Paolo Fiore
  • 06/08/1965

Segni particolari

Medico ...che la malattia si cura anche col linguaggio... il linguaggio si affina anche nella malattia.

In tristitia hilaris, in hilaritate  tristis ( Giordano Bruno )

La felicità è fatta di occhi che si riconoscono.

Scritti da Paolo Fiore

30 su 85

L'intensità della luce è quel che resta del pulviscolo di un raggio,  ma noi sappiamo soltanto contare uno per uno quei granelli di polvere,  la quiete della sera è quel che resta del giorno, la luce piena ci acceca

Un nodo scorsoio può essere un comodo alibi  tra la testa di un Giuda e il corpo di un'umanità con la coscienza lavata nell'ipocrisia... ma quella testa e quel corpo sono una cosa sola.

Una lingua è viva finché anche l'ultima persona non ha ricevuto il messaggio Una lingua è viva finché vive sulle vie della diaspora e nelle trincee dell'esilio per questo forse l Ebraico è l'unica " lingua morta " che si parla ancora 

Siamo involucri di sensazioni Carta stagnola che riluce come argento

nel sogno della vita la differenza che passa tra la notte e il giorno se ai sogni è fedele la notte o se il giorno è fedele ai sogni

L'attesa è un tempo sospeso di un orologio che corre l'ora può essere troppi minuti, ma anche adesso, paradossi del Tempo.

Poeti, anfore risonanti di parole indicibili echi di un linguaggio radicale e indifeso coraggio tagliente della nudità umana

Non v'è dubbio che sul crinale tra democrazia e demagogia c'è la Parola, anche la medesima parola, il vero problema non è pronunziarla ma tentare di svelarne il senso, solo la "sintassi etica" ne è la chiave e si chiama(…)

Quando la virilità è un bicchiere fragile, uno specchio grigio allora ha paura e distrugge qualunque vetro o vetrina ...rompe lo specchio con ottusità infrangibile.

Tra i campi di gramigna alta, false spighe di grano, ci si nasconde agevolmente ci si muove strisciando si sfugge dal coraggio... ma arriva il tempo della mietitura