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in archivio dal 22 set 2009

Gianfranco Pacco

04 ottobre 1963, Trieste - Italia
Segni particolari: Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.
Mi descrivo così: Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...
Mi trovi anche su:

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  • 04 settembre 2015 alle ore 10:35
    ascoltare

    Come ascoltare un libro
    ascoltare i nostri vecchi
    come leggere un libro di storia
    perchè loro
    quel libro l'hanno vissuto
    perchè loro su quel libro
    hanno scritto il finale
    un finale che a volte
    vorremmo poter cambiare
    un libro che spesso sfoglio
    e mi sembra di sentire
    la tua voce nonno
    perchè nonno
    scriveva ad alta voce
    per farmi leggere
    il suo libro
    ascoltandolo con gli occhi

     
  • 06 luglio 2015 alle ore 16:22
    Indrio nel futuro...

    Vardando el mar

    no te scolti el vento

    scoltando un temporal

    no te vedi'l tempoche scori soto i oci

    che'l te scampa

    e quando'l se inacorzi

    el te grampa

    e lassite becar

    che in mezo ai sogni

    sempre te pol sperar

    novi colori

    che i vegni a ingrumar

    riflessi e fiori

    che mai dimenticà

    in zima al cole

    e zò fin Miramar

    sufiando bole

    e anca quel morbin

    xe 'ndado 'vanti

    el iera picinin

    per tuti quanti

    cressudi xe

    quei muli

    che ciapai per man

    sognava verti i oci

    basandose pian pian

     
  • 29 maggio 2015 alle ore 9:52
    Molo

    sentà sul molo

    scriver dela mia zita'

    xe storie che sbatocia

    tuto quel che xe passà

    e nel missiot

    robe vien a gala

    come fussi 'desso

    come un refolo de fantasia

    sentà su un scagno

    de matina bonora sul mar

    prima che tachi el remitur

    ogni storia nassi

    e dopo el neverin

    riva el seren

    ogni ragio ciapa color

    el triestin sogna

    e se inamora de l'amor...

     
  • 29 maggio 2015 alle ore 9:50
    Perchè?

    Nessuna guerra

    nessUna poesia

    nessun racconto

    potranno mai eguagliare

    la vita vissuta

    di chi ha rischiato

    di chi ha combattuto

    di chi non è più tornato

    le parole aiutano

    a ricordare

    a non dimenticare

    ma noi umilmente

    possiamo solo immaginare

    atrocità del passato

    vissute solo nei racconti

    di visi dallo sguardo svuotato

    lo stesso vuoto

    che in molti hanno aTtraversato

    come schegge impazzite

    che di rosso colore ornarono

    e solo il silenzio sa

    come fosse una liberazione

    lacrime come fantasmi

    mai asciugheranno cuori infranti

    nessuna guerra spiega...

     
  • 30 marzo 2015 alle ore 14:53
    Come la prima volta

    Sipari che proteggono

    e quando si aprono

    mostrano solo una parte

    perchè di nascosto

    tuto è custodito

    tutto si sa

    magia del palcoscenico

    segreti che

    non si svelano

    timidi come bambini

    indifesi e soli

    appena

    l'ultimo faro

    spegne un sogno

    e domani pronti

    ad accenderlo di nuovo

    profumi e copioni

    mescolando applausi

    emozionandosi

    come la prima volta...

     
  • 27 gennaio 2015 alle ore 13:08
    Briciole

    Briciole di un giorno

    che il tramonto raccoglie

    per mescolarne i suoi colori

    per renderli più bui

    finche' non arriva l'alba

    lasciando un nuovo sogno

    a ogni stella

    cercando sempre

    entusiasmandosi

    da qualche parte

    oltre l'arcobaleno

    una pennellata nei ricordi

    parole e immagini

    per sognare

    come i figli

    pronti a scoprire

    il mondo

    entusiasmarsi

    delle briciole

    dei giorni

    e poi sorridere

    per giocare

     
  • 08 gennaio 2015 alle ore 13:32
    Quel Nadal

    quel nadal

    che picio iero

    me scondevo soto el leto

    per veder babo nadal

    che rivava in camineto

    co le rene mi credevo

    parchegiade sora el teto

    in gropado un fiatin

    in quel buso iera streto

    desso i tempi xe cambiadi

    el te riva su fesibuk

    taga clica manda mail

    che va vanti xe el progresso

    ma se un atimo scoltemo

    fa rumor ancora desso

    de nadal i auguri veri

    come un tempo se capissi

    quei del cuor

    i xe sinceri

    ogi uguale come ieri

     
  • 12 dicembre 2014 alle ore 10:48
    Sognando Trieste

    Quando la notte ricopre

    i nostri sogni

    quando i sogni

    accompagnano

    le onde del mare

    Trieste di nascosto

    controlla come una vecchietta

    tante emozioni passare

    e ogni piccola mossa

    a riscaldare la gente

    come un "refolo" di bora

    sopra Miramare

    di fianco a Piazza Grande

    vicino all nostro molo

    in silenzio a ricordare

    come un bambino

    che sempre spera

    mi sembra di nuovo mamma

    con Trieste

    che un tempo c'era

    ritrovar

     
  • 12 gennaio 2014 alle ore 20:30
    Solo noi

    come un fiume in piena
    come una cascata maestosa
    comeu n uragano di parole
    e poi all'orizzonte la quiete
    quando tutto dorme
    quando il mondo si ferma
    quando sta per sorgere il sole
    albe e tramonti di noi stessi
     

     
  • 12 gennaio 2014 alle ore 20:29
    Teatrando

    folle magia
    magica atmosfera
    rumoreggiare composto
    emozioni buie
    calore avvolgente
    scie di luci e sensazioni
    sipario che si apre e protegge
    fantasie
    su palchi del passato
    cigolare di tavole
    giovani idee per il futuro
    teatrando
     

     
  • 04 dicembre 2013 alle ore 20:24
    Noi

    L'altalena dei pensieri
    serena ritorna
    quando ormai passata 
    è la burrasca
    un arcobaleno
    avvolge le emozioni
    e la penna fissa sulla carta
    ciò che la mente 
    ha osservato
    lunghe attese
    strade deserte
    la solitudine di chi
    non è invisibile
    la gioia di chi
    ti sa sorridere
    e nel cuore della notte
    solo il ticchettio di un orologio
    rompe il silenzio
    solo immagini sognate
    riscaldano l'anima
    frasi gentili
    e ci addormentiamo
    noi

     
  • 28 ottobre 2013 alle ore 14:29
    Liberi

    liberare la mente con le parole

    sciogliere i nodi del cuore

    emozionarsi ancora

    cogliere sfumature della vita

    complicità spontanea

    poesia di movimenti

    fantasia di misteri

    seguire la corrente

    correre a perdifiato

    fino alla fine della discesa

    sospinti da un vento magico

    attirati dall’infinito

    li dove l’arcobaleno finisce

    li dove inzia un sogno

     
  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:43
    Ritorni

    Mari in burrascamossi dal vento.

    Sibili all'alba

    schizzi dal cielo.

    Quadri d'autore

    immersi nel blu

    ora nascosti

    riemersi.

    Sensazioni di colori

    parole impresse

    nella memoria.

    Infiniti scorci.

    Schiarite

    affetti che ritornano

     
  • 20 settembre 2013 alle ore 12:35
    Come aquiloni

    Lentamente capire
    Dove l’oscurità
    Diventa luce
    Dove il mondo avanza
    Dove tutto sfugge
    Rincorrersi e
    Non raggiungersi
    Sfiorarsi e
    Non toccarsi
    Poi svegliarsi
    Togliere i lucchetti
    Alle idee
    Lasciarle rimbalzare
    E giocare
    Come aquiloni
    Sospinti dal vento
    Sognare avanti
     

     
  • 20 settembre 2013 alle ore 12:34
    Tutto scorre...

    Il tempo scandito dai tuoi sguardi
    lancette che si rincorrono...

     
  • 11 settembre 2013 alle ore 10:06
    Immensamente

    Un battito d’ali,
    un soffio di vento,
    il mare increspato...
    I tuoi occhi:
    l’immenso

     
  • 11 settembre 2013 alle ore 10:01
    E poi...

    Emozioni sulle onde
    onde su di noi.
    Tutto vola via
    tutto spazza.
    Gli occhi chiusi
    brividi e fantasia
    come un pittore.
    Colori sulla tela
    il pennello corre
    con i pensieri.
    Per te
    per il tuo sguardo.
    Un quadro.
    L’infinito.
     

     
  • 23 giugno 2013 alle ore 18:26
    Un bacio

    Un quadro d’autore
    Una foto a colori
    Un mosaico d’amore
    Parole del cuore
    Un bacio è così

     
  • 04 giugno 2013 alle ore 10:59
    Autunno in Carso

    Autunno su in Carso tra mille colori

    c’è una magia che manda profumi

    chi arriva da fuori come incantato

    dal nostro mare anche lui colorato

    Vedi le foglie di rosso vestite

    provi a guardarle quasi emozionate

    Chissà se in un sogno Risponderanno:

    “non raccoglieteci non fate il danno”

    venite a guardarle qua in Carso dal vero

    non serve nel vaso qua noi viviamo

    e quadri d’autori per voi dipingiamo

    ma se ci staccate allora mistero

    la tela sbiadisce il quadro sparisce

     
  • 21 maggio 2013 alle ore 15:58
    Romantico...

    Come una pallina che rotola in discesa
    Come un ramo trasportato dalla corrente
    Come una stella cadente d’estate
    Come un sentimento che irrompe nei cuori
    Comeu n dolce pensiero lontano
    Come unaf avola portata dal vento
    Comeu n finale ancora da scrivere

     
  • 16 maggio 2013 alle ore 14:39
    A volte...

    A volte basta un sogno...
    A volte ci lasciamo coinvolgere...
    A volte ci facciamo trasportare...
    A volte non ci pensiamo...
    A volte è la fantasia...
    A volte sono le fiabe...
    A volte…ci svegliamo!

     
  • 10 maggio 2013 alle ore 11:39
    Senza confini

    La testa è piena
    di tante parole
    che mescolan dentro
    ed escon da sole
    belle o brutte
    poi chi leggerà
    pronto a criticare
    o rider vorrà
    ma certe emozioni
    lo scriver mi dà
    son senza confini
    e senza un’età...

     
  • 08 maggio 2013 alle ore 11:21
    Dalla cima...

    Dalla cima di un monte
    scendeva la luna
    un bambino correva
    a raccoglier una stella
    la mano tendeva
    e come d’incanto
    il sole sorgeva
    a guidarlo lontano
    i sogni da grande
    per realizzare
    e come un gabbiano
    sull’onda inseguire

     
  • 02 maggio 2013 alle ore 14:16
    Amicizia

    come perle nella conchiglia
    come un bimbo e il suo sorriso
    come il vento nelle fessure
    come le onde assieme al mare
    come le foglie attaccate a un ramo
    come i vecchi sanno ascoltare
    come conoscersi pian piano
    come amici prendersi per mano
    come granelli di sabbia
    come gocce nell’oceano
    come i colori dell’arcobaleno
    come le note di una canzone
    come vuoi immaginare
    come i sogni

     
  • 24 aprile 2013 alle ore 9:17
    Cartolina

    Abili mosse
    come scacchiera
    Trieste una favola
    Oggi e com’era

    Prova a guardare
    mentre cammini
    La bora ti parla
    senza confini

    Andare portati
    da un soffio di vento
    Chiudere gli occhi
    vagare contento

    Trieste una nuvola
    Mai dimenticata
    Trieste l’amore
    Una fiaba incantata

    Le vie piazza grande
    A ridosso del mare
    Audace quel molo
    Seduto a pensare

    Per Lei voglio scrivere
    Giocare sognare
    Per questa città
    Sul suo lungomare

    Ancora quel vento
    Idee spettinate
    Scompiglia i pensieri
    Di noi innamorati

    Negli anni ricordi
    Profumi ancor vivi
    Poeti ed artisti
    Ed oggi li scrivi

    A volte nascondi
    Già note bellezze
    Carso e castelli
    Del mare le brezze

    Sei timida e magica
    Emani una scia
    E chi ti respira
    Non va più via

     
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  • 30 marzo 2015 alle ore 14:50
    Non più di 100...

    Come comincia: ...E dopo 23 anni di basket agonistico, come avrei potuto non scrivere della palla a spicchi, del cerchio di ferro e della mitica retina...i ricordi sono tanti..mescolati ...quando ho iniziato io a giocare il tiro da 3 esisteva solo nell'Nba (e siamo nel 1973)...si giocava con i calzettoni lunghi, i calzoncini super atillati (per mostrare i muscoli??) e le canottiere che ti creavano un notevole prurito....adesso ci sono calzoni alla pescatora (rigorosamente a vita bassa) e magliette senza maniche al posto delle canottiere, con sotto le "bellissime" magliette della salute...le calze ci sono, ma sembra che non ci sianoa, da tanto sono corte....una volta se avevi le converse bianche in tela eri alla moda...adesso esistono air...nere, bianche, rosse....e mille altri nomi impronunciabili di scarpe...ma vi assicuro che far canestro non dipende dal tipo di scarpe....

    Quela volta gli allenatori (coach) chiamavano time out e ti davano tutto: asciugamani, boracce, spray per i colpi....adesso i coach chiamano time out e dalla panca si alzano massaggiatore, medico, accompagnatore, zii, cugini, vice coach, lavagnette, pennarelli....e il time out è già finito....adesso ci si da il 5 anche se si è subito un fallo tremendo...quella volta i vecchi della squadra ti dicevano "scemo" e avrebbero voluto batterti, ma sulla testa...io ho iniziato in ricreatorio: un istituzione per la nostra città che continua ancora oggi...Finita la scuola, se non c'era allenamento, in "ricre" tiravi a canestro tutto il dopopranzo ...i giochi erano sempre quelli: giro del mondo e 21...e quello era l'allenamento migliore (stile slavo "corri e tira") per le partite del sabato...il mio primo maestro di basket (si perchè guai a chiamarlo coach) ci portava a giocare dall'altra parte della città a piedi dicendo che era un buon riscaldamento...e anche se vincevamo tornavamo indietro a piedi,(però con la coca-cola pagata) perchè diceva che era un'ottima soluzione defaticante...e noi lo ascoltavamo in religioso silenzio..però io ero abbastanza brontolone, ma alla fine del mio primo campionato (già che ero abbastanza lungo per la mia età...) ho vinto la classifica marcatori e lui mi fa: "visto, così adesso starai un po' zitto!!!"... e come potrò mai dimenticarlo: è stata una grande scuola di vita per il nostro avvenire, e non c'entra il basket, ci ha insegnato l'amicizia e lo spirito di squadra, del risultato non gli fregava più di tanto, ma solo adesso mi rendo conto quanto sia stato importante come uomo.....e intanto camminavamo...uhhh se camminavamo....solo una cosa non mi è mai andata giù del suo modo di fare: non ha mai voluto che segnassimo il punto numero 100...è sucesso tantissime volte che arrivavamo a 99 e tutti ci guardavamo..sperando...ma dalla panchina lui niente...e siamo attorno ai 12/13 anni...gli altri allenatori che ho avuto ( e che scriverò un'altra volta) negli anni seguenti ci lasciavano andare oltre i 100...purtroppo non capitava più tanto spesso...

