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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • Ieri alle 21:46
    Bolle di pensieri...volano

    Con i sensi a frantumarsi
    in mille ostinazioni

    scambio col mio corpo
    occhiate di compassione

    a provar pena per la pelle
    incisa dalle preoccupazioni

    pur nel desiderio
    di sconfiggere timori e dispiaceri

    E mi ritrovo
    a sbirciare nel passato più lontano

    guardandolo rimpicciolire sempre più

    fino a divenire
    una macchia indelebile dei ricordi

    Ora

    che la libertà mi morsica nel mio andare

    il futuro sembra scivolarmi addosso
    e contorcersi nell'anima

    inebetita dal cadere dei pensieri
    che fluttuano giù dalla mente

    E bevo quei pensieri
    come fosse miele secreto da api divine
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     
  • Mai c'è stato nulla di scontato

    nell'essere e nel cuore a rinnovarci ancora

    Noi

    sempre e per sempre fianco a fianco

    compagni dei nostri momenti

    ad aiutarci a divenir migliori

    e far come se fosse ogni volta
    la nostra prima volta

    a donarci

    le meravigliose freschezze del nostro viverci

    E fuggiamo a rinchiuderci
    nelle stanze dei pensieri ardenti

    correndo a perdifiato nella nostra intimità

    col piacere di possederci

    a respirare e mordere nella passione
    il bello della vita

    amandoci per ciò che siamo

    e conservando in noi

    il segreto di veder le cose
    ognuno con lo sguardo dell'altro

    E non far nulla per rendere tristi i ricordi
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata Copyright

     
  • martedì alle ore 20:32
    A mio fratello Piero

    Ce ne andiamo
    passeggiando nella felicità della nostra solitudine

    a cercare l'argilla giusta
    per purificare i pensieri

    e rivestirli dei colori che più amiamo
    senza mentire al mondo e a noi stessi

    anche nel tormento di scoprire
    che quegli abiti non esaltano il nostro incarnare

    E vinciamo la sofferenza con l'amore

    Noi

    riflessi negli specchi del vivere

    nell'orgoglio di sapere
    che nemmeno le rughe

    hanno rovinato il fiorire della nostra mente.

    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

     
  • lunedì alle ore 20:45
    I colloqui tra l'anima e il cuore

    Mi sento come il ragazzino
    che non sono mai stato

    qundo mi ritrovo avvolto
    nell'allegria contagiosa

    che esalta la felicità
    immaginata come un regalo donato dal Cielo

    E rifletto su cosa possa essere la vera fortuna

    nella domanda profonda e silente
    che la mia anima rivolge spesso al cuore

    Dimmi tu mio cuore
    perché hai sempre un buon motivo per sorridere?

    E accetto ogn'ora la solita risposta
    nascosta nel ticchettio dei battiti

    ...mi sento stupido sono egoista
    e godo di ottima salute

    ...per questo sono felice
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
    CopyrightAltro...
     

     
  • domenica alle ore 22:16
    Un dono dal cielo

    Scivolo
    attraverso la mia vita quasi per caso

    imponendo con severità il silenzio
    al mio arrovellare la mente

    lasciandola afflosciata
    come acqua scivolata a valle

    a stagnare in gemiti innocenti

    e cercare la liberazione
    dai dolori del vivere
    .
    cesare moceo

     
  • domenica alle ore 20:56
    Io.genero di Zeus e Mnemosine

    E non è più un fardello

    la spossatezza che calpesta il mio vivere
    sotto i raggi del sole cocente

    Ho l'età più bella

    quella che mi regala scosse vitali

    nuove energie nella piacevole sensazione
    d'ammirare la natura che mi circonda

    animata da nuove e sconosciute trepidazioni

    colori d'allegria che riaccendono desideri assopiti

    nella crescente voglia di dar felicità ai miei attimi

    E vado avanti arbitro del mio destino

    ad affrontare le paure con il coraggio

    le sofferenze con la generosità d'amare

    i giorni a venire con la passione nel cuore

    Io accecato da nove fari di bellezza

    Io nove volte genero di Zeus e Mnemosine
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    CopyrightAltro...
     

