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Racconti di Danilo Mar

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  • Come comincia: Questa lettera è stata scritta per essere pubblicata sul sito scrivi.com, che da molti anni mi ospita.
    Ritengo però che possa essere anche pubblicata nel “ mio” nuovo sito che mi ospita. E questo perché se ci dovessero essere utenti che soffrono del mio stesso disagio, possono contattarmi al mio indirizzo email:
    danilomar@infinito.it
    Grazie*.

     

    ********************************

     

    Non nutro particolare simpatia per gli Inglesi! Popolo coraggioso e determinato, nazionalista e convinto d’essere una spanna sopra gli altri. Forse è vero, ma ciò non cambia il mio giudizio. Se poi penso che l’Inghilterra è stata l’artefice dell’unità d’Italia con quella carnevalata che va sotto il nome di “Spedizione dei Mille”, beh, allora dire che mi sono antipatici è un eufemismo.

    Vivono nella nebbia eppure dicono che è l’Europa ad essere isolata! Vivono nel mito del loro motto per eccellenza: chi controlla il Tamigi controlla Londra, chi controlla Londra controlla l’Inghilterra e chi controlla l’Inghilterra controlla il mondo.
    Ed hanno fatto la storia del mondo colonizzando, schiavizzando e saccheggiando terre e popoli. Tutto per la grandezza dell’Inghilterra. Tuttavia vado a Londra almeno una volta l’anno. Londra: una città che amo. Che mi piace molto e dove ho anche tanti amici – che conoscono il mio pensiero generale e mi sopportano - coi quali discuto di storia e di calcio; di letteratura e musica; di filosofia e moda. E ringrazio l’Inghilterra di averci regalato Mary Quant! Secondo me più importante dei Beatles o dei Rolling Stones.
    Ma ci hanno anche dato Mister Parkinson che ha scoperto il morbo che porta il suo nome! E quando una malattia porta il nome del suo scopritore è quasi sempre deleteria. Fateci caso.
    Sono anni che Mr. Parkinson ed io abbiamo ingaggiato una guerra senza esclusione di colpi. E sono anni che ognuno di noi dice che vincerà! Tempo fa gli scrissi una lettera ma è giunto il momento che gliene canti ancora quatto! Soprattutto ora che ha provato – senza riuscirci – a chiudere la partita.