     
  • 28 ottobre 2013 alle ore 14:34
    Biancanet e i 7 post

    Come comincia: ss
    Mi è successo anche questo, solo per voler raccontare le fiabe ai bambini…
    “Oh mio facebook chissà quanti mi piace ho oggi sulle mie foto, aspetta che controllo “
    Esclamò la vecchia Sonunwc (perché sonuncesso è più volgare, dissero al momento della scelta del nome, i genitori della megera), accorgendosi che qualcuno aveva più consensi di lei, divenne più brutta di quello che già era, uno sguardo truce e cupo.
    Poi venne a scoprire che la bella Biancanet, una giovane d’oggi, molto dolce, graziosa e internauta, aveva ottenuto con una sola foto il doppio dei mi piace suoi.
    E pensare che Sonunwc continuava a inserire foto nel suo gruppo “le belle (più o meno) della rete” praticamente ogni giorno.
    Si fotografava da sola, in tutte le pose e non perdeva occasione per farsi ammirare, ma era brutta, purtroppo, ed anche molto cattiva.
    Nessuno le chiedeva l’amicizia su facebook, anzi era lei che supplicava tutti di chiedergliela, però spesso veniva bloccata perché esagerava.
    Appena si accorse dell’accaduto decise che Biancanet non avrebbe più dovuto batterla e quindi non c’erano tante soluzioni disponibili: toglierle l’accesso ad internet non si poteva, distruggerle il modem nemmeno (ne avrebbe acquistato un altro)…e allora?…
    Allora renderla brutta…anzi sfigurarla…il suo misero e meschino piano iniziò a prender forma…seguendo i consigli di un terribile hacker.
    L’hacker costruisce ed elabora in velocità appositamente una pen-drive per la megera: sarà un ordigno terrificante che adoperato da Biancanet la renderà bruttissima…
    Ma dai come può una pen-drive fare tutto ciò…?
    Fidatevi e leggete avanti questa strampalafavola.
    Biancanet, ignara di quanto le stava per accadere, è sempre alla disperata ricerca di lavoro e di questi tempi avrebbe accettato qualunque offerta…
    Ed è così che riesce a farsi ricevere da Sonunwc , non potendo nemmeno lontanamente immaginare il seguito.
    Ovviamente e prevedibilmente come ogni fiaba thriller che si rispetti, di solito la vittima va ad aprire la porta all’assassino, in questo caso la vittima viene assunta senza tentennamento alcuno dalla sua carnefice…
    Ma perché va sempre a finire così? Biancanet no, non farlo…ti prego, torna indietro, noooooo.
    Niente, oramai aveva varcato la soglia della casa della megera, non si poteva più tornare indietro.
    Inizia a lavorare, a rassettare, a lavare e stirare e a pulire il notevole strato di polvere che ricopriva tutto (e certo se Sonunwc è sempre su facebook non ha il tempo materiale per pulire la casa!).
    Il lavoro procede anche se diventa sempre più massacrante, fino a che un giorno Biancanet sfinita, decide di scappare…senza dare nemmeno il preavviso contrattuale previsto.
    Scappa Biancanet, le urlava una voce dal di dentro…scappa più veloce che puoi…approfitta che la vecchia è al computer…non si accorgerà di nulla.
    E così fece: la ragazza, iniziò a correre forsennatamente, attraversò strade, ponti canali…oltrepassò campagne e laghi…e tutto senza il benché minimo aiuto di un tomtom…
    Ad un certo punto stremata si ritrovò in mezzo ad un fitto bosco di pini…
    Un profumo inebriante, ma non doveva rilassarsi…era sola…e prima o poi Sonunwc se ne sarebbe accorta…doveva mettersi al riparo.
    Calavano le prime ombre della sera.
    Di lì a poco scorse una casetta…probabilmente l’unica, con una gigantesca antenna parabolica: siamo nel 21° secolo, pensò la nostra fanciulla, meglio una casa con la parabola…
    Bussò ma non rispose nessuno…ritentò e poi si accorse che dal camino stava uscendo del fumo…quindi doveva essere una dimora abitata.
    La porta era aperta e così Bbiancanet un po’ timorosa entrò e si trovò davanti una grande sala piena di computer, tablet cellulari: dunque, o si trattava di qualche ladro che usava la casa nel bosco come deposito dei malloppi delle sue ruberie, oppure poteva trattarsi di una postazione di qualche azienda informatica segreta…chissà.
    Però quanta polvere…anche qui come nella casa di Sonunwc: forse era colpa di facebook?
    Seppur poco convinta Biancanet decise di dare una bella pulita…e allora iniziò a risistemare i faldoni di carta che circondavano tutti i macchinari, pulire la polvere, mettere a bollire l’acqua in un pentolone (l’unico trovato) per farsi una pastasciutta…
    Insomma un vero “repulisti”, del resto Biancanet non sopportava la sporcizia, il disordine, ma soprattutto la polvere…
    etciù…
    (scusa biancanet ma ne hai sollevata parecchia ed io sono allergico…scusate l’interruzione)
    Salute, rispose qualcuno…si ma qualcuno chi?….
    La giovane si girò e vide un coloratissimo pappagallo con tanto di pannelli solari, praticamente un papparobot…una novità e sul tavolo vide i documenti che comprovavano l’avvenuto brevetto dell’animale (a cosa servisse lo lascio alla fantasia dei lettori c’era scritto…)un brevetto inventato da chi abitava in quella casa sicuramente…un inventore, pazzo?
    Bello però,Biancanet chiacchierò per un po’ col papparobot o per meglio dire lo ascoltò ripetere le frasi che lei buffamente pronunciava a raffica…
    Poi un attimo di panico…Biancanet sentì un vociare confuso venire da lontano…anche il papparobot misteriosamente si bloccò…non poteva essere un effetto sonoro della bestiola…no infatti era qualcosa che si avvicinava…e man mano che il rumore aumentava la ragazza si rese conto che si trattava di un gruppo di persone e non di una persona sola…
    Ecco si…stavano arrivando dei buffi e alquanto strani personaggi (perché finora tutti normali vero?)
    Erano i 7 post che allegramente cantavano a squarciagola:
    --“andiam andiam
    andiam a navigar
    su facebook twitter e internet però
    non so
    skype ora c’è per te
    adesso puoi guardar
    dal vivo tu mi puoi
    anche telefonar
    la la la la la la”—
    Erano esseri minuscoli compatti tosti e massicci…dei cubi praticamente…entrarono ordinatamente con a capo Facebookilo anche Taggalo, Postalo, Linkalo, , Twittilo, Maililo, Chattalo…
    Biancanet salutò con voce tremolante e Facebookilo, il più vecchio, prese la parola e ammonì la giovane sul fatto che aveva violato una proprietà privata…poi le chiese l’amicizia su facebook…
    Ben presto divennero amici, non solo di facebook, si spiegarono sorseggiando un buon bicchiere di vino e festeggiarono fino a notte fonda…canti, balli e follie.
    Pian piano dopo averla ringraziata delle pulizie si addormentarono uno sulla spalla dell’altro…
    L’alba!
    Era una splendida giornata…il sole iniziava il suo sorgere…quando il suo innalzamento si bloccò bruscamente e tornò il buio più pesto.
    I 7 post e Biancanet si svegliarono praticamente all’unisono e dopo un po’ si sentì bussare alla porta…
    Classica situazione ripetuta…ok…
    Si sentì bussare alla finestra…ecco, meglio?
    Facebookilo andò ad aprire le imposte e si trovò innanzi una vecchietta ricurva sul suo bastone con un sacco all’apparenza pesantissimo…
    La fece entrare…noooooo…non dalla finestra…dalla porta…(ah si giusto)
    La vecchietta era… (per chi non l’avesse capito…ok…ok…non dico nulla…avete capito tutti)
    Dicevo, la vecchietta si spiegò e si giustificò dicendo di non saper usare il pc…facebook twitter…insomma tutti gli aggeggi del progresso e voleva stare al passo con i tempi: aveva sentito molto parlare dei 7 post e quindi…
    Biancanet, malauguratamente volle rendersi utile e così si offrì di dare spiegazioni lei stessa alla vecchietta: bingo!
    (siamo sicuri che avete capito chi si cela così misteriosamente sotto i panni della vecchia?)
    Iniziarono le lezioni…
    Anche i 7 cubi…ops, i 7 post ascoltavano…
    la vecchietta per ricambiare l’ospitalità e la pazienza regalò la terribile pen-drive a Biancanet, che ne fu entusiasta…
    Effettuarono poi l’accesso anche a facebook e quando la vecchia vide che nuovamente la fanciulla aveva superato i mi piace rispetto alle sue foto si agitò tremendamente…
    i 7 post si allarmarono…misero a bollire l’acqua per una camomilla, ma la vecchietta Sonunwc era già scappata urlando…
    Bene la camomilla se la divisero tra loro e finalmente Biancanet inaugurò la pen-drive ricevuta in regalo…e bumm
    Uno scoppio tremendo, un vetro dello schermo scheggiò lo splendido viso di Biancanet e il sangue iniziò a fuoruscire: la ragazza svenne…
    I 7 post in un primo momento pensarono di inserire subito un post (non uno di loro, ma proprio un post scritto) su facebook ma poi convennero che nessuno scrive i affari propri sul social network….ahahahah (qui la risata ci sta)
    Presero degli stracci per tamponare l’emorragia e vi riuscirono…
    Intanto uno dei post (non scritto, quello vero) era corso a telefonare con skype al famoso principe adsl20mega…era l’unico che avrebbe potuto collegare di nuovo con il mondo e con la vita la splendida Biancanet e farle sparire la cicatrice dal viso…
    In men che non si dica arrivò adsl20mega tirò fuori lo spinotto appropriato per medicare la ferita si chinò sulla ragazza la collegò…ops…volevo dire la baciò
    Miracolo: biancanet aprì gli occhi…era di nuovo collegata…e senza cicatrice alcuna…
    subito venne cambiato lo status dei due…da single a fidanzati…
    E come ogni fiaba che si rispetti vissero felici e connessi
     

     
  • 04 giugno 2013 alle ore 11:01
    Oramai sono in ballo

    Come comincia: Era una grottastellafilante in mezzo al mare mi ci ero immerso fino al collo per poter capire che cosa stava succedendo, solo che appena il livello scese mi ritrovai circondato da strane creature le ballobelle: ma come potevo ballare se ero un tronco di legno?
    E proprio li sta il bello…
    queste ragazze avevano la particolarità (oltre ad essere stupendamente belle) di saperti trasmettere una linearità e dolcezza nei movimenti danzanti e in men che non si dica diventai un novello ballerino provetto…
    ed inoltre avevano il vizio di strizzarti l’occhio molto spesso…
    C’era un problema, non avevo la partner…
    Ed allora per non rischiare l’ira funesta degli abitanti della grotta, i temibili guaidasoli, dovetti cercarmi un nascondiglio…
    Si perché i guaidasoli odiavano chi voleva ballare senza il partner e li infestavano di stellefilanti: da qui il nome della grotta…
    Ma dico io non potevo continuare a starmene tranquillo a casa mia, con il mio lavoro da impiegato fantozziano senza andare a cercar rogne.
    No!
    Bene e allora si va avanti: oramai sono in ballo e devo ballare.
    Cercar rogne?
    A dire il vero io non ho cercato nulla, so solo che mi ritrovavo nel bel mezzo di un pericolo…
    Iniziai a correre per cercare un posto dove nascondermi dai guaidasoli…altrimenti sarebbero stati guai seri, molto seri.
    Salutai in fretta e furia le ballobelle, e feci loro due foto, una per ricordo la lasciai a loro: erano longilinee, sempre sorridenti, con i capelli rossi e gli occhi viola…
    non perché avessero preso dei pugni, no…proprio il colore dei loro occhi era viola…
    Girovagai non so per quanto trempo nella grotta…1 2 3 passè passè pirouette….
    Ma cosa stavo facendo, eppure non facevo uso di droghe: ogni 20 metri… era più forte di me …
    dovevo ripetere i passi di danza che avevo imparato…
    Finchè nel bel mentre di un chachacha…oplà…
    Ecco che tra le rocce granitiche della grottastellafilante mi si apre d’incanto un varco…
    Decido di oltrepassarlo (tanto peggio di così non poteva essere) ed è il buio più fitto, ma oramai non si poteva più fare dietro front, oramai ero in balia del destino…chissà dove finirò, altroché viaggi fantastici sul mio tappeto…
    Solo grazie ai passi di danza ero riuscito a scoprire il varco, magari solo grazie alla danza ne uscirò vivo…
    era una situazione davvero spiacevole, più che altro perché non vedevo soluzione, ed ero da solo, maledettamente solo…
    Ma non mi persi d’animo…
    Iniziai a camminare con un po’ di samba, vuoi vedere che l’allegria aiuta, del resto il sorriso non costa nulla, ed a questo punto anche se costasse sarebbero soldi ben spesi…
    Dopo un po’ scorgo in lontananza che mi viene incontro un’intera sfilata di maschere di carnevale: individuo velocemente un supereroe (superpippo o superman non fa differenza) e gli chiedo aiuto.
    Lui gentilmente si offre di portarmi dall’altra parte del lago ghiacciato…
    Mamma mia che confusione, non so se riuscite a seguirmi (nella storiai ntendo)…
    Oltre il carnevale il nulla solo appunto questo lago da attraversare…ed iniziava anche a fare molto freddo…
    io ero vestito in jeans e maglietta con un paio di infradito…
    Subito trascinato da superman volai oltre e iniziai col tango…da solo, tanto così dovevo proseguire…e subito prima del finale col caschi (ma come si scrive caschi?) intravedo una figura femminile…
    Era una ballerina sicuramente…un viso molto dolce…che mi tende la mano, forse lam ia salvezza…
    sentivo i rumori dei guaidasoli che mi avevano scoperto e mi stavano inseguendo
    Mi avvicino rapidamente a questa creatura altissima, molto più di me e lei mi viene incontro con una rumba e sorridendo…iniziamo a danzare assieme…dopo qualche minuto…
    Sento un boato ed un nuovo squarcio si apre innanzi a me…
    Finalmente…
    Sano e salvo?…
    macchè…
    però almeno non avrò più freddo
    Posso uscire, guardare di nuovo il sole, il cielo , il mare cristallino di una spiaggia incantata: quella che aveva ballato con me non era una ballerina.
    Ora al chiaro del giorno potevo vedere e capire…
    Mi stava salutando…era la fata turchina…
    Non so e credo non saprò mai se proprio quella della favola di pinocchio…ma sicuramente lei stessa era una favola, e per di più mi aveva fatto fare un passo avanti…
    almeno lo spero.
    Ciao fatina, resterai sempre nei miei sogni…e nei miei desideri, perché i sogni son desideri…ehi ma che dico…??
    Mi urlò che quella frase era la stessa delle ballobelle…era un portafortuna dei buoni della grotta…
    e sparì…
    Ora considerato che non bevo…che non mi faccio canne…
    o vaneggiavo o qualcosa mi aveva stordito…
    Era meglio procedere di fretta…
    I rumori degli inseguitori si facevano sempre più forti…erano vicini…avevano scoperto che ero un ballerino solitario
    Decisi di stendermi sulla sabbia…sotto ad una palma e provare a riposare
    Mi addormentai dopo qualche secondo
    Avevo viaggiato di fantasia come il mio solito…?
    Forse…
    “Signori il cinema sta per chiudere, dai bambini…è ora di uscire…le avventure della grotta…è finita l’ultima replica…”
    Avevo accompagnato i miei figli a vedere il film dell’anno e mi ero immedesimato nel protagonista, e fin qui nulla di anomalo…
    Non fosse per un piccolo particolare…
    Mentre tutti i ragazzini, compresi i miei figli, stavano uscendo dal cinema…ed io ero sempre più stordito…
    All’uscita vidi una persona che mi strizzo l’occhio più volte e mi ricordai di “qualcuna” nella grotta: ad un primo momento pensai ad un tic nervoso ma osservando meglio…
    Non riuscivo a crederci… non poteva essere vero…stava dando qualcosa ai miei figli: mi stropicciai gli occhi come appena svegliato e mi detti un pizzicotto sulla guancia…ma niente, non era un sogno
    E intanto la persona, dopo avermi strizzato l’occhio ancora una volta, svanì nel nulla…
    Allora mi tranquillizzai e pensai che forse non avevo digerito i pop corn.
    “papiri, andiamo a casa, ti è piaciuto il film?”
    “certo, certo, moltissimo….”
    “guarda cosa ci ha dato quella signora…”
    “quale signora?”
    “quella che sembrava una fat…che ti strizzava l’occhio…”
    Mi tremarono le gambe…
    ed anche la voce…
    avevo quasi paura a sentire la risposta…
    che oramai dentro di me prevedevo
    “che-che-co-co-sa?”
    “Tieni…è una foto…ci ha detto di darla a te…ha detto che tu capirai”
    ed io capii…
    Era la foto che avevo scattato con le ballobelle…
    sopra c’era scritto: “ciao amico d’avventura è proprio vero che i sogni son desideri…”

     
  • 01 marzo 2013 alle ore 9:12
    Un salto nel tempo

    Come comincia: Ecco, lo sapevo, sarebbe bastato il tocco magico del raspacapelli per poter fare un salto nel futuro…
    Un futuro non tanto lontano dove regnava la più totale confusione astronautica…
    Del resto in questo periodo siamo abbastanza abituati alla confusione nel nostro paese…
    Pertanto il tocco fatato del raspacapelli non ha fatto null’altro che trasportarci tutti in un’altra dimensione dove inizialmente nessuno si accorse di non vivere più in Italia, tanto la confusione era comunque la stessa; il solito tran tran quotidiano, il solito caffè con la solita brioches…
    Ma che succede…è una brioches gigantesca…oserei dire una bigbrioches…
    Dimenticavo un particolare: nel trasporto tutti e sottolineo tutti, abbiamo perso qualche centimetro ed anche qualche chilo…
    Quindi senza dieta alcuna ci siamo ritrovati come Gulliver: un viaggio fantastico in un mondo che più piccolo non si può.
    Si perché non è normale mangiare la bigbrioches, ma è ancora meno normale tutto il resto…Sentite…
    Arrivare al primo piano dell’ufficio ed esser stanchi come se l’ufficio fosse stato spostato al centesimo piano…
    Provate voi a farvi due rampe di scale essendo alti più o meno 15 cm…
    Si pose subito un problema: gli spostamenti erano pazzeschi, l’auto non la potevamo guidare ed aerei così piccoli, magari con voli last minute non li avevano ancora inventati…
    Ma andiamo con ordine (si fa per dire): qui bisognava correre ai ripari, si rischiava di perdere il lavoro, la casa, gli affetti, non ci vedeva nessuno, non si poteva di certo continuare a sperare in un tocco magico di qualche aggegio simile al raspacapelli…
    ma c’era anche il rischio che con questi tocchi magici potessi ritrovarmi in chissà quale epoca storica…speriamo bene.
    Appunto, non avevo neanche finito il mio pensiero volante che subito il tocco di un turbopettine mi catapultò ulteriormente avanti nel tempo…
    Dove le città erano tutte sospese nel vuoto e dove non esisteva il traffico, le persone si muovevano librandosi nell’aria, galleggiandovi chissà per quale strana legge fisica…o fantascientifica…
    I mezzi pubblici consistevano in tante scie luminose che si incrociavano senza scontrarsi mai, come fantasmi…traffico inesistente.
    Ma per favore ritornatemi i miei centimetri ed anche i  miei chili: non ebbi finito di pronunciare questa frase che in men che non si dica un grattashampoo  mi colò sulla testa e mi avvolse in una nube schiumosa…
    Appena si dissolese la nube mi ritrovai alto tre metri e con parecchi chili più del solito…ero un gigante…mi muovevo con difficoltà…
    Il centro cittadino era popolato di donne perfette, talmente perfette che sembravano finte…dei veri e propri manichini, non era possibile avvicinarle, se lo facevi subito una raffica di spruzzi lattei ti si parava di fronte…
    Mi sembrava letteralmente di impazzire.
    Non era possibile continuare il ritmo forsennato di questo saltoneltempo, o perlomeno non faceva per me, io ero più abitudinario , la fantasia mi apparteneva ma non sino a questo punto, mi piaceva conoscere gente nuova, ma non riuscivo a razionalizzare il fatto di avere dei coetanei alti 15 cm, e poco dopo altri di 3 metri…
    Insomma mi ci voleva un idea per fuggire da questa dimensione, sperando di ritornare nuovamente nel mio mondo dove, tutto sommato, c’è confusione, ma in misura normale.
    Dove il cielo sta ancora sopra la mia testa e la terra sotto i miei piedi, dove il mare è azzurro con le onde e le spiagge si trovano a livello del mare, dove i monti profumano di silenzio, quel silenzio che ora non c’era più….
    E tutto a causa di raspe, shampi e pettini strani e magici…
    Immerso nella confusione tamburellante di questa dimensione spazialmarziana proseguivo senza meta nella speranza di….
    All’improvviso uno squarcio sulla strada avanti a me permise al barbiergiocherellone di fuoruscire dalla crosta terrestre e di prendermi per mano iniziando a volteggiare nell’aria ed io con lui…tra mille risate tenebrose ed urla non troppo convincenti…
    Entrambi iniziammo a roteare in mezzo ad una miriade di capelli di mille colori…un arcobalenoparruccoso che ci risucchiò…non si sa dove e non si sa perché…non ci capivo più nulla…mi lasciai trasportare…non potevo reagire, ero come bloccato…
    Come immobilizzato, era solo il vortice, il turbinio di queste mille emozioni che mi faceva muovere
    Mi ritrovai di colpo…disteso sul mio letto: era tutto un sogno…!! Si proprio così…che sudata, ma per fortuna non era vero nulla…
    Del resto non poteva essere diversamente… raspacapelli, turbopettine, barbiergiocherellone, grattashampoo e arcobaleno parruccoso non facevano al caso mio…io i capelli non ce li ho più già da un bel pezzo…
    Di questo sogno (o forse meglio chiamarlo incubo) mi rimase un’unica cosa che al risveglio ritrovai sul mio cuscino e che ancora oggi non mi so spiegare, la conservo gelosamente tra le pagine di un libro: una ciocca di capelli multicolore…