     
  • sabato alle ore 20:58
    Specchi convessi

    Mi fisso
    assorbendo il mio volto

    negli occhi cerchiati

    dallo scandire infelice
    dei battiti del cuore

    E scruto nelle rughe

    aliti di venti freddi che soffiano
    in quei profondi dirupi scoscesi

    a distorcere l'eco dei peccati
    e il piacere d'esser amato dagli angeli
    .
    cesaremoceo
     

     
  • sabato alle ore 20:36
    I segreti del mio fiore

    Conversazioni sussurrate

    scintillanti di misteri

    nella ricerca
    d'un qualche gorgoglìo d'amore nel cuore

    con le parole a emanare profumi d'affetto

    e intridere paletti di sofferenze e depressioni

    vele lacerate nella meraviglia
    di godere della libertà interiore

    Conservare i sogni

    nel piacere di colorarne ogni emozione

    fin quando la vita

    stanca delle scorribande patite

    non decide di cacciarti
    dentro oceani d'ispirazioni oscene

    E allora perdi i tuoi spazi

    i tuoi pensieri le passioni
    e i dubbi

    e cominci con i viaggi inutili della mente

    a rivedere i luoghi della memoria
    in lunghi dormiveglia

    immerso nel vaneggiamento dei ricordi

    momenti d'accesa frustrazione
    al pensiero che la vita fugge via
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     
  • venerdì alle ore 21:12
    Ruvido raccolto

    Dediche

    vissute senza entusiasmi

    nel tremendio affascinante
    delle fantasie infiammate del vivere

    immaginazioni di vita da cui fuggire

    per perdersi in paure senza rumori
    e tumulti colmi di timori

    E viver di passioni

    accampato nelle paludi dell'amore

    a bonificare e coltivare dentro l'anima

    campi incolti

    disseminati di brandelli di menti
    ricusate dalla vita

    e cuori in perenne conflitto con Dio
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     
  • 15 marzo alle ore 20:56
    Il sogno di Narciso

    Nell'interiorità
    ringiovanita di coraggio e di fierezza

    e che cantilenando risorge
    ad ogni alito di passione

    simile a un'onda che ritraendosi
    riacquista la sua forza

    e s'abbatte con dolcezza
    e rinnovata gioia sulla sabbia

    a rinsaldare gl'invisibili legami
    che li legano nel loro destino d'unione

    vantando con quella carezza
    la sua volontà d'amare

    sbrano ingordo i miei giorni

    poetando del mio sogno
    d'appartenere a uno stuolo
    di uomini di valore

    E consegno le mie rime al futuro

    allietato dal desiderio
    d'elargirgli il mio fiero cammino
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright 

     

     
  • 15 marzo alle ore 20:56
    L'immortalità dell'idiozia

    Sussurri

    sibili di voci roche
    nate dall'irrequietezza

    vita e mito
    di malcelate acredini

    intrecciate a oscurare la mente

    e raccontare realtà
    scoppiettanti di fronzoli

    a confermare i distacchi umani

    lusinghe appariscenti
    ai margini del comprendere

    a delineare barriere di non ritorno
    in scenari che coinvolgono tutti

    di pensieri e sentimenti
    che si vendono le coscienze
    .
    cesaremoceo
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  • 14 marzo alle ore 21:25
    Fiore appassito

    Sonnecchio insapore e incolore
    nell'incarnazione del nulla

    in frammenti d'oscurità e di fobie

    che solleticano il vuoto della mente
    e turbinano nei mutamenti

    momenti di parole e di pensieri

    che si allontanano fluttuando
    tra i petali dell'inezia

    meschino fiore che cresce
    nei giardini dell'ignoranza
    .
    cesaremoceo

     
  • 13 marzo alle ore 20:49
    Siamo diventati ciò che più odiamo

    Soffocanti fiori d'emozioni

    sibilano petali d'edera
    attorcigliata al vivere

    a strangolare le serenità silenziose
    di cuori pulsanti di passioni

    Tra lo sveglio e il dormiente

    incubi rumorosi si srotolano
    insinuandosi nella mente

    e germogliano meteore accecanti
    che diffondono veleni al mondo

    E io confortato nelle rughe
    da gambi di pensieri

    sbocciati nei solchi scavati dall'esperienza

    mio malgrado cerco ancora la Luce
    ,
    cesaremoceo

     
  • 12 marzo alle ore 20:50
    In memoria di un clochard

    Aliti di vento funesto
    aiutano striature di nero

    a diffondere nell'oscurità
    sentimenti d'odio freddo

    adrenalina d'un destino fasullo
    a pulsare in forti ripugnanze

    tra frammenti di vite spezzate
    e rivoli di pensieri sfrenati

    E respirare il fiato dell'avversità
    ansimando di vivida nicotina

    con l'anima a svolazzare
    come una falena affannata

    in cerca d'una via d'uscita
    .
    cesaremoceo
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  • 11 marzo alle ore 21:07
    Baci e frustate

