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in archivio dal 13 dic 2006

Antonino Gnolfo

23 novembre 1945, Assoro (EN)
Segni particolari: Nella persona umana non c'è alcun segno, che sia tale da poter distinguere un elemento dal resto del genere umano.
Mi descrivo così: Non riesco ad immaginarmi, non posso descrivermi.
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  • 14 aprile 2007
    San Valentino

    T’ho detto buon giorno
    stamattina,
    un bacio sulla guancia
    e sono andato:

     

    “Auguri” e null’altro
    e poi i silenzi 
    di giorni 
    fatti tutti a ciclostile.

     

    E’ una vita di sguardi
    la nostra
    e di consensi certi;

     

    una vita d’intese
    e di parole attese;

     

    una vita d’amore
    ch’ormai
    non si scalfisce.

     

    E sono versi
    che ho scritto per te,
    sapendo pure
    che non li leggerai;

     

    sono composti
    di cenni
    e volano nascosti
    da lenzuola;

     

    sono versi
    che saltano
    con  l’ombre,

     

    sono versi
    da tenermi
    in gola.

     

    Bacoli, 14 febbraio 2007

     
  • Solo sguardi all’arrivo
    ed abbracci si ripetono
    a figure con visi impietrici presenti
    e disgiunte le menti lontanissime
    scorrono immagini d’istanti,
    graffiti su nera pietra di lava
    levigata alla bisogna.
    Nei lunghi interminabili silenzi
    brusii d’astanti non rubano la scena
    ad occhi assorti a fissare
    un passato pronto a partire;
    ma scuote la Fede la Speranza
    e mani s’aggrappano con l’unghia
    alle certezze avute in dono dai padri
    e nascoste nello scrigno
    degli ori che nutrono la vita.

     
  • 03 gennaio 2007
    Silenzi

    Su raggi di luce
    polveri dopo il risveglio
    trovano altalene
    d'affetti che parlano
    e si cullano in silenzi
    di tenere note

     
  • 03 gennaio 2007
    Odori

    Profumo di vita
    s'accosta alle spalle
    e  non ti chiama

     

    ti scavalca e ti lascia
    chinato a raccogliere
    una viola caduta

     

    appassita.

     
  • 03 gennaio 2007
    Stagioni

    Brulli terreni,
    macerando ricchezza
    e dissolvendosi,
    torneranno a fiorire
    e, verdeggiando,
    culleranno ricordi
    di sogni vissuti
    in lunghissimi istanti.

     
  • 03 gennaio 2007
    31/12/2006

    Chiudi gli occhi
    stasera
    non guardare
    il viso stanco del fratello
    consumato dal dolore
    che l’uccide

    chiudi gli occhi

    stasera
    bambini soldato
    non hanno coltelli
    da piantare nella pancia
    dei fratelli
    per vivere

    chiudi gli occhi
    stasera
    e spegni la tua conoscenza

    la Festa del Perdono
    ha imbandito sol ieri
    portate di sangue
    e corpicini non pianti

    soltanto decine di morti
    e un assassino
    assassinato da un giusto

    chiudi gli ochhi
    stasera
    e dimentica
    il dolore di fame
    che ci ammorba
    la vita

    chiudi gli occhi
    stasera
    e sogna
    il mondo che non c’è

    fingi
    che l’amore
    t’abbracci
    ed immagina
    canti di bimbi
    e cori
    di giovani
    donne
    e preghiere
    di vecchi
    felici

    chiudi gli occhi
    stasera
    stai tranquillo

    intelligenti
    cadranno
    grappoli
    di morte
    ma pioveranno
    lontani da te

    chiudi gli occhi
    stasera

    aspettando
    l’anno migliore
    sentirai
    l’esplonioni
    di gioia
    e non morirà
    nessuno
    (forse)
    vicino a te

    chiudi gli occhi
    stasera
    e fingi d’esser felice

    saranno lontane le pene
    ed i morti degli altri
    non grideranno
    per turbarti la festa

    chiudi gli occhi
    stasera

    non giocarti
    la gioia
    d’uccidere un anno
    che di stenti
    e di pianti
    ormai muore da solo

     
  • 03 gennaio 2007
    Parole

    Parole,
    scalpelli,
    tracciano emozioni
    e progettano immagini
    che parlano d’angeli.
     