     
  • 10 gennaio 2013 alle ore 11:58
    L'uomo invisibile

    Come comincia: Mi ritrovo solo in una spiaggia deserta dove la sabbia ha il colore verde…magari potrei anche estrarre il pennello , dare un’altra pennellata e vedere che succede.
    Scorgo in lontananza una piccola imbarcazione in avvicinamento, a bordo sembra non esserci nessuno.
    Mi nascondo dietro un cespuglio, e sistemo pure il mio tappeto volante arcobalenico con lo zaino
    La barca arriva l’ancora si getta…avete capito bene…si getta da sola…non ho parole…e non ho neanche idee…sarà stato l’uomo invisibile
    “e anche se fosse?”
    come al mio solito non mi meraviglio ma stavolta ad essere sincero ho avuto un sobbalzo leggerissimo: com’era possibile che in regolare successione si stavano muovendo dopo l’ancora uno zaino, un bastone, e poi le orme sulla sabbia…si avete capito, qualcuno lasciava le orme ma io non vedevo nessuno…
    Però questo qualcuno parlava ed allora ho iniziato a chiedere, ottenendo però risposte abbastanza evasive: risposte che peraltro si concludevano con un punto interrogativo girato al sottoscritto.
    Ad esempio mi disse: “ma come chi sono, sono l’uomo invisibile…tu mi sembri una persona con i piedi per terra, ma che crede alle magie, alle favole, che si incanta come i bambini a guardarei l mondo intorno a se, del resto se così non fosse non avresti intrapreso un viaggio in solitaria così complicato e all’avventura”
    Aveva colto nel segno, aveva centratto appieno lo spirito del mio girovagare: non era una sfida ocn me stesso, bensì era un improvvisazione continua, come piace a me, senza pensarci troppo al classico come sarà? Ce la farò? Con che cosa dovrò fare i conti…
    Oppure con chi mi dovrò misurare, sarò all’altezza.
    Ma che scherziamo?
    Siamo realisti: non si trova tutti i giorni una persona che molla tutto e parte in viaggio intorno al globo…e tanto meno si incontra l’uomo invisibile.
    Ma secondo voi uno come me che vola su un tappeto volante elaborato arcobalenico non può fare incontri strani?
    Bene e allora vi confesserò che l’uomo invisibile esiste davvero, su quell’isola dove l’ho conosciuto ci abita, da solo, si procura da vivere spaventando i turisti per conto di un villaggio li vicino e poi gestisce un noleggio imbarcazioni assieme a sua moglie, invisibile pure lei?
    No, lei è una bella donna, dai capelli rossi, alta e con un fisico mozzafiato…
    Come ha fatto a sposare l’uomo invisibile?
    E chi ha mai detto di averlo sposato, lì sull’isola marito e moglie si diventa con un semplice bacio sulla fronte: è un’usanza e vi dirò che non è neanche male: il legame è fortissimo…
    e Patty, questo il nome della donna, è proprio affabile…
    Certo che un marito invisibile può essere un problema ma non per lei: lo aveva conosciuto il giorno che sull’isola ci era arrivata da turista…e da quella volta non si era più spostata…
    E non scendo in particolari: l’amore è anche questo…
    Dimenticavo un’ultima cosa, prima di passare al mio prossimo spostamento: la cognata di Patty, tale Tania mi è stata presentata una sera…ad una festa…e dal primo momento che NON l’ho vista mi ha ispirato simpatia e tenerezza…
    come?
    Perché ho scritto NON l’ho vista?…
    beh, se ci pensate…la cognata sarebbe la sorella del marito…e se il marito è invisibile…
    baci sulla fronte non ci sono stati…
    ma ci rivedremo, anzi mi rivedrà…

     
  • 25 ottobre 2012 alle ore 12:12
    La nuvoletta blu

    Come comincia: Non svegliatemi perché ho molto sonno….
    -vieni corri presto…guarda il cielo…le nuvole
    -te l’ho detto 1000 volte…quando dormo mi piacerebbe non venir svegliato se proprio non va a fuoco la casa
    -Dai dai fratè muoviti…esci…vieni a prua…guarda le nuvole sono blu
    - piano piano…a piccoli passi…non posso mica uscire in mutande
    -Guarda le nuvole sorridono
    -Aspetta  mi sto vestendo
    - sei un lumacone
    -Ps pssss
    -Chi è?
    …se io son ancora sottocoperta chi la sta chiamando
    -Psss…ehi….
    -Chi mi chiama??
    -Sono io …sono nuvoletta…guarda in alto
    -Una nuvola blu parlante…
    -Arrivo arrivo…eccomi
    -Buongiorno signor capitano sono nuvoletta
    -Buongiorno
    -Ehi ma cosa rispondi a una nuvola
    -Sono educato io
    -Allora ricapitoliamo… in cielo ci sono nuovole col sorriso…qui, sulla barca c’è una nuvoletta giovane che parla…tu sei ancora addormentato…ma allora io sono impazzita
    -Può essere
    La nuvoletta intanto si è seduta e tira fuori dal suo interno un libricino tutto sgualcito
    -Che fai??
    -Voglio leggervi una cosa
    -Che non sia molto lunga perché non ho ancora fatto colazione…ed oggi ho un discerto languorino
    -No non è lunga…ma verso dove ci stiamo dirigendo??
    -Verso il parco di Yellowstone….
    -Ahhh dall’orso yoghi….
    -Bene allora inizio a leggere…e intanto si naviga
    -C’era una volta in un paese lontano
    -Ehi …che ci stai prendendo in giro…che ci leggi le fiabe per bambini
    -Dai stai zitto lascia fare
    -…dicevo c’era una volta in un paese lontano una ragazza di nome Stella…aveva le trecce bionde e gli occhi verdi…la sua pelle era sempre bianca come il latte, anzi come le nuvole…..un giorno mentre andava a scuola, molto pensierosa incontrò un cane, molto trasandato, che le confidò di avere poteri magici…e che avrebbe potuto esaudire ogni suo desiderio se solo lei si fosse presa cura di lui
    Stella accetto…prese il cane a casa sua, lo lavò e gli diede da mangiare…dopo qualche mese durante una fredda giornata invernale le venne voglia di giocare con lui e di chiedergli di esaudire un desiderio…quello di volare in giro per il mondo….magicabula …e di colpo stella si ritrovò sospesa a centinaia di metri d’altezza con la possibiilità di venir trasportata dal vento….”ehi, lassù”, disse il cane…”forse ho esagerato….guarda che sei diventata una…..” ma non si accorse che stella non lo sentiva….era diventata una nuvola blu…ma per tutti era nuvoletta…per gli uccelli…per gli aerei…per le cime dei monti….per tutto ciò che sfiora il cielo….per tutto ciò che si può incontrare a quelle altezze…..
    -Signora nuvoletta si sta facendo buio….
    -Vai avanti…abbiamo le torce…stai zitto
    -…..il cane piangeva ogni giorno…era stato lui a far sparire la sua padroncina…stella invece era felice…anche se aveva tanta voglia di rivedere i suoi genitori e anche il cagnolino…ci voleva un incantesimo…una serie di coincidenze…come quelle che l’avevano trasformata lo scorso inverno ad opera del cane magico…..nuvoletta in realtà era una bella ragazzina e così per rompere la magia ci voleva l’aiuto di qualcuno che nella realtà non sia ciò che si vede ad occhio nudo….
    -Non è chiaro… che facciamo
    -È chiarissimo….allora adesso interrompo e prendo il comando…nuvoletta ora ritornerai stella
    -Come fai a dirlo?
    -Ne sono più che convinto
    -Perché
    -Perché hai detto che ci vuole qualcuno che nella realtà non sia ciò che si vede ad occhio nudo….
    -Non capisco
    -Cosa vedi davanti a te
    -Un uomo
    -Appunto…ma non è così in realtà sono un bambino
    -sicuro…..E io sono una tigre….vedo che vuoi prendermi in giro
    -Ti prego nuvoletta ascolta mio fratello….lui nell’animo è bambino…ed anch’io lo sono…possiamo aiutarti davvero
    -E allora…e allora proviamo subito….le regole sono queste….chiudete gli occhi…e lo farò anch’io…conteremo fino a sei e poi se funziona vi abbraccerò…..
    -1…2..3..4..5….e 6…..aprite gli occhi…avanti aprite gli occhi…daiiiii
    -dai apri gli occhi…dai… …sveglia….
    -Ma…ma…. …nuvoletta… cane…incantesimo…che dormita
    - ehi, ma il tempo si sta guastando…si sta avvicinado un temporale…è meglio che ci avviciniamo alla costa….
    - stella…l’incantesimo
    -Fratello, hai sognato…come sempre….non solo ad occhi aperti….ma anche ad occhi chiusi
    - ….guarda…un libretto tutto rovinato…. …guarda il titolo
    -…..Una nuvoletta nel cielo stellato

     
  • 25 ottobre 2012 alle ore 12:11
    Le pietre dei desideri

    Come comincia: Due desideri a disposizione…scade il 4 agosto, benone…non credo ci saranno problemi…credo che ci divertiremo…
    sballottati dalle onde ora che abbiamo visto l’isola che non c’è, siamo in grado di affrontare qualsiasi tempesta…qualsiasi uragano….e poi abbiamo le 2 pietre dei desideri….
    decidiamo che fino al 4 agosto saremo per mare…vediamo che succede…perché è impossibile che passino 24 ore senza avventure…figuriamoci 4 giorni…
    Ci avventuriamo verso l’Africa…vogliamo provare a circumnavigarla…chissà….magari incontriamo qualche sorpresa…però sarà vietato scendere…al massimo un tuffo in acqua…ok ? si d’accordo. Mia sorella si butta da sola….però stavolta sta scherzando…passano i minuti e non risale…allora prendo le bombole…la maschera e le pinne…senza agitazione…ma con una certa fretta…..e mi butto non resta altro che andarla a cercare…con un boccaglio in più…avrà sicuro bisogno di respirare
    mi trovo a pochi metri di profondità…e noto vicino alle rocce un ingresso segreto….lo attraverso…e…
    una sala enorme dove tutti ballano…esseri umani…sub…e pesci…si avete capito bene…pesci ballerini…danze scatenate….fra di loro anche mia sorella…altro che ballerina provetta…è proprio una star…al centro del palco…tutti attorno che ritmicamente battono le mani (i pesci battono le pinne)….è proprio brava…ed ora parte il duetto col pesce spada…saturday night fever anche se oggi è venerdì…
    Mi avvicino al dj…scusi signor polipo…così non vale…lei ha tutti sti tentacoli…uno per mixare…uno per cambiare i dischi…uno per reggere il microfono…e uno per dissetarsi…insomma ai miei tempi alla consolle c’erano solo dj…normali…
    -che stai a dire?
    -fratello buttati dai….sei o non sei un ballerino?
    eppure il pensiero di esser sott’acqua, con la barca tutta sola lassù non mi dava pace…non riuscivo a tenere il ritmo…dopo varie prove ci rinuncio….avevo come un presentimento…e vado a vedere la barca…non vorrei…
    -lascia stare…è appena andato capitan uncino a controllareeeeee.
    -come hai detto??
    -ops….pensi anche tu quello che penso io?
    Di corsa e via …nuotando a tempo di record risaliamo…giusto in tempo per beccare l’uncino malefico con i suoi pirati a far razzie nella nostra barca…prontamente restando in mare e senza farci vedere lancio una delle due pietre in aria e grido forte
    - tuffi con doppi avvitamenti dalla barcaaaaa…
    uno spettacolo divertentissimo…i pirati sembrano tanti pupazzetti che continuamente vengono lanciati dalla barca dentro e fuori dall’acqua fino allo sfinimento…poi calma piatta….i pirati ritornano nei fondali marini con la coda fra le gambe e capitan uncino pure…dimenticando però il suo uncino a bordo…souvenir…
    è notte fonda siamo al 3 di agosto…inizia una nuova settimana…allo scoccare delle 3 mi sveglio e vado a prendere un po’ d’aria fuori dalla mia camera…la luna è alta nel cielo…le stelle cadenti sono a decine…tutto intorno il mare è calmo…sento solo una musica magica, ipnotizzante…sembra il canto di una sirena…mi sporgo un po’ troppo per vederla e splash…eccomi a mollo…
    -ma che fai…il bagno a quest’ora….
    -ho visto una sirena
    -Della polizia?
    -Non scherzare…dico davvero
    -Non vedo nulla
    -Miei cavi eccomi sono qui
    -ci mancava la sirena con la evve moscia….ti conviene ributtarti a mare…
    -In vealtà sono qui per suo fvatello
    -Ecco una sirena che mi cercava
    -L’unica sirena che può cercarti è quella del manicomio
    -Questo fanciullo mi piace…posso povtavlo via con me
    -Cara la mia sirena …puoi fare ciò che vuoi…
    -…ma  sei impazzito…vedi una sirena e non capisci più niente
    -No, non è così…lui è vittima del mio incantesimo…ah ah ah
    -Chi sei…quella voce la conosco…
    -Si si bvava…anzi brava…hai quasi indovinato
    -E la errem oscia
    - …stavolta ci penso io…questo è capitan uncino travestito da sirena
    -Ebbene si…hai azzeccato
    La lotta inizia…e si fa piuttosto furibonda…mia sorella è tosta…ma anche il capitano…
    -Ridatemi il mio uncino
    -Ah sei tornato per quello
    -Non solo
    -Poi vi ruberò la barca e vi darò in pasto ai pescecani
    Con un abile mossa mia sorella si ritrova intrappolata…ed io sono sempre più stordito…ma riesco a lanciare l’ultima pietra dei desideri a mia sorella...che la prende al volo con i denti e subito la lancia in aria….e grida
    -Capitan sirena…ora volerai…e non atterrerai mai….
    Una magia improvvisa solleva il malcapitato…e lo tiene a mezz’aria…tra urla (sue) e risate (nostre)
    -aiutatemi vi prego…
    -mi dispiace signor pirata
    -si ci dispiace molto
    -ma questo era l’ultimo desiderio a disposizione…non si preoccupi….lassù l’aria è più fresca
    mia sorella se ne va un attimo….e ritorna con l’uncino souvenir dimenticato qualche giorno prima dal capitano
    -dove sei andata
    -ecco qua…da oggi il capitano ha di nuovo il suo uncino…
    -potrà adoperarlo per appendere prosciutti…

     
  • 16 ottobre 2012 alle ore 9:50
    A bordo!

    Come comincia: E’ da un po’ che non prendo in mano il mio pennello.
    No, un attimo, aspettate, non devo dipingere nessuna parete, devo solo tentare di colorare una storia con il pennello della mia fantasia.
    Vediamo: inizio con l’intingerlo in un bel vaso di colori, per l’esattezza quelli dell’arcobaleno; poi a mezzaria una bella pennellata et voilà: il gioco è fatto.
    Un arcobaleno sospeso nell’aria: che sia un segno del destino?
    Sembra invitarmi a salirci sopra: che bello, a cavallo di un arcobaleno magari è un cavallo che corre pure, fatto apposta per intraprendere un viaggio ed in questo momento ho voglia di viaggiare.
    Penso e ripenso: assomiglia a qualcosa che ancora non riesco a raffigurarmi.
    Ma si, ho trovato: è un tappeto volante, si va.
    Appoggio ordinatamente vaso e pennello e rientro in casa in velocità solo per raccogliere alcune cose che potrebbero servire a bordo.
    Le inserisco ordinatamente nello zaino: una torcia, un blok notes, una penna ed un pizzico di follia, qualche ricambio, il cellulare, anzi no il cellulare no.
    Esco, raccolgo il pennello e lo metto nel mascone dello zaino, saluto il cane che scodinzola e che mi segue sino al tappeto.
    Il cielo è terso, solo qualchen uvola bianca in lontananza.
    Mi accomodo sul mio nuovo mezzo di trasporto multicolore, metto in moto…
    No, un attimo: non ho la chiave, e poi chi l’ha detto che il tappeto ha il motorino d’avviamento.
    Chissà se nel cruscotto c’è un libretto di istruzioni?
    Controllo e vi trovo un libretto con la copertina luccicante, lo sfoglio ed è tutto bianco, solo in fondo c’è un messaggio: è l’ultima pagina, il tuo libro finisce qua…mancano le altre, riempirle è compito tuo…
    Una sfida? Forse…ma avvincente.
    Si comincia.
    Proviamo a cercare una parola magica…si, ecco, è molto probabile che vi sia una semplice parola che può sbloccare l’avvio del mezzo: mi viene da sorridere…e nel preciso istante in cui sorrido si decolla…il gioco è fatto…basta ridere si parte, ok.
    E per fermarmi?
    Ci penserò più avanti, oramai sono già in volo…
    Paesaggi stupendi, voci che svaniscono, solo il silenzio delle nuvole.
    Stormi di uccelli salutano battendo le mani, ops volevo dire le ali.
    “Ehi voi, sentite, come faccio per fermarmi con sto trabiccolo?”
    Nessuna risposta, del resto gli uccelli non parlano…ma ne siamo certi?

    --continua--

     
  • 11 ottobre 2012 alle ore 12:09
    Il bosco piccolo, piccolo

    Come comincia: Si, vabbè potevi anche atterrare meglio, siamo finiti in acqua, nell’unica pozza di tutto il bosco: questa è la cosa che ho pensato in prima battuta, ma poi le cose si sono rivelate ben diverse da come potevano sembrare.
    Tento di asciugarmi, ma non c’è verso, devo togliermi i vestiti e lasciarli asciugare, fa molto caldo.
    Mi siedo ed appoggio la schiena ad un albero: mi addormento dopo pochi minuti.
    Al mio risveglio il sole sta ormai tramontando e decido quindi di prendere la torcia dallo zaino e rivestirmi.
    Ma cos’è successo?
    I miei vestiti si sono ristretti: no, non è a causa dell’acqua, sono proprio delle dimensioni di una mano!
    E adesso?
    Realizzo che qualcosa di strano è successo, e capisco che in realtà la pozza dove eravamo atterrati era un lago, rimpicciolitosi pure quello, chissà per quale strano incantesimo.
    “Pssss…ehi..”
    “chi è ?”
    “sono io, eri appoggiato su di me fino a poco fa e russavi pure”
    Bene, a questo punto dopo l’uccello, parla anche l’albero, e dire che sino ad ora non mi ero accorto di nulla, di tutte queste meraviglie, e come me, credo anche molti di quelli che mi stanno leggendo.
    Ma andiamo con ordine.
    Come mai ero l’unico di dimensioni normali in un bosco piccolissimo, nel quale a malapena riuscivo ad entrare e con un unico albero bello grande, diciamo normale, però parlante?
    “ ti spiego mio caro terrestre, questa è l’isola delle visioni distorte, qui prima o poi ci finisce ogni uomo, dopo aver giudicato, sbagliato, insomma dopo essersi comportato scorrettamente con un suo simile, a causa dei pregiudizi”
    Continuo ad ascoltare, interessatissimo…
    Qui puoi comprendere o insistere nelle tue sciocche ragioni: in quest’ultimo caso vengono distorte anche le tue dimensioni oltre che ai tuoi vestiti
    Io ero ancora bello grande, forse avevo capito?
    “credo che a te bastino i vestiti rimpiccioliti, dovresti aver compreso, prendili pure per ricordo”
    “ma come faccio a ripartire?”
    “in mutande! Il bosco è solo una piccolissima parte, tutta l’isola per un gigante come te si attraversa in 10 minuti…se vuoi fare un giro turistico, magari trovi un paio di pantaloni”
    Non ho volgia di scherzare, però l’albero aveva ragione meglio andare ed apprezzare
    guardo l’albero…lui capisce…sorride…come dite? Gli alberi non sorridono, credetemi questo sorrise e mi permise così di riprendere il volo…alla ricerca di altri vestiti.