    E ci riveliamo tutti colpevoli
    nell'incapacità di convincere gli occhi
    a guardare oltre il proprio naso

    e capire che nelle storie d'amore
    tra i guerriglieri del mondo
    e i militi ignoti morti per la libertà

    i pensieri languiscono oltre i giorni

    E concepiamo la vita
    come un'unica luce d'egoismo

    nonostanteci accorgiamo
    dello splendere degli arcobaleni

    belle meteore da abbracciare
    quando i desideri ci tormentano
    e insultare se gli stessi tacciono

    E c'imponiamo d'intraprendere
    continui viaggi nell'interiorità

    tra le passioni e i cinismi del cuore
    sommersi in soffocanti paure

    baci e frustate donate all'anima
    repressa nella sua muffosa oscurità

    dove gufi malvagi
    intonano le loro tristi nenie

    mentre i fantasmi venuti
    dal mare scarlatto dell'esistenza
    seguitano a vivere
    .
    cesaremoceo
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  • 10 marzo alle ore 21:07
    La cospirazione del buio

    E' sera
    l'aria fredda del maestrale
    intrisa del profumo di sale
    mi turbina intorno
    a invadermi l'anima
    lasciandola intrappolata 
    tra le maglie del suo effluvio
    Ingigantito dall'impazienza
    salto gli alti muri dei miei pensieri
    sperando che la sorte
    mi salvi acchiappamdomi al volo 
    E mi perdo in quei cristalli
    e nei loro magici disegni 
    facendomi piccolo e meschino
    con i tormenti che perforano la mente
    nella silente animosità degli occhi
    sorpresi dalle file di fascino
    che diffondono a iosa i peccati
    E asciugo le mie lacrime al vento
    sorridendo alla vita
    e alla mia ironia che fugge
    .
    cesaremoceo
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  • 10 marzo alle ore 20:40
    Ritorno al futuro

    Con il cuore tremante e la fronte sudata

    ridisegno i giorni
    alla ricerca della liberta' smarrita

    con uno sguardo al passato
    e la mente rivolta al futuro

    Nuovi inizi e nuovi orizzonti

    mi proiettano in ampi spazi
    di riflessione e di pensiero

    e ridestano l'anima

    assopita nel calore dei valori intrinsechi
    della dignità e dell'amore per la vita

    E conservarli quale tesoro di famiglia

    a cui attingere nel piacere
    del mio ritorno al futuro
    .
    Cesare Moceo
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  • 07 marzo alle ore 21:17
    Estinte ferite ...bruciano

    Combatti...ama...vivi

    Occhi che si evitano
     
    e s'incontrano
    in sussulti di simulato turbamento

    arie di calma apparente

    a pervadere di paura
    vite mascherate di artefatto coraggio

    e da flussi di rabbie falsificate
    represse in bizzarre tristezze

    ceneri di presunte vergogne patite

    E lanciano sguardi di macabri intenti
    nel mare dell'incoscienza

    che si propagano velocemente

    fino alle loro menti
    incrostate dalla loro stessa merda
    .

    cesare moceo

     
  • 07 marzo alle ore 20:41
    Al di là dell'apparenza

    Occhi rugosi

    fiameggianti d'ingordigia

    stringono forte il cuore

    quasi a volerne leggere
    i segreti più reconditi

    e tracciarne il destino
    tra gli artigli del vivere

    E violarne le crepe

    perturbate e sgomente

    esponendole al piacere
    che insozza il mondo

    abbandonate agli enigmi
    delle rabbie e dei disprezzi

    E vezzeggiarne il fascino
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
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  • 06 marzo alle ore 20:57
    Orgoglioso desiderio

