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in archivio dal 05 giu 2002

Jack Kerouac

12 marzo 1922, Lowell, Massachussets - Stati Uniti
21 ottobre 1969, St. Petersburg, Florida - Stati Uniti
Segni particolari: Molta ispirazione per le mie opere la devo ai grandi testi scritti da Twain.
Mi descrivo così: L'inventore della definizione "Beat Generation" in riferimento al gruppo di scrittori che, come me, rifiutavano la società tradizionale.

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  • 27 marzo 2006
    18esimo Refrain

    Il fondo della ricettiva
    mente umana

    Il Regno della Mente,
    Il Regno è arrivato

    E’ l’unica cosa libera che hai,
    la Mente

    Per Se Williams, il critico
    e autore,

    Dormiva in un arcobaleno
    Quando scoprì
    la ricettività perfetta
    della Mente Universale
    nel suo aspetto positivo

    Verrà un periodo d’Età dell’Oro
    La Restituzione della Perdita
    Ho mangiato tutto ciò che potevo
    Rivisitando città rossastre
    Di tanto tempo fa
    Su tappeti di segatura insanguinata

     
  • 27 marzo 2006
    24esimo Refrain

    Tutte le grandi affermazioni fatte
    dimorano nella morte
    tutte le magnifiche e ingegnose
    acquisizioni del Lettrismo francese
    dimorano nella morte

    Tutti gli scultori romani
    di eroi, tutti i Picasso
    e i Micasso e
    i Micayo
    e
    i Machado
    e i Kerouaco-
    perfino la gloriosa affermazione di Asvaghosha
    e di Asanga e il sacro Sayadaw
    e tutti i santi buoni e gentili
    e gli esseri divini e inestricabili
    i sacri e i perfetti
    Tutti i Budda e i Dharma
    Tutti i Gesù e le Gerusalemmi
    E i Giordani e i Come Va
    -Niente, nessuno, un sogno,

    una bolla scoppia, una briciola di schiuma
    nelle immensità del mare
    a mezzanotte nel buio

     
  • 27 marzo 2006
    34esimo Refrain


    Non ho piani
    Né appuntamenti
    Né puntelli con qualcuno

    Così esploro tranquillo
    Cuori e Città

    Geograficamente vengo
    e risalgo a quel gruppo
    chiamato Olandese della Pennsylvania

    Ma in realtà sono un cittadino
    del mondo
    che odia il comunismo
    e tollera la democrazia

    che Platone chiamò 2000 anni
    fa,
    Il malgoverno migliore.

    Non faccio che esplorare cuori e città
    Dalla vedetta
    Della mia torre d’avorio innalzata,
    Innalzata con l’aiuto
    dell’Oppio

    Basta, non vi pare ?

     
  • 27 marzo 2006
    Hymn

    E quando mi hai mostrato il Ponte Di Brooklyn
    Al mattino,
    Ah, Dio,
    E la gente che scivolava sul ghiaccio per strada,
    due volte,
    due volte,
    due persone diverse
    sopraggiunsero, andavano a lavorare,
    Così serie e volenterose,
    Col loro penoso Daily News
    In pugno
    Scivolarono sul ghiaccio & caddero
    Entrambe nel giro di 5 minuti
    E io scoppiai in un dirotto pianto
    Fu allora che m’insegnasti a piangere, Ah
    Dio, Quel mattino,
    Ah, Tu
    Con me appoggiato al lampione ad asciugarmi
    Gli occhi,
    gli occhi,
    nessuno sapeva che avevo pianto
    e poi che gliene fregava
    ma Oh ho visto mio padre
    e la madre di mio nonno
    e le lunghe file di sedie
    e gli astanti che piangevano e il morto,
    Ahimè, sapevo che Tu Iddio
    Avevi dei piani migliori di quello
    Così qualsiasi sia il tuo piano per me
    Spaccatore di maestà
    Fa che sia un lampo
    Una folgore
    Fa che sia uno schioccar di dita
    Riportami a casa dalla Madre Eterna
    Oggi stesso
    Sempre a tua disposizione
    (e fino a quel dì)

     
  • 27 marzo 2006
    Poesia

    Il jazz s'è suicidato
    Fate che la poesia non faccia la stessa fine
    Non temiate
    l'aria fredda della notte
    Non date retta alle istituzioni
    quando trasformate i manoscritti in
    arenaria
    non inchinatevi né fate a cazzotti
    per i pionieri di Edith Wharton
    o per la prosa alla nebraska di ursula major
    no, statevene nel vostro giardinetto
    & ridete, suonate
    il trombone di mollica
    & se poi qualcuno vi regala perline
    ebree, marocchine, o vattelapesca,
    addormentatevi con quella collana al collo
    E' probabile che facciate sogni più belli
    La pioggia non c'è
    non ci sono più me
    te lo dico io, ragazzo,
    sicuro come un siluro.

     
  • 27 marzo 2006
    Blues

    Parte delle stelle mattutine
    La luna e la posta
    L'insaziabile X, il dolore delirante,
    - la luna Sittle La
    Pottle, teh, teh, teh, -
    I poeti in vecchie stanze gufose
    che scrivono curvi parole
    sanno che le parole furono inventate
    perché il nulla era nulla
    Usando le parole, usate le parole,
    le X e gli spazi vuoti
    E la pagina bianca dell'Imperatore
    E l'ultimo dei Tori
    Prima che la primavera si metta in moto
    Sono una montagna di nulla
    di cui volenti o nolenti disponiamo
    Così di notte contratteremo
    nel mercato delle parole
     

     
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