    (da "il pennello magico" © 2012 - gianpacco)

     
  • 30 maggio 2012 alle ore 15:12
    Il Conte

    Come comincia: Il 40° giorno del nostro viaggio segna una data importante…..
    Stavolta ci siamo dati da fare…tutta la notte in sella….perché la curiosità di sapere come mai siamo stati separati alla nascita è troppa e così tra una fuga e l’altra…tra una pedalata in salita ed una in discesa e tra canzoni…chiacchiere e profumi di bosco e di mare…attraverso sterminate distese verdi arriviamo alla leggendaria Transilvania…ora il problema è trovare il castello…e poi fare amicizia con il conte…non sarà semplice…spiegare le nostre origini ad una persona che….
    - Ehi camomì non correre…una cosa alla volta…intanto facciamo colazione..vedo laggiù una casetta …esce il fumo dal camino…ci sono alberi tutt’intorno…sembra la casetta di hansel e gretel….
    E così ci avviciniamo pian piano dubbiosi si…ma anche affamati….bussiamo alla porta e subito ci accorgiamo che un pezzo di porta rimane attaccato alle nostre dita….
    -Ehi fratè…ma questa è una porta appiccicosa…bleah
    -Ma dai Sam…non vedi?
    -Che cosa?
    -E’ marzapane
    -Ma dai fratello tu a forza di scrivere favole sei sempre con la testa fra le nuvole…
    -E allora guarda…mangio un pezzo di porta…e poi un pezzo di finestra…e poi un pezzo di grondaia…mmmmhhhh buona la grondaia al cioccolato fondente…
    -Ehi ma allora se è fondente ci provo anch’io
    -Si guarda qua….e l’acqua piovana nella grondaia si è trasformata in succo d’arancio….che meraviglia
    In quell’istante esce dalla casa una vecchietta…no non è una strega….anche se tutto è molto simile alla famosa favola …. con voce tremolante ci inizia a parlare
    -Turisti…ciao…benvenuti…questa è la Transilvania….è una magia….io ci abito da anni
    -E parli bene l’italiano
    -In realtà io sono italiana …. quando sono venuta qui da giovane ho deciso di non andare più via…ho sposato un uomo del luogo….che poi si è rivelato….lasciamo perdere….ho chiesto il divorzio…ed ho iniziato a lavorare per conto mio…questa casa fatata è il risultato…e tutti prima o poi ci capitano….
    -Cara la nostra vecchietta…noi siamo molto onorati di fare colazione qui da lei…nella sua locanda….però poi dovrà indicarci la strada per i castello
    -Quale castello?
    -Quello del conte dracula
    Gli occhi della donna si fecero improvvisamente molto cupi…e tristi….
    -Non andate vi prego…
    -Perché?
    -Dovete sapere che il conte conserva molti segreti  e da tutto il mondo arriva gente per sapere cose che altrimenti non verrebbero a galla mai….però il conte è vecchio…la memoria non è più quella di una volta….e i denti neanche
    -In che senso?
    -Insomma ora ha la dentiera…non fa più paura neanche ad una mosca….dorme nel letto e non nella bara…l’aglio lo mangia per la pressione alta….il sangue non lo beve più….
    In quel momento ci scappa da ridere…ma meglio non scherzare con queste cose e ci tratteniamo….la vecchietta inizia a comportarsi in modo strano
    -bei giovani…volete entrare?
    -perché no
    solo che appena entrati la vecchietta sbarra la porta
    -ehi ma che fai…ci rinchiudi?
    -no no è solo per gli spifferi
    -volete un po’ di pane col salame?
    -magari
    -vado a prenderlo
    -e anche un po’ di vino?
    -si si certamente…che gentile
    la vecchietta va nella cucina e noi intanto gironzoliamo nella sala…ci sono appesi alle pareti strani quadri raffiguranti il conte dracula da giovane…quando
    -ehi fratè guarda qua….il matrimonio
    -Sam guarda…guarda…quello è il conte
    -Embè
    -Ma non vedi?
    -Cosa?
    -La sposa
    -Embè?
    -È la vecchietta…..
    -noooooooo
    Tentiamo di fuggire ma è inutile….è una trappola…gridiamo ma oramai è inutile…nessuno sentirà….in realtà la vecchietta, moglie del conte, ci ha intrappolato, con la scusa della merenda per poi farci venire a prendere dalla carrozza del conte e portarci dritti dritti dal vampiro…altro che dentiera…..
    La casa aveva tutto l’aspetto di una casetta delle fiabe ma solo esternamente perché all’interno nulla era commestibile…fregati….
    -Simo mi sa che stanotte dormiremo qui e domattina vedremo che fare
    -Ma tu stai scherzando…e allora le bacchette magiche a che servono
    -Sei grande sorellì…dai tira fuori prima che la vecchia ritorni….
    -Magia bianca magia nera…presto dal conte senza dentiera
    Puffff…..Ci ritroviamo nel castello…
    L’ambiente neanche a dirlo è tetro….pieno di ragnatele…candele…bare…statue….profumi d’incenso….e pipistrelli tanti pipistrelli alcuni svolazzanti altri sonnecchianti a testa in giù…..
    -Fratè ho paura….dove sono le bici
    -Simo non pensare alle bici….le abbiamo parcheggiate alla casa della vecchia…oramai ci siamo…sapremo di noi…del nostro passato…
    -sei proprio sicuro…e magari in cambio una succhiata dal vampiro???…no no…andiamo via….
    -ma non proprio ora…dai che ho un’idea per fregare il vampiro….
    Sta calando la notte…il conte dovrebbe farsi vedere è la sua ora…..e in effetti da una porta in cima alle scale a chiocciola scende un uomo con il mantello rosso e nero…il viso bianco come il latte…le occhiaie….è lui….inutile descrivere oltre….
    -Gin sto tremando
    -Aspetta Sam….dammi la polverina
    -Eccola…ne ho parecchia….
    -Buonasera cari stranieri….benvenuti nel mio castello…ah ah ah….qual buon vento vi ha portati fino a qui?
    -Vede dottor dracula…noi siamo gemelli…ma alla nascita ci hanno separato…e ci è stato rivelato che lei sa il motivo di tale separazione….e allora siamo venuti fino a qui per sapere tutta la verità….
    -Ho capito…come tutti anche voi siete curiosi….ma è giusto…le nostre origini sono importanti….c’è solo un problema
    -Quale?
    -Svelare questi segreti ha un prezzo
    -No no neanche per idea…gian andiamo via
    -Lasci perdere dottor dracula…mia sorella è un po’ precipitosa….allora…diceva di un prezzo
    -Si…vedete io comincio ad esser vecchio…però le abitudini sono sempre quelle
    -Quindi lei vorrebbe dissetarsi…preferisce sangue maschile o femminile….anche se essendo gemelli non farà molta differenza..ah ah ah
    -Ehi gin ma che sei scemo
    -Ssshhh…sta calma…..dunque mia sorella potrebbe anche offrirle da bere…..
    -Benissimo…allora facciamo così…preparo il tavolo per la cena….intanto vado a prendere il tomo dove ho trascritto tutti i segreti quindi anche il vostro….
    -simo scoltime…te se fidi o no de tu fradel…allora desso lui torna…el te trova distirada…el volerà bever dal tuo collo…..mi lo beco ale spale…ghe dago un tiro in testa…ghe beco el libro…e scampemo…..
    -dici che possiamo farcela…mi fido….
    Il conte ritorna con un enorme librone in mano….sorride alla vista del collo di camomì …il nostro piano è perfetto…riesco a colpirlo….scappiamo…e con lap polverina voliamo direttamente alle bici…pedalata supersonica…e in un battibaleno siamo fuori dai pericoli della Transilvania…il primo prato è nostro…ci fermiamo….il libro è lì….iniziamo a cercare….storie …segreti…un soffio di vento fa sfogliare rapidamente le pagine…arriviamo al 1° aprile 1963 …il giorno della nostra nascita…c’è scritto….ehi la pagina prende il volo…non può essere…iniziamo a rincorrerla…ma niente da fare…inutile…è un pesce d’aprile?….chissà?…. .forse è meglio così…ora che ci siamo ritrovati, sapere il perché ci avevano separati non avrebbe cambiato il nostro legame…i nostri occhi sorridono….riprendiamo a pedalare… ….e lasciamo che la pagina racconti al mondo il nostro segreto….magari alla fine del viaggio lo sapremo anche noi…..

     
  • 29 maggio 2012 alle ore 13:17
    cloppete clò

    Come comincia: partiamo da sesto molto convinti: destinazione rifugio fondovalle: io e francesca , padre e figlia, 2 mountain bike, 2 giacche a vento al seguito, 2 boracce piene di acqua, qualche tavoletta di cioccolato, occhiali da sole e…. sole in fronte, di buon mattino : salutiamo gianmarco e mami, che decidono di arrivare alla stessa destinazione con zaino in spalla, qualche bibita e qualche tavoletta di cioccolata pusterese : non è una gara vera e propria ma decidiamo comunque che ci troveremo al rifugio per mangiare qualcosa e salutare la maestra martina (i bambini hanno imparato a sciare con lei…) e poi….pronti, via…..di gianmarco e mami è presto detto : camminano spediti e raggiungono in breve tempo moso dove però gianmarco vuole fermarsi nel parco giochi attrezzato nel bosco….e mentre loro arrivano noi ripartiamo…eh già l’altalena aveva bloccato anche noi.,…..un sorso dalla boraccia e via di nuovo: francesca inizia ad usare il cambio (non l’aveva ancora fatto) ma non mi accorgo che si ferma di nuovo per salutare i suoi amatissimi animali: 2 cavalli e alcune mucche stanno pascolando nei prati lungo il torrente sesto ….ed è così che l’altra metà della famiglia ci raggiunge….ma si sa in bici si va più spediti e così imbocchiamo l’ultimo pezzo di sentiero che porta alla cabinovia della croda rossa, da dove poi c’è il tratto più impegnativo prima di arrivare allo sterrato che porta al rifugio fondovalle: intravediamo la carrozza con franziska (il cavallo) e mentre il sole comincia a farsi sentire (ma la sensazione è piacevolissima) ….alcuni ciclisti ci salutano, stanno scendendo dolcemente verso moso (come faremo noi nel pomeriggio): a questo punto francesca ha fame e così ci fermiamo su una panchina con tavolino (megli di così!) …..una tavoletta di ciocco a testa e…..paaapiiiii….è gianmarco che mi chiama….in sella veloci e via ….ormai la vittoria è nostra, ma non dobbiamo perdere la concentrazione…gianmarco ci rincorre, ma mami, da brava ex-atleta, lo richiama: non bisogna sprecare le energie, anche loro si fermano al nostro stesso tavolo e siedono sulla stessa panchina, la fame si fa sentire. intanto noi pedaliamo veloci e siamo già al parcheggio val fiscalina in prossimità del dolomitenhof : spiego a francesca che manca pochissimo ma c’è una leggera pendenza: lei mi fa cenno di andare e non chiacchierare……ma ….ecco in lontananza un suono dolce: è mami con la mia armonica che intona “quel mazzolin di fiori”…..praticamente dal parcheggio val fiscalina partiamo assieme, ma subito noi li distanziamo….vegetazione come al solito splendida e vette maestose che ci fanno compagnia……poi sapremo che mami e gianmarco si saranno fermati 3 volte per fare delle foto…….ma noi due proprio sull’ultima curva prima di intravedere il rifugio sentiamo un rumore….sempre più vicino….sempre più forte…….-“sono gli zoccoli di franziska”- esclama francesca-…esatto! arriva la carrozza e, ignari di quanto stiamo per vedere, la lasciamo passare allegramente, ma……. notiamo che sopra, seduti comodamente, ci sono…… mami e gianmarco….che ci mandano baci……..ovviamente a quel punto vinceranno! ci troveremo comunque al rifugio, saluteremo martina, che ci preparerà un buon pranzetto…..e poi, dopo un breve riposino distesi sull’erba, di nuovo zaino in spalla per mami e gianmarco, che continua a sfottere francesca ed a ringraziare franziska, (stavolta i vincitori faranno regolarmente tutto il ritorno a piedi!) e…. in sella per me e franci che ci lasceremo andare per tutta la discesa che riporta all’albergo cantando “heidi” ……..e ricordando con il sorriso……. l’aiuto di franziska.

    2° premio - concorso alta pusteria

     
  • 28 maggio 2012 alle ore 12:28
    Xe bon segno!

    Come comincia: Se i muleti cressi xe bon segno…
    I ga 'petito dopo esser ‘ndai al bagno alora va ben…
    E po' la montagna ghe fa ben…i camina…i respira….
    Una volta queste iera le ricete dela nona…de mia nona…desso i miei fioi cressi , e anche ben, semo orgogliosi de lori, e anche tanto…i va al bagno e anca in montagna…
    Ma i tempi xe cambiai…e me vien de pensar…
    Desso xe bon segno se i genitori xe amici (che po cossa vol dir?…amici xe amici…mama e papà xe mama e papà…no stemo missiar le robe)…
    Però ghe fa ben al svilupo psico fisico…xe bon segno…
    Alora, premesso che ognidun ga la sua idea che ovviamente va rispetada…me vien de imaginarme se mia nona fossi viva come che la podessi comentar che i sui pronipoti fossi amici de mama e papà…
    -Ciao nona te presento el mio amico...
    -Ma no iera tu papà?…gavè missia le carte?
    -Ma no,  xe papà…però ogi va de moda che semo amici
    -E come saria a dir?
    -Saria a dir che lo ciamo per nome e che lui me capissi se go problemi
    -E cossa el capissi?
    -El capissi de vignir balar con mi
    -Ma no sta farme rider…che te dormi ‘ncora co' l’orsachioto…e tu sorela?…cossa la ga' portà?... l’amica o su mama?
    -Ciao nona….te ga visto che mama giovane?
    -Si quel si
    -La xe tanto mia amica…ghe conto tuto
    -Anche del moroso?
    -Bon dei, quel no
    -E anche che te ga provà fumar?
    -Ma no dei quel no se disi…e po’ go provà solo una volta…robe che me sofigo
    -E lora te vedi che no xe amica…xe mama…perché a mama no se ghe conta tuto …al’amica si!
    Però mia nona iera forte perché la te dava ragion…ma dopo la fazeva comunque come la voleva ela…e la rivava a farte far a ti le robe che no te ‘ndava…
    Per esempio a magnar minestra….
    -Scolta nona, ma te rivassi farghe magnar minestra anche ai mii fioi?
    -Alora picio, se i tui fioi gavessi un fiatin de fame i magneria tuto…
    -Questa batuda iera scontada……
    -Ma sicome savemo che ogi a quasi tuti i fioi no ghe manca niente…i xe un fiatin schizzinosi…
    Che bel…una ciacolada con mia nona…e desso ‘ndemo vanti…xe tanti argomenti…ogi per esempio i fioi xe tanto insempiadi drio ai zoghi elettronici e al computer….
    -Compu che?
    -Computer, nona…quela machina che ga internet
    -Internet?…mi ai mii tempi iera inter…milan…ma no internet
    -Bon lassemo star
    -No, no…ara che so che i tui fioi xe sempre tacadi al televisor…a quel grando e a quel picio…
    -Eco brava e quel picio saria el computer…
    -Un televisor po’….perché no te ciami le robe col suo nome?
    ….Se parlemo de ricordi…de quando ndavo scola…de quando la me coreva drio per darme de magnar….del tifo che la fazeva ale partide de basket…el stesso tifo che la faria vedendo balar mia fia o zogar balon mio fio…el stesso tifo co mio papà parava un rigor….
    -Nona…coss’te fa?
    -Me son emozionada con tuti 'sti discorsi...te ga una bela famiglia...
    -Perché te se alzi?
    -E no posso miga star qua in eterno…no te vedi che i me ciama…son in permesso speciale…
    -Nona: volessi abraciarte e saltarte in schena come co' iero picio
    -Quel sarà dificile…son trasparente
    -So so…ma i te da de magnar lassù?
    -Si, si... e anca bastanza
    -E lora ...xe bon segno

     
  • 02 maggio 2012 alle ore 10:35
    Ehi...quassù

    Come comincia: Camminando non ti accorgi di quanto la tua città ti stia osservando: prova ad alzare lo sguardo: i palazzi, le facciate…
    I poggioli degli edifici antichi, son tutti li che ti osservano…
    E tra di loro anche commentano e sorridono…ma noi ostinati ci muoviamo a testa bassa senza mai guardarli …
    Sguardo fisso sulle punte delle nostre scarpe e avanti…. capita che non guardiamo neanche chi incrociamo: “ehi, ciao…”
    Di colpo alziamo lo sguardo e ci accorgiamo che è il nostro migliore amico…
    Svegliaaaaa, non si può solamente correre! la foga ha preso una grossa fetta di popolazione…per stare al passo con i tempi bisogna vivere di corsa…ma chi l’ha detto?
    Chi l’ha imposto? così non va bene!!! e poi per arrivare dove?
    Cosa troviamo in fondo ad una giornata fatta di riunioni ed appuntamenti?
    Qualche meraviglia molto gratificante (come minimo)…
    Sennò perché arrivarci col fiatone…contiamo fino a 10…ma anche fino a 5 e prendiamoci più spesso una pausa, un istante per guardare le vere meraviglie sopra le nostre teste: il cielo…i rami degli alberi…il sole…gli uccelli in volo….
    Ma soprattutto i palazzi dei centri cittadini con i loro mille “ricami” e colori…son sempre stati al loro posto, ma son spesso ignorati, per scoprire certi particolari non bisogna vagare a testa bassa….
    Ci troviamo spesso a lottare con un’impossibilità quasi generalizzata al dialogo: chiami qualcuno al cellulare e ti risponde che non ha tempo….lo chiami a casa ed è appena entrato in doccia…allora usi la mail…ma è già iniziata la videoconferenza…beh mandiamo un fax: memoria piena!…
    Lasciamo stare la tecnologia e ci andiamo di persona: quando al campanello non ci risponde nessuno, per una volta siamo felici… immaginiamo (e speriamo …) che all’improvviso, in un momento di follia, la persona che cercavamo, guardando in su, abbia preso al volo un gabbiano e si sia fatta trasportare su qualche isola deserta dove poter finalmente rallentare e godere delle piccole cose…
    Driinnnnnn  …la mia sveglia….il sogno è finito…si ricomincia…
    Da oggi però, camminerò guardando in su!!

