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Autore

Charles Baudelaire

in archivio dal 01 mar 2001

09 aprile 1821, Parigi - Francia

31 agosto 1867, Parigi - Francia

segni particolari:
Vd. Flaubert e aggiungi la soppressione di sei componimenti riabilitati solo nel 1949.

mi descrivo così:
Un esteta in grado di conciliare l'inconciliabile: il lirismo romantico e il formalismo.

30 novembre 2011 alle ore 13:01

Paesaggio

Voglio, per comporre castamente le mie egloghe
Dormire vicino al sole, come gli astronomi,
E, vicino ai campanili, ascoltare sognando
I loro inni solenni portati dal vento.
Le mani al mento, dall'alto
della mia mansarda,
Vedrò lo studio che canta e chiacchiera;
I caminetti, i campanili, questi alberi della città,
E i grandi cieli che fanno sognare d'eternità.

E' dolce, attraverso la nebbia, veder nascere
La stella nell'azzurro, la lampada alla finestra,
I fiumi di carbone salire al firmamento
E la luna versare il suo pallido incanto.
Vedrò le primavere, le estati, gli autunni;
E quando verrà l'inverno dalle monotoni nevi,
Chiuderò dappertutto porte e imposte
Per edificare nella notte i miei magici palazzi.
Allora sognerò degli orizzonti bluastri,
Dei giardini, dei getti d'acqua piangenti
negli alabastri,
Dei baci, degli uccelli cantare sera e mattina,
E tutto quello che l'Idillio ha di più infantile.
La Sommossa, tempestando vanamente
al mio vetro,
Non farà alzare la mia fronte dal mio leggìo;
perché sarò tuffato in questa voluttà
D'evocare la Primavera con la mia volontà,
Di estrarre un sole dal mio cuore, e di far
dei miei pensieri una tiepida atmosfera.

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