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Poesie di Manuel Paolino

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  • 09 agosto 2016 alle ore 17:03
    Risposta di Ermete al poeta

    Vedi poeta, sul biancore del ghiaccio
    le punte dei tuoi occhi si fermano, 
    e dell’immensità sottostante fra questi gemiti 
    la tua pelle oltraggiosa non percepisce –
    devo ammettere ch’appare spessa di luce – 
    che la coda tagliente dei demoni nell’aria
    il tuo spirito (troppo accecante per quelle 
    nere pupille, di pece e fiamme) pregustando; 
    sembra questo il tuo chiaro destino. Ti chiedo, 
    alzi mai gli occhi? A che altezza sorge 
    dalla tua anima la cima raggiunta?

    Ellissi

    Nondimeno la materia che tu imprimi,
    seppur fatta di parola, non credi sia infine
    poco dissimile dalle Statue? Non fosti tu
    a dire che fatte sono le parole come le pietre?
    Non devono far allora queste il volere divino?
    Non è forse questo il loro compito supremo? 
    Non sei tu dunque, poeta, il guardiano del logos?
    E non furono fatti gli uomini uguali a Dio
    eppure mortali solo per governare le faccende
    del mondo? Non sono le parole dei poeti
    della luce del Sole i prolungamenti?

    Non credi sia vano il tuo agire? 

     

  • 20 dicembre 2015 alle ore 12:25
    Il presente delle favole

    Il presente delle favole aguzze su nel liquido cielo
    che ti farò bere in una coppa di legno oliato
    dalle mie mani di poeta benedetto (dai Maledetti).
    Ricco ripieno di stelle il ristoro in esso,
    quella dolce fragrante di Baudelaire.
    Non ti mostrerò le carogne che pur lui dipinse
    una col pennello dei maestri
    goticamente annientandomi nel genio dei dettagli
    e nell’insieme che vi fuoriesce:
    un larvoso affresco che sprofonda nel più angelico
    [ amore.
    Quali brividi! Ma ti risparmierò cara la truce visione
    per donarti dentro i sorsi sul fondo
    il presente delle favole di questa valle.

  • 18 maggio 2015 alle ore 23:31
    Devi sapere

    Poesia non è ascoltare
    chi cerca di farti smettere
    poesia non è ascoltare
    le critiche di chi mastica l’aria
    come fossero i lembi strappati dalle vesti
    di una musa che nient’altro ha da donare
    poesia non è ascoltare
    chi non sente
    non vede
    non parla
    poesia non è ascoltare
    chi discorre di responsabilità
    e non è mai stato posseduto
    poesia non è ascoltare  
    chi t’illustra con la bocca
    il confronto ma non sa nulla d’arte
    né di modi
    poesia non è mimesi di niente
     
    Poesia è visione
    poesia è dettato
    poesia è labor limae
    poesia è musica
    poesia è soggettività
    poesia è profondo sentimento
    poesia è ricerca
    poesia è rottura
    poesia è magia evocatrice
    poesia è sacralità della parola
    poesia è mistero
    poesia è valore in sé
    poesia è semplicità
    poesia è forma
    poesia è raffinatezza
    poesia è paradiso perduto
    poesia è cammino
    poesia è evoluzione
    poesia è passato
    poesia è interpretazione
    poesia è realtà del poeta
    poesia è vita
    poesia è dono
    poesia è allegoria
    poesia è veggenza
    poesia è pensiero
    poesia è ermetismo
    poesia sono
    i tuoi poeti

  • 04 marzo 2015 alle ore 19:20
    Il viaggio di Rimbaud

    In ceneri l’essenza
    prima fiamma illesa dalla vita giage
    con le spalle forti sul tronco d’albero
    e la divisa toccata d’erba
    guardi la tua età
    e t’illumini al capezzale del soldato
    sotto la scialba volta
     
    D’ambra i capezzoli puntano il sole
    a picco tra le gambe l’inarcata schiena
    della dea mora profumata di mandorla fin dentro
    alle curve rigonfie che spingono il tuo ventre
    di nostalgico lupo
     
    Più tardi partirai sotto le stelle dell’Abissinia
    portando ai piedi legati
    i passi
    della tua gloria pietrificata
     
    Faccia al sole t’incamminasti
     
    Indietro c’erano Verlaine
    e la veggente musa
     
    Con sulle consumate suole
    l’ultimo sorso d’assenzio
     
     

  • 14 luglio 2014 alle ore 21:19
    Sognando la balena

    Sono i luoghi che ancora non ho visto
    sono Marrakech e le sue figlie
    sono i sgargianti sepolcri
    da cui le mani carezzevoli e sabbiose
    spariscono nel nostro denso respiro
    sono i luoghi di codesto
    sottofondo incantatore
    tra il sole che s’alterna
    a quelle rocce cineree
    dalle quali il poeta sogna la balena
     

  • 05 aprile 2014 alle ore 2:52
    Il gabbiano e il poeta

    Le strade come fiumi a Santo Domingo
    e alla soglia del paradiso
    indietro soli con gli artigli 
    nudi cacciano stirati gli ultimi nemici
     
    È questo un mare verde brillante
    – prima d’un mar ancor più grande –
    nelle Tenebre ghiacciate?
     
    Gabbiano perchè non voli tu
    e mi scruti?
     
    Non è tempo
    d’occhi umidi
    - è la libertà mia che lor vogliono!
     
    Ma non sanno
    che non si può tornare
    dalla bocca dell’oceano
     

  • 13 aprile 2013 alle ore 22:58
    Richiamo

    Oggi m’incateno al sonno mentre fuori
    il vento affaccendato porta in vetta il ricordo
    son sette giorni che la schiuma del mare
    allarmato balla sulle finestre della mia dimora

  • 05 dicembre 2012 alle ore 19:43
    Calipso

    Alle volte
    con l’oceano nero alle spalle
    t’invoco
    e cerco in un gesto
    tra le fredde onde
    la brezza del tuo urlo

    Non costruir per me miraggi
    non voglio fuggir lontano
    lascia al suolo i tronchi Calipso

    Più d’Ulisse t’amo

  • 27 giugno 2012 alle ore 8:51
    Prima del crepuscolo

    Scorgo
    la mia vita
    tra quelle montagne
    disegnate con le loro curve
    sul tiepido abbaglio
    in discesa
    di un sole
    a metà

    Prepotente ora
    dal cielo emerge
    e mi vince
    in un abbraccio di luce

  • 17 giugno 2012 alle ore 8:21
    Luna

    Riposa sabbia grigia
    all’ombra del sole
    giallo e caldo
    il cielo buio
    rassicura
    gli occhi sul lago
    che nessun conosce

    Lo decorano
    fiammette
    e si perdono con lui
    in lieta cenere
    che ci culla
    meritata linfa
    di cui siam sangue

    Crateri voraci
    all’orizzonte
    rocce
    e magnifici deserti

    Al tuo regno amor
    stanotte
    sto di fronte

  • 25 luglio 2011 alle ore 0:24
    Rugiada di poesia

    Lei si ascolta crescere
    tenera gemina compagna
    mentre io
    la guardo
    e spezzo
    finalmente
    versi

    Lei si ascolta crescere
    sui verdi piccoli colori
    mentre io
    la contemplo
    e scrivo
    rugiada
    di poesia

  • 29 dicembre 2009
    Empera

    Come il vento
    adesso
    sta suonando la mia pelle
     
    Così
    t’amo
    con la stessa dolcezza
     
    Tu sei il mio arcobaleno
    ed io il mar
    sul qual tu appari