    Mi costringo seduto sulla riva

    a riflettere e guardare il mio mare

    sballottato da ciò che la mente
    vuole indurmi a pensare

    E là oltre l'orizzonte

    intravedo uomini votati all'inferno
    da moralità pluraliste

    costretti a vivere d'ateismo
    nel disincanto del mondo

    e immersi nella solitudine
    di giorni malinconici

    con la necessità d'imporsi il silenzio
    al posto del rifiuto

    e a camminare proni
    dentro paludi senza prospettive

    E mi annullo nell'orgoglioso desiderio
    di sparire  da questa manifesta violenza

    da questi silenziosi rinnegamenti
    che cambiano colore

    ma conservano sempre lo stesso cuore

    nero come la pece
    .
    cesaremoceo
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  • 05 marzo alle ore 21:04
    Le cantilene dei pensieri

    Nelle stanze immense del sapere

    m'inginocchio a questo vivere
    nella meditazione del mio presente

    E recito con labbra tremanti
    e mani tremolanti

    giunte in sussurri spasmodici

    le cantilene monotone
    dei miei pensieri

    lampi di rabbia e di frustrazioni
    dell'anima intrisa di gelo e di paure

    a illuminare le sagome oscure
    che oscillano nell'altalena del terrore

    E chiedo a Dio solide ali
    per volare fuori dal mondo
    .
    cesaremoceo
     

     
  • 05 marzo alle ore 20:42
    La panchina del mio pensare

    Respiro

    infranto sugli scogli delle stagioni

    entrando spesso dentro me
    col gracidio strozzato del mio incedere

    Seduto la'

    sulla panchina del mio pensare

    schivo i fulmini feroci di questo vivere

    gridando al mondo

    con la sguaiataggine del mio Spirito libero
    e nel calore degli urli

    i miei sentimenti

    spogliati d'ogni catena

    sogni da cui mi risveglio

    immerso nel sudore
    dei rischi di derive annunciate

    discese verso l'inferno
    che dominano la fantasia

    satira amara di versi d'amore

    costretti alla periferia del cuore
    .
    cesaremoceo
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  • 04 marzo alle ore 20:53
    L'aroma della libertà

    Rovisto tra fruscianti
    strati di ripensamenti

    passi indietro fatti in tempo
    nel tremore dell'impazienza

    con la volontà di far del bene
    e la certezza di raccogliere amore

    E avvicino la mente al mio presente
    esprimendo il coraggio d'un gambero

    nello scintillio ancora vergine
    dei miei pensieri

    piccole faville
    che attraversano il giorno e le sue ore

    e sussultano al suono
    della voce dell'anima

    scivolando nell'interiorità
    e sfregandone le passioni

    fino a far uscire rivoli
    di profumi d'onestà

    che solleticano le narici
    all'aroma fragrante della libertà

    E vivo la vita d'un uccellino
    che mangia a piccoli morsi

    quasi a riconoscere
    di non meritare quel nutrimento
    .
    cesaremoceo
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  • 04 marzo alle ore 20:33
    La mia sorgente

    Vivo ogni attimo

    da una prospettiva diversa
    il mio talento

    testimone fragoroso del mio tempo

    Segnato da mille ferite spirituali

    resto a immaginare ogn'ora
    il mio futuro

    nell'ostinata convinzione
    di custodire ai posteri

    le parole che sgorgano
    dalla mia sorgente

    E mi auguro di farcela

    contro tutti e contro tutto

    anche quando mi sembra
    che questo tutto vada di traverso
    .
    Cesare Moceo
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  • 03 marzo alle ore 21:22
    E corrugo la fronte

    Con l'odio che danza sulla retina

    m'accorgo dentro il mosaico dei pensieri

    della rabbia che mi divampa dentro

    tra frastagliate paure
    ondeggianti nell'incertezza del futuro

    col fumo del mio presente

    che tristemente sale
    attorcigliandosi nel cielo ricoperto di nuvole

    Sollevo gli occhi
    a catturare l'ultima luce d'ogni tramonto

    strizzando le palpebre

    ai tenui raggi del sole
    che sfuma nelle sere intrise di panico

    E penso d'evolvere la mente
    per superare queste debolezze

    e sfidare le passioni
    nelle situazioni che mettono a disagio la mia dignità

    strisciando nell'ipocrisia

    a disumanizzarmi rimettendoci l'anima

    E lascio per me
    l'ultimo verso d'ogni mia poesia
    .
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  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.