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in archivio dal 29 dic 2005

Francesco Foresta

09 ottobre 1977, Nola
Mi descrivo così: Non posso descrivermi... non sarei obiettivo... lascio ad altri questo compito.

elementi per pagina
  • 16 aprile 2012 alle ore 3:04
    Basta con le prese per il culo

    quando mi dicevi che eri felice io mi sentivo morire
    ero nudo ricordi?
    ti dissi:non ti dimentichero'mai
    c'era una sorta di follia in quello che facevamo.
    ed ora
    tagliato fuori
    trattato come un estraneo.
    non hai bisogno di nulla
    ogni cosa e'stata dimenticata
    tutto quello che abbiamo passato
    i posti in cui siamo stati
    come se ogni cosa fosse morta
    come se i ricordi fossero svaniti nel nulla
    questa fine disastrosa
    cancellami,cosi mi hai detto
    trattami come una sconosciuta
    siamo due numeri come tanti
    che girano a vuoto nel mondo
    per strade diverse.
    no,non voglio vivere in questo modo
    non voglio sprecare altre parole
    non voglio essere un numero come tanti
    cosa ho fatto per meritare questo?
    le parole mi feriscono come lame.
    il mio essere frantumato dagli eventi
    il mio dipendere da te
    una decisione che anniente l'anima
    scivolo via come i granelli di sabbia tra le dita
    come una poesia finita male
    come un cane che cerca qualcosa da mangiare tra la spazzatura
    come un arcobaleno visto in una pozza d'acqua dopo un temporale
    mentre questa notte scende fredda senza stelle
    e quest'estate tarda a venire.

     
  • 15 ottobre 2010
    San Francisco

    Con rimpianto
    Guardo dietro mentre il mare dei ricordi è sempre più agitato
    Questo dolce film
    Il sogno di una vita.
    Ed oggi rinnego ogni istante della mia esistenza
    Pensavo che tutto potesse essere facile
    E che il mondo mi avrebbe sorriso
    Ora, denigrato e vinto
    Non credo piu’in niente.
    Mentre camminiamo per queste strade di San Francisco
    Fatte di miseria e glorie
    Ricchezza e povertà convivono e si prendono in giro  reciprocamente.
    La terra dei sogni infranti
    E Pier 37 si avvicina
    Con tutto il suo carico di malinconia
    C’è un clown che gioca con un bambino
    Ci sono i gamberetti fritti
    E la banda suona l’inno nazionale.
    Alcatraz si spegne da lontano sulla sua isoletta.
    Funziona tutto alla perfezione.
    The american way of life.

     
  • Sono solo sogni
    Le poesie che ci circondano
    Le parole: inutili frammenti che portano ai ricordi
    C’è questa tenue luce viola sulla mia testa
    Mentre io parlo d’infinito
    Aspettando che qualcuno mi mostri la via
    Negli autunni passati dal mio cuore
    E non poter credere
    Ad un’altra guerra vinta
    Risuona nella stanza il fragore
    Di uno spirito in fiamme
    C’è paura lungo la strada
    Percorsa in fretta
    Senza riuscire ad assaporarla.
    Andrò via di corsa
    E non me ne importa nulla
    Dammi un altro giorno
    Non sarà poi tanto male.

     
  • 07 luglio 2006
    E' così e basta

    Le rivoluzioni sono inutili

    La gente dimentica

    E l’ultimo contestatore muore.

    Siamo tutti belli oggi

    Eppure non sappiamo chi ringraziare.

    Le modelle sfilano sotto i riflettori

    Mentre si riaccendono le luci della ribalta

    Per l’attore caduto

    E che ora risorge.

    Qui è sempre lo stesso

    Uguale e imperituro.

    Nel bar c’è un uomo che beve

    incurante di tutto

    Che alza lo sguardo,

    Si gira intorno,scrolla la testa

    E ritorna a bere.

    L’irresistibile odissea.

    Si compie il volere degli Dei

    Mentre Giacomo Casanova riceve l’ennesimo rifiuto

    Nietzche è li’che scrive la sua grande verità.