    Parole,
    pennelli,
    dipingono i sogni
    che vivono i poveri
    che diventano poeti.
     
    Parole,
    randelli,
    spezzano incanti
    e sciolgono catene
    dipinte d’illusioni.

     
  • 03 gennaio 2007
    Clic

    L’attesa
    d’un clic
    spalma
    timori

    silenzi
    raccontano
    storie
    ed emozioni

    che non verranno

     
  • 03 gennaio 2007
    25 maggio 2006

    Giochi di luci
    e cascate colorate
    di fumi
    coprono
    farisaici rumori
    e nascondono verità;

    raccontano
    sogni
    che svaniranno
    domani;

    saltimbanchi
    e trampolieri
    squarciano
    bisogni
    e dipingono
    certezze
    valide un giorno;

    d’incanto
    bacchette
    magiche
    rialzano
    palazzi
    che caddero
    ieri
    e ricadranno
    domani;

    sogni
    sognati
    da svegli
    da malati
    che non vogliono
    morire;

    ed uccidono
    la ragione
    per vivere;

    ed uccidono
    l’amore
    per vivere;

    ed uccidono
    i figli
    per vivere.

     
  • 03 gennaio 2007
    2001 - 2006

    Giunse
    lungamente
    attesa
    Primavera
    illuminando
    cuori
    ingialliti
    dall'inverno

    ed animi
    verdi
    di speranza
    sbocciarono
    liberi
    finalmente.

    Fragori
    e fervori
    ed amori
    spinsero
    lontano
    i tempi
    dell'arbitrio
    ed abbracci
    di fratelli
    sbiadirono
    ricordi
    d'abusi.

    Dopo
    breve
    stagione
    inaridiscono
    i campi
    e le piante
    e i fiori
    ed i cuori
    dei fratelli
    caini.

    Ci si affanna
    ad aprire
    finestre
    e dai balconi
    spalancati
    ci sommerge
    l'afa
    ch'avvolge
    e stanca
    e inaridisce
    con le menti
    i cuori.

    Stanchi
    si muovono
    passi
    che non lasciano
    l'orme
    su polveri
    di stupido
    egoismo.

    Vanagloria
    e illusioni
    tracciano
    solchi
    ricoperti
    dal nulla
    dei respiri
    degli ottusi.

    Folta
    la gramigna
    che tutto
    uccide
    è già pronta
    a morire
    calpestata
    e divelta
    e rinasce
    il sulfureo
    squalo
    di palude
    flegrea.

     
  • 28 dicembre 2006
    Comincia la vita

    Deciso
    il passo
    rompe silenzi
    che nutrono pensieri.

    Tracci
    percorsi guidati
    che il tempo
    trasforma in ricerca
    di spazi,
    di tempi
    e di culture,

    che spesso
    chi t’ama
    non comprende.

    Orizzonti
    lontani
    sono a vista

    e, rivolta all’indietro
    un sol istante,

    saltelli
    quell’ultimo
    passo:

    traguardo
    per anni sognato,

    poi voluto

    ed infine preteso.

    Ti ripaga
    di lunga fatica.

    Attraversi
    la soglia.

    E’ già oggi
    il domani.

    Ti si chiude
    una porta
    alle spalle

    e dinanzi,
    lontano,
    s’intravede
    una luce,
    è orizzonte
    di nuova fatica.

    Altra meta
    ti dice:

    saran tanti
    gli inizi
    appena giunta
    alla fine.

    Se smarrisci la via
    segui l’orme:

    sono esempi di vita,
    che hai avuto;
    sono aiuto divino
    e sostegno
    alle prove.

    Corri, dunque,
    e ogni tanto
    riposa.

    Saprai alfine:
    non giunge
    la vita
    al traguardo
    che quando
    è finita.

    Finalmente
    vedrai
    l’orizzonte
    di presso

    e poggiata
    a più salda
    Ragione
    capirai …

    lì comincia la vita.

