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Autore

Danilo Mar

in archivio dal 11 set 2008

08 luglio 1951, Vedroli

28 gennaio 2009

Solita estate

Ringrazio  coloro che saranno così temerari da arrivare fino in fondo. È una poesia lunga  che narra uno spaccato di vita italiana.

 

All’improvviso

arrivò l’estate

un’estate calda

dal cielo terso

il cui azzurro cobalto

si specchiava nel mare

si affollò la spiaggia

di varia gente

giovani aitanti

dalle larghe spalle

e comuni mortali

dall’epa molle

di seni al vento

sodi e belli

e di altri flaccidi

le cui pelli

accompagnavano

una cellulite stagnante

 

s’affollò di ombrelloni

volteggianti aquiloni

e di sdraio colorate

a righe orizzontali

di schiamazzi e giochi

di libri mai letti

e di odore di canfora

di massaggiatrici

dagli occhi stretti

 

s’affollò di musica

e danza aerobica

di cani portati al guinzaglio

e di pareo annotati in vita

di cosce marmoree

e di quelle varicose

di gelati leccati

di noce di cocco

venduta da un carretto

e dall’urlo sempre quello

“cocco cocco

cocco bello”

 

un’estate fatta d’amarene

orzata e menta

di tè alla pesca e al limone

di succo ace

di coca e le sue bollicine

di gelati consumati

al Glacia

 

ma anche un’estate

di bomboloni caldi alla crema

di calamari fritti

di cene a lume di candela

di passeggiate al chiaro di luna

di bancarelle piene di false firme

e di originale mai una

 

arrivò l’estate degli amoretti

dei baci dati rubati e sognati

di discussioni seduti sui muretti

di petting nella pineta

o sulla spiaggia di notte

di canzoni cantate

intorno ad un falò

un’estate di parole

intonando “La canzone del sole”

 

quell’estate che appaga

guardando la luna piena

passeggiando  di notte

sul bagnasciuga

tenendo per mano

la prima pulzella

rimediata al baretto

che non è poi manco

tanto bella

ma quel che conta

si sa

è che ci sta

 

un’estate fatta anche

di anziani e delle loro bocce

del punto perso

e di quello preso

delle bestemmie quasi

come un rosario

di lunghi ramino

di briscola e tresette

e tutto intorno un corollario

di curiosi mai stanchi

che buttano l’occhio

a guardar le tette

della giovinetta

dal bikini ridotto

 

l’estate dei tanti

troppi “Fantozzi”

autisti della domenica

che usano la macchina

per 10 chilometri

e per le ferie se ne fanno 700

magari imboccando

l’autostrada al contrario

 

la solita estate

dove incontri

il solito “Filini”

oppure quello che

ti chiama “merdaccia”

o la solita signora “Silvani”

che manco stavolta te la molla

e sono vent’anni 

che ci provi

e a te stesso dici

“ci riprovo l’anno prossimo

mia bella”

 

arrivò l’estate della politica

messa da parte

del gossip chiacchierato

delle veline posate ad arte

su barche dal metraggio smisurato

l’estate del magnate invidiato

che 1.000 euro per notte

spende a “Cala di Volpe”

e quella del povero “cristo”

che deve aver risparmiato prima

per spendere 40 euro

alla pensione “Lima”

 

un’estate fatta di tradimenti

come in un festival di corna

ma anche un’estate di sentimenti

per quelli che si giurano

amore eterno

per rendersi conto poi

che l’eterno amore

è la classica stronzata

detta si col cuore

ma che poi si perde

tra bollette da pagare

fine mese al verde

figli da educare

e un mutuo della casa

che non ti lascia scampo

e ricordi con nostalgia il tempo

del sacco a pelo e della canadese

delle lunghe attese

aspettandola arrivare

di quella scopata

senza troppe pretese

e ora che malinconia

vederla invecchiata

quasi sfatta

lì allungata sulla sdraio

mentre anche la sua fantasia vola

leggendo le avventure

di un aviere di Liala

 

è la solita estate

con le solite cose

con quell’indiano

un po’ grosso

che ti vuol vendere rose

dal bocciolo stretto e rosso

 

è l’estate degli artisti di strada

che – mal che vada –

raschiano il barile fino all’osso

per mettere insieme quattro lire

o – per meglio dire –

qualche spicciolo d’euro

che da quando è arrivato

pure l’amore di strada ha inflazionato

 

è l’estate delle puttane nei viali

illuminate dalla luce fioca

dei lampioni

cosce al vento e tette all’aria

slave africane italiane

ma anche russe

e soprattutto nigeriane

 

ma è anche l’estate dei travestiti

del “famolo strano”

di assurdi menage

o di chi pratica il bondage

un sesso tutto nuovo

quasi un’aristocrazia

e io che guardo rifletto e penso

e che tutto sommato

strano non trovo

chi percorre questa nuova via

 

