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Autore

Marco Corvelli

in archivio dal 12 giu 2007

28 agosto 1984, Spoleto

segni particolari:
Le mie sono soltanto riflessioni sulla vita, niente di più bello che rendere concrete, attraverso la scrittura le emozioni e i sentimenti che ci rendono vivi.

mi descrivo così:
Ho 22 anni e sono studente di ingegneria alla facoltà di Perugia.

12 giugno 2007

Io la luna, tu il mio sole

.

Mi piacerebbe vederti come ti ho immaginata,
mi piacerebbe ascoltarti come nessuno ha mai saputo fare,
mi piacerebbe viverti come ti ho sognata,
mi piacerebbe baciarti come non ho ancora fatto,
mi piacerebbe riuscire a dirti com’è bello guardarsi, senza bisogno di parole,
vorrei che il mio respiro si confondesse col tuo e che il tempo si fermasse in quel momento,
e allora vivremo insieme in una contrada celeste, scale di seta soffice ondeggeranno leggere sotto il nostro balcone e assaporeremo l’inebriante respiro dei fiori;
In una notte d’estate, rassicurati dal tiepido sospiro del vento, ci addormenteremo abbracciati guardando la luna, che narcisa riflette la luce del sole ormai calato;
Ma come la luna ha bisogno di quella luce per non cedere spazio al buio, così quella stessa luce ha bisogno della luna perché altrimenti sarebbe dispersa;
Capirò solo allora la fortuna di abbracciare il mio sole e l’infinito privilegio di essere la tua luna.
Passeremo attraverso la notte come fossimo un unico corpo e vivrò i miei sogni sperando siano i tuoi stessi sogni;
Prima dell’alba mi sveglierò e con ansia aspetterò che il giorno scopra il tuo volto;
Il primo raggio insicuro, come un lento sipario svelerà lo spettacolo più bello che abbia mai visto; dal chiaro scuro dei tuoi lineamenti, ormai non del tutto celati, ripercorrerò la strada prima sconosciuta che mi ha condotto a te;
Il secondo raggio seguirà ancora tremante, superato dal terzo, fino a quando pian piano la luce sicura trasformerà l’incertezza delle forme dando vita alla bellezza del tuo corpo.
Consapevole che l’alba del mio giorno dovrà ancora schiudersi, aspetterò trepidante il risveglio dei tuoi occhi, ancora schiavi nell’onirica prigione del sonno;
Presto quel momento arriverà, giungerà inatteso, preceduto da un fremito, e sarò pronto ad accoglierlo, come fa la luna con la luce del sole.

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