     
  • 28 dicembre 2006
    Che fosse di tutti

    Statisti
    d’osteria
    non stracceranno
    la Carta
    scritta
    col sangue
    dei Padri

    e non la stracceranno
    nani onnipotenti
    incolti
    e insofferenti
    del vivere
    comune.

    Colti
    e saggi
    e fieri
    e santi
    e fari
    per i figli
    dei figli
    scrissero un poema
    che diventò
    bandiera
    di guelfi
    e ghibellini
    distintivo
    di pace
    e dispensa
    ripiena
    di certezze.

    Da schiavitù
    subìta
    e dignità
    schiacciata
    da Patria
    calpestata
    e verità
    narrata
    in catacombe
    la vollero
    e che fosse
    di tutti
    e non
    dei primi.

    (giugno 2006)

     
  • 28 dicembre 2006
    Haiku

    portano sogni
    raccontano favole
    cirri nel cielo
    -------------------------
    raggi di sole
    sciolgono fredde brine
    d'inverni chiari
    -------------------------
    fulmine annuncia
    certezza di ritorni
    vibrante il tuono

     
  • 28 dicembre 2006
    Tanka (bimbi)

    Nasi schiacciati
    su vetri di nuvole
    cercano spazi
    son sogni che volano
    e sguardi s'incontrano.

     
  • Tacciono da giorni
    bimbi che non piangono.

     

    Vedranno
    ormai più
    quel tesoro
    a Mabika
    difeso
    dal gatto.

     

    La nenia della grotta
    vagheggia nell’aria,

     

    mentre
    braccia
    stanche
    scavano
    fanghi
    e cercano
    mani
    d’innocenti.

     

    E non placa paure
    la filastrocca
    del tesoro di Gansowan,

     

    mentre
    lo strazio
    e ‘l dolore
    squarciano
    madri
    che non riescono
    a piangere.

     

    Sazi d’attesa ci coglie
    l’Avvento
    a scartare l’uvette
    e i passiti da’ dolci
    che ‘l Natale c’impone.

     

    Disgustati e blasfemi
    guardiamo nel vuoto
    pur di non stender la mano
    ai Lazzari fratelli,
    cui neghiamo
    briciole di vita
    mentre ci guardano
    da presso.

     
  • 13 dicembre 2006
    Senza doversi vergognare

    Nei giorni
    delle pene
    non piangono
    i vecchi poeti;
    nei giorni
    delle pene
    raccolgono
    i lamenti
    ed aiutano
    i deboli
    a sollevare
    la testa.
    Raccontano
    piedi
    che calpestano
    dignità
    d'uomo
    e discorrono
    coi figli
    di stagioni
    vissute
    da liberi.
    Nei giorni
    delle pene
    covano libertà
    tra le pagine
    che tracciano
    la rotta
    del futuro
    disegnando
    la vita.
    Nei giorni
    delle pene
    nascondono
    ai potenti
    il sogno
    dei bambini
    che torneranno
    domani
    a vivere
    liberi
    finalmente!
    Liberi
    dall'inganno
    dell'illecito
    che avvelena.
    Liberi
    d'esercitare
    il diritto
    senza ringraziare.
    Liberi
    d'operare
    le scelte
    che sentono
    giuste.
    Liberi
    d'amare
    e sognare
    senza mentire.
    Liberi
    di guardare
    negli occhi
    i vecchi poeti
    senza doversi
    vergognare.

     
  • 13 dicembre 2006
    Giorno di festa

    Cambia la vita
    e scorre
    come grani
    d’un lungo rosario.

     

    Farfalle s'involano
    nel giorno del  distacco.


    Ed è giorno di festa.
    Ed abbracci s’incrociano,
    e sorrisi si cercano,
    mentre sguardi
    mi frugano dentro,
    ed impulsi d’egoismo
    mi trafiggono.


    E farfalle s'involano
    e ci lasciano.


    E farfalle s'involano
    e ci prendono
    amore covato.
    Sarà seme d’amore
    domani,
    che daranno ad altri,
    nei giorni di festa
    che verranno.