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Poesie di Matteo Cammisa

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  • 01 novembre 2015 alle ore 15:41
    AMORE

    Ci rende anime, 
    Perse o in volo,
    Ma anime 
    Affamate di vita.
    Coraggiosi
    Dal sonno rilassato.
    Poter dire:
    Più non sono
    Non sei
    Ma saremo
    Siamo.

  • 10 novembre 2014 alle ore 12:16
    Metropolitanamerica

    Orde di razze come mazzi
    Nello stretto entrare lento
    Mix di fiori parlano seduti
    Chiari scuri gialli e bianchi
    In piedi appoggiati in silenzio ondeggiare
    Nelle loro cuffie in gabbia
    O sopra libri… un compagno
    Che sbriciola inudibili parole
    Porte serrate e fischi sotterranei
    Illuminati al neon freddo
    Tra mille mattonelle ammuffite
    Lanciate nell’intermittente scia laterale
    Mi scusi – soffiato sospiro lontano
    Dove piedi mossi a perdita su lamiera
    Incontrano la moderna invenzione
    lo strusciare rozzo sibilo dei vetri
    Che lavora in attesa a riempire pensieri
    Spalle seni gambe e forfora accavallati
    Nello spazio reso melma di colori e odori
    Ascella e spessi aliti di carne
    Prego – nello scollo e una collana
    Sguardi d’ogni quadro e ordine
    Riflessi nello sperma del ricordo
    Che ingravida se stesso – non si preoccupi -
    Fermi in corsa per tornare
    Fuggire in fretta per restare
    Nel ripetere del giorno.
    Forse è la prossima – parlano
    D’ognuno è il suo presente leggono
    Libri riviste espressioni e movimenti
    Campionario completo d’emozioni ferme
    E il sibilo è speranza – mi scusi.
    Felicità o tristezza non importa
    Solo tenere il tubo umido di ferro
    Chiudere le gambe e non fissare mai.
    Devo scendere – e lasciare il fischio
    E nel mal di mare muovere macchinario
    Attendere lontano il medesimo
    E noioso inconfondibile arrivo

  • 24 marzo 2014 alle ore 23:20
    Senza titolo

    Il fiore lotta il vento
    Per non lasciare il sole

  • 08 febbraio 2014 alle ore 13:03
    S. M.

    … E ancora
    Un motivo solo

    E non cedere ai tuoi occhi
    Il tuo riflesso buio
    Nel passo di una sabbia
    Che scroscio del silenzio
    Si ripete me stesso
     
    Vago piccolo
    E nevicate di ricordi
    Mentre tu resisti
    Come sopra un soffio
     
    Poi
     
    L’acqua ferma
    E il fuoco allenta
    Perchè io ritorni
    E verso te vagando
    Ancora tu
    Ed Io
    Ritorni
    Ancora… 
    E ancora...

  • 01 gennaio 2014 alle ore 22:31
    Del mare

    Del mare resta
    Come nel cuore
    Un segno

  • 14 maggio 2013 alle ore 11:52
    CHE COS'É LA POESIA (parte 3)

    ... E nell'orda di un silenzio esploda
    Come un grido in fiamme
    Sopra un mare ingordo.

    Sia parola grave
    Dolce come un tenero suicidio
    Libero di urlare odio
    Fede eterna devozione
    Fiato di un sudore acre
    Come sesso vivo
    Tra parole sacre.

    La poesia come fenice nasce
    Dentro lacrime e ferite
    Per Travolgere le labbra
    Di chi sa ascoltare.

    È pura anima
    Di un miele caldo
    E spina di una rosa morta
    Per il fiele di un amore atroce.

    È un urlo sottile
    Come lame velenose
    E un sogno trascinante
    Come un estasi drogata.

    Perché tu pianga
    Piangono i poeti
    Mille volte
    Nella loro morte
    Terribilmente viva.
    Vedono al di là
    Sopra pagine cadute
    Tra il respiro
    Di un istante
    Da voi creduto
    Scioccamente
    Superficiale
    Vuoto
    E semplicemente
    Inutile!
    Poesia è vivere
    L essenza del dolore
    Fondo e apice
    D'una gloria divina.

  • 25 aprile 2013 alle ore 22:54
    S. M.

    Quando di te rimane solo una foto
    Nel libro che mai avrei creduto riaprire

  • 20 aprile 2013 alle ore 12:27
    POLITICASTA

    Voltagabbana inciucisti
    Casta voto armata
    Vilipendisti festaioli
    Affamata mignottanza

    Spendiballe improvvisati
    Analcostituzionalisti!
    Cronici poltronari
    Orgoglioni svenditari

    Cenaioli rimborsisti
    Smarionettatori
    Geriatricoforzisti

    Vergogna nostra
    Del nostro onore
    Di gloriosa civiltà

  • 27 gennaio 2013 alle ore 19:09
    Sabrina

    Il tuo silenzio come un mostro
    È presagio di tempesta,
    suo sinonimo di morte.

    Ha nome “indifferenza”
    Quando pura atrocità...

    … E mi lascia come appeso
    In solitudine del dubbio.

