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Autore

Gordiano Lupi

in archivio dal 07 set 2011

28 novembre 1960, Piombino (LI)

segni particolari:
Scrittore e traduttore. 

mi descrivo così:
Capo redattore de "Il Foglio Letterario" e Direttore Editoriale delle "Edizioni Il Foglio".

15 novembre 2011 alle ore 15:48

Fidel Castro

di Gordiano Lupi

editore: A.CAR.

pagine: 208

prezzo: 15,00 €

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Gordiano Lupi, grande conoscitore della cultura e della storia contemporanea cubana, ripercorre in questo libro le tappe fondamentali dell’ascesa del caudillo, analizzando dapprima il contesto sociale e familiare, per poi ampliare lo spettro d'indagine alle circostanze politiche che portarono alla nascita dell'esperienza rivoluzionaria a Cuba.
La scelta di una biografia non autorizzata appare un percorso pressoché obbligato per raccontare il politico e l’uomo Fidel: la sua storia è legata in maniera così indissolubile a un’immagine costruita a tavolino da rendere difficile reperire fonti che siano estranee alla propaganda governativa o al movimento contro-rivoluzionario.
Il viaggio nell’universo Fidel prosegue con la descrizione dei suoi legami affettivi e sodalizi politici, condotta parallelamente a un’analisi puntuale delle caratteristiche di una personalità forte, attenta a conservare il primato sul mondo circostante, conscia del proprio carisma e al tempo stesso umanamente fragile.
Il concetto di rivoluzione sociale a Cuba è giunto a maturazione solo con Fidel. Dopo la caduta del regime di Fulgencio Batista l’instaurazione di un governo rivoluzionario d’ispirazione socialista non ha avuto tra le sue premesse l’ideale marxista-leninista, ma lo ha adottato più per reazione alla politica estera statunitense che per una reale adesione al comunismo di stampo sovietico, dando vita a una forma di ideologia talmente peculiare da meritare il nome di ‘fidelismo’. In questo termine è racchiusa l’essenza di un’esperienza umana e culturale forse irripetibile, che a distanza di cinquant’anni non ha ancora ricevuto un giudizio unanime dalla storia. Perché se è vero che l’assenza di democrazia nell’isola caraibica è un dato di fatto, leggibile nel ripetersi di consultazioni elettorali di facciata e senza una reale contrapposizione partitica, o ancor più evidente nell’assoluto controllo dei mezzi di informazione e nella rigida censura di qualunque tipo di opposizione, quel che si fatica a credere è che la propaganda fidelistica abbia potuto continuare per cinquant’anni a detenere il potere rivendicando l’attuazione di alcune delle premesse della rivoluzione, come il riscatto degli umili, la sussistenza e scolarizzazione garantita a tutti i cittadini, la nazionalizzazione delle produzioni, escludendo scientificamente il concetto di libertà individuale e collettiva dall’immaginario comune del popolo cubano.
Nella parte finale del libro, Lupi si interroga sul dopo Fidel descrivendo un paese che vive già in un limbo, sospeso tra un passato certo di regime dittatoriale e un futuro incerto attualmente nelle mani dell’erede designato, il fratello Raùl. La speranza è rappresentata però dalle giovani generazioni, nate in tempi troppo recenti per subire il fascino della stagione politica a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, e per avere solo una vaga idea di cosa abbia significato crescere in un mondo a blocchi contrapposti. La grande opportunità è data dalla rete, dove i giovani blogger cubani riescono a superare i confini dell'isola per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul regime illiberale nel quale sono costretti a vivere, pena l’allontanamento senza ritorno dal proprio paese e dalle proprie radici.

recensione di Maria Teresa Di Sarcina

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