro,
    di un battito...
    Ignari
    di ciò che resta
    alla fine di noi.

  • 24 settembre 2011 alle ore 15:53
    Lucciola

    Il mio nome è ognuno.
    A troppi è piaciuto
    chiamarmi
    e rinnegarmi.
    Guscio in affitto
    ogni giorno
    in offerta speciale.
    Come ali di farfalla
    leggera mi poso
    su vite sconosciute,
    colgo odori
    di esistenze lontane
    che lascio fuori
    dalla porta del cuore.
    Il mio nome è una maschera.
    Troppe volte le offese,
    come lama,
    mi sfregiano
    il volto.
    Ogni notte,
    spettatrice
    la luna.
    Come stella nel cielo
    lontana vi osservo
    vite perfette,
    rinchiuse
    dentro gabbie dorate.
    Tornate infine
    da chi sempre
    v’attende
    sulla soglia di casa.

  • 24 settembre 2011 alle ore 15:50
    Parole sommerse

    Mare amaro,
    mare dolce
    di vite nascoste
    segreti pulsanti
    lontani dall’uomo.
    Testimone
    di abbandoni
    complice
    di ritorni.
    Mare ubriaco
    di risa
    avido bevitore
    di lacrime.
    Culla dei marinai
    tomba di relitti
    che nel ventre tuo
    affondasti.
    Chiusi
    in una bottiglia
    odi
    sussurri di cuori
    da tempo
    alla deriva.
    Mare generoso
    accogli
    la timida pioggia
    danzante nel vento.
    Brividi incerti,
    di gocce leggere,
    di terra bagnata.
    Profumo d’estate
    ch’ormai
    s’allontana.

  • 24 settembre 2011 alle ore 15:49
    Ho scelto per te

    Ho scelto per te
    un caldo giorno d’estate.
    Te ne stavi aggrappato
    al mio cuore
    ma il dolore
    non voleva lasciarti
    e così
    ho fatto in modo
    che tu lasciassi lui
    quaggiù
    con noi
    su questa terra.
    Per questo
    ho scelto io per te.
    In un soffio
    hai avuto le ali
    e hai ripreso a volare
    senza meta
    né tempo
    mentre ancora calpesto
    schegge
    di vita lontana
    nel ricordo di te.
    Ho scelto per te
    quel giorno.
    Tenevo
    la tua piccola vita
    tra le mani
    e sapevo
    che non avresti più fatto ritorno.

    Ciao Ciuffy ( 6 luglio 2010)

  • 23 settembre 2011 alle ore 15:34
    Assorta sullo scoglio dei pensieri...

    ...improvvisa giunge
    una pioggia salmastra.
    Mille bagliori di liquida luce
    lambiscono il volto.
    Sulla magica fuga
    di cento arcobaleni
    s’arresta
    il mio vago rimuginare.
    In questo vuoto
    di vita e d’amore
    mi si riempie il cuore
    della fugace carezza del mare.