è arrivata l’estate

e con essa la tintarella

presa crogiolandosi al sole

baciati  dai suoi raggi

spalmandosi oli e creme

per far invidia al povero collega

che s’aggira nei paraggi

 

è anche

l’estate di chi s’abbronza

con le pillole di melanina

un giorno e te lo vedi

dalla sera alla mattina

scuro scuro e quasi non credi

che quello è proprio lui

il tuo collega

e più lo scruti e più lo vedi

e più ti rendi conto

che al peggio non c’è fine

“cazzo cos’hai fatto”

gli chiedi spaventato

e lui ti risponde per le rime

“seguo la moda

mi sono abbronzato”

in cuor tuo lo compatisci un po’

e poi ti viene uno strano pensiero

se gli si è scurito anche quello

che da un pezzo più non usa

eh si proprio lui…l’uccello

 

è proprio arrivata l’estate

coi suoi temporali

e le stelle cadenti

la notte del 10 agosto

e che tutti in qualche posto

si mettono a scrutare

occhi fissi al cielo

per esprimere un desiderio

sempre lo stesso

e la malinconia cala come un velo

constatando con amarezza

che non s’avvera mai

e ti attanaglia la tristezza

 

è sempre la solita estate

coi ristoranti affollati

la musica all’aperto

col liscio in Romagna

tra piadine e crescioni

e un ballo stretto con la mora

sognando i “rigatoni”

a Roma gli stornelli

che come diceva Rascel

“so sempre quelli”

mentre all’ombra del Vesuvio

“O surdato nnammurato”

fa da colonna sonora

 “Filumena Marturano”

 

affollate sono pure le piscine

surrogato di un mare

per chi se ne resta in città

poveri sfigati senza una lira

che sciacquettando qua e là

passano la giornata

aspettando il calar del sole

per ricominciare poi domani

sempre soli senza scambiar parole

con chissà quali pensieri

per la testa

col “Corriere dello Sport”

in tasca

leggendo della Ternana

che anche quest’anno

è restata dove sta

ovvero in serie B

mancando ancora una volta

la serie A

 

è l’estate delle autostrade affollate

delle code ai caselli

degli autogrill assaltati

di informazioni prese solo

per aver notizie dello sciopero

dei controllori di volo

 

la solita estate

dei traghetti stracolmi

per andare in Sardegna

e vivere come in un sogno

un giorno a Porto Cervo

sgamato lontano un miglio

che sei un disgraziato

mentre tuo figlio

ti chiede da bere

ma a te non è dato

perché troppo caro

entrare allo Sporting Club

e nel rispondergli

ti si impasta la favella

e ti guardi in giro

sperando

di trovare una fontanella

 

è arrivata l’estate

coi musei chiusi

e ti chiedi a cosa vale

essere ricchi d’arte

se poi non t’è dato

andarli a visitare

 

è sempre l’estate

delle code alle poste

speravi di farla franca

con quella bolletta in mano

dici a te stesso

“la gente è in ferie

a pagarla ci vado adesso”
e non credi ai tuoi occhi

ma percepisci al volo

che ancora una volta

t’hanno fatto fesso

è aperto uno sportello solo

 

è l’estate delle città deserte

chilometri di serrande chiuse

in giro non ci sono offerte

e pensi fra te e te

che alla riapertura

ci sarà il due per tre

 

è l’estate coi pensionati

al centro commerciale

seduti qua e là

a respirare

l’aria fresca del condizionatore

anche questo è un modo

per stare freschi in ferie

 

la solita estate con gli ospedali

usati come parcheggio anziani

e con i cani

abbandonati per strade deserte

reato questo

che spero presto

venga perseguito

perché non si può amare Fido

in autunno inverno e primavera

e lasciarlo in estate

davvero ci vorrebbe la galera

 

questa estate con la sua afa

il solleone i temporali di Ferragosto

i barbecue all’aperto

i concerti delle star negli stadi

Ligabue D’Alessio Jovanotti

le feste del patrono

la banda la riffa e i botti

questa estate così uguale

e mai diversa

questa estate persa

dietro il calcio estivo

pieno di speranza

ammirando Del Piero Totti

e qualche giovane

che con la palla danza

 

eccola qua l’estate di quest’anno

uguale a quella del passato

cambiano gli attori

ma non il significato

la Ferrari vola sempre

con Schumacher e Barrichello

e nelle moto non ce n’è per nessuno

vince sempre quello

quello col 46 giallo

si lui il giovane irriverente

che beffa gli avversari

con fare impertinente

 

