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Poesie di Marcel Proust

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  • 07 aprile 2006
    A Céleste

    Alta sottile, bella, un pò magra, ora stanca ora vivace, simpatica
    a principi e plebe, saetta un'agra parola a Marcel, aceto ricambia
    per miele, allegra agile integra, è quasi la nipote di Nègre

  • 07 aprile 2006
    A Louisa de Mornand

    Per Louisa
    (Il cielo del letto color di cielo
    l'angelo del letto color di rosa)

     

    Color del cielo, il cielo del letto, celeste, striato di nebule bianche, ondula su Louisa che legge, prima del sonno, sul fianco.

    Certo, la sua attenzione decresce, reclina la testa assonnata mentre guarda senza vederlo un ramo che Madeleine Lemaire pinxit.

    Col pretesto che oggi è domenica, in questo paradiso da cui un angelo si sporge...Marcel Proust tanto a lungo è rimasto che ormai è lunedì!

    Dal purissimo calice della camicia (ordito del tessuto più leggero), stelo bianco, con un gesto, seppure assonnato, assai bello, il braccio di Louisa si svolge, sale e splende.

    Se ho detto che un angelo si sporge da questo paradiso così seducente, dal cielo celeste e bianco scendendo sulla vergine rosea e bianca.

    mi sono di certo sbagliato, perchè sono due amorini di Sèvres che, deliziosi e stupiti, guardano unirsi due labbra e due cuori che si sono intesi.

    Semiaperto, l'uscio della sala lascia vedere il rosso tendaggio... Il bleu di Tunisi sembra verde...


     

  • 07 aprile 2006
    Può darsi ch'io scordi

    Può darsi ch'io scordi, Signora, il vostro
    divino profilo d'uccello
    e che strappi la mia pazzia
    come se balzassi in un cerchio,
    ma al soffitto del mio capo i vostri occhi,
    fulgidi lumi, brilleranno.