     
  • 07 marzo 2012 alle ore 13:45
    Che incubo

    Come comincia: …Qualcosa di strano… ma non poteva esser vero…
    eppure stavolta i due fratelli Gin e Sam erano appesi a un filo, nel vero senso della parola…
    ma come si erano cacciati in quella situazione…?
    appesi ad una corda…con i piedi legati e sotto di loro il vuoto…centinaia di metri e sotto di loro la pace e la tranquillità in mezzo al verde di un’isola: ma non un’isola qualunque…quell’isola era popolata da streghe…e i nostri due avventurieri stavolta dovevano scegliere: lasciarsi cadere o…rimanere a vita appesi come salami a quella corda, peraltro molto sottile…
    -Gin tu mi hai trascinata in questo posto …ed ora esigo che tu mi porti via da qui…subitooooo
    -Sam stai calma…non l’ho fatto mica apposta
    -ho detto subitooooo
    -e se no cosa fai…mi tiri un calcio…con i piedi legati…ah ah ah….
    -io ti strangoloooo
    -dai Sam…è un avventura anche questa…viviamola…
    All’improvviso il prevedibile crac della corda…ed il volo infinito….
    Atterraggio abbastanza morbido…su un cespuglio di more…
    -mmmhhh che buone sorellina
    -ahiaaaaa…quante spine…
    -Sam ricomponiti…sta arrivando qualcuno…anzi qualcuna…anzi più di qualcuna…
    Minacciosamente davanti a loro in un battibaleno uno stuolo di streghe…di tutti i tipi…belle, brutte, vecchie e giovani…
    -benvenuti signori…finalmente due stranieri
    -brutte vecchiacce
    -Sam stai zitta per favore, non peggioriamo tutto
    -come dice la signorina?…guardi che noi siamo tutte giovani e belle ragazze…ai suoi occhi qualcuna può sembrare più brutta…ed in età avanzata…in realtà la più vecchia ha solo 2000 anni…
    -e la più giovane?
    - 280.
    - vai fratello…sono tutte tue…ahahah..
    -dai Sam…se ti sentono finisce male…
    -già sentito…mi dispiace per la bella biondina dalle codine sbarazzine…
    -Tippete…bobidi…bum
    ecco fatto: ora anche Sam era una strega…ed ora anche lei e’ vecchia…anzi vecchissima…proprio adesso che si stava avvicinando il suo compleanno…
    -l’hai voluto tu…
    -dai non scherzate…rimettete mia sorella apposto
    -caro il nostro ometto: forse non lo sai ma su questa isola viviamo da sole…senza uomini…da secoli…chi ci arriva ha due soluzioni: accettare di vivere qui come strega, senza esser trasformato…oppure deriderci per le nostre rughe e per la nostra età (ed è il caso più comune) …ed esser castigata e trasformata in vecchia strega…ma proprio vecchissima…anche troppo
    -Gin aiutami…è un incubo terribile…dimmi che non è vero…e chi lo dice alla mia famiglia, ai miei amici…
    -Simo non ho idee…però purtroppo è tutto vero…ma lo sai che non stai mica male conciata così…
    Mi arriva la solita immancabile pedata nel di dietro, si perché Sam reagisce così ogni volta chec qualcosa va storto nelle nostre innumerevoli avventure…
    -dai sorellina…non lamentarti…dicevi sempre di essere un po’ streghetta…non innervosirti
    -gin guarda che ti annego…ma non vedi la mia pelle…i miei capelli bianchi…i miei denti…ehi ma sono senza denti…
    Sam inizia a piagnucolare…
    -eppure anche stavolta ci dev’essere una morale…magari riuscendo a capirla…magari spiegando meglio alle streghe le nostre ragioni…riusciamo a venirne fuori
    -muovitiiiiii…cosa aspetti…scopri qualcosa…datti da fare, non puoi sempre ocmprotarti come un pivellino
    All’improvviso uno squarcio nel cielo…una voce lontana…era la regina delle streghe…si stava avvicinando.
    -ciao…dall’incantesimo oramai non si torna indietro…dovrai ritornare alla vita di ogni giorno…dovrai dire a tutti e spiegare che l’apparenza inganna e conta poco…anzi nel caso tuo non conta proprio nulla…
    -Sam, questa mi sembra parli bene…ascoltiamo
    -noi siamo vecchie e brutte…solo perché quando eravamo giovani e belle non abbiamo saputo apprezzare quanto il cielo ci aveva donato: la bellezza…e così ...solo apparenza  e null’altro… non volevamo capire e siamo state trasformate, come castigo, e solo dopo il castigo ci siamo rese conto di cosa avevamo perduto, ma soprattutto in che modo, eravamo state proprio stupide…
    -ma che dite??…mia sorella non si è mai comportata in questo modo…e come lei moltissime altre donne…che non sono solo apparenza…ma anche molto altro…voi parlate a vanvera…lasciamo perdere
    - so tutto…ascoltate bene…tua sorella ha un cuore grande…non ha bisogno del suo solito aspetto per dispensare emozioni e per aiutare il prossimo…e quindi…lo farà comunque
    -senti una cosetta: e gli uomini?
    -vedi la in fondo c’è quel monte?
    -si si
    -bene lì ci sono i vecchi stregoni…il discorso è analogo …anche tra di loro c’è chi guarda solo all’apparenza…e così forse con la trasformazione riuscirà a comprendere meglio
    -gin allora ci puoi andare…ahahah
    -fossi matto…io non ho nessuna bella apparenza da mettere in mostra…quindi il problema è chiuso a priori…e piuttosto, tento di regalare emozioni…ma pensiamo a te
    -e quindi se ho capito bene, mi stai dicendo che l’incantesimo è stato fatto per errore…e allora levatelo…veloci
    -beh…insomma…è un po’ difficile…per non dire impossibile
    -comeeee…gin…ma allora non si torna più indietro?
    -un modo ci sarebbe?
    -e quale?
    -Risalire appesi alla corda…e lasciarsi cadere di nuovo…in pratica si tratta di fermare l’incubo…di fare marcia indietro…di ritornare all’inizio della storia…e ripercorrerla evitando l’isola dell’incubo
    -e come possiamo farlo?
    -attraverso quel sentiero nella radura troverete un magazzino degli attrezzi…lì dovrebbe esserci una corda abbastanza grossa per sostenervi…salite ancora…agganciatela a due alberi..ed appendetevi…poi lasciatevi cadere…
    Mia sorella non stava più nella pelle…era entusiasta di aver sentito che c’era una soluzione
    -dai gin andiamo….
    I due fratelli si avviano…il sentiero è impervio…i profumi degli alberi e della vegetazione tutt’intorno incantano …allora si fermano qualche istante durante la salita a rimirare il paesaggio intorno a loro…poi, trovato il magazzino…in mezzo ad una marea di cianfrusaglie attrezzi ed inutilità varie, trovano la corda…si sale ancora…vengono scelti i due alberi…e pian piano la vecchia strega…pardon…la bella sam…e gin si apprestano a ripercorrere l’inizio di questa storia…
    -ehi gin non ho capito una cosa?
    -dimmi streghetta
    -ma com’è che siamo finiti quassù
    -non lo capirai mai…ora lasciati cadere…a volte le storie si risolvono con le formule magiche…e allora…
    -ehiiii…perché non dovrei capirlo?
    -tippete,bolidi, bummmmm
    detto fatto…di nuovo in volo…
    -perché a volte dagli incubi ci si può anche risvegliare…bentornata bella sorellina
    …atterraggio morbido…
    sul materasso dei rispettivi letti…
    è ora di andare a scuola!

     
  • 07 marzo 2012 alle ore 13:41
    C'era una volta...il sorriso!

    Come comincia: La luna stava per essere offuscata da una nuvola e proprio in quell’istante qualcuno si svegliò…
    Chi è stato?…Che ci faccio da sola in mezzo al bosco?…Ma dove sono stata tutto questo tempo?…
    Mi sembra di aver dormito per tantissimi anni…di non aver fatto nulla per tantissimo tempo…e invece le cose son passate, si sono susseguite…cose belle e anche meno belle…ma soprattutto mi sembra che il tempo si sia fermato per un po’…Forse è successo davvero…
    Ora ragioniamo…
    - Ehi…ma perché tu vuoi sempre ragionare?
    - Chi sei?
    - Sono un nano
    - E io sono Biancaneve
    - Non fare la spiritosa, io sono un nano del bosco…vittima di un incantesimo …tutto è successo tantissimi anni fa
    - E che genere di incantesimo?
    - Quello te lo dico dopo….Devi sapere però che tanto tanto tempo fa…in un castello lontano…
    - Ah ah ah…non incominciamo a raccontar fiabe…che non ho voglia di ascoltare…
    - Ma questa è una fiaba diversa…ascolta ti prego…non te ne pentirai
    - Basta che sia breve…Avanti parla
    - Dicevo, in quel castello viveva una principessa…che non era per niente felice…le mancava tantissimo il sorriso, i suoi genitori fecero di tutto per farla sorridere, ma non ci riuscirono…lei era assorta nei suoi pensieri…lei spesso i castelli li costruiva nella sua mente …o in aria….era ora di svegliarsi…e così iniziò a vivere la sua vita…ma non era ugualmente felice…il mondo sembrava non volerla riconoscere come una sua abitante…lei di questo ne soffriva molto…però la sua energia e costanza la stava portando alla soluzione…..
    Il nano vide la ragazza molto interessata…poi esclamò
    - bene adesso devo andare
    - Ehi ehi nanetto….dove scappi…non puoi lasciarmi sul più bello
    - Ah ma allora adesso ti interessa….come mai?
    - Beh…insomma…vedi…la mia vita…insomma…nessuna favola…però io in questa storia mi ci rivedo…
    - In che senso?
    - Nel senso che la principessa….il sorriso…neanch’io sorridevo per un lungo periodo…poi è tornato…e ancora adesso la vita continua a sorridermi…o meglio sono andata io a cercarmi il sorriso e sono sempre io a sorridere alla vita per tutto ciò che mi da
    - Wow che bello…ma allora sai già com’è finita la storia della principessa sorriso?
    - quello il suo nome?
    - Si, il suo soprannome…perché ritrovò il sorriso mentre stava costruendo uno dei suoi castelli in aria e da quella volta tutti la chiamarono così…ma dimmi di te…
    - Anch’io qualche castello lo costruisco…anch’io ora sorrido…anch’io mi sono ritrovata quasi per caso…in mezzo al bosco della fantasia…ho lottato molto…convinta però che a questo mondo possiamo riuscire ad ottenre molto senza fretta e osando un pochino
    - E tu hai osato…brava……Che peccato però
    - Perché…che ti succede…sei diventato serio all’improvviso…ehi ma tu piangi
    - No no…lasciami perdere
    - Io non ti lascio…se prima non mi dici che succede
    - L’incantesimo…non ci riuscirò mai…ne sarò vittima per sempre
    -spiegati meglio…
    Il nano si bloccò qualche secondo…poi il suo sorriso luccicante apparve di nuovo….e disse
    - dimmi una cosa…ma tu durante il tuo sonno nel bosco…prima di incontrarmi…proprio nessun castello in aria…
    - No, almeno non ricordo…solo tanta pazienza, magia, fantasia….volando
    - Ma allora, come ho fatto a non pensarci prima….Ho un’idea….seguimi…così risolviamo tutto…saremo felici
    Il nano condusse la principessa…pardon la ragazza….in cima ad un colle…e da lì le fece vedere la valle dei castelli in aria…
    Era una larghissima valle sempre soleggiata, anche nelle giornate quando tutt’intorno piove…dove si sistemavano a qualche metro da terra tutti i castelli in aria costruiti dalle persone di questo pianeta….ordinatamente divisi per gruppi…c’erano i castelli in aria dei buoni, dei cattivi, dei bambini e dei vecchietti….
    - Ecco….puoi iniziare da qui
    - In che senso…non capisco
    -Nel senso che la valle dei castelli in aria è tua…te la regalo
    -E perché mai
    - Perché grazie a te il mio incantesimo verrà spezzato….l’incantesimo diceva: sarai libero di girare per il mondo quando un giorno troverai chi riesce a volare e accetterà in dono la valle dei castelli in aria… non specificava che genere di volo….ma soprattutto dalle tue parole appare evidente che tu sai veramente volare con i tuoi sogni…e i tuoi sogni li sai realizzare….anzi li stai realizzando…ecco queste sono le chiavi della valle
    - Continuo a non capire
    - Da oggi il tuo sorriso veglierà sulla valle dei castelli in aria al posto mio…ed io sarò finalmente libero di andare pervi il mondo ad aiutare chi è privo di sogni
    - Ma tu
    - Io in realtà sono il principe dei sogni…trasformato in nano dalle streghe dell’isola dell’incubo…ma questa è un'altra storia…ora sono libero
    Il nano avvolto improvvisamente dallan uvola chen on cpriva più la luna si trasformò in un principe che si allontanò lanciando baci alla ragazza
    Poi  da lontano mentre lei lo salutava lui si girò e gridò
    - Buona fortuna principessa del sorriso

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 17:36
    Il gigante buono

    Come comincia: il viaggio dopo la val rosandra  riprende in camper direzione nord…Germania e poi vedremo…dove c’è tanto verde tanta natura come piace a noi.
    Il sapore delle distese immense dove correre e rincorrerci è già nelle nostre menti e anche nei nostri cuori.
    -Sorè che ne dici facciamo una sosta qui nella foresta nera…a te piacciono i boschi e più bosco di qui
    -Ok avanti esci dall’autostrada e accosta la strada da fare non è molto chiara…guardiamo la mappa
    -Ma dai …con la nostra sensibilità…anche sulla luna…senza mappa….
    fidati…
    Giro subito a destra...Ma di colpo un fulmine cade a pochi metri dal camper colpendo un arbusto e facendolo cadere in mezzo alla strada…che spavento…
    -Sorellina simo dove sei??
    -Son qui
    -Dove ?
    -Qui
    -Ma che ci fai nel bagno sotto al lavandino?
    -Come in ufficio…quando tuonava mi ficcavo sotto la scrivania…lo sai che il temporale mi fa molta paura
    -Dai è passato
    Altro tuono..stavolta diverso…con un suono finale…altra fuga in bagno
    Certo che ‘sto viaggio è un continuo imprevisto…..del resto nelle favole gli imprevisti sono di casa.
    Ci avviciniamo alla porta del camper per uscire e sentiamo bussare
    -sorèèèè chi sarà con questo tempaccio??
    -E che ne so …bisogna guardare
    -vabbè guarda
    -Ma come mandi avanti una donna…che cavaliere sei?
    -Hai ragione andiamo assieme…vengo pure io…anzi prima le signore….e poi sei tu la sorella maggiore…prego
    Lei prende al volo una padella dal pensile del camper e me la da in testa...
    -Ahia
    Toc toc
    -Ecco ora vado io
    -Ahia che botta
    Però la porta è bloccata
    Toc toc
    -Un atimo…no se verzi
    -Aho fratè stai calmo
    Toc toc
    -Remengo tuo alora sa cossa busso anche mi dal de dentro…
    toc toc
    - se chiusi fora…verzene
    Toc toc …
    E da fuori aprono…..
    Davanti a noi un gigante…un vero gigante…che potrebbe prendere nella sua mano il nostro camper…
    -Ehi fratè questo me sa che è più gigante de te
    -A me me sembra un orco…di quelli cattivi
    -Ma no non vedi che sguardo dolce
    E subito l’orco…anzi il gigante…inizia a parlarci…anche la sua voce non è da orco….ed è molto melodiosa…
    -sono il gigante della foresta nera…purtroppo sono vittima di un incantesimo..tanto tempo fa ero sul serio un orco cattivo e per punirmi tutti gli abitanti delle fiabe mi hanno condannato a raccontare le loro favole a tutto il mondo…finchè qualcuno o qualcuna non avrebbe potuto testimoniare il mio cambiamento…
    Vi giuro che non sono più cattivo…sono cambiato davvero…..aiutatemi vi prego
    -Ma da dove vieni?
    -…una volta facevo l’orco nel castello di Fussen in Germania…ora invece da gigante mi materializzo dopo il temporale e sono visibile dopo un fulmine…e poi inizio a raccontare…ma sono passati molti anni…troppi…sono vecchio…ho 451 anni….
    -ma noi con chi dovremmo parlare per testimoniare il cambiamento??
    -È vero ce lo devi spiegare
    -Lo so io usciamo…ora vi spiego
    Seguiamo il gigante…poi lui ci prende x mano…o x meglio dire ci prende in mano…..piove a dirotto…il cielo è quasi violaceo…siamo in mezzo alla strada….e fa anche freddino….oggi visto il maltempo farà buio prima del solito…
    -ora inizierò a raccontare la vostra fiaba preferita…dopo un po’ con un fulmine arriverà il protagonista di questa fiaba e sarà a lui che dovrete dire se sono diventato veramente buono….ehi attenti…..
    Un albero ci stava cadendo addosso…e il gigante….ci prende per i pantaloni e  ci sposta prontamente
    ---ehi ma ci hai salvato la vita….avanti veloce racconta…ora è sicuro….non sei più un orco…un orco si sarebbe appena divertito di vederci colpiti dall’albero…..noi per ringraziarti ti aiuteremo
    Siamo impauriti, e mia sorella è impaurita e con la voce tremolante conferma
    -Nnnno…nonnn…se se sei più un orrrrcooo
    -Allora
    -Allora cosa
    -La fiaba
    -Ah già
    -Pinocchio…vai racconta
    -C’era un a volta un vecchio falegname di nome Geppetto
    Fulmine improvviso…cielo viola …ed ecco Pinocchio davanti a noi in carne e legno…..
    -eccomi ragazzi….allora dov’è il paese dei balocchi…e quel vecchiaccio di mio padre….e quella bella fata che bacerei subito….ehi….allora chi mi risponde??
    Si stava rivolgendo a mia sorella…ed io già prevedevo litigi
    -Ma sei tu o mia bella fata…lo sai che ti bacerei subito….
    -Ah bello…ah lattante….attento a quello che me dici…. senti ma con chi credi di avere a che fare…tu sei Pinocchio un pezzo de legno e basta…tuo padre è un brav’uomo…e a me nun me baci….
    -ma sei la mia fata
    -io nun so tua….mo te mollo un calcio….così capisci….
    Detto fatto…Pinocchio si ritrova a terra e rimane immobile ad ascoltare…
    -Tu caro ragazzino se veramente vuoi diventare un bambino normale e non restare di legno tutta la vita devi imparare da questo gigante…lui era come te…però è diventato buono…raccontando ma soprattuto credendo alle fiabe…ai sogni….e noi lo confermiamo….
    -Cara bellissima velina…volevo dire fatina
    -Aho che te sfotti guarda che t’ammollo na pizza
    -no no grazie…dicevo che come può dire lei che il gigante, che era orco,ora è cambiato
    -nun te fidi….Guarda i miei occhi
    -Si li vedo sono splendidi mi sono innamorato della fata
    -Nun ce provà….e che me metto assieme ad un pezzo di legno
    Io ascolto sorrido e li guardo: mi sembra di vivere dentro ad un film
    -Dicevo se guardi i miei occhi vedi che sono lucidi
    -Vedo vedo e come mai
    - nun c’arrivi…..il gigante con i suoi racconti riesce a farmi
    commuovere…questo le persone cative non riescono a farlo, loro fanno piangere non commuovere…e poi un momento prima che tu arrivassi ci ha salvato la vita da un albero che ci stava cadendo addosso
    Improvvisamente Pinocchio non parla più…un fumo denso lo avvolge…poi quando il fumo pian piano scompare…il legno lascia spazio al ragazzino….. si fa prendere in mano dal gigante e se ne vanno assieme….io prendo per mano mia sorella e ritorno al camper
    Incantesimo spezzato missione compiuta
    Che magico sto viaggio….chi vuol credere lo farà….chi lo vuol fare volerà assieme a noi…..tra sogno e realtà con in mezzo un pizzico di follia...

