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Autore

Gian Genta

in archivio dal 13 dic 2005

15 marzo 1944, Savona

segni particolari:
Non so di tappo.

mi descrivo così:
Sono ostile fin dalla più tenera età non so se questo è un bene ma ne vado orgoglioso.

28 dicembre 2005

Il parco dell'Adelasia

Il bosco affida al bosco la sua insonnia

l’alito dei castagni maschera grappoli d’ali.

Sono sceso tra il popolo dei nocivi

tra lepri e gatti selvatici

dove tutto misura il canto della vita

dove il respiro morde la solitudine

dove l’invadenza del pettirosso cerca la mano dell’uomo.

Sono sceso tra il popolo dei carnivori

tra volpi e faine

dove il giorno il mese e l’anno rovesciano le ore

dove il frusciare di foglie è vita di tante vite

dove la rugiada scende quando l’erba è più verde.

Sono sceso tra il popolo degli ottusi

tra tassi e talpe

dove la terra accumula i padiglioni dell’assenza

dove il migliore può essere superato

dove chi gioca non gioca tra noi per divenire.

Sono sceso tra il popolo degli alati

tra ghiandaie e fringuelli

dove il volo guadagna il volo

dove i rami più alti controllano il nido

dove la vita concepisce il cielo.

Sono sceso tra il popolo dei selvatici

tra scoiattoli e cinghiali timorosi

dove la felicità è troppo giovane

dove le fragole e le more s’inghiottono a vicenda

dove ogni anima è anima di un mondo diverso.

Sono sceso tra il popolo dei reprobi

come il santo del bosco

dove il nome dato alle cose si separa dalla ruota dell’essere

dove ho scoperto il disordine della legge del tempo

dove tutto ciò che passa merita di passare.

Il bosco affida al bosco la sua insonnia

ognuno per conto suo ad ascoltare la musica dei germogli.

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