  • 04 gennaio 2013 alle ore 14:30
    Francesca

    A volte arriva

    E come acqua

    Del pensiero

    Riempie gli occhi
     

  • 01 ottobre 2012 alle ore 9:03
    Donna martire

    Cristo ascolta questi occhi
    e dei miei lividi la storia
    di un delirio reiterato
    sotto l’ombra dei Tuoi giorni.

    Le mie mani fredde e il pianto
    consumato nel silenzio
    di una casa senza nome.

    Stanze accese dalle fiamme
    d’uno sposo mio nemico
    figlio di natura e forza
    come un cane senza occhi.

    Pronto alla giustizia infame
    alle urla del mio ventre
    che crisalide marciva.

    Io che sopprimevo il tempo
    grattando le unghie al seno
    dentro il fragile riparo
    di un sorriso senza vita.

    Loro no, non mi hanno vista
    sotto l’ultimo dei pugni
    che il demonio gli ha concesso.

  • 20 luglio 2012 alle ore 14:00
    INNO II

    INNO II

    Ascoltate.
    Ascoltate quanto queste mani hanno da dirvi.
    Guardate ad occhi chiusi il ricordo
    gettato a macchiare il bianco
    di queste pagine innocenti.

    Alzate l’anima e abbandonate la materia
    morta finta e foderata di uno schema
    pronto a generare automi e macchine di carne.
    Tornate a vivere:
    a vivere la pelle;
    a vivere ogni flebile sospiro
    come sussurri spenti al fuoco
    di una notte senza luna.

    Innamoratevi dell’ombra di una nube all’alba,
    coloratevi le lacrime del riflesso di un tramonto.
    Affacciatevi al fluire immobile del tempo
    e assaporate il segno libero del caos
    dipinto da un angelo viziato dai sapori di una Dea.

    Scriverete una nuova Bibbia
    spinti dall’ovazione di un infinito gran finale.
    Sarete dovunque nello stesso luogo:
    sopra e dentro i profumi d’infanzie perdute
    tra giardini di fiori proibiti.
    Sarete il caldo improvviso
    che sorprende il viso umido di pioggia
    e pioggia
    nelle aride stanze del pensiero di un malato.

    I sogni sono i semi dell’Eden
    lasciateli bere le vostre emozioni
    e nel tempo di un brivido
    conoscerete l’eterno.

  • 03 maggio 2012 alle ore 20:10
    RISVEGLIO

    Il sole spezza l'urlo
    e della pioggia lascia
    un tramestio di piedi.

  • 08 aprile 2012 alle ore 19:19
    Sofia G.

    Tema condannato a ripartire,
    a segnare come un ago segna
        il timpano d’ogni mio desiderio.

          Sei morte il suo sorriso.

    Dell’eco mi rimane il pianto
    l’amaro di pensarti il vizio.
    Lontana dal mio lezzo, eppure
    nelle notti m’abbracci nuda.

    Diafane espressioni specchiano
    le ruvide memorie vinte
    dall’urlo afono del tempo:
    sono spettro di ciò che amavi.

                                Sei vita la sua ombra.

    Vibra ancora d’eros la riva
    di questo inverno e lungo stende
    l’onda illusoria di riaverti.

    Sofia.

    Al focolare buio attendo
        nel monotono rinnovo
              di campane a taglio.

  • 16 dicembre 2011 alle ore 15:24
    TRISTEZZA

    Lentamente umido, sospiro.
    Al di là di me nel mondo, luce
    chiunque legga dal buio slega.
    Eppur sola resta la mia mano
    d’invisibile fantasma, solo,
    sotto il peso di continua morte.

    Come sasso su tela seccata,
    nei rumori silenti ferite
    sanguinanti urla, rompe calda
    la parola antica detta amore.
    Ride ‘a sparse ceneri coperta
    tenera si scopre ed io con lei.

  • 08 dicembre 2011 alle ore 12:46
    EMO

    Desidero cadere a perdita
    nel sogno più irreale,
    nei rivoli di un buio
    teneramente tenebro.

    Brucio nell’attesa e
    tendo braccia invano
    dentro un mondo
    che dovunque brucia.

    Appesa ad un istante
    e costantemente sola
    muovo passi immobili.

    Vorrei stringerti futuro
    riportandoti al dolore
    fisso alle mie mani.

    Sfogo nell’amare l’odio
    e soffro di un amore nero
    nell’esilio d’incomprese
    frasi e sere insonni.

    Nessuno mi ascolta
    e mai potrà sentirmi:
    questa lacrima di sangue 
    fa un rumore troppo sordo.

  • 03 dicembre 2011 alle ore 23:27
    MADRE VERBO

    Nell’amore del verbo
    riverbero silente
    come il cielo fremita
    ai limiti l’oceano.
    Un delirio accogliente
    sopra gli occhi sale
    tracima il viso. Sono
    tuo, madre parola.

  • 24 novembre 2011 alle ore 22:14
    LEDA

    Tu sei vive e profonde passioni
    di impossibili futuri, sprechi di
    rose regalate e volti di
    donne che non avrò mai.