    È tutto cosi tremendamente noioso.

    Provo a cambiare canale

    Cercando la musica perfetta.

    Spengo tutto

    E vado a letto.

     
  • 16 maggio 2006
    [Senza titolo]

    Le cose succedono quando meno ce l’aspettiamo

    E il burattinaio che muove i nostri fili si stanca

    Lasciati alla deriva affondiamo miseramente

    Soli con le nostre ossessioni

    Ci guardiamo allo specchio dei ricordi

    E piangiamo.

    Inutili lacrime che volano via portate dal vento

    Delle nostre fragili abitudini.

    E’solo poesia e niente più

    Inizia e finisce allo stesso stupido modo

    E non porta a nulla di buono.

    Si vive e si muore in questo stupido teatrino

    Di tutte le nostre fugaci esistenze.

    Usati, straziati e sopravvissuti.

    Bevo il mio ultimo bicchiere

    Stappo la mia anima

    Che odora di sughero

    Mentre cerco il bandolo di questa inutile esistenza

    Quanto peserà tutto questo?

    Oggi, ieri, domani e nei secoli a venire.

     
  • 08 maggio 2006
    Nightmare

    Suonano inutilmente.

    Nessuno aprirà

    Il golem è lì che attende un’altra magia

    Voglio andare via,

    Lontano da tutti i segreti.

    Lontano dalle pelle che brucia

    Il sangue versato piangendo l’infinito

    I paragoni si sprecano nella solidità dei discorsi

    Tutto è così rovinosamente tragico

    Il tuo silenzio non è stato mai così rumoroso

    Non so più cosa chiedere e dove aggrapparmi

    Aspetto l’ultimo voto.

    Il risultato della mia condanna

    Mentre la bambina nel video piange

    Io bevo ed ascolto musica.

     
  • 27 gennaio 2006
    Completamente pazzo

    Il porco, il porco.

    Sono il maiale che scrive.

    La fede: quella l’ho buttata nel cesso.

    Bevo.

    Bevo fino a farmi scoppiare il fegato

    E con le budella fuori mi sparo una sega

    Come un frutto marcio mi distendo sul letto

    Che puzza di sperma.

    Continuo fino a venire

    E me la godo tutta.

    La notte è triste e mi stupisce il luccichio delle stelle

    La testa fuori, spaccata in due

    Sopra ogni cosa, sopra il cielo.

    Sopra le stelle che bruciano tutte.

    La ventola che mi gira nella testa.

    Gira tutto così velocemente.

    Mi fermo.

    No non ci riesco.

    Sono proiettato in avanti.

    Questo tempo fottuto.

    Passa.

    Passa troppo veloce.

    E gira.

    Maledizione gira tutto.

    Scendo dal letto e corro al cesso.

    Rigetto la mia anima e ci rido sopra.

    La scarico via come un sacchetto dell’immondizia.

    Mi rimetto sul letto e guardo il soffitto.

    Rido.

    Rido come un coglione.

    Senza motivo.

    Era troppo buono.

    La serata era buona.

    Venivo col pensiero.

    La puttana gelosa che mi prendeva in giro.

    Mi succhiavo il cuore con la cannuccia due volte

    E ritornavo a ballare.

    Tutti lì.

    I coglioni congelati.

    Mi facevo prendere in giro.

    La vita mi sfotteva ancora una volta.

    E Il padrone sapeva tutto.

    Si predisponeva seduto sulla poltrona

    A farsi una grassa risata

    Ed io non lo deludevo affatto.

     
  • 27 gennaio 2006
    Stella

    La mia donna

    Fatta di luce di stelle

    La mia donna

    Dai fianchi sinuosi

    Come un nido di serpenti

    La mia donna

    Dai baci appassionati

    E dall’anima di fuoco

    La mia donna

    Esplosione cosmica di sensazioni

    La mia donna

    Dalle morbide carni

    Come campi innevati

    Sui quali violentemente mi poso

    E lascio la mia pesante orma

     
  • 27 gennaio 2006
    Malibu'

    Provavo qualcosa di forte,dentro.

