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in archivio dal 08 giu 2010

Edoardo Sanguineti

09 dicembre 1930, Genova
18 maggio 2010, Genova
Segni particolari: Ho ricevuto parecchi premi per la mia carriera: la Corona d'oro di Struga, sono divenuto membro e fondatore della "Accadémie Européenne de poésie" e membro consulente del "Poetry International". Faraone poetico dell'Istituto Patafisico di Milano, dal 2001 sono stato Satrapo Trascendentale.
Mi descrivo così: Sono stato poeta e scrittore e ho fatto parte del "Gruppo 63".

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  • 26 novembre 2012 alle ore 17:47
    La ballata delle donne

    Quando ci penso, che il tempo è passato,
    le vecchie madri che ci hanno portato,
    poi le ragazze, che furono amore,
    e poi le mogli e le figlie e le nuore,
    femmina penso, se penso una gioia:
    pensarci il maschio, ci penso la noia.

    Quando ci penso, che il tempo è venuto,
    la partigiana che qui ha combattuto,
    quella colpita, ferita una volta,
    e quella morta, che abbiamo sepolta,
    femmina penso, se penso la pace:
    pensarci il maschio, pensare non piace.

    Quando ci penso, che il tempo ritorna,
    che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
    penso che è culla una pancia di donna,
    e casa è pancia che tiene una gonna,
    e pancia è cassa, che viene al finire,
    che arriva il giorno che si va a dormire.

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.

    Femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

     
  • 15 aprile 2011 alle ore 17:24
    Vengo, con la presente...

    Vengo, con la presente, a te, per chiederti formalmente di esentarmi d’urgenza
    dal comunicare, con te, per telefono (io non posso battere zuccate disperate,
    contro il primo muro che mi trovo a disposizione, ogni volta, capirai,
    appena mollo giù il ricevitore):
    (perchè, mia diletta, io non saprò mai separare, stralciandole,
    le tue parole, a parte, dai tuoi gomiti, dai tuoi alluci,
    dalle tue natiche, da tutta te): (da tutto me):
    sola, la tua voce mi nuoce: