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Autore

Cleonice Parisi

in archivio dal 09 mar 2006

17 aprile 1969, Napoli

07 agosto 2006

Una mano al cielo

Intro: Una favola dolce e melodiosa che ci sveglia dal sonno tranquillo per farci scoprire la nostra vera natura di esseri di luce. Una storia che Cleonice Parisi racconta deliziosamente.

Il racconto

Il mondo ci nutrirà sino a quando la nostra fame ci spingerà a cercare le cose del mondo. Solo quando ne saremo sazi, riusciremo ad ascoltare la voce del cielo, riconoscendoci  per quello che siamo, esseri di luce. E la pace regnerà nel mondo per sempre.


Dammi pane, dammi pane!


Disse un topo ad una bambina, e la bambina prese del suo pane e lo condivise con il topolino, e poi vedendolo più sereno ora che aveva il pancino pieno, gli disse:


Sei disposto ad ascoltarmi? 


E il topino disse:


Certo mi hai dato pane ed io ti darò ascolto.


Tu non sei un topino, come hai sempre creduto di essere, tu sei un essere di luce.


Il topino incominciò a sbellicarsi dalle risate.


Che dici bambina di una sola cosa sono certo nella vita e cioè quella di essere un topino roditore.


La bambina prese dalla tasca della sua bianca veste uno piccolo specchio, e consegnandolo al roditore disse:


Guardati!


Il roditore guardò perplesso la sua immagine riflessa nello specchietto e restò senza parole.


La bimba sorrise contenta, mise le ali e volò alta.


Aspetta disse l’ex topino, ma allora perché ho sempre pensato di un topo quando invece sono un angelo?


E la piccola nel volare disse:


Siamo tutti angeli ma dobbiamo camminare molto per meritare la nostra lucente natura.


Aspetta perché tu hai le ali ed io no?


Per lo stesso motivo per il quale non avevi capito d’essere un angelo, le tue ali te le devi meritare, camminerai in terra sino a quando non sarai maturo per il volo.


L’angelo nuovo, prese lo specchietto conservandolo gelosamente, ora sapeva che doveva fare. Salì su un palco e chiamò a se tutti i topini del circondario e disse:


Mangiate e bevete e quando sarete sazi, avvicinatevi a me ho messaggio per voi!


I topini si avvicinarono al grande buffet che l’angelo terreno aveva preparato e quando erano ormai sazi, gli corsero incontro, erano tanti e l’angelo non aveva uno specchio tanto grande allora disse seguitemi e lì portò alla riva di un grande lago e tutti insieme specchiandosi in quelle limpide acque riconobbero la loro natura.


Il quel istante mille angeli nuovi misero le ali, volando insieme per il mondo a risvegliare i fratelli.


E l’angelo roditore disse:


Il mondo ci nutrirà sino a quando la nostra fame ci spingerà a cercare le cose del mondo, e solo quando ne saremo sazi, riusciremo ad ascoltare la voce del cielo, riconoscendoci  per quello che siamo, esseri di luce. La pace regnerà nel mondo per sempre.


Era scritto che da quella mano sollevatasi al cielo ne sarebbero venuti tanti e furono quei tanti a cambiare il mondo.

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