    Le mie emozioni come uova strapazzate

    Premevano nel mio stomaco

    E salivano fin su nella gola.

    E li si stringevano

    E mi facevano male da morire.

    Inghiottivo il nulla sotto forma di saliva

    Ma non serviva a niente.

    La bocca mi si chiudeva facendosi piccola piccola

    Le orecchie sembravano otturarsi

    Attraversate da un sibilo

    Gli occhi si stringevano fino a chiudersi

    Ed usciva una lacrima

    Che seguendo la strada del mio naso

    Arrivava sulla punta

    E cadeva.

    E poi un’altra

    E un’altra ancora.

    Piangevo.

    Cosi,all’improvviso.

    Stavo male senza alcun motivo.

    O forse ce l’avevo e non me ne rendevo conto.

    Piangevo.

    In una notte di marzo

    Mentre la primavera tardava a venire.

     
  • 27 gennaio 2006
    Poesia stupida

    Maledizione a me

    E a quanto sia distratto.

    Ho scritto cancellato e salvato tre volte

    La stessa poesia.

    E mi veniva sempre diversa.

    Toglievo parole, frasi, tutte le volte che la riscrivevo.

    Forse.

    Sino all’ultimo.

    Voleva diventare

    Qualcosa d’importante.

    Come la macchina fuori che

    Incurante della pioggia

    Sfreccia a mezzanotte

    Su una strada deserta

    A 200 all’ora.

     
  • 29 dicembre 2005
    Un buon bicchiere di Porto

    Ritornavo a casa
    Stanco del bar, degli amici e della vita.
    Stanco, stanco di tutto.
    Parcheggiavo l'auto nel garage.
    Mettevo a posto la moto.
    Salivo.
    I miei era ancora svegli
    E il mio cane pronto a farmi le coccole.
    Sorridevo
    Entravo in cucina ed aprivo il frigo
    Cercando qualcosa da bere
    Puntualmente non trovavo quello che volevo.
    C'era solo un po'di liquore al cioccolato fatto da mia madre.
    Buonissimo.
    Ma non ne avevo voglia.
    Mia madre mi si avvicina ed io le chiedo se c'era qualcosa da bere
    Mi dice di andare nella sala da pranzo.
    Vado.
    So già dove sono i liquori.
    C'erano del whisky, della vodka e dello champagne.
    Li scarto tutti.
    Vedo una vecchia bottiglia di porto
    Ne sono attratto.
    La prendo.
    Vado in cucina.
    La poggio sul tavolo e la apro.
    Avevo un non so che di timore reverenziale.
    Avvicino il tappo al naso. Lo annuso.
    Qualcosa di sublime.
    Una sensazione favolosa, stupenda.
    Non volevo berlo. Non mi sembrava l'occasione adatta.
    Richiedeva un qualcosa di speciale.
    Chiudevo il tappo.
    Quand'è che sarebbe venuta un'occasione speciale
    tale da farmi aprire la bottiglia?
    Ci pensavo su.
    Prendevo il bicchiere, lo sciacquavo, riaprivo la bottiglia
    E lo riempivo
    L'odore era fantastico.
    L'assaggiavo.
    Il paradiso poteva aspettare.
    Dopotutto.

     
  • 29 dicembre 2005
    Routine

    E come al solito la mia anima veniva violentata
    Da tanti stupidi moralismi.
    E non finirò mai di stupirmi nel constatare
    Quello che una persona
    Nel momento in cui finiscono i propri interessi
    Nei tuoi confronti
    E'capace di farti.
    Mah
    Questo è tutto quello che posso avere dalla vita?
    Un'infinita serie
    Di inutili accomodamenti?
    Non può essere vero, non cosi.
    Ed ogni volta mi ripeto: "questa è l'ultima.
    Questa volta non mi farò coinvolgere così tanto,
    Sarò più distaccato"
    Eppure puntualmente ci ricado
    Entrando dentro una storia
    Con tutto me stesso
    Con tutta la mia anima
    Credendo che almeno una volta,
    Almeno in qualcuno
    Possa trovare
    Un briciolo
    Di umanità.