     
  • 13 dicembre 2011 alle ore 14:06
    Arcobaleni

    Come comincia: una lenza lanciata nel vuoto, il corpo  tutto teso a guardare se il lancio è stato buono: troppo lontano?
    no:  in zona propizia per una speranza: riempire quella cesta che chiede solo di  contenere qualcosa  che non siano i barattoli con le esche: la faccia si rilassa  e il  corpo ormai anziano del pescatore in riva al mare si siede su una  panchina: anzi sulla sua panchina, che ogni giorno lo attende per quel paio d’ore di compagnia che si fanno reciprocamente, per ingannare il tempo che li separa dall’evento tanto atteso del pesce che abbocca proprio a quell’amo, che logicamente non è l’unico.
    anche questa è trieste, una città che non lascia spazio ai giovani, e al tempo stesso fa vivere molti vecchi,  ma soprattutto fa meditare indipendentemente dall’età.
    basta volerlo e questa cittadina mitteleuropea ti abbraccia e ti costringe a pensare: e così non è difficile trovare le persone assorte, con la mente impegnata in chissà quale viaggio fantastico o ragionamento articolato; è una caratteristica che spesso fa sembrare i triestini cupi e schivi, ma chi li conosce bene sa che non è sempre così.
    il triestino si riconosce dagli occhi: spesso sono tristi, ma riescono a rallegrarsi per molto poco proprio per questa propensione all’immaginazione: anche un volo di gabbiani serve a far tornare il buon umore e quì a trieste di gabbiani fortunatamente ce ne sono molti.....
    già i gabbiani : quando volano sembrano macchie bianche come le nuvole del cielo, che si specchiano nell’azzurro del mare, poi quando è in arrivo il brutto tempo vengono a terra; c’è poi una particolarità  tutta triestina:i nidi dei gabbiani sui tetti delle case, anche se sono molte le città che rivendicano questa originale caratteristica.
    dal costone carsico, al lungomare barcolano, da muggia a duino: i colori di trieste cambiano, si rincorrono, segnano le stagioni, assumono tinte forti con il brutto tempo, si coloriscono con la nebbia e si lasciano modificare da ognuno di
    noi come fossero su di una tela: basta cogliere il mo[1]mento opportuno per accarezzare il paesaggio con il pennello che sta nella nostra mente.
    passeggiate romantiche, un amore perduto o il figlio ritrovato, le foglie che cadono in autunno, ma anche il mandorlo in fiore a primavera, le barche a vela che affollano il golfo d’estate e la neve che spolvera il carso quasi ogni inverno, sono emozioni che ben si identificano con i colori e con l’arcobaleno che vivo e vedo ogni giorno nella mia città.
    l’autunno è la stagione migliore per creare l’arcobaleno: gli alberelli di sommaco risaltano su buona parte della periferia e naturalmente dell’altopiano: nelle giornate limpide e soleggiate i contorni ben delineati dei paesaggi sono incorniciati dalle foglie rosse di questi alberelli che danno un tocco di originalità alle distese verdeggianti.
    le foglie cadono dagli alberi, iniziano le scuole, i bimbi corrono a scuola ed i genitori li rincorrono..... le caldarroste segnano la stagione e ne sono il simbolo più evidente .
    certo che la val rosandra ed in particolare le sue cascatelle, sono un’attrazione sconosciuta ai più, soprattutto nella stagione invernale: non c’è molta strada da percorrere per raggiungerle, ma il consiglio è di aspettare la prima gelata, il primo freddo: lo spettacolo è assicurato anche perchè, tutto attorno, il silenzio della valle incanta e colora l’ambiente: il ghiaccio trasparente delle cascate abbaglia e crea sensazioni emozionanti, specie la prima volta.
    il pennello della nostra mente colora il ghiaccio ma non riesce a fermarsi tale e tanta è la bellezza di tutto il paesaggio e così dobbiamo distoglierlo noi, con la scusa, non tanto sbagliata, che tra poco sarà buio e la strada del ritorno ci attende, con mille sorprese invernali ancora da scoprire: sono fredde e rigide e aspettano solo di essere colorate: il vecchio acquedotto, i ghiaioni, la chiesetta, gli alberi, ormai spogli, che lasciano solo intravedere il torrente rosandra gonfio d’acqua per le ultime pioggie, i sentieri sconnessi e l’ultimo ponticello che segna la fine anche di questo arcobaleno.
    svegliatevi è primavera: alberi fioriti che abbelliscono i giardini, guardaroba che si riempiono di capi d’abbigliamento colorati e con tanti fiori disegnati, ma anche allegria scomposta tra la gente, che regala sorrisi ovunque: io questa stagione la concepisco così, spensierata, come dovrebbe essere la vita...e tutte le altre stagioni, non solo da bambini, ma soprattutto da grandi quando la velocità, l’impazienza e l’ansia trascina i triestini ...(e non solo loro, purtroppo) nel vortice della frenesia di arrivare (dove ancora non è dato sapere....).
    un vortice pericoloso, che cancella qualsivoglia tipo di arcobaleno mentale, che allontana qualunque pennello della nostra fantasia e naturalmente riporta tutto il mondo e tutta trieste, in un tristissimo bianco e nero televisivo, stile anni ‘70.
    e allora come fare?
    imitare il pescatore sarebbe un’idea: lui  non ha problemi, e neanche fretta, a lui basta poco per gioire: la vita è un dono e lui ha accettato questo dono senza commenti, ha disperso nel mare i suoi sogni di gloria, tenendo ben stretti i piccoli momenti di libertà e godendo appieno di tutto questo......lui forse il pennello ha imparato ad usarlo già da giovane e si è colorato degli spazi da favola, facendo vivere in lui un non so che di fanciullesco.
    ....”che caldo, che umido, non si respira, meglio l’inverno”, dice la signora mariuccia alla dirimpettaia: questa è la sintesi dell’estate, di quella stagione che non ha orari, non ha serate brevi, di quella stagione che ti fa vivere anche di notte e che fa intasare le autostrade e chiudere le fabbriche, un rito che si ripete ogni anno, monotono e senza varianti: l’unico scopo è arrivare sulle spiaggie per potersi sistemare nel proprio metro quadro di sabbia e attendere che squilli il cellulare, per poter rispondere di fronte a tanta gente magari bagnandosi nel mare e involontariamente far cadere il telefono in acqua tra le risate generali.
    tutto questo è costume, colore, folklore e  fa parte della nostra cultura , ma non è un arcobaleno : l’arcobaleno è umile, non si materializza tra la gente, ma solo nei pensieri, ti rilassa e soprattutto ognuno ha una capacità diversa di creare arcobaleni con la mente....poi, in fondo all’arcobaleno, ai piedi della collina, i più bravi riescono anche a trovare la pentola con le monete d’oro........

     
  • 04 novembre 2011 alle ore 13:10
    La leggenda della nebbia

    Come comincia: C’era un giorno in cui la nebbia faceva molta paura a tutti gli umani….ma poi accadde qualcosa di magico….ed ora la nebbia è amica del mondo….per chi ci crede…per chi crede alle favole….
    Stavolta ho deciso: mia sorella deve recitare qualcosa da sola…si ma cosa….
    -Fratè dai che stasera replichiamo…
    -No no stasera non replichiamo proprio nulla…stasera tocca a te
    -Si lo so tocca anche a me
    -No tocca solo a te
    -Ma che stai a scherzà
    -Mai stato così serio….anzi vado subito a modificare la locandina
    Quando mi accingo a staccare la locandina…mi arriva una padellata in testa…un pò troppo forte…cado a terra….
    Al mio risveglio mi ritrovo in un letto strettissimo e cortissimo…e vista la mia lunghezza…la cosa risulta parecchio comica
    -Simooo…dove sei??
    Non risponde nessuno…si sente solo un rumore di piccoli passi in avvicinamento
    -Simooo…dai non scherzare….
    In quel preciso istante entrano i 7 nani…si avete capito bene…proprio loro….
    -Ehi chi sei?
    -Sono Gian
    -eh si fa presto a dire Gian….E che ci fai nel nostro letto…noi aspettavamo Biancaneve
    -Immagino la delusione…ma io son quì per caso….
    -Però oramai che ci sei…dobbiamo modificare la favola
    -Nooo…e come si fa?
    -Diventerai Biancaneve
    -Ahahah…si ci mancava questa….
    -Dai dai…devi farlo…..non ti puoi tirare indietro pensa a quanti bambini deluderesti…cosa raccontiamo poi alla strega….e i 7 nani?…senza Biancaneve morirebbero….
    -Si ma io sto cercando mia sorella…
    -Come si chiama
    -Simona
    -Va bene manderemo i nostri amici a cercarla
    -E chi sono i  vostri amici??
    -Tutti gli animaletti del bosco….intanto tu ti devi trasformare….ecco la bacchetta magica….
    -Tappete…tippete…toppate….
    Aiutoooooo….In un secondo son diventato una bellissima ragazza con i capelli biondi (beh in realtà ci è voluto un po’ di più ma concedetemi la “licenza poetica”)…gli occhi azzurri…e…e non ridete ok!
    -Ah ahahahah
    -Brutti nanetti che c’è da ridere??
    -Non so fai un pò tu….quasi un quintale su un metro e 90….biancaneveeeee
    -Ehi fratè….ahahahah
    -Simo…proprio ora dovevi arrivare…dov’eri quando ti chiamavo….??
    -Tu…tu…ahahahah
    -basta ridere
    -non mi hai chiamata…o almeno io non ho sentito
    -Dai avanti…la favola deve continuare….
    -Ragazzi…io non me la sento….
    -Dai che ci riesci…
    -Ma non si potrebbe…
    -Cosa?
    -Travestire mia sorella
    -Eh no moi caro…questo è affar tuo…al massimo mi posso travestire da strega
    -Si si bella idea…..tutto in famiglia
    Insomma inutile continuare…la storia è andata avanti sino al termine….ci sono stati tanti applausi….però ora mi ritrovo trasformato in Biancaneve…con una strega al posto di mia sorella…ed un bosco tutt’attorno….cosa mi può capitare di più….
    -Fratè…può bastare no
    -E no non bastava…cala la notte…ed assieme anche la nebbia…un nebbione che non si taglia nemmeno col coltello….impressionante….
    Simo inizia a correre….io non riesco a starle dietro col vestito lungo che mi ritrovo….
    -Ehi aspetta…strega…pardon volevo dire sorellina…..
    Sbammmm
    L’albero…acc… che botta in testa…non ho visto la quercia secolare ….
    Mi risveglio in una splendida giornata di sole….vicino ad un palco….con mia sorella in tenuta da ballo…è la sua serata …stasera la vedrò danzare….ehi ma il vestito lungo.….i nani….ehi ma era solo un sogno….
    -Signori e signore…stasera direttamente dal mondo delle fiabe….un ballo senza fine….ecco a voi….simona
    E mentre osservo la bravura di mia sorella  mi sento battere le spalle…mi giro ma non c’è nessuno o meglio c’è un’anziana signora del pubblico che mi sorride mostrando i suoi 2 unici denti…
    -Mah….
    Dopo qualche minuto di nuovo lo stesso tocco…mi giro e la signora mi indica il pavimento
    -Ehiiiii
    -Ciao….. Biancaneve….
    Era uno dei nanetti….
    -Ti ho portato questo
    -Cos’è?
    -È un barattolo di nebbia…
    -No no grazie…la nebbia ha già fatto un bel danno…e mostro il beronoccolo…
    -Ma questa è nebbia magica…se apri il contenitore ed esprimi un desiderio….vieni avvolto dalla nebbia…ed appena questa si dirada…il desiderio sarà esaudito….
    Accetto …bacio il nano sulla fronte…e mi rimetto a guardare Simo: è proprio poetico il suo spettacolo….applausi a non finire…..
    -Allora fratè piaciuto?…
    -Siiiii…te l’avevo detto che dovevi debuttare con una cosa tutta tua….
    -E ti ringrazio per avermi incoraggiata….io non ci credevo….cos’hai in mano….?
    -È un regalo….
    -Di chi?
    -Dei 7 nani
    -Dai non scherzare….
    -Non scherzo…oramai lo sai che a volte i sogni si avverano…mi hanno lasciato un barattolo dei desideri….dai esprimiamo un desiderio assieme…..
    -Allora vorrei…vorrei
    -Dai simo…io vorrei
    -Ehi ma lo sai che non è mica così facile…quando nella vita tutti dicono se potessi esprimere un desiderio…se potessi far questo…se potessi far quello…
    -Solo chiacchiere…ora che abbiamo in mano una fortuna….non sappiamo che farne….
    -Forse perchè siamo già contenti così
    -O forse perchè sappiamo che c’è chi ne ha più bisogno…
    -È vero…c’è sicuro chi ne ha più bisogno…e allora regaliamo loro il barattolo
    -No quello no…perderebbe il suo effetto…dobbiamo esprimere un desiderio che valga….che riesca ad aiutare chi ne ha veramente bisogno
    -Però è difficile…guerra…fame…miseria…povertà…malattie…violenza….quì di barattoli ce ne vorrebbero a decine….
    Uno squarcio nel cielo…
    -Ehi fratelli…sono il nano del barattolo….ho sentito tutto ….guardate quà
    -Ciao amico…guarda che ci hai cacciato in un bel guaio…un barattolo di nebbia è poco…il mondo ha bisogno di più barattoli…vogliamo aiutare il mondo….
    -Uhmmmm…allora vediamo….non ho tanti barattoli
    -E allora ?
    -E allora …trovatoooo….ogni tanto…nei mesi autunnali vi manderò tanta nebbia….si così la utilizzerete per esprimere tanti desideri….i desideri che avevate in mente prima e tanti altri ancora…
    E da quel giorno la nebbia, che a molti faceva paura, divenne amica del mondo….per chi ci crede…per chi crede nelle favole

     
  • 30 settembre 2011 alle ore 11:57
    Aiuto: uno squalo!!