    Caro Mister Parkinson,
    vedo che le provi tutte per cercare di vincere contro di me!
    Te lo avevo detto che sarei stato un osso duro! Ma tu – testardo – non mi hai creduto. Eppure bastava che ti informassi presso i miei nemici! Si, quelli che in questi 57 anni si sono intromessi sul percorso della mia vita cercando di non farmi fare quello che io volevo fare: potevi chiedere e non lo hai fatto, certo come eri che mi sbolognavi nel volgere di poco tempo.
    So quello che pensavi: “entriamo in questo, tanto lo hanno già malmenato, è già tutto rotto e storto e sarà uno spasso liquidarlo”. Io ti avevo avvisato che, a dispetto del mio fisico malandato, con me sbattevi duro! Ma tu, inglese arrogante, pensavi che io bluffassi e così la nostra solitaria guerra l’abbiamo tirata avanti per anni. Ti dirò che quasi non mi accorgevo più che ti eri allocato in me!
    Hai provato in tutti i modi ma sempre te lo mettevo nel culo! Mi hai investito con tutta la tua devastate forza cercando di sconfiggermi col dolore. Dolori alle ossa che avrebbero fiaccato gli altri, ma non me! Ed allora hai cercato di annullare la mia volontà dispensandomi dei vuoti di memoria, ma sei cascato male: come vedi sono lucidissimo. Ti sei divertito agendo sulle mie corde vocali cercando di togliermi quello che per me è un bene preziosissimo: la parola! Ma io ho continuato ad esercitarmi per ore ed ore parlando ai muri della mia casa ed ho mantenuto la mia capacità oratoria. Certo, non è più brillante come un tempo, ma me la cavo ancora.
    E poi, bastardone mio, hai provato a colpirmi – con un colpo basso – proprio le parti basse! Volevi togliermi la virilità! Che stronzo che sei! A me! Ma ti è andata buca! Prova a chiedere! Dai chiedi in giro! Non ho più 20 anni ma ancora faccio la mia porca figura a letto.
    Ed allora hai alzato i toni dalla nostra guerra e stai provando a prendere anche la mia parte destra. Figlio di puttana! E per un momento sembrava ce la facessi ma il fuoco di sbarramento dei miei fucilieri (Professor Siciliano, Professor Orlandi e Professor Ceravolo, coordinati dal Chiarissimo Professor Murri) ti hanno fatto capire che non c’è trippa per gatti!
    Ma certo, so benissimo che tu non ti arrendi e che la mia contro di te sarà una guerra di trincea. Ma non ci sarà la mia Caporetto. E lo hai capito anche tu. Mi hai fatto passare giorni terribili, ti confesso che una volta ho anche pensato di farla finita. Ma è stato solo un attimo poi, pensando alle cose belle che ci sono nel mondo e recitando a me stesso Hikmet, ho ripreso la mia lotta. Confessalo: quel 20 luglio pensavi d’aver vinto. Si che lo pensavi! Non mi muovevo più, respiravo a fatica perché le ossa della gabbia toracica mi facevano impazzire dal dolore, non riuscivo a stare in piedi, non riuscivo a fare le cose più elementari…ma in corpo avevo tanta rabbia che s’è trasformata in energia positiva. E tu – essere immondo – mi hai visto in difficoltà e hai aggredito con forza i miei muscoli facciali: i miei occhi si sono gonfiati e non riuscivo ad aprirli. Poi a fatica ce l’ho fatta e ti garantisco non ero bello a vedersi. Oddio! Bello non lo sono mai stato! Ma in compenso ho avuto donne bellissime! Lo sapevi bastardone, che mia moglie è stata finalista nel concorso Miss Italia 1975? Ricordo ancora quel che mi diceva il mo amico Ezio: lascia perdere Dani, non è per te! Lasciar perdere? Mai! E sono 30 anni che è mia moglie!
    Per giorni hai martoriato le mie ossa, pensavi di aver vinto ed invece hai trovato chi ti renderà pan per focaccia. Trema figlio di puttana: mi sono rimesso a studiare! Farmacologia! Farò delle ricerche su di te! Hai capito bene: ti farò una guerra spietata! Ci sono molti valenti ricercatori
    che stanno lottando contro di te. Ma io sono convinto che solo chi il male ce l’ha dentro può avere quel guizzo in più per fotterti. E vivrò di prepotenza fino a laurearmi e sconfiggerti. Non ci metterò molto, non scappare, ti ricaccerò io nell’inferno da dove sei venuto. Perché se è vero che l’aspettativa di vita dell’uomo è di 80 anni, io quelli voglio campare! Un giorno in più si, uno in meno no! Capito!
    La ricerca medica di oggi sa come rallentare la tua invasiva presenza e questo è già molto. Un tempo tu vincevi nel volgere di pochissimo tempo. Oggi quelli che tu colpisci - grazie alle nuove scoperte - conducono una vita “normale”. Anche se normale non è ingerire un tot di pillole al giorno. Anche se normale non è sentire le articolazioni irrigidirsi. Anche se normale non è convivere col dolore. Ma chi stabilisce la normalità. Per me e quelli come me la normalità è anche questa. Ma sono certo che si può e si deve fare di più. Tutti noi possiamo fare di più. Mi frulla in testa una certa idea e ne parlerò col Professor Murri. È solo un’idea, forse folle. Ma poiché l’ho pensata vuol dire che si può realizzare. Tutto quello che sogniamo è realizzabile. Quello che non si sogna non si realizza. Ecco perché è importante avere dei sogni! Ecco perché è bello sognare! Ti ricordi – Mr. Parkinson – il sogno di Martin Luther King? “Ho un sogno: vedere bianchi e neri nella stessa scuola…” ! Quel sogno s’è realizzato tanto che oggi abbiamo un afroamericano candidato alla Presidenza degli USA.
    Anche io Mr. Parkinson ho un sogno: quello di non vederti più in nessuna persona sulla faccia della terra! E che parlando si possa dire “il Parkinson? Non è più un problema” E stanne certo, ti scatenerò contro un guerra che maledirai il giorno che mi hai aggredito
    Ti attendono, mio caro, giorni difficili e anche tu capirai cosa vuol dire avere un nemico che gioca con le tue stesse carte. T’incalzerò. Non ti darò tregua. Scoprirò le tue debolezze e ti schiaccerò come una serpe. L’inferno ti inghiottirà ancora, ma da quelle fiamme non uscirai più: creperai del tuo stesso male.

    Con profonda disistima,
    Danilo Mar.

     

    **********************************

    * Scusate se vi parlo delle mie beghe, ma è un modo per dirvi della mia assenza dal sito. Assenza della quale alla stragrande maggioranza poco ne cale, ma che ho sentito il dovere di spiegare a quelle persone che mi vogliono bene e cui sono legato da profonda amicizia e stima e a quelli che mi leggono.

    Ringrazio tutti quelli che mi hanno scritto - sono tantissimi - e questo post è una sorta di risposta collettiva. Solo in questi ultimi giorni ho acceso il PC ed ho letto. Ringrazio chi mi ha mandato SMS di incoraggiamento e tutti quelli che mi hanno telefonato trovando il mio cellulare spento! Ma non riuscivo a parlare e non rispondere mi sembrava ineducato, da qui la decisione di tenere il cellulare spento.

    Ora sto decisamente meglio e tempo due o tre settimane ritroverò lo smalto dei giorni migliori. Confesso: stavolta l’ho vista davvero brutta! Per un attimo ho pensato se non era il caso d’ammainare bandiera e chiedere l’onore delle armi in una onorevole resa. Poi è venuto a trovarmi - sono un orso: quando sono in ospedale non voglio vedere nessuno, manco i miei familiari – il mio vecchio maestro elementare. Che ben conosce il mio pensiero . E lui - a 89 anni - s’è sobbarcato centinaia di chilometri pur sapendo…non me la sono sentita… e ancora una volta ha saputo trovare le giuste parole per ridarmi voglia di lottare. Grazie Maestro.

    È bella la vita! E non permetterò a nessuno – e men che meno a Mr. Parkinson – di portarmela via! E faccio miei i versi di Hikmet: i nostri giorni più belli li dobbiamo ancora vivere. Sono un vero inno alla vita!

    Ben ritrovati a tutti i vecchi iscritti e ben trovati ai nuovi iscritti.
    Mi dovrete sopportare ancora!