    Sei quel liquido che sporca
    e riscalda la pelle. Un olio
    grasso che dona vigore alle
    giunture di un animo arido.

    Sei un pensiero fisso che friziona
    mente e cuore, pompa respiri
    e cola sui ricordi arrossati
    di persone disperate.

    Sei un soffio che sbatte
    tra le mura di un bambino adulto,
    due occhi divaricati pronti
    a bagnarsi della colpa di Adamo.

    Sei un animale da colpire, da bere
    e da affogare tra parole di un senso
    disumano urlate in un salone
    colmo di gesti d’acqua e pietra.

    Sei perfetta nella voglia di chi ama,
    nel pensiero di chi desidera,
    ma nella bocca di un poeta
    rimani sola e concreta illusione.

    Non svegliarti mai, dimentica
    nel sogno la crudeltà dell’eros,
    credi a calma e crea castelli
    dove nessuno mai possa ritrovarti.

    A Catherine

    22/11/2011

  • 19 agosto 2011 alle ore 11:40
    ALL YOU NEED

    A singing bird
    is all you need
    to feel your life

    A horning car
    is all you need
    to lose the bird

    A loving dog
    is all you need
    when love is out

    A cheating girl
    is all you need
    to feel depressed

    A bowl of rum 
    is all you need
    to let it go

    A scratched car
    is all you need
    to shout out loud

    A brand new gun
    is all you damn need...

  • 24 luglio 2011 alle ore 18:38
    UNGARETTI

    Un petalo
    sul crine
    di un soffio

    scrive

    nei tuoni
    di guerra.

  • 30 maggio 2011 alle ore 22:06
    UOMO SOCIAL NETWORK

    Siamo uomini catodici
    diamo amori digitali
    con parole di tastiera
    fermi virtual salottini
    nei circuiti a cavi neri
    scorri clicca e aspetta
    premi leggi e non sfogliare.

    Cuori con impulso lento
    progettati per la vita
    quell’applicazione prima
    che è introvabile su rete
    scaricabile di notte
    con un semplice pensiero:
    voler vivere da umano.

    Onanismo a schermo intero
    dopo pasti di barrette
    dentro stanze legno-amianto
    creme a idrogeno compresso
    sopra plastica di pelle
    senza peli depilato
    scuro finto di uno spray.

    Figli anomali d’industria
    fatti a serie poi riempiti
    di veline e seni finti
    soldi marci e droghe spente
    amici disco-aperitivo
    per trovarsi e dirsi ciao
    dentro un solitario caos.

  • 14 aprile 2011 alle ore 23:03
    GIUDITTA

    Per ricevere il tuo labbro
    Non ho l’ombra di una rosa
    Seta o petali di blu
    Come il mare sul tuo viso
    Senza vento o schiuma d’onda;
    Non ho il cuore di un neonato;
    La dolcezza di una foglia
    Sopra un fiume in piena forza;
    Vuote mani o mente aperta.

    Per ricevere il tuo labbro
    Non ho niente da donare
    Solo vizio soldi e noia
    Ferro pieno, laghi vuoti
    Di una mente incontrollata
    Cane strabico di fede
    Chiesa madre di cemento
    Dalle luci illuminata
    Di una strada senza uscita

  • 13 aprile 2011 alle ore 20:46
    PUBBLICO MODERNO

    Quanta misera tristezza
    nel vederti sorridente.
    Quella musica d' idioti
    ricoperti di commercio...
    Non ti accorgi delle sorde
    lunghe code di favori?!
    Vedi solo ciò che chiede
    la sapienza di un beota,
    nato figlio di una troia,
    sputa all'alto impositore!
    Respirare il tuo frastuono
    vomitato dalle labbra
    di un paese fariseo
    rende il corpo mio speranza 
    morta cenere silente...

  • 13 aprile 2011 alle ore 20:34
    ALEXANDRA GINSBERG

    Ho visto mani maritarsi
    al santo vincolo sessuale
    divorziare sotto il tempo
    di una cassa in quattro quarti
    vedo visi rilassarsi 
    corpi. volti su al celeste
    occhi aperti soli e pene
    dolorose sanguinanti
    scemi mobili di vita
    date anche un'unghia rotta
    la speranza di una luce
    come credere mia sposa
    il tuo sorriso inesistente
    sotto al giogo del tuo morto
    vivere di pene, falsi
    ricamati discorsini
    mani calde e labbra tese.

    Ho visto dita rilassarsi 
    nella valle del perdono
    ricercare un gridolino 
    un sommesso pio richiamo
    a quelle donne naturali
    senza dubbi di conteggio
    soldi, copri e ripulisci!
    Vedo labbra dirsi addio
    senza l'onere del tocco
    convenevoli di un ladro
    con il corpo di un'arpia
    modellato tra le rocce
    delle acque a due cascate
    oro puro e piombo d'oro
    piume d'oca e dorsi piuma
    dove stendere la voglia
    la richiesta incontrollata
    dell'affetto mai avuto.

  • 05 aprile 2011 alle ore 20:11
    SE MORISSI...

    Se morissi, io

    La pioggia comunque

    Cadrebbe dal cielo.