    Come comincia: -Gin dove hai messo la padella?
    Appena sento questa richiesta di mia sorella mi copro la testa istintivamente: è la sorella maggiore e devo portarle rispetto, ma spesso sono indisciplinato e lei mi appioppa certe padellate.
    -Sam, non lo so…però se vuoi guardiamo assieme…forse è finita in acqua.
    -Non prendermi in giro! Vuoi farmi finire di nuovo in ammollo? Guarda che mi so difendere anche senza padella.
    Inizia una lotta, ridiamo, poi la barca inzia ad ondeggiare.
    -Sam aspetta, il mare non è mosso.
    -No, ma la barca sta rollando…e mi vien da …
    -Vomitare?
    -No no Gin …mi vien da buttarti in acqua…
    Splashhhh…E mi ritrovo a tu per tu con uno squalo…
    -Sam,  aiutooooo!!!!!
    -Ehi …buoni
    -…accidenti…ci mancava pure lo squalo parlante…
    -ehilà umani ma dove pensate di essere?…Questo è l’oceano, anche se siamo sottocosta qui gli squali qui ci vivono: non siamo cattivi, siamo solo gelosi e preoccupati.
    -Vieni su fratellino!
    -Aspetta, non vedi che sto parlando…continua, mi interessa…
    -Siamo gelosi dei nostri mari… gli umani stanno trasformando il mare in un enorme immondezzaio e così noi tentiamo di mettere loro paura: stanno rovinando la natura intera.
    -Ma a volte esagerate.
    -Quelli sono i nostri cugini, loro si che son cattivi, loro cacciano per fame, noi invece siamo squali-clown, allegri e mattacchioni…e agli amici mostriamo il nostro circo subacqueo.
    -Ok d’accordo…Sam torno subito
    -Ehi ma dove vai? Fai attenzione
    Lo squalo si fermò estasiato a guardare mia sorella.
    -Scusa umano, ma chi è quella principessa?
    -Mia sorella, si chiama Sam
    - Che bella!
    - Grazie signor squalo!
    -Dai, vieni pure tu.
    Detto fatto: un carpiato e quattro bracciate poderose e Sam è con noi.
    Ci immergiamo, seguiamo lo squalo e mentre nuotiamo osserviamo una miriade di pesci di varie dimensioni e forme che si scansano: paura?
    -Non è la paura, è il rispetto: quello che voi umani dimenticate troppe volte nell’arco della vostra vita, il rispetto per il mare ma anche per tutte le altre meraviglie che vi circondano. Vi rendete conto di cosa accade qui sotto quando una petroliera perde il carico? Buio pesto, notte fonda.
    -Perché secondo te adesso è giorno?
    A questa nostra domanda lo squalo-clown porta le pinne alla bocca e fischia…si, avete capito bene, un fischio sottacqua. E come d’incanto si illuminano a intermittenza tante alghe multicolore, uno spettacolo mai visto, un colore verde intenso…anzi visto il luogo, verde acqua.
    -Col petrolio e con le altre schifezze che gettate in mare tutto si ricopre di un grigio nero, triste e cupo: questo è uno dei motivi per cui i nostri cugini già da tempo si sono incattiviti. In seguito è iniziata la caccia allo squalo: è una lotta continua che andrà avanti finchè non finirà lo scarico a mare di tanti rifiuti, causa di innumerevoli disastri ecologici.
    -Ehi squalo vai avanti ci interessa…
    -Ma ve lo immaginate se io venissi a casa vostra a gettare la spazzatura in salotto?
    -Hai ragione, ma noi come possiamo aiutarvi?
    -Quando ritornate a casa, raccontate ciò che vi ho detto vedrete che tutti capiranno
    -Così ci ricoverano…nessuno crederà alla storia dello squalo-clown parlante, in ogni caso sei molto ottimista.
    -Devo esserlo …ma ora venite che vi mostro qualche altra meraviglia…
    E così tra coralli, pesci palla e piante marine nuotando tra i sassi è tutto magnifico, da lasciare senza fiato… e subito ci viene in mente che…
    -Ehi fratè ma come può essere?
    -Che cosa?
    -Che siamo sott’acqua da un’ ora senza bombole, in apnea.
    -Ehi ma è vero.
    In quel momento guardiamo lo squalo che ci fa l’occhiolino…
    -Ho capito che mi comprendevate dal primo momento che vi ho visti ed ho voluto farvi un regalo…donarvi un po’ dell’immensità, della fantasia e della magia che c’è qui sotto, per farvi nuotare liberi e poter respirare. Qui, dove il silenzio regna sovrano e qui dove non c’è fretta, tutto si muove più lentamente e non solo per la resistenza dell’acqua: è proprio un’abitudine e sulla terraferma c’è più di qualcuno che dovrebbe farsi un giretto qui sotto per comprendere che non serve la fretta, che nessuno ci sta correndo dietro.
    Ringraziamo il nostro amico, gli promettiamo di portare il suo messaggio, la sua preghiera, tra gli umani. Risaliamo da soli, oramai la strada la sappiamo e notiamo che pian piano le luci verdi si spengono lasciando spazio ad una coltre scura che avvolge tutto molto velocemente. Appena riemersi vediamo poco distante una nave che sta scaricando liquame.
    -Ehi, ehi laggiù…attenti!!
    -Che c’è? Lasciateci lavorare, dobbiamo svuotare i serbatoi dei liquami.
    -Abbiamo visto: che schifezza, state attenti che vi controllano
    -Impossibile, la guardia costiera è appena passata
    -Non parlavo di guardie.
    -E allora di cosa?
    -Di squali - clown…squali volanti…
    Una risata generale dell’equipaggio ruppe il silenzio di quella giornata speciale in mezzo al mare.
    -Volanti? Sarebbe a dire con le ali?
    -Sarebbe che escono dall’acqua vengono su…e vi squartano..a meno che non invertiate la rotta e ve ne andiate immediatamente.
    Troppo tardi…in quel preciso istante il nostro amico clown esce dall’acqua e vola sul ponte della nave urlando. Non crediamo ai nostri occhi, sulla nave ovviamente succede il finimondo: è il panico totale. Restiamo a guardare, dopo qualche minuto suona l’allarme e lo scarico viene interrotto, la rotta di navigazione prontamente invertita. In un lampo è di nuovo la calma, lo squalo-clown stavolta se ne va davvero
    -Ciao amici vi porterò sempre nel cuore.
    -Anche noi…ciao bello…brrr che brividi…..
    Non erano brividi di freddo, erano  le continue emozioni.
    Il sole splende alto in cielo, siamo convinti che dormiremo fino a sera….ora ancora una nuotata e poi basta stare in ammollo: risaliamo sulla nostra barchetta e con stupore troviamo sul tavolino un grosso dente, molto affilato ed un biglietto attaccato: “proprio oggi nostro figlio ha perso il suo primo dentino e così ho pensato di lasciarvi un ricordo, un portafortuna che vi farà ricordare il nostro incontro, grazie per tutto ciò che farete…firmato: lo squalo-clown”.

     
  • 12 settembre 2011 alle ore 17:10
    Numero 1

    Come comincia: quella sera di guardia, non ci voleva andare nessuno,la guerra impone ritmi feroci, crudeli…”sergente, si procuri le munizioni e vada lei…ma signor comandante…sono smontato 2 ore fa…non discuta e vada…se vuole si porti un pezzo di pane per fare merenda”…
    che fortuna,anche la merenda però di guardia da solo….tutti i pericoli possibili  mi venivano in mente in quei momenti, anche se i servizi di guardia prestati precedentemente erano sempre andati bene…quella sera però c’era un non so che di strano, di diverso….
    come fantasmi che ti assalgono e ti circondano…non ne venivo più fuori…allora mi son detto: “se vado avanti così divento folle, e il grilletto inizio a premerlo all’impazzata…. ”poi all’improvviso ho pensato ai miei genitori…e alla mia maglia numero 1…al milan…a un sogno mai realizzato: magari non ce l’avrei fatta…magari non mi avrebbero preso…però quel provino saltato a causa di una maledetta guerra mi è rimasto qui: sulla bocca dello stomaco…
    penso alle partite giocate…ai campi da gioco disastrati…al calcio moderno …a quanta differenza con i miei tempi …penso alla felicità dei miei genitori nel sapere che il loro figlio era stato chiamato dal milan per un provino, le lacrime di mia madre, la mal celata emozione di mio padre ed io che lanciavo i guanti in aria e mi dimenavo come un pagliaccio nel pieno della sua rappresentazione circense…
    poi l’inzio della guerra, il richiamo alle armi…mi son sentito come svuotato di tutto…come un recipiente a cui si leva il contenuto …come un automobile senza ruote…finita la festa, inzia la tragedia….anche se i dirigenti mi avevano assicurato che finita la guerra (perché prima o poi sta merda di guerra finirà) sarei andato a milano per il provino….
    intanto passano le ore, non ho riposato quasi nulla, ma siamo a notte fonda, devo sorvegliare…e col pensiero fisso a milano e alla fine della guerra, cammino su e giù, a lato dell’enorme piazza d’armi della caserma, vicino al deposito munizioni: limite invalicabile da custodire e salvaguardare dal nemico, non si scherza…
    poi il boato: è stato tutto così improvviso, una questione di secondi…un rumore assordante…l’arrivo del caccia…la bomba sganciata…una scheggia, una maledettissima scheggia è arrivata sul mio ginocchio sinistro…
    davanti ai miei occhi , ancora prima di sentir dolore, ho visto chiara una maglia rossonera che veniva strappata …era la fine di un sogno….
    poi gli interventi chirurgici…la fine della guerra…i tentativi di salvare il ginocchio…
    col tempo tutto si rimargina, anche se il groppo è rimasto tuttora che te lo sto raccontando: più di qualcuno , per consolarmi, mi ha detto che nella città che ha dato i natali al “paron” nereo rocco, non ci poteva stare anche un portiere famoso di nome pacco …
    il destino aveva deciso che non era proprio possibile…ha vinto il destino 1 a zero, ma su rigore!!
    Mio padre mi ha raccontato questa storia quando andavo in prima media nel 1974…ho trovato il foglio dove l'avevo scritta…e così la riporto, senza correzione alcuna.
    Dopo tanti anni, abracciando mia madre, lui mi ripeteva sempre: “el  ginocio xe ‘nda remengo…ma la vita, el ben più prezioso, no!”
    per me sei sempre stato e sempre sarai il numero 1, ciao pà

     
  • Come comincia: che giornatine…una dopo l’altra …senza un attimo di tregua….oggi  7
    agosto riprendiamo la nostra idea americana e senza ulteriori indugi ci
    lanciamo a tutta birra verso i grattacieli...
    stavolta la polverina la usiamo in abbondanza e la colazione la
    facciamo a Manhattan…
    che splendore...le punte dei grattacieli toccano veramente le nuvole…e
    noi lo sentiamo…lo vediamo??…no no lo sentiamo…si sente ridere…
    come chi ride?…sono le nuvole
    -siamo noi non vedete
    -chi voi?? …aiuto Simo
    -dai gigante ti conosciamo… il canestro stava in alto, ma non quanto i
    grattacieli da riuscire a farci il solletico
    -Sam le nuvole che parlano…ridono…ehi non ho bevuto…ma sto viaggio
    sta diventando proprio ubriacante
    -fratè famme fa colazione…godiamoci New York e anche le nuvole …e fai
    attenzione a dove metti i piedi…qui è pieno di cantieri…non puoi
    camminare sempre con il naso all’insù
    Appena finita la frase la buca dei lavori in corso è
    mia...patapam
    -Gin rispondi…ti sei fatto male…accidenti  di un fratello…se lo
    becco gli do una bella padellata…devo scendere…devo cercare di
    aiutarlo
    Lì sotto rimbombava tutto…erano i sotterranei della metropolitana…pieni
    di umidità, oscurità…e segreti…
    cadendo avevo preso una bella botta e rimbalzando ero finito dritto
    dritto sullo scivolo che porta fino al centro della terra tramite un
    grande tubo…chilometri di discesa …iuuuuuu
    -Simoooo…non puoi sentirmi speriamo tu riesca a notare lo scivolo…è
    fortissimo…ma soprattutto speriamo che ti venga in mente di usarlo
    Intanto qualche km più in alto…
    -Ehi uno scivolo…peccato avevo voglia di altalene..vabbè sarà per la
    prossima volta…Gin dove seiiiii??
    L’oscurità era impressionante solo qualche isolata lucciola
    sotterranea che ogni tanto rischiarava leggermente l’ambiente mi
    faceva diminuire quel senso di groppo alla gola…quel senso di
    impotenza…insomma paura…
    -stavolta siamo divisi e sarà dura riunirci…quanti bei ricordi…che
    bello ritrovarsi…ma mi sa che è durata troppo poco…a meno che…
    Dovevo assolutamente farmi sentire oppure sarei rimasto lì per semrpe
    -Gin…niente da fare…è inutile…devo andare a chiamare i soccorsi
    intanto al centro della terra iniziavo a girovagare per prendere
    confidenza con l’ambiente  circostante…palme…spiagge dorate…mare
    verde smeraldo…però finora nessuna forma di vita…ero letteralmente senza meta, senza
    idee…e purtroppo senza sorella…stavolta non serviranno polverine
    magiche e neanche incantesimi…ero troppo isolato…avevo perso tutti i
    contatti con il mondo e stavo iniziando a conoscere un’ altra
    dimensione…
    Intanto Sam senza perdersi d’animo è già alla polizia…le ricerche
    hanno inizio nel giro di un’ora ma dopo 2 giorni di approfondite
    perlustrazioni…nulla…
    Io invece cibandomi di radici e foglie (le uniche cose commestibili che
    avevo trovato) stavo diventando un vero e proprio naufrago…barba lunga e
    sguardo un po’ rassegnato…notti passate disteso sulla sabbia a
    scrutare lontano nella speranza di notare qualcuno…
    -forse questo viaggio doveva finire proprio così…o forse non doveva
    mai iniziare…in ogni caso se tornassi indietro rifarei esattamente
    tutto…si perché solo così sono riuscito a ritrovare mia sorella…spero
    che la mia famiglia abbia notizie…e che mia sorella riesca a dare
    l’allarme…io sto bene (si fa per dire)…però la speranza sotto sotto
    c’è…mai mollare
    i giorni i minuti le ore…non ho più il senso del tempo…non so che fare
    …non incontro nessuno…prendo un ramo…pieno di una resina
    verdastra…poi tiro fuori dalla tasca dei pantaloni il notes un po’
    sgualcito ed inizio a scrivere…forse così passerà la malinconia….
    A Roma è il 9 agosto
    -Gin…guardo il sole e penso a dove sarai finito …io sono di nuovo a
    casa ho iniziato la solita vita…sono al pc…rileggo tante cose…le
    ricerche sono state interrotte per il momento…ho avvisato i tuoi…senza
    allarmarli troppo …ho detto che stai bene…ogni sera dalla finestra ti
    mando una lucciola…nella speranza di…
    Il 10 agosto si avvicina…san Lorenzo…la notte delle stelle cadenti..ed
    eccezionalmente, visto che le stelle quando cadono finiscono al centro
    della terra…ho deciso che assieme alle lucciole ti mando anche una
    stella con desiderio incluso…hai visto mai?…forse ...anzi, magari, ti farà
    da guida
    10 agosto ore 8 roma
    un bar qualsiasi una sorella velatamente malinconica e con vestito
    svolazzante arancione, occhiali da sole e capelli cortissimi entra a far
    colazione
    -caffè e brioches grazie
    il barista le indica un tavolino dov’è sistemato un uomo con la barba
    lunghissima…in canottiera: è molto sporco e trasandato..e sembra anche
    molto stanco
    -prego si accomdi signorina…oggi offre il signore laggiù
    -come sarebbe???…chi è…mamma mia…che puzza
    -non so non l’ho mai visto prima d’ora….è entrato circa 1 ora
    fa…avevamo appena aperto…a mangiato già 8 brioches…era affamato…ha
    detto che finalmente vede Roma…che aspetta sua sorella…..il suo nome è...
    un brivido…Simo si siede…non può essere…e invece la stella cadente è
    arrivata proprio dove doveva arrivare
    -sssshhhh
    un lungo abbraccio
    -Sam….sono sbucato in mezzo al colosseo…ho salutato la stella…ed ora
    ringrazio te per non aver mai perso la speranza…per aver creduto che a
    volte i sogni si avverano e le fantasie divengono realtà…
    da oggi per me le stelle cadenti avranno un significato particolare...e finalmente so dove vanno a finire dopo la caduta...ben ritrovata sorellina...

    ©

     
  • 25 giugno 2011 alle ore 16:10
    Volando quà e là per i monti

    Come comincia: finalmente

    si, finalmente posso portare mia sorella sui monti

    è un sogno che si avvera ….un suo desiderio da esaudire…e dopo mesi

    finalmente posso farlo

    il camper lo parcheggiamo all’ingresso della val fiscalina…subito

    un’occhiata a cima 11, cima 12, croda del becco, punta 3

    scarperi….. e ovviamente maestose le 3 cime di lavaredo

    -fratè ho i brividi

    -nooo stai male proprio ora

    -nooo son brividi di felicità

    -allora ho già un programmino

    -camineremo 3 giorni…riposeremo 3 notti…in tenda,,,in rifugio o …se il

    tempo ce lo consentirà….. direttamente all’aperto: i sacchi a pelo

    sono di quelli buoni che resistono a temperature ben più rigide…una

    cosa: dobbiamo assolutamente trovare la nostra baita…lo so che è qui….

    -Fratè manca una cosa

    -Non capsico il tempo è bello i monti son qui a 2 passi il viaggio è

    stato stupendo

    -Si si tutto verissimo però mi mancano le sorprese…ora qui è troppo

    tranquillo

    -Sarebbe a dire?

    -Sarebbe che qui in montagna c’è pace e tranquillità…però ora che

    siamo arrivati noi…magari

    E per prima cosa….inizia subito a nevicare…

    -Ehi sorè guarda…nevica in settembre….

    -Uauuuu che bello

    Come seconda cosa arriva una carrozza trainata da cavalli con cocchiere

    in abito tipico del luogo

    E fin qui nulla di strano, a parte la neve

    Però siccome la carrozza ha le ruote (versione estiva) al seguito

    arriva la slitta che d’inverno sostituisce la carrozza…e a dare il

    cambio al cocchiere in tenuta estiva…arrivano con doposci ai piedi 4 bei

    topini….manca cenerentola insomma….

    -Fratè ma era preparato…lo sapevi…

    -Secondo te…son stupito pure io

    Questo 1° giorno è già magico eppure non ci siamo ancora mossi

    -Simo losai che sto pensando a quant’è bella la montagna…ti stupisce

    sempre anche stando fermo ad ammirarla in silenzio

    Siamo a -3 (giorni no gradi….) ….ancora 2 giorni e poi gran finale

    Notte tranquilla…mi sveglio per primo

    -Sorè oggi c’è il sole

    Riflessi colori….splendido…e poi la neve che è scesa nella notte….è

    tutto bianchissimo

    -Sorè vorrei portarti in quota a vedere i panorami da sogno che ti ho

    sempre raccontato…e allora viaaaa

    Passo sella val badia val fleres monte elmo falzarego Pordoi…e

    ancora valle aurina anterselva prato piazza val di vizze passo

    giovo..val racines

    Stiamo veramente saltellando qua e là

    …..In realtà siamo in volo

    Altrimenti in 24 ore era impossibile girare così alla rinfusa e così

    tanto…un saliscendi meraviglioso….

    Ma proprio quest’ordine disordinato ha emozionato non solo Simo (che

    ora ha tutti i capelli ricci) ma pure me (che non ho i capelli ricci)

    che queste zone le ho esplorate più volte….

    -Fratè ma lo sai che un regalo così non l’avevo mai ricevuto

    -Mi dispiace

    -Come sarebbe

    -Mi dispiace di non esser risucito ad impacchettarlo

    Il volo ci riporta nella val fiscalina dove vista l’abbondante

    nevicata…è tutto bianco…e la pista da fondo agibilissima

    -Simo aspetta un attimo

    -Ehi dove vai?

    -Dammi 20 minuti e ritorno

    Al mio ritorno dono a mia sorella un pacco lungo circa 2 metri e

    strettissimo

    -Ecco simo per te

    -Ma dai…non dovevi…

    -Te lo dovevo…è un pacco regalo vero …incartato e

    infiocchettato……finalmente….io mi vado a preparare

    -Per che cosa…mah è proprio un pazzerellone….vediamo che c’è qui

    dentro

    -Eccomi simo…prontissimo…. hai aperto

    Ero pronto per farmi la pista…e simo….pure

    -Fratè mo te “pisto”….grazie del pensiero…ma se trovo na padella te

    rovino

    -Ma come? io faccio un regalo a mia sorella e lei mi tratta così…nel

    pacco non c’era mica una bomba….

    -Avanti dillo a chi legge che c’era…me so dovuta adatta’….dopo

    qualche botta al sedere son riuscita a stare in peidi da ferma…mo me

    muovo

    -Un paio di sci da fondo nuovissimi color giallo…con scarpette rosse e

    racchette…buon sci sorellina

    Ecco il penultimo giorno

    simo ha imparato a far fondo….tecnica classica e pure skate….qualche

    albero abbattuto…qualche turista investito….ma nulla di grave….

    Posso dire che è molto brava (del resto ha preso tutto da suo

    fratello)…e dopo sta frase me so preso na bella bacchettata in testa

    visto che la padella non si trova

    -Fratè so sfinita

    -Dai sorellina che ora prendiamo la funivia…ho noleggiato due paia di

    sci da discesa….

    -Noooo di nuovo

    -Dai dai…che ti diverti

    Simo sorride…e si sale

    Giungiamo ai 2000 metri dell’elmo…si domina tutta la valle di

    Sesto….e dal versante Nord l’Austria

    Gli impianti aprono alle 9.30…siamo i primi

    Mia sorella estrae una bottiglietta e ne sorseggia il contenuto

    -Doping?

    -Chissà…..

    -Sorè facciamo chi arriva primo a quella casetta laggiù…vedi c’è

    anche il fumo che esce dal camino

    -Gian ma non so sciare

    Simo aveva uno sguardo strano….