è poi tempo di cinema all’aperto

di serate al parco

per chi resta in città

di slogan coniati per attirare gente

come quello letto tempo fa

che recitava un accattivante

“R-estate in città”

e chi resta ha i ventilatori

accesi

così come gli zampironi

aperte le finestre

e sudate le canotte

e si guarda in TV

l’ennesima replica

della Principessa Sissy

e del suo amato Franz

e gli occhi sono sempre fissi

sul viso della Schnaider

e ti viene da chiedere

per quale atroce destino

sia finita com’è finita

lei così bella

morta suicida

 

 

è l’estate delle sfilate

preite a porter

delle modelle piatte

come tavole da surf

di taglie improbabili

e ti chiedi cosa in donne siffatte

si trova da palpare

se non qualche osso

da accarezzare

e te lo chiedi

con l’ipocrisia di chi sa

che tanto

quella roba là

mai l’avrai

e fai come la volpe con l’uva

tanto era acerba

 

ma una cosa te la chiedi

seriamente

come fanno sti stilisti

con prezzi da capogiro

a vendere vestiti

e fare fatturato

e con tristezza pensi

alla tua maglietta

e ai tuoi pantaloni

comprati in liquidazione

da Marcelloni

fai quattro conti e t’accorgi

che con quello

che hai speso per vestirti

da Armani o Cavalli

da Ferrè o Valentino

non ci compri

manco un pedalino

e t’assale lo sconforto

e ti viene voglia di gridare
“viva la rivoluzione popolare”

e quasi quasi alzi il pugno in aria

e vorresti trionfasse

la giustizia proletaria

poi mentre pensi

mentre rifletti

fai zapping in TV

e ti vedi Bertinotti

tutto cashemere e vigogna

elegante

quasi inglese

nel fraseggio e nei toni

e allora ti rendi conto

non senza vergogna

che tu continuerai a vestirti

da Marcelloni

altro che vigogna

 

è proprio l’estate di sempre

coi giovani della buona società

a zonzo con la spider di papà

cercando di rimorchiare qua e là

qualche bella gnocca

da mettere in mostra in discoteca

facendo la solita scommessa cretina

“la trombo prima di domattina”

o magari si rintanano

in qualche elegante tinello

facendo quattro tiri

dallo stesso spinello

e questo se tutto va bene

perché se le cose si mettono male

si ritrovano a tirare cocaina

o peggio ancora

a spararsi in vena

un over dose di eroina

 

è l’estate delle crociere Costa

dei villaggi turistici

degli animatori che sembra

facciano a posta

di puntare la signora

elegante e sola

che ci pensa

ci ripensa

e poi ci sta

tanto bene sa

che il marito

con la scusa del lavoro

se ne sta in un letto

chiappe all’aria

a fare il galletto

con la segretaria

o peggio ancora

con la tua migliore amica

proprio quella che con te

beve ogni pomeriggio un tè

un’amica falsa

come l’oro di Bologna

che mentre con te parla

scherza e ride

da perfetta carogna

già immagina di trasgredire

mentre tu sei in ferie

e mentre l’aitante animatore

su di te si sta impegnando

tu immagini il tuo uomo

che con insospettato vigore

la tua amica si sta scopando

e allora inciti il tuo giovanotto

a darci dentro con più lena

a far salire la tua foia

tanto sai non vale la pena

di non sentirsi troia

è la classica scopata con il botto

poi ti accendi una sigaretta

rilassata e soddisfatta

e al telefono la sera

“No amore non c’è fretta

se hai da lavorare

 

che estate che estate

che estate che ci aspetta

ma qualche novità

quest’estate la porta

sono gli amori nati in rete

in una sorta

di messaggeria globale

dove ci si incontra

per una relazione virtuale

e se poi la voglia cresce

ci scappa pure

l’appuntamento reale

con finale sempre quello

ovvero il tradizionale

consumato

in una camera d’albergo

raccontando

che col partner

le cose vanno male

anche se non è vero

ma è la scusa usuale

per giustificare l’icornamento

stanno insieme

un paio di giorni

dando sfogo ai desideri

reconditi

alle voglie malcelate

dandosi poi appuntamento

per un altro incontro

 

è il mondo irreale del Web

dove tutto è concesso

e dove vien fuori il paradosso

che magari tua moglie

vuol la stessa cosa

ma tu a lei non confessi

le tue voglie

e così ti trovi la scappatella

la stessa che poi

trova anche lei

che mondo di felici cornuti

ma alla fine

un risultato s’ottiene

si salvaguarda

l’unione matrimoniale

e più del prete

è il caso di dirlo

poté la rete

 

è la solita estate

piena d’incidenti sulle strade

di macchine accartocciate

di scooter fracassati

di caschi non portati

 

l’estate come bollettino di guerra

alla fine

di morti se ne conteranno

a centinaia

e si faranno i paragoni

con l’estate passata

un macabro rituale

che nulla ha di spirituale

 

che estate che estate 

che estate che ci aspetta

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