    -Seguimi sorè

    E come partiamo simo mette il turbo…velocità supersonica…slalom tra gli

    alberi…salti incredibili per una principiante…..l’uomo degli impianti

    saluta…lei ricambia e si getta in un fuori pista da applausi

    Arrivo anch’io

    Simo sorride

    -Allora?

    -Simo…che c’era nella bottiglietta?

    -vuoi la verità?

    -si

    -Beh…era l’ultima polverina magica…in sciroppo però…..

    ridiamo e Togliamo gli sci…bussiamo ma nessuno risponde allora entriamo

    Ci accorgiamo che non c’è nessuno…l’atmosfera è ovattata ancor più

    che fuori…il fuoco del camino arde…sul tavolo 2 biccheironi di latte e

    menta…sul divano il canzoniere ed una chitarra…..

    -ehi simo ma quella è la mia chitarra

    -E questo è il mio canzoniere…

    -Dov’è la bottiglia simo….l’hai usata qui appena arrivata con gli

    sci …..per farmi un regalo

    -No ti giuro l’ho bevuta tutta prima

    -sembri sincera

    -E allora??

    -Allora lo dico io

    -Questa non può essere che

    -Siiii sorè… l’abbiamo trovata

    -Se guardi dall’interno fuori vedi solo nuvole…eppure uscendo è tutto

    normale…sciatori…vociare….e la casupola è una di quelle normalissime

    costruzioni montane

    - dall’interno pura fantasia…..e i racconti del caminetto possono

    prender forma…i nostri racconti

    Ora finalmente abbiamo trovato l’indirizzo della nostra baita e sulla

    porta possiamo incidere i nostri nomi principessa e jolly ovviamentefinalmente

    si, finalmente posso portare mia sorella sui monti

    è un sogno che si avvera ….un suo desiderio da esaudire…e dopo mesi

    finalmente posso farlo

    il camper lo parcheggiamo all’ingresso della val fiscalina…subito

    un’occhiata a cima 11, cima 12, croda del becco, punta 3

    scarperi….. e ovviamente maestose le 3 cime di lavaredo

    -fratè ho i brividi

    -nooo stai male proprio ora

    -nooo son brividi di felicità

    -allora ho già un programmino

    -camineremo 3 giorni…riposeremo 3 notti…in tenda,,,in rifugio o …se il

    tempo ce lo consentirà….. direttamente all’aperto: i sacchi a pelo

    sono di quelli buoni che resistono a temperature ben più rigide…una

    cosa: dobbiamo assolutamente trovare la nostra baita…lo so che è qui….

    -Fratè manca una cosa

    -Non capsico il tempo è bello i monti son qui a 2 passi il viaggio è

    stato stupendo

    -Si si tutto verissimo però mi mancano le sorprese…ora qui è troppo

    tranquillo

    -Sarebbe a dire?

    -Sarebbe che qui in montagna c’è pace e tranquillità…però ora che

    siamo arrivati noi…magari

    E per prima cosa….inizia subito a nevicare…

    -Ehi sorè guarda…nevica in settembre….

    -Uauuuu che bello

    Come seconda cosa arriva una carrozza trainata da cavalli con cocchiere

    in abito tipico del luogo

    E fin qui nulla di strano, a parte la neve

    Però siccome la carrozza ha le ruote (versione estiva) al seguito

    arriva la slitta che d’inverno sostituisce la carrozza…e a dare il

    cambio al cocchiere in tenuta estiva…arrivano con doposci ai piedi 4 bei

    topini….manca cenerentola insomma….

    -Fratè ma era preparato…lo sapevi…

    -Secondo te…son stupito pure io

    Questo 1° giorno è già magico eppure non ci siamo ancora mossi

    -Simo losai che sto pensando a quant’è bella la montagna…ti stupisce

    sempre anche stando fermo ad ammirarla in silenzio

    Siamo a -3 (giorni no gradi….) ….ancora 2 giorni e poi gran finale

    Notte tranquilla…mi sveglio per primo

    -Sorè oggi c’è il sole

    Riflessi colori….splendido…e poi la neve che è scesa nella notte….è

    tutto bianchissimo

    -Sorè vorrei portarti in quota a vedere i panorami da sogno che ti ho

    sempre raccontato…e allora viaaaa

    Passo sella val badia val fleres monte elmo falzarego Pordoi…e

    ancora valle aurina anterselva prato piazza val di vizze passo

    giovo..val racines

    Stiamo veramente saltellando qua e là

    …..In realtà siamo in volo

    Altrimenti in 24 ore era impossibile girare così alla rinfusa e così

    tanto…un saliscendi meraviglioso….

    Ma proprio quest’ordine disordinato ha emozionato non solo Simo (che

    ora ha tutti i capelli ricci) ma pure me (che non ho i capelli ricci)

    che queste zone le ho esplorate più volte….

    -Fratè ma lo sai che un regalo così non l’avevo mai ricevuto

    -Mi dispiace

    -Come sarebbe

    -Mi dispiace di non esser risucito ad impacchettarlo

    Il volo ci riporta nella val fiscalina dove vista l’abbondante

    nevicata…è tutto bianco…e la pista da fondo agibilissima

    -Simo aspetta un attimo

    -Ehi dove vai?

    -Dammi 20 minuti e ritorno

    Al mio ritorno dono a mia sorella un pacco lungo circa 2 metri e

    strettissimo

    -Ecco simo per te

    -Ma dai…non dovevi…

    -Te lo dovevo…è un pacco regalo vero …incartato e

    infiocchettato……finalmente….io mi vado a preparare

    -Per che cosa…mah è proprio un pazzerellone….vediamo che c’è qui

    dentro

    -Eccomi simo…prontissimo…. hai aperto

    Ero pronto per farmi la pista…e simo….pure

    -Fratè mo te “pisto”….grazie del pensiero…ma se trovo na padella te

    rovino

    -Ma come? io faccio un regalo a mia sorella e lei mi tratta così…nel

    pacco non c’era mica una bomba….

    -Avanti dillo a chi legge che c’era…me so dovuta adatta’….dopo

    qualche botta al sedere son riuscita a stare in peidi da ferma…mo me

    muovo

    -Un paio di sci da fondo nuovissimi color giallo…con scarpette rosse e

    racchette…buon sci sorellina

    Ecco il penultimo giorno

    simo ha imparato a far fondo….tecnica classica e pure skate….qualche

    albero abbattuto…qualche turista investito….ma nulla di grave….

    Posso dire che è molto brava (del resto ha preso tutto da suo

    fratello)…e dopo sta frase me so preso na bella bacchettata in testa

    visto che la padella non si trova

    -Fratè so sfinita

    -Dai sorellina che ora prendiamo la funivia…ho noleggiato due paia di

    sci da discesa….

    -Noooo di nuovo

    -Dai dai…che ti diverti

    Simo sorride…e si sale

    Giungiamo ai 2000 metri dell’elmo…si domina tutta la valle di

    Sesto….e dal versante Nord l’Austria

    Gli impianti aprono alle 9.30…siamo i primi

    Mia sorella estrae una bottiglietta e ne sorseggia il contenuto

    -Doping?

    -Chissà…..

    -Sorè facciamo chi arriva primo a quella casetta laggiù…vedi c’è

    anche il fumo che esce dal camino

    -Gian ma non so sciare

    Simo aveva uno sguardo strano….

    -Seguimi sorè

    E come partiamo simo mette il turbo…velocità supersonica…slalom tra gli

    alberi…salti incredibili per una principiante…..l’uomo degli impianti

    saluta…lei ricambia e si getta in un fuori pista da applausi

    Arrivo anch’io

    Simo sorride

    -Allora?

    -Simo…che c’era nella bottiglietta?

    -vuoi la verità?

    -si

    -Beh…era l’ultima polverina magica…in sciroppo però…..

    ridiamo e Togliamo gli sci…bussiamo ma nessuno risponde allora entriamo

    Ci accorgiamo che non c’è nessuno…l’atmosfera è ovattata ancor più

    che fuori…il fuoco del camino arde…sul tavolo 2 biccheironi di latte e

    menta…sul divano il canzoniere ed una chitarra…..

    -ehi simo ma quella è la mia chitarra

    -E questo è il mio canzoniere…

    -Dov’è la bottiglia simo….l’hai usata qui appena arrivata con gli

    sci …..per farmi un regalo

    -No ti giuro l’ho bevuta tutta prima

    -sembri sincera

    -E allora??

    -Allora lo dico io

    -Questa non può essere che

    -Siiii sorè… l’abbiamo trovata

    -Se guardi dall’interno fuori vedi solo nuvole…eppure uscendo è tutto

    normale…sciatori…vociare….e la casupola è una di quelle normalissime

    costruzioni montane

    - dall’interno pura fantasia…..e i racconti del caminetto possono

    prender forma…i nostri racconti

    Ora finalmente abbiamo trovato l’indirizzo della nostra baita e sulla

    porta possiamo incidere i nostri nomi ...anzi non serve, ci sono già...

     
  • 22 giugno 2011 alle ore 21:42
    Per una nocciolina in più...

    Come comincia: Quando alle prime luci dell’alba mi sono accorto di aver dormito

    tutta la notte da solo in riva al mare ho capito che qualcosa non

    andava….

    in tasca avevo 2 noccioline, di quelle che si danno agli scoiattoli…ma

    su quell’isola dalla sabbia color bianco e dal mare limpidissimo con

    fondali coloratissimi….nessun scoiattolo avrebbe potuto fissare dimora…

    Andiamo con ordine…

    Ero partito con mia sorella alcuni mesi fa…per un viaggio intorno al

    mondo…lei era un po’ triste…volevo farle ritrovare la voglia di fare,

    …forse una mia presunzione, ma ero convinto che ce l’avrebbe fatta:

    se lo meritava…e così in bici con pochissimo bagaglio…qualche attrezzo

    per l’eventualità di dover riparare la bici….un’agendina ed una

    penna per scrivere il nostro diario…il canzoniere, senza chitarra perché

    troppo ingombrante….tante idee nella testa, anche se un po’

    confuse….tanto, tantissimo entusiasmo….

    - Simo facciamo che queste due noccioline saranno i nostri

    portafortuna, una la dono a te

    -E l’altra te la mangi?

    -Dai non scherzare….le noccioline non dovranno mai ritrovarsi assieme…

    -Perché mai?

    -Perché sarebbe il segnale che io e te ci saremmo divisi…magari per un

    periodo soltanto…ma vista la fatica per ritrovarti.,..non vorrei

    accadesse neanche per un secondo…dobbiamo recuperare gli anni perduti….

    -Dai dai…non fare il sensibilone…avanti in sella

    Ecco, questo più o meno l’antefatto

    Poi boschi…vallate…praterie…qualche cittadina….ma tanta natura…laghi

    fiumi…vulcani….cascate….e tantissimi animali….notti stellate…

    E mentre riordino le idee…un’onda mi bagna da capo a piedi….e

    dall’onda esce un cavalluccio marino….strano però…un cavalluccio

    con le codine….

    -Ciao forestiero

    -Un cavalluccio che parla?

    -si e volendo posso anche ballare

    A questa frase mi sono dovuto sedere: ehi Gian, ma che succede, tua

    sorella non c’è…non si sa dov’è finita….hai di nuovo la sua

    nocciolina…e parli con i cavallucci dalle codine rosse….sei partito per

    aiutare lei….adesso ti ritrovi un po’ fuori di testa

    -Mi sa che mi dovranno ricoverare….

    -No non serve amico mio….io ti aiuterò a ritrovare Simona….

    -Adesso è arrivato l’investigatore

    -Non deridermi…poi ti ricrederai….dammi la nocciolina

    -Perché dovrei?

    -Perché il mio fiuto risalirà al nascondiglio di Simo…perché potrei

    anche chiamare un amico a darci una mano

    -E chi sarebbe….Nemo?

    -No, sarebbe lo scoiattolo Renato…lui di sicuro la conosce

    -La nocciolina? Ahahah

    -No, Simo….perché Renato per lei è un nome importante

    -Guarda che se mi prendi in giro in questo momento così strano…io ti

    butto a mare…

    -Fai pure….

    -Dai tieni sta nocciolina…e chiama Renato…

    -non serve….guarda laggiù

    Dagli alberi lì vicino scende subito un simpatico esemplare di

    scoiattolo con una coda enorme ed uin pelo curatissimo….in un lampo è da

    noi

    -Eccomi…son qua per servirvi miei signori

    -Senti….ascolta

    -Dai non esser timido

    -Non sono timido…solo che non ho mai parlato con uno scoiattolo….so che

    tu mi puoi aiutare a ritrovare mia sorella….a capire cosa sia successo

    stanotte

    -Certamente….andiamo nella grotta marina qui vicino….ci tuffiamo e dopo

    asver nuotato in direzione del muschio poco prima della scogliera

    azzurra ti immeregerai per arrivare al nascondiglio di Simo…lei è

    lì…vuole stare sola…vuole scrivere un libro….almeno così ha detto

    Faccio tutto ciò che dice Renato…arrivo in una stanza sottomarina…ma di

    Simo neanche l’ombra….un arredamento molto curato…una stanza piena di

    libri….. appunti su una scrivania super disordinata…ed un pc: acceso…..i

    vetri della finestra erano piuttosto sporchi…li pulisco con la manica

    della giacca…e guardo fuori…

    -Ehi ehi…fermatela….

    -Chi….??

    Lo scoiattolo ed il cavalluccio mi guardano sorrdidendo

    -Mia sorella…..Si sta arrampicando su quella roccia

    -Siii…cheb rava…e ci saluta

    -No non è possibile….lei non è mai stata in montagna…lei ha le

    vertigini….lei…

    -Ma te ne stai zitto….proprio tu…che l’hai sempre incoraggiata….ora

    che fa qualcosa di diverso…che fai?…la blocchi….??…hai forse paura del

    distacco…non è più una bambina…ce la fa benissimo da sola….

    -ma lei mi diceva spesso…non lasciarmi mai sola fratellino….

    -ha bisogno della tua fiducia

    -E’ vero avete ragione…ho sempre cercato di appoggiarla, di

    comprenderla, di proteggerla…ma.….ma forse ho anche sbagliato, forse ho

    esagerato…ha dato molto nella sua vita ed ancora lo farà….perché è

    tuttaltro che indifesa….

    Inizio a sorridere…capisco tutto…Simo sorride…..forse aspettava

    proprio questov momento: suo fratello che la guarda mentre spicca il

    volo

    -….guardala…manda baci

    Si si sorellina….adesso corro ad abbracciarti…e le noccioline?…beh

    quelle le regalo a voi…

    - ciao cavalluccio…buona fortuna scoiattolo Renato….

    Ho un’idea: ora sarà lei a proteggere me…sarà lei a portarmi un po’

    in giro per il mondo…..speriamo accetti…adesso glielo vado a dire…..

     
  • 14 gennaio 2010
    L'orso Poffy

    Come comincia: E' un orso diverso dagli altri perché non sta nelle caverne in mezzo ai boschi, ma vive nei capelli dei bambini e si fa vedere ogni sera per addormentarli. ogni bimbo ha il suo orso Poffy che scende dalla foresta (i capelli), va sullo scivolo (la fronte), salta nel fosso (l’occhio), scala una collina (il naso), cerca cibo in una grotta (la bocca), giocherella sul morbido ( la guancia) e per finire canta una canzone dolce dolce che rilassa... ogni adulto ha avuto nell’infanzia il suo orso Poffy che poi è svanito nel nulla come la sua fantasia... Poffy non muore mai con i bambini, sono gli adulti che hanno un estremo bisogno di giocare, ma non lo fanno e così l’orso Poffy muore. Io ho visto Poffy in banca con cravatta e doppiopetto grigio...

     
  • 17 novembre 2009
    El più xe fato!

    Come comincia: In cima non c’era nulla se non il mondo: una vista stupenda, idilliaca… ma i tempi in montagna scorrono rapidissimi, non si può indugiare oltre… è tutto calcolato per non farci sorprendere dal buio sulla via del ritorno…
    Quando è iniziata la discesa abbiamo capito che qualcosa stava cambiando… "allora", disse Enzo, l’alpinista più esperto,"camminè pian pian, la via che faremo per tornar indrìo xe piena de crepacci e il jazo no ne permeterà de distinguerli ‘ssai facilmente: bisogna ‘ndar ‘vanti con tanta prudenza… me raccomando… sopratuto, qua no xe un campo de basket…" io ero il terzo della fila, il terzo di un gruppo di cinque persone, ero di gran lunga il più giovane ed anche il più inesperto, con tanto entusiasmo, anche troppo diceva sempre Enzo…
    Non avevamo scelta: durante la salita dalla parete alle nostre spalle si era staccata una lastra di ghiaccio di circa 10 mq. che per fortuna non ci aveva colpito, ma aveva sommerso il già striminzito percorso che porta alla cima… quindi ritorno obbligato: la discesa impervia era lì ad attenderci con tutte le sue insidie…
    "Scolta mulo…"
    "Sì, diseme…"
    "No ‘sta far sti salti, qua no xe el canestro… camina normale, che no go voia de vignirte ingrumar col cuciarin lazò"
    Mi prese per mano e mi fece vedere lo strapiombo: ho rischiato grosso, il volo era di almeno 20 metri… mi tremarono le gambe e la gola si fece secca…
    Enzo mi offrì del the caldo dalla sua borraccia, un abbraccio di incoraggiamento… come ti calmava lui non lo faceva nessuno… il sole inizia a farsi rimboccare le coperte dalle vette più alte… ed il freddo si fa sentire… ci copriamo per bene, chiudendo i giacconi fino al collo… uno sguardo alla mappa ed alla bussola ed avanti… siamo in mezzo ad una distesa bianca… come ti giri vedi solo biancoooooo…
    voglio fare qualche foto, ma non c’è tempo …
    voglio qualcosa di caldo ma bisogna resistere…
    voglio andare a casa e devo farlo con le mie gambe…
    la montagna ti rispetta se tu impari a rispettare lei, non è un gioco, lo è solo se sai giocarci…
    iniziano a calare le prime ombre della sera, il sole è andato a dormire da un po’ , ma inizio a vedere le luci del paese: sorrido ai miei compagni… ed esplodo “el più xe fatooooo!”
    loro mi consigliano di stare comunque calmo… ma io non capisco… allora Enzo, molto pacato come di consueto, mi si avvicina, mi mette una mano sulla spalla e mi fa:
    “Te son ‘ncora picio… el più no xe fato… el più xe sempre quel che xe ‘ncora de far… ricordite… no sbassar mai la guardia… e no val solo in montagna”.
    ora che gli anni son passati e “no son più picio” capisco perché Enzo aveva perfettamente ragione!
    un maestro di montagna sicuramente, un maestro di vita ancor di più….
